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mercoledì 30 giugno 2021

Due “old chaps” e un malandrino 10

Parte decima – 1958

I Sarcofagi del 6 Continente (dodicesimo volume, secondo episodio, 2004)


Per arrivare sulla nave che li trasporterà nella base antartica, i tre vecchi amici, Blake, Mortimer e Nasir, accettano l’invito di lord Archibald Mac Auchentoshan, miliardario difensore della flora e fauna del pianeta, che li fa salire su un comodo aereo di sua proprietà guidato dal pilota, il capitano Costa.


Arrivati sulla nave, incontrano il loro amico, il dottor Labrusse. Durante la navigata, il fedele e coraggioso Nasir si fa fasciare interamente, come se fosse ferito grave, e si fa trasbordare sulla nave che trasporta uranio contrabbandato verso la base antartica. Giunto dopo molte peripezie nella base di Açoka, uno stupito Mortimer incontra l’imperatore, creduto morto di vecchiaia, che lo apostrofa aspramente con queste parole: «Povero miserevole spirito cartesiano! Anche tu all’epoca del nostro incontro ti sei rifiutato di credere che io fossi eterno».


Gli spiega il suo piano: vuole metterlo nel secondo sarcofago (il primo è occupato da Orlik privo di conoscenza) per effettuare un test simultaneo con due corpi. L’arrivo contemporaneo di Nasir e di Blake sconvolge i piani di Açoka.


In punto di morte, Radjak, uno dei seguaci dell’imperatore racconta a un inorridito Mortimer la verità sul suo sfortunato viaggio giovanile a Simla. Il drammatico racconto dura ben otto tavole!

Per tutto il tempo degli incontri con la principessa Gita, i due giovani sono stati sorvegliati da un geloso Sushil, l’amico d’infanzia di Philip. Il moribondo racconta che, all’epoca è giovane e vede la principessa contrastare il volere del padre rassicurandolo sulla diversità di Philip dagli altri inglesi. Poi la vede andare all’appuntamento sulle rive del laghetto, seguita da Sushil. Entrato nella stanza di Gita legge nel diario della ragazza, dove lei confessa di aver amato Mortimer fin dal primo incontro. Radjak la insegue e scorge di nascosto Sushil lanciare un piccolo dardo contro il cavallo montato da Philip, facendolo imbizzarrire, per cui il giovane è disarcionato e cade nel laghetto dove si sta bagnando Gita.


Quando Sushil racconta all’imperatore la scena della tigre, il padre della ragazza, furioso, decide di andare con il giovane Radjak alla cena in casa Mortimer, dove si festeggia il giovane figlio tornato da Londra. Lì scopre che la figlia, nascosta, assiste al falso flirt fra l’inglesina e Philip. Nel vedere la figlia allontanarsi piangendo il furibondo padre irrompe nella casa inglese.

La notte seguente, Radjak vede Gita uscire di nuovo da casa, sempre seguita furtivamente da Sushil, il quale, ancora una volta lancia un dardo contro il cavallo di Philip, facendo cadere a terra. Poi lo vede colpire alla testa la ragazza, pugnalarla e gettarne il corpo nel torrente sottostante. Dopo aver ascoltato la falsa spiegazione di Sushil all’imperatore, in cui accusa Philip di avere ucciso Gita, Radjak decide di raccontare tutto al padrone,


il quale punisce Sushil uccidendolo con il medesimo pugnale. La giovane è ritrovata viva in un villaggio e curata. Solo che Açoka ordina a Radjak di avvallare la falsa verità raccontata alla figlia, e cioè che Philip si è fidanzato in Inghilterra e che suo padre ha fatto arrivare, a insaputa del giovane, la ragazza per la festa. Impaurito per le conseguenze di un flirt con un’indiana, Philip ha deciso di uccidere la principessa. E, dopo il delitto, ha ucciso anche Sushil, accorso per difenderla.


In seguito, padre e figlia partono per un viaggio durato sei mesi. Al rientro, un imperatore, dimagrito, dice al fedele Radjak che Gita si è ritirata in una comunità religiosa nel sud dell’India. Dopodiché il padre non ha mai più parlato della figlia. A quel punto Radjak muore, ma Açoka, che ha assistito, di nascosto, alla sua rivelazione, si getta come una furia sullo svenuto Nasir minacciandolo di morte e accusando Radjak di essere un bugiardo. Non diremo come va a finire questo contrasto fra i due per non togliere il piacere della lettura.


