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giovedì 28 luglio 2022

New Trolls & Others: The Soundtracks 1978-1979 (vinyl) - FOR FANS ONLY


Siamo ancora in piena attività celebrativa per ricordare il grande Vittorio De Scalzi. Questa volta lo troviamo insieme ai suoi New Trolls all'interno di due album, decisamente atipici e di non larga diffusione, realizzati insieme ad altri artisti, utilizzati come colonne sonore di due film. Di questi due vinili se ne è parlato nei più recenti commenti e, nonostante siano tutt'altro che dei capolavori, ho ritenuto di pubblicarli nella loro integrità. Passiamo alla presentazione. Ringrazio gli amici della Stratosfera che hanno inviato i link per effettuare i download. 

New Trolls & Others - 1978 - Nunca En Horas De Clase


TRACKLIST:

Lato A
01. New Trolls – It's Downtown ("En El Centro De La Ciudad") - 3:44
02. New Trolls – Good Morning People ("Buenos Días Gente") - 3:25
03. Cher Komisar – Romantic Lover ("Amante Romántica") - 3:16
04. Sunny, Betty y Jo, con Patucchi Orchestra – I Love You Maestro ("Te Quiero Maestro") - 5:40
05. S. Powder – Sweet Sweet Love ("Dulce, Dulce Amor") - 4:32


Lato B
06. New Trolls – Ha Ha Ha - 3:47
07. New Trolls – I Can See The Rain ("Puedo Ver La Lluvia") - 3:34
08. Sunny, Betty y Jo, con Patucchi Orchestra – All The Way ("Hasta El Fin") - 6:34
09. Marce y Chema – Escucha Mi Guitarra - 2:54
10. D. Patucchi Orchestra – More ("Más") - 5:21


NEW TROLLS - FORMAZIONE:

Vittorio De Scalzi - voce, tastiere, sintetizzatore
Giorgio Usai - voce, tastiere
Nico Di Palo - chitarra, voce
Ricky Belloni - chitarra, voce
Giorgio D'Adamo - basso
Gianni Belleno - batteria, percussioni, voce


Il 1978 segna il ritorno in studio dei New Trolls, dopo la pubblicazione, due anni prima, del celebre "Concerto Grosso n. 2". Sono tempi difficili, la disco music impera e anche i nostri strizzano l'occhio alle nuove tendenze musicali. Sull'album "Aldebaran" (1978), oltre alla title track e a "Quella carezza della sera", che otterranno il successo che tutti ben conosciamo, fanno la loro comparsa due tracce di perfetta disco music, "Suite Disco" e "Espanolada" che riescono a far inorridire puristi ed estimatori della storica formazione. L'ubriacatura disco sarà ancora più evidente nelle tracce appositamente realizzate per la colonna sonora (Banda Sonora Original De La Pelicula, come riportato in copertina) del film "Nunca En Horas De Clase". Il vinile e la Mc (mai ristampati in CD) vennero pubblicati solo in Spagna dall'etichetta Odeon, mentre la Discos Fuentes distribuì l'album anche in Colombia, sempre nel 1978. I new Trolls appaiono in 4 delle 10 tracce di cui si compone l'album. Ringrazio l'amico alifib che ci ha inviato il link con i soli 4 brani dei NT, ma "for fans only" ho ritenuto di pubblicare l'intero 33 giri. Perdonatemi. 


Ed ora veniamo ai brani realizzati dai New Trolls: "It's Downtown" pare uscito di filato dalla colonna sonora de "La febbre del sabato sera", con un Nico Di Palo che farebbe morire di invidia Barry Gibb & Co. Roba da non credere. Anche "Good Morning People" in quanto a sdolcinatura non scherza. Miele a profusione. Da inserire d'ufficio nel soundtrack del sopracitato film con John Travolta. "Ha Ha Ha" è un altro brano "Bee Gees Style", pubblicato anche come singolo. Si salva solo "I Can't See The Rain", una ballata acustica che pongo un gradino, ma solo uno, al di sopra delle altre tracce. Lo salvo solo per l'amore che provo per i NT. Gli altri brani della colonna sonora non li commento nemmeno. 
Il film, per la regia di José Antonio de la Loma, venne distribuito solo nelle sale cinematografiche spagnole (se volete farvi del male andate su Youtube e cercatelo) con grandi star protagoniste come Inma De Santis, Nadia Windel e Carlos Ballesteros. Punto. Qui mi fermo.


New Trolls & Otherts - 1979 - Cher Papa (Caro Papà)


TRACKLIST:

Lato A
01. Bambina innamorata (voce solista – Vittorio Gassman) - 2:54
02. Montreal (New Trolls) - 2:09
03. Caro Papa (New Trolls) - 2:31
04. It's Downtown (New Trolls)  - 3:45
05. Amor - 1:27

La to B
06. I Can't See The Rain (New Trolls) - 3:36
02. Do, Do, Do The Rock' N'Roll (New Trolls) - 4:55
03. Good Morning People (New Trolls) - 3:26
04. Funky  (New Trolls) - 4:21


Non contenti di aver contribuito alla colonna sonora di "Nunca En Horas De Clase", nel 1979 i New Trolls collaborano con il regista Dino Risi per la realizzazione del soundtrack di "Caro Papà", un film drammatico che vede come protagonisti Vittorio Gassman e Andrée Lachapelle. Tranne due tracce, "Bambina innamorata", cantata dallo stesso Gassman e "Amor", tutte gli altri brani sono dei New Trolls. L'album, pubblicato solo in Francia dall'etichetta Disques Ibach (e mai ristampato) è in realtà attribuito a Manuel De Sica, dal momento che ha composto 5 brani su 9. La copertina parla di "partecipazione vocale dei New Trolls", ma in realtà vi è anche quella strumentale, anche solo per il fatto che "It's Downtown" e "I Can't See The Rain" erano brani già inclusi nella precedente colonna sonora. Le composizioni dei NT risentono, anche in questo caso, del periodo musicale e della sbandata presa dalla band di De Scalzi e Di Palo in quel particolare momento storico. Non voglio essere troppo cattivo, per cui taccio e lascio a voi commentare l'album. Come ho scritto nel titolo: FOR FANS ONLY.


LINK Nunca En Horas De Clase (1978)
LINK Caro Papà (1979)

Post by George

mercoledì 18 luglio 2018

Serie "Bimbitudine" vol. 0 - Gian Piero e Gian Franco Reverberi - 1973 - Nel mondo di Alice


 Side One

1. Il Mondo Di Alice
2a. Corsa Elettorale
2b. Babbo Guglielmo
2c. Picchia Forte
3. Balletto Della Farfalla
4a. Trullalli Trullalla
4b. A Mezzanotte Il Sole Risplende
4c. Con L'Imbuto Sulla Testa
5. Corteo Delle Carte

Side Two

6. Quadriglia Reale
7a. Tondo Dondo
7b. D'Inverno Quando Fuor La Neve Fiocca
7c. Quattro, Quattro, Quattromila
8a. Leone E Unicorno
8b. Cerco Bolle
8c. Ninna Nanna Mia Dolce Regina
9a. Saluto Alice Regina
9b. Ingresso Al Banchetto
9c. Per Prima Cosa Lo Devi Pescare
10. Il Mondo Di Alice


Altro giro, altro regalo dell'amico Adix, grazie al quale ci avventuriamo di nuovo nel mondo delle colonne sonore, questa volta non di un film ma di uno sceneggiato a puntate della vecchia RAI TV (una fiction, si direbbe oggi o meglio ancora una miniserie, visto che era composta da sole 4 puntate). Autori delle musiche sono l'onnipresente (basta guardare la scheda a lui dedicata su wikipedia, soffermandosi alle 1000 collaborazioni, si fa prima ad enunciare chi manca tra i cantanti famosi con cui ha collaborato) Gian Piero Reverberi, in collaborazione con il fratello Gian Franco. Vi è un dubbio, almeno secondo le fonti da me consultate, circa l'anno in cui "Nel mondo di Alice" fu trasmesso sul secondo canale (oggi Rai2): 1974 secondo wikipedia ed altre pagine, 1970 secondo il sito del Corriere della sera. Nonostante l'autorevolezza di quest'ultima fonte, sarei propenso a credere alla prima ipotesi, visto anche l'anno di uscita dell'album che qui vi presentiamo.

Il programma prende spunto dal famoso romanzo di Lewis Carrol (pseudonimo dello scrittore, matematico, fotografo, prete e altro Charles Lutdwidge Dodgson) "Alice nel paese delle meraviglie", ma anche dal suo seguito, molto meno noto, ovvero "Attraverso lo specchio e quello che Alice vi trovò". Come si evince da questa colonna sonora, molte erano le parti musicate e cantate, tanto che quest'album sembra una raccolta di gustosi siparietti musicali. Di rilievo la presenza di Bruno Lauzi e Ricky Gianco, rispettivamente Trullallì e Trullalà, riconoscibilissimi nelle parti da loro interpretate. Protagonista (nella parte di Alice, of course) e voce della "title track", che troviamo in doppia versione ad aprire e chiudere l'album, nonchè sigla del programma, fu nientepopodimeno che Milena Vukotic, grande attrice celeberrima (forse ingiustamente, visto i molti ruoli di rilievo interpretati nel corso di una lunghissima carriera) per la parte della "signora Pina", compagna di mille sfighe del compianto ragionier Fantozzi.

Sebbene questo lavoro sia decisamente agli antipodi del rock progressivo, ho trovato l'ascolto divertente e vario, con parti musicali di ottimo livello. Un'unica nota, o meglio una suggestione: sarà un caso se il breve brano strumentale "Ingresso al banchetto" (notate il titolo) ricordi, con il suo incedere a marcetta, un'analoga famosa marcetta quasi contemporanea (se non ricordo male) della PFM?


Ricordiamo che, oltre ad essere presenti diversi spezzoni di "Nel mondo di Alice" sul tubo, lo sceneggiato è interamente e gratuitamente fruibile sul sito Raiplay.it 


Interpreti e personaggi

Milena Vukotic: Alice
Ave Ninchi: La regina di cuori
Giustino Durano: Il cappellaio matto
Franca Valeri: La duchessa
Mario Carrara: Il bruco
Umberto D'Orsi: Il re di cuori
Nora Ricci: La cuoca
Bruno Lauzi: Trullallì
Ricky Gianco: Trullallà
Lino Patruno: Tondo Dondo
Duilio Del Prete: Il cavaliere bianco
Leda Lojodice: La farfalla
Lidia Costanzo: Susanna

Musiche di Gianfranco Reverberi, Gianpiero Reverberi
 Scenografie e Costumi (e copertina del disco) di Emanuele Luzzati



Post by Captain, music by Adix

mercoledì 2 ottobre 2013

Magazzini Criminali - 1980 - Crollo Nervoso

TRACKLIST :