L’episodio finisce con uno scontro “etereo” (degno del Dottor Strange) fra i cervelli svolazzanti di Mortimer e Olrik, chiusi nei sarcofagi. Poi riescono fortunatamente a rientrare nei rispettivi corpi subito prima che tutto crolli. Mortimer, però, esce dall’avventura molto disattento, accusando emicranie esasperanti, probabile conseguenza dell’esperienza vissuta nel sarcofago.


Nell’ultima tavola Juillard illustra la cerimonia dell’apertura della  Esposizione Universale con il re Baldovino. In una vignetta, fra gli spettatori in seconda fila disegna i volti di se stesso con quello della moglie Anne e di Sente, mentre in terza quelli di Jacobs e dei personaggi che hanno reso famoso Juillard nel mondo della bedé, fra cui la celebre Ariane de Troil, protagonista della saga Masquerouge e Le sette vite dello Sparviero, la sua opera più riuscita.


Nell’ultima vignetta si vede Olrik, chiuso nel sarcofago fra i ghiacci, riaprire gli occhi con uno sguardo inorridito. Ancora una volta il malvagio rinnegato riesce a sopravvivere, pronto per la prossima avventura!

 

mercoledì 5 maggio 2021

Classici Audacia - S.O.S. Meteore

 

scheda 12


12 – Blake e Mortimer – S.O.S. Meteore

Arnoldo Mondadori Editore – Pubblicazione mensile - 1 novembre 1964.

(brossurato, storia di 62 tavole a colori). Direttore: Mario Gentilini.

 

Prima pubblicazione in lingua originale:

 

8 – Blake et Mortimer – S.O.S. Météores

(Testo e disegni di Edgar P. Jacobs)

Tintin edizione belga dal n. 2 al n. 35, dal n. 38 al n. 42 del 1958, dal n. 45 del 1958 al n. 4 del 1959 e dal n. 7 al n. 16 del 1959 (62 tavole).

Tintin edizione francese dal n. 487 del 1958 al n. 554 del 1959 (62 tavole).

volume edizioni Lombard, settembre 1959 (62 tavole). 


Sinossi:

Sotto una pioggia battente, il Professor Philip Mortimer, di passaggio a Parigi, deve raggiungere il prof. Labrousse, suo vecchio amico e stimato meteorologo. Egli, come lo stesso Mortimer, è preoccupato per i sconvolgimenti che le perturbazioni atmosferiche stanno causando, da diversi mesi, nell’Europa Occidentale.

Nel breve e tormentatissimo viaggio che lo conduce dal centro della capitale francese alla villa del professore, Mortimer è vittima di alcuni misteriosi incidenti causati proprio dal maltempo. Durante il confronto scientifico, Mortimer, che dirige le indagini per il governo britannico, azzarda l’ipotesi di un coinvolgimento da parte di qualche gruppo terroristico internazionale che manovrerebbe gli incomprensibili fenomeni meteorologici.


Dopo numerosi e incalzanti colpi di scena, Mortimer, cadiuvato dal solito il capitano dell'MI5 Francis Blake, riesce a trovare il bandolo della matassa sgominando la banda, nella quale non poteva mancare il sedicente colonnello Olrik, che albergava nel Castello di Haut-Buc, nella storia chiamato Castello di Troussalet. Il “vecchio continente” è salvo ma l’enigmatico professor Miloch Georgevitch, capo degli attentatori e responsabile degli eventi, riesce a fuggire in circostanze misteriose.

 

Note:

In mancanza di una pagina di frontespizio, l’edizione dei Classici Audacia inserisce il titolo della storia nella prima tavola, sacrificando la prima vignetta, quella con i titoli dei quotidiani che “strillano” le drammatiche notizie metereologiche, e parte della seconda, quella con il Palais Garnier. Senza aggiungere altro testo, abbiamo ricostruito la tavola con le vignette mancanti.



 

Le pagine pubblicitarie sui periodici Mondadori


 

Le ristampe italiane:

 

Blake e Mortimer – S.O.S. Meteore

Comic Art dal n. 1 del 1984 al n. 10 del 1985, editrice Comic Art

Blake e Mortimer – S.O.S. Meteore

volume Grandi Eroi n. 13 del 1987, editrice Comic Art

Blake e Mortimer – S.O.S. Meteore

volume n. 8 del 2003, Alessandro Editore


Blake e Mortimer – S.O.S. Meteore

Collana Avventura n. 19 del 2016, La Gazzetta dello Sport



La curiosita:

Nella prima vignetta della prima tavola, come detto eliminata nei Classici Audacia ma presente nelle successive ristampe e nell’originale francese, c’è una notizia che nulla a che vedere con gli eventi meteorologi, si parla infatti di violente manifestazioni di disoccupati a Foggia (!?!).