01 - Mogadiscio 1985/Los Angeles International Airport Tre Anni Dopo (30:31)
02 - Saigon 21 Luglio 1980/Africa Agosto 2001 (27:53)

Questo particolarissimo e ipnotico lavoro nasce come colonna sonora di uno spettacolo teatrale. Musicalmente siamo nello sperimentale elettronico. L'album è composto da un lunghissimo collage di brani musicali d'avanguardia (ma non solo), voci e rumori, suddiviso in 4 stanze comunicanti tra loro, in epoche e luoghi differenti. I suoni (o meglio, come disse qualcuno, gli "Ibridi Sonori") sono "rubati" da Brian Eno, Robert Fripp, Billie Holliday, Brion Gysin, Jon Hassell, Miles Davis, Brian Eno, David Byrne. Sebbene l'ascolto non sia affatto facile (come avrebbe detto un certo Maestro diversi anni fa, è uno di quei dischi che... "ha bisogno di un ascolto che definirei meta-analitico, a favore di una non spazialità a-temporale"), questo lavoro ha un suo fascino particolare, se riuscirete ad arrivare alla fine di oltre 58 minuti di deliro sonoro... Scarne le informazioni su questo progetto, ma a ben cercare qualcosa si trova sempre...

Un'interessante curiosità, proveniente da note anonime ritrovate sul web: "nella Side B di questo LP del 1980 c'è la prima apparizione di due brani tratti dalle prime sessions di Brian Eno e David Byrne, che usciranno (modificati e rimixati) ufficialmente solo l'anno successivo nell'album My Life In The Bush Of Ghosts. Si tratta di Mea Culpa e Lot (una versione lenta e con diverso testo che diventerà poi The Jezebel Spirit nella versione definitiva)."

Da un'anonimo commento su FaceBook, ormai non più rintracciabile se non per una traccia rimasta su guggle: "Nel giro vorticoso della notte fiorentina non poteva mancare un appuntamento nello spazio dei MAGAZZINI CRIMINALI a Scandicci, dove viene presentato il disco, edito dalla bolognese Italian Records, ovvero la colonna sonora di Crollo Nervoso, un musical contemporaneo di grande impatto spettacolare. Stasera una performance con F. TIEZZI, S. LOMBARDI, M. D'AMBURGO e J. ANZOLOTTI, musiche di Brian Eno rivisitate, scenari geografici, scenari metropolitani, fusi orari differenti, cactus che si muovono, veneziane che si alzano e che scendono, occhiali da sole, creme abbronzanti, boxeur, culturisti, elastici, piscine, armi da taglio, giungla, grattacieli, scimmie, ponte all'Indiano."

QUI invece, ho trovato scritto: "Crollo Nervoso è la colonna sonora di una piece teatrale che Magazzini Criminali ha rappresentato per tutta Europa. Il gruppo ha compiuto un assemblaggio di interventi sonori che spaziano da Brian Eno a Miles Davis, come tappeto per gli angosciosi viaggi su una astronave o nel deserto."

Infine, Federico Tiezzi, uno dei membri di Magazzini Criminali, QUI ha così scritto circa Crollo Nervoso: "Anche le colonne sonore avevano una importanza fondamentale: il mio lavoro consisteva molto spesso nella messinscena di una colonna sonora, di un ritmo musicale variato a seconda di una drammaticità o di una drammaturgia interna. Così è stato per Crollo nervoso, in cui è nata prima la musica, che era il vero testo, e poi lo spettacolo. Tanto è vero che poi, con Sulla strada, la cui colonna sonora non era stata creata da uno di noi, è nato quello scarto che non ha fatto funzionare lo spettacolo."

Progetto Musicale di :

Sandro Lombardi
Federico Tiezzi
Marion D'Amburgo


Post by Captain

P.S. - Si ringrazia, per le ultime due foto, l'archivio dell'unità

P.S. 2 - Dimenticavo, anche sulla Stratosfera si era già parlato, seppur brevemente, di Crollo Nervoso, e a farlo era stato Odiladilu nel post dedicato a Cavaliere Azzurro

sabato 2 marzo 2013

1967 - Piero Umiliani

 Il 1967 continua ad essere caratterizzato dal filone eurospy di produzione italo-ispano-tedesca. La libertà compositiva che lasciano le case di produzione di questi film (...in virtù anche di compensi molto più bassi rispetto alla media) è uno dei motivi della prolificità di Umiliani per questo genere, le cui colonne sonore continuano però ad essere raramente pubblicate su disco. Un caso particolare è quello di Come Rubare la Corona d'Inghilterra, film che miscela il genere spy al supereroistico e che esce negli USA col titolo "The Fantastic Argoman". Uno dei brani, "Argoman Bossa Nova" stampato su disco sei anni dopo l'uscita del film, è oggi considerato un punto di riferimento nel lounge-jazz.
Un altro fenomeno sta da tempo invadendo il grande schermo, lo Spaghetti Western, anche se questa definizione arriverà solamente nel 1968. Umiliani firma le musiche di un western selvaggio come Il Tempo degli Avvoltoi di Fernando Cerchio e, soprattutto, di Il Figlio di Djiango diretto da Osvaldo Civirami, con l'epico brano "They Called Him Django" cantato da John Balfour. Per la cronaca le note del maestro accompagnano anche il western parodistico Ric e Gian alla Conquista del West.



In tutto ciò Umiliani non abbandona mai la commedia e, per la regia di Giorgio Capitani, regista con il quale collaborerà in molte occasioni, esce nelle sale La Notte è Fatta per Rubare con Catherine Spaak protagonista non solo del film ma anche della colonna sonora con il brano omonimo che ottiene un buon successo discografico. In 28 Minuti Per 3 Milioni Di Dollari di Maurizio Pradeaux vediamo anche una giovane Iva Zanicchi.

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Dopo aver pubblicato dei microsolchi per alcuni documentari, tra cui La Consolazione della Pietra,  arriva la prima produzione indipendente per il grande schermo. Si tratta de La Buona Stagione, un film a episodi diretto da Renzo Renzi sulla storia della Resistenza in Emilia che trova una distribuzione in sala, seppur limitata, grazie anche alla menzione speciale ricevuta al VII Festival dei Popoli.
E' il primo passo verso una nuova stagione per la carriera di Umiliani, e la sua scelta di autonomia lo porterà verso nuove frontiere musicali e al successo mondiale.

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Il primo impegno di Umiliani con la musica per immagini è proprio per un documentario, I Pittori della Domenica, girato nel 1955 dai fratelli Taviani che all'epoca si dedicavano molto a questo genere di produzioni. Ad accompagnare il mediometraggio è il lungo brano "Piccola Suite Americana", in seguito più volte riarrangiato e reinciso da Umiliani con il suo gruppo che comprende anche il sassofonista Ivan Vandor. Dopo le collaborazioni con la RAI per Il Mattatore, Moderato Swing e Fuori l'Orchestra Umiliani riprende a scrivere musica per questo particolare genere cinematografico e televisivo. Umiliani si impegna in queste produzioni nonostante fosse già occupatissimo con il cinema proprio per la grande libertà di espressione e di sperimentazione che il documentario poteva offrire. Il primo, grande, lavoro fu per Noi e l'Automobile del regista Luciano Emmer, girato nel 1962 e riscoperto nel 2004 al Festival di Torino. Il brano guida del documentario, "Motore a Ioni" è poi inciso nell'album di sonorizzazioni "Effetti Musicali" (etichetta Omicron) e recentemente riproposto nell'antologia "Musica Elettronica vol. 1" edita dalla Right Tempo. Tra la metà degli Anni '60 e primi Anni '70 la funzione educativa e divulgativa della televisione di stato è ancora un obiettivo primario e molti registi sono chiamati a raccontare la storia, la geografia e l'economia con le loro telecamere. Tra tutti spicca il nome di Corrado Sofia, autore di grande successo, capace di raggiungere audience da varietà di prima serata raccontando di città lontane e civiltà del passato.
Le musiche dei documentari raramente venivano pubblicate su disco e a volte è proprio lo stesso maestro a colmare questa lacuna grazie alla sua etichetta discografica Omicron, nata per produrre dischi di sonorizzazioni ma poi passata a pubblicare album di ogni genere. Alcuni esempi di questa produzione sono gli epici Il Ponte dell'Asia e Se Scoppia la Pace, il ritmato Gli Italiani e l'Industria sino a Il Mondo dei Romani dove la storia dell'antica Roma è accompagnata da sintetizzatori e batterie elettroniche anziché da ovvie cetre e flauti.

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Prima della fine dell'anno Umiliani prende una decisione coraggiosa, quella di produrre in maniera indipendente dischi di jazz, colonne sonore per film e documentari con la propria etichetta Omicron con la quale aveva in ciso tre dischi di sonorizzazioni nel 1964.
"Negli Anni '40 vivevo a Firenze. Un giorno vidi un disco in un negozietto. Il titolo era "Hot & Bothered" edito da un'etichetta di New York. In Italia, all'epoca, nessuno sapeva chi fosse Duke Ellington e ascoltare quel genere di musica era proibito, illegale, al punto che se venivi scoperto si poteva anche finire in galera!
Scoppiò la guerra e io ricordo che ogni volta che suonavo Mood Indigo al pianoforte mi dicevo che era il più bel pezzo di musica che sia mai stato scritto. Una melodia così dolce, così diversa da tutto quello che avevo ascoltato e suonato fino ad allora.
Quando, finalmente, le truppe americane arrivarono a Firenze essi portarono con loro i V-Disc e alcuni album di jazz a 33 giri. Fu così che io scoprii i ritmi e il suono di quella musica. Una musica che divenne la mia vita."
Nel 1967 pubblica il doppio album "Piccola Jam" che raccoglie incisioni registrate tra il 1962 e il 1967. La stampa accoglie l'album come un evento. Il Tempo del 20 agosto proclama che "Il Jazz italiano ha una sua antologia", Il critico de L'Espresso afferma che "i due dischi sono tra le cose migliori mai prodotte dal jazz italiano".





domenica 2 dicembre 2012

Serie "Colonne Sonore" - 7 - 1966 Riz Ortolani - The Spy With a Cold Nose

Riz Ortolani, all'anagrafe Riziero Ortolani (Pesaro, 25 marzo 1931).
Negli anni cinquanta Ortolani fondò una jazzband. Nel 1962 scrisse con Nino Oliviero la famosa colonna sonora per il film di Gualtiero Jacopetti, Paolo Cavara e Franco Prosperi Mondo cane, la cui canzone dei titoli di testa (More) vinse un Grammy e fu candidata all'Oscar come canzone originale.

Un'altra sua composizione famosa è quella dei titoli per il film O' Cangaçeiro del 1970, diretto da Giovanni Fago. Ortolani scrisse oltre 200 colonne sonore tra le quali una lunga serie di western tedeschi Apache last battle e molti gialli italiani.
Tra le sue colonne sonore più note: Il sorpasso del 1962, Danza macabra del 1964, Africa addio del 1966, I giorni dell'ira del 1967, Addio zio Tom del 1971, Fratello sole, sorella luna del 1972, Sette orchidee macchiate di rosso del 1972, Non si sevizia un paperino del 1972, Io ho paura del 1977 e Cannibal Holocaust del 1980. Grande successo per il 33 giri: CAM SAG 9078, Colonna sonora originale drl film Casanova and Company realizzata dal grafico romano Umberto Iacolucci. Nel 1967 ha curato le musiche dello sceneggiato televisivo La fiera della vanità.

Sposato con la cantante Katyna Ranieri, ha operato molto nel settore della musica leggera come autore di canzoni, arrangiatore e direttore d'orchestra. Ha un'unica figlia, Rizia Ortolani. Ha fondato una orchestra di musica leggera che porta il suo nome e con essa ha girato il mondo intero proponendo musica propria e di vari altri compositori, realizzando diverse incisioni di dischi 78 giri sotto etichetta RCA Italiana con il cantante Rino Loddo, anche in duetti con Katyna Ranieri.

Di recente ha composto la sua prima opera teatrale, Il principe della gioventù, andata in scena prima mondiale al Teatro La Fenice di Venezia il 4 settembre 2007.

The Spy With A Cold Nose
Dr. Francis' Theme
The Spy With A Cold Nose - Reprise
Royal Garden Music
Mr. Farquhar In The Car
Ceremony In London
Dr. Francis' Theme - Reprise
Russian Love Theme
Natasha's Dance
Dr. Francis Visits His Dogs
The Dog's Chase
Finale


Per smascherare gli agenti del KGB che da tempo agiscono impunemente in Inghilterra, l'M.I.5 dà attuazione al machiavellico piano conosciuto con il nome in codice "Operation Bandy Legs": il governo britannico regalerà al premier sovietico - del quale è nota la passione per i cani - un bell'esemplare di bulldog dall'immacolato pedigree, ma nel cui stomaco il dottor Francis Trevelyan (Laurence Harvey) ha impiantato una microscopica trasmittente per poter registrare a distanza gli incontri al Kremlino e ricavare utili indizi sulla rete spionistica nemica. Il piano consente di inchiodare un centinaio di insospettabili informatori, ma un giorno il cane si ammala. Londra teme che Mosca possa scoprire il trucco e manovrando con diplomazia invia oltre cortina Trevelyan per curare l'animale. I russi hanno però intuito il tranello e con l'aiuto dell'astuta principessa Natasha Romanova (Daliah Lavi) si preparano a rendere al capo del controspionaggio britannico lo stesso trattamento che questi ha riservato al cane.
Superficiale parodia del fantaspionaggio alla James Bond che, pur ironizzando sulle paure della guerra fredda, non approfondisce gli spunti brillanti della sceneggiatura né valorizza al meglio le qualità degli interpreti.




BY

GROG

mercoledì 12 settembre 2012

Serie "Battiato & Friends Special Fan Collection" n. 8 - Franco Battiato & Others - 1992 - Plantage Allee Soundtrack (Cut album)

TRACKLIST :

01 - F. Battiato - Titelmuziek
02 - F. Battiato - Miljoenen keuzes
07 - F. Battiato - Miljoenen keuzes (instr)
08 - F. Battiato - Variaties op de titelmuziek
09 - R. Machielse - Thema bernadette
10 - R. Machielse - Thema maarten
11 - R. Machielse - Thema liesbeth
12 - R. Machielse - Thema annelies
13 - R. Machielse - Thema savannah lady
14 - R. Machielse - Thema afscheid van Bernadette en Jack
15 - F. Battiato - Epiloog plantage allee

Per prima cosa, lasciatemi sconfinare in uno sperticato, immenso e ruffianissimo ringraziamento all'amico Rattus (su sua precisa richiesta), il quale ha scovato nel fondo del suo valigione quest'introvabile soundtrack, da una fiction in lingua olandese (grazie George), a cui Battiato partecipò con ben 9 brani. Qui ne trovate solo 5, e la spiegazione è semplice: per correttezza verso l'artista, ho tolto dalla versione originale i brani che vanno dal terzo al sesto, visto che sono versioni originali provenienti da albums in commercio del maestro (Risveglio di primavera, I treni di Tozeur, Nomadi e Il re del mondo). I 5 pezzi rimanenti, interamente musicali e dai titoli impronunciabili, riecheggiano o ricalcano, con nuovi arrangiamenti e con l'aggiunta di inserti inediti, brani famosi come Luna Indiana o L'animale, la classe è la solita a cui Battiato ci ha abituato, belli anche i brani di Machielse. Un ascolto raro e piacevole, che non può sfuggire ad ogni Battiato maniac... Good listening to all


P. S. - Mi scuso con i visitatori e soprattutto con gli uploaders di files che ancora devo postare: son tempi difficili e gli impegni, ma più spesso i pensieri, mi impediscono di lavorare come vorrei al blog. Posterò tutto, cari amici, ma i tempi ora sono più dilatati, non riesco davvero a far di meglio e me ne scuso... Spero capiate

giovedì 26 luglio 2012

Serie "Colonne Sonore" - 5 - 1966 Armando Sciascia - Tre Colpi di Winchester per Ringo


Questa è una bella scoperta e una piacevole colonna sonora per uno spaghetti western di un autore, Armando Sciascia, che ha smesso di comporre per il cinema dopo il 1966, e che era già noto per il suo violino, e per la sua particolare world-music orientata nel mondo delle colonne sonore di film.

La qualità audio è molto buona e in full stereo. 



Soundtrack

Tra tutte le tracce quelle più caratteristiche e degne di nota sono le seguenti:

Tre colpi di Winchester:
il tema principale è nello stile Ennio Morricone, il resto del lavoro è un po' più leggero, con pochi accordi, anche se è piuttosto divertente e spesso allegro, con alcuni accenni di suono tipo commedia-western, che si sarebbe ascoltato solo cinque anni più tardi, il che è piuttosto sorprendente per questo genere di film western classico.

Barn Dance:
una danza divertente con chitarra Pickup, rumori e percussioni leggere.

Era un Ragazzo:
una ballata d'amore decente in vecchio stile, con una melodia orecchiabile, è una versione diversa con corde, armonica e tastiera, anche se comprende un basso un po strano, quasi muto che può essere un difetto dalle sessioni di registrazione.

Occhi spenti:
una ballata piuttosto buona e accattivante, con armonica e coro maschile, con note di una melodia spagnola.

Ormai è finita:
è suonata con modalità che sono molto simili alla seconda traccia, Pensieri Giovani, ma la melodia è diversa per questa ballata acustica dal suono spagnoleggiante.

Macumba Desperada:
una selvaggia sequenza di tamburi tribali con assoli di armonica.

BY


GROG

martedì 24 luglio 2012

Piero Umiliani (Superpost)

Piero Umiliani (Firenze, 17 luglio 1926 – Roma, 14 febbraio 2001)

Piero Umiliani nasce a Firenze il 17 luglio del 1926. A cinque anni scopre il pianoforte del nonno materno e una zia insegnante di musica gli impartisce le prime lezioni. Lui, appena può, strimpella le note di "Pippo Non lo Sa" di Gorni Kramer, il primo brano che ha ascoltato alla radio. A sedici anni inizia la carriera giornalistica per il quotidiano "Il Nuovo Giornale di Firenze", esperienza che gli procura soddisfazione ma anche qualche guaio quando in un articolo elogia la musica jazz americana, a quei tempi avversata e definita nel migliore dei casi "negroide". Il maestro Pippo Barzizza che in quegli anni trasmettteva da Radio Firenze i successi americani spacciandoli per brani italiani con titoli inventati ad hoc, legge l'articolo e vuole complimentarsi con l'autore, ovviamente in gran segreto.

L'appuntamento è negli auditori della Rai dove un emozionatissimo Piero ascolterà Il maestro Barzizza dirigere "Il Ruggito della Tigre" che altro non era che la celebre "Tiger Rag". Avrebbe ancora voluto scrivere di musica ma la carriera di cronista viene interrotta bruscamente dallo scoppio della seconda guerra mondiale. In quegli anni bui, mentre il padre Guido ascoltava Radio Londra, Piero, anzi Pierino come lo chiamavano tutti, preferiva sintonizzarsi sulla Svizzera la cui radio nazionale dedicava ogni sera una mezz'ora a Duke Ellington. La passione era nata, ma recuperare quei dischi, in particolar modo "Mood Indigo" era quasi impossibile, al punto che molti negozianti cacciavano via i ragazzi che solo osassero chiedere "quella robaccia".

Nel 1944, con l’arrivo degli alleati, trova lavoro improvvisandosi pianista in un club frequentato da americani, con lo stesso spirito dei suoi compagni d’università che si impegnavano nei mestieri più disparati pur di guadagnare qualcosa. Laureatosi in giurisprudenza nel 1948 all’Università di Firenze, più per rispettare una volontà dei genitori che per vocazione, si iscrive al Conservatorio Luigi Cherubini dove si diploma in Contrappunto e Fuga nel 1952.
Quello che sembrava essere partito come un espediente in attesa che il giornale riaprisse dopo la fine del conflitto, diventa il suo destino professionale e artistico.

La vicinanza con gli americani e la scoperta della loro musica danno un contributo determinante alla sua formazione come pianista jazz e nel 1951 si sposta più volte a Milano per incidere due dischi per la Durium, i primi in stile bebop mai registrati in Italia, ("Formula", "Mam Bop", "Papirologia" e "Intrabop" i titoli dei brani), patrocinati dall'Associazione Amici del Jazz di Gianfranco Madini e accompagnato da Oscar Valdambrini, Gianni Basso, Beppe Termini e Rodolfo Bonetto.
Sono dischi a 78 giri, stampati in pochissime copie, con i titoli scritti a penna e la numerazione di catalogo apposta con un timbro, ma sono un capitolo fondamentale per il jazz Made in Italy. Per Piero è giunto il momento di ampliare le esperienze musicali e l'occasione gli capita con un ingaggio internazionale.

Nel 1954 Piero e altri amici jazzisti partono per la Norvegia dove suoneranno per oltre sei mesi nei locali di Oslo. La jazz band dei Masseglias (dal cognome di Aldo Masseglia, violinista e fondatore del gruppo) si guadagna una certa notorietà e i quotidiani locali non si lasciano sfuggire i quattro italiensk che suonano classici italiani e standard del jazz americano.
Dopo l'esperienza norvegese tornerà a Firenze solo per un breve periodo per poi trasferirsi a Roma, incoraggiato anche da Claudio Gambarelli, primo editore a stampare brani di sua composizione per complessi di jazz. La capitale d'Italia (...e del cinema italiano) lo accoglie nella maniera migliore. I fratelli Paolo e Emilio Taviani gli affidano le musiche del loro documentario Pittori in Città, prima esperienza di musica per immagini per il musicista.

Ma è solo l'inizio. Nel 1958 il regista Mario Monicelli lo contatta per la composizione della colonna sonora del film I Soliti Ignoti. Non si tratta di una colonna sonora qualunque ma della prima colonna sonora italiana interamente jazzistica. Il film sarà candidato all'Oscar nella sezione film in lingua straniera e anche se la statuetta andrà a "Mon Oncle" di Jacques Tati, si apre una nuova era per Umiliani e per il mondo delle colonne sonore.

I Soliti Ignoti / L'audace Colpo

Il filo rosso tra jazz, cinema e il maestro fiorentino prosegue con titoli quali L'Audace Colpo dei Solti Ignoti (1958), dove irrompe la tromba di Chet Baker, con Smog (1962) sempre con Baker e la grande vocalist Helen Merrill, Una Bella Grinta (1965) con il sax di Gato Barbieri e Accattone di Pier Paolo Pasolini dove Umiliani collabora con il maestro Rustichelli e si ascolta il sassofono di Ivan Vandor.

Una Bella Grinta

La versatilità di Umiliani lo porta a confrontarsi con tutti gli stili musicali lavorando con grandi registi per film di ogni genere. Arrivano così le musiche per Il Vigile (1958) di Luigi Zampa con Alberto Sordi, A Cavallo della Tigre (1962) di Luigi Comencini con Nino Manfredi, La Celestina P.R. di Carlo Lizzani nel 1964. In quello stesso anno Umiliani che si era appena aggiudicato il premio della critica per il miglior disco italiano di jazz con "Piccola Suite Americana", fonda l'etichetta discografica Omicron con la quale produce i primi tre dischi di una lunga serie sonorizzazioni, album destinati all'utilizzo come sottofondi per produzioni radiotelevisive. Il secondo di questi, intitolato Musica per Due contiene "Chanel" brano che il pianista Oscar Peterson inserisce nell'album Soft Sands, sempre del 1964.



Tra la fine dei '60 e per tutti i '70 Umiliani lavora per film oggi di culto quali 5 Bambole per la Luna d'Agosto di Mario Bava con Edwige Fenech, La Ragazza dalla Pelle di Luna di Luigi Scattini con Zeudi Araya e Svezia, Inferno e Paradiso sempre di Luigi Scattini per il quale Umiliani compone la celebre "Mah Nà Mah Nà", sino a La Pupa del Gangster con la coppia eccellente Marcello Mastroianni e Sofia Loren per la regia di Giorgio Capitani.
E sarà la televisione a far scalare a Umiliani le classifiche di tutto il mondo quando "Mah Nà Mah Nà" diventa nel 1969 sigla del celebre show Muppets Show, i pupazzi creati da Jim Henson.


Svezia - Inferno e Paradiso



5 Bambole per la Luna D'agosto




Alla fine la sua carriera conterà oltre 150 colonne sonore, senza considerare i documentari, i lavori teatrali e e televisivi. Grande appassionato di strumenti ne colleziona da ogni parte del mondo e, nel 1970, si avvicina, tra i primi in Italia, al Moog e ad altre tastiere elettroniche. Le sue sperimentazioni, in anticipo coi tempi, non trovano l'appoggio delle case discografiche nazionali e quindi Umiliani produrrà in proprio alcuni dischi come Omaggio ad Einstein, Tra Scienza e Fantascienza e Synthi Time, L'Uomo e La Città, che ancora oggi suonano di incredibile attualità, divenuti oggetti di venerazione tra i collezionisti e in alcuni casi ristampati in formato CD dall'etichetta milanese Right Tempo.
La storia della Omicron e delle altre etichette indipendenti del maestro Umiliani parte da lontano, da quando il musicista appena diciottenne cerca un editore per le sue composizioni. Non trovando nessuno disposto a credere nella sua musica, il giovane Piero incarica la madre di tutelare i diritti musicali ed è così che la signora Eleonora dà vita alle edizioni Omega.
Venti anni più tardi, quando il successo è ormai consolidato, il desiderio di avere una propria etichetta con la quale produrre dischi e uno studio privato dove incidere, provare nuovi strumenti ma anche proiettare e montare l'audio dei film sembra finalmente un obiettivo raggiungibile.

Omaggio ad Einstein

Tra Scienza e Fantascienza

Synthi Time

L'uomo e La Città

Nel 1964 crea le edizioni Omicron. I primi dischi, tre album di sottofondi sonori tirati in cento copie ognuno, sono registrati tra gli studi della RCA di Roma e Morandini di Milano. Il primo dei tre, "Comica Finale", propone temi in stile ragtime utilizzati per sonorizzare alcune comiche di Charlie Chaplin per i cinema italiani ("Uno Contro Tutti" e "Il Pellegrino"). Il secondo, "Musica per Due", è una raccolta di temi romantici in stile night club, tra cui la celebre "Chanel" finita nel repertorio di Oscar Peterson (vd. sezione Jazz, capitolo collaborazioni) e il terzo, "Arie Antiche" presenta una rassegna di musiche di ispirazione medievale e rinascimentale. L'intento è quello di inviare i dischi a grandi case di produzione nazionali e internazionali e alla RAI TV affinché venissero utilizzati come sottofondi per trasmissioni, documentari e quant'altro. Col tempo, le sonorizzazioni hanno rappresentato il core business delle etichette di Umiliani anche se non sono mancati dischi di jazz, colonne sonore e album di musica leggera.

Arie Antiche - Danza a Corte

Comica Finale - Comica Finale

Musica per Due - Crocera Sentimentale

Atmospheres


Con l'apertura della sala d'incisione indipendente Sound Work Shop Studio nascono nuove etichette ( Liuto, SoundWorkShop, VideoVoice, Ciak, Telesound) e tutte le colonne sonore autoprodotte da Umiliani dal 1969 in poi saranno incise e montate in quello stesso studio, dotato dei più moderni sistemi di proiezione e di moviola.
Dagli Stati Uniti Umiliani fa arrivare i primi sintetizzatori (Moog, Mellotron, Synthi) i cui suoni si riversano in dischi di sonorizzazioni oggi divenuti punto di riferimento della storia della musica elettronica in Italia e non solo. All'epoca, quando Umiliani cercava una distribuzione nazionale di quei leggendari album ("Switched on Naples", "Synthi Time", "Tra Scienza e Fantascienza", "Mille e una Sera"), le major mostrarono una volta di più la loro scarsa lungimiranza, ritenendoli "inadeguati" al mercato.

Musica Elettronica Vol.1

Umiliani, affatto turbato dalle risposte delle etichette nazionali, arriva a pubblicare anche dodici dischi in un anno, costretto a inventarsi degli pseudonimi per non sovraffollare il settore delle sonorizzazioni con troppi dischi a suo nome. Zalla, Catamo, Tusco, Rovi, Moggi, Ruscigan sono alcuni di questi nickname con i quali firma le composizioni.
Quei dischi, che di rado superano le trecento copie di tiratura, sono realizzati ingaggiando il fior fiore dei musicisti italiani tra cui i pianisti Antonello Vannucchi ed Enrico Pierannunzi, il bassista Giovanni Tommaso, i batteristi Vincenzo Restuccia e Gegè Munari i trombettisti Oscar Valdambrini e Marcello Boschi, solo per citarne alcuni.

Suspence Elettronica
Telstar / Solaris


La sala del Sound Work Shop Studio, di 82 metri quadri, viene elaborata con un particolare trattamento acustico adatto a registrazione multipiste. Gli strumenti a disposizione sono il meglio della produzione mondiale. Organo Hammond C-3 con variatore di velocità e altoparlante separato PR 40 Tone Cabinet e Leslie. Pianoforte elettrico Fender Rhodes, pianoforte a coda Petrof, pianoforte a puntine, spinetta, vibrafono, batteria Ludwig, amplificatgori Marshall e Fender Twin per basso e chitarra.
L'ascolto in sala è garantito da altoparlanti Altec, mentre la cabina di proiezione era dotata di proiettore a 35 mm. e altoparlanti Tannoy.
Il banco mixer disponeva di 14 canali aventi ognuno filtri e incrocio a doppia curva. Una particolare attenzione era stata data ai microfoni: 10 Neumann U/87, 4 AKG, 2 Beyer M88 e 2 MB Electronic.
I registratori Ampex a otto e quattro piste completano il tutto. La produzione discografica indipendente dura fino al 1983 e cioè fin quando quando il mercato delle sonorizzazioni non ha più il riscontro degli anni passati e l'utilizzo televisivo delle musiche di sottofondo sta per prendere altre strade.

Piano Fender Blues magnet link

Dell'esperienza del Sound Work Shop resta oggi un patrimonio discografico prezioso, un territorio musicale da esplorare così come hanno fatto l'etichetta Right Tempo, artisti, dee jays internazionali quali i giapponesi Raphael Sebbag e Gak Sato, la Cinematic Orchestra, gli High LLamas, i Bentley Rhythm Aces, l'americano Dj Krush, gli italiani Marco Polo e Claudio Coccoluto, il francese Kid Loco tutti ri-scopritori delle magie di quei dischi di sonorizzazioni.
L'attualità di quei suoni tocca anche il mondo della pubblicità. Il brano "Lady Magnolia" inciso nel 1971 nell'album To-Day's Sound fa da sottofondo nel 1998 ad uno spot della Algida.

To-Day's Sound magnet link



In un pomeriggio di febbraio del 1984, Piero Umiliani viene colpito da un ictus mentre si stava tornando dagli studi RAI di Via Asiago dopo un'intervista radiofonica. Vita e carriera sembrano finite ma non sarà così. Dopo un lungo periodo di riabilitazione si riavvicina alla musica o, forse, è la musica a riavvicinarsi a lui. La riscoperta della lounge music, il revival delle colonne sonore del cinema italiano Anni 70 "sdoganato" dal regista americano Quentin Tarantino, fan dichiarato delle musiche di Umiliani, coincidono con il ritorno sulle scene, seduto a quel pianoforte che, tasto dopo tasto, lo ha fatto rinascere. Concerti, riedizioni e riscoperte dei suoi dischi, partecipazioni a festival internazionali riportano in auge la musica del maestro. Il suo amore però rimane il jazz e, nel 1991, esce un nuovo disco in studio, "Umiliani Jazz Family", che segna il debutto della figlia Alessandra come vocalist e vede insieme al maestro la tromba di Paolo Fresu, il basso di Giovanni Tommaso e la batteria di Gianpaolo Ascolese.
La nuova carriera di Umiliani prosegue sino al febbraio del 2001 quando viene improvvisamente a mancare.
La modernità della sua musica consente ai dee jays di tutto il mondo di scoprire gemme oscure nell’immenso repertorio di colonne e sonore e sonorizzazioni.

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Jazz a Confronto


L'arcangelo
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