 

Nel prossimo numero:


 

 

venerdì 5 marzo 2021

Due “old chaps” e un malandrino 9

Parte nona – 1958

I Sarcofagi del 6 Continente (dodicesimo episodio, primo volume, 2003)

Yves Sente, André Juillard

Episodio fondamentale nella saga ripresa da Sente, che illustra il primo incontro in assoluto fra i giovanissimi Blake e Mortimer in India. I lettori del blog scuseranno la prolissità del presente post, suddiviso in due parti, ma la complessità dell’episodio, pubblicato in due tomi, contiene molte notizie biografiche sui protagonisti che meritano di essere sottolineate.



Febbraio 1958, a Simla, il tenente dei servizi segreti indiani Ahmed Nasir assiste di nascosto a una riunione di numerosi maragià che accolgono un redivivo Açoka, terzo imperatore della dinastia indiana Maurya, vissuto nel IV secolo a. C., il cui impero si estendeva dall’Afghanistan al Bengala. Il misterioso imperatore, nascosto sotto un elmo e una maglia di ferro, che lasciano scoperti solo gli occhi, oltre a incitare i convenuti a contribuire finanziariamente alla costruzione di un’arma straordinaria in combutta con l’Unione Sovietica,



sembra nutrire un profondo rancore per il prof. Mortimer: gli autori, infatti, ce lo mostrano addirittura infilzare con un coltello una sua foto, nascosta in un armadietto a muro. A questo punto inizia un flashback lungo ben 22 tavole, che riguarda il famoso primo incontro avvenuto in India fra i due protagonisti.


Anni prima, a Bombay, sul piroscafo Cilicia, una giovane scrittrice, Sarah Summertown, inciampa e cade fra le braccia di un giovane imberbe, Philip Mortimer. Lui le rivela di essersi diplomato all’Allen School di Glasgow e di approfittare delle vacanze estive pre-universitarie per raggiungere il padre, ufficiale medico della guarnigione a Simla. La scrittrice, che lo invita a raggiungerla, quando possibile, a Londra, avrà un ruolo nel futuro del giovane scozzese. Il giovane rimane affascinato dalla scrittrice e in questa occasione decide di farsi crescere la barba per poter dimostrare un’aria meno giovanile!


Camminando per andare in stazione, l’ex-campione di boxe dell’Allen School si imbatte in un alterco fra un indiano e un inglese, steso a terra. Subito si lancia in difesa del giovane connazionale per cui colpisce con un uppercut l’aggressore. Ovviamente l’inglese a terra altri non è che il giovane Blake, il quale, da parte sua, si rialza e impedisce a un secondo indiano di accoltellare lo scozzese. Il tafferuglio è bloccato nientemeno che dal Mahatma Gandhi in persona, il quale chiede perdono per l’inqualificabile comportamento degli aggressori, e li invita a ritornare nel suo paese come visitatori e non come invasori.


I due giovani fanno conoscenza e Blake spiega di essere accorso in aiuto di un intoccabile, un paria, e per questo è stato aggredito. Gli dice anche di provenire da Llangowlen nel Galles dopo avere finito gli studi a Eton e di voler raggiungere il proprio genitore, colonnello dei Royal Welsh Fusilliers, in missione ad Ambala.



Lasciato il nuovo amico, il giovane Mortimer incontra la propria madre, lady Eileen Hunter of Pitlocry, stimata nella colonia inglese per lo spirito vivace e il talento di pianista.



Il volto della madre, nella realizzazione di Juillard ricorda molto la protagonista di Quaderno Blu. A cena il giovane comunica al padre la sua intenzione di iscriversi a fisica.



L’indomani Philip va alla ricerca di un amico indiano della propria infanzia, Sushil, al quale vuole regalare uno di due pregiati pugnali con i manici colorati diversamente, come ricordo della loro amicizia. Ma i tempi sono cambiati e soffia il vento della liberazione dell’India dal giogo coloniale inglese, vento che in qualche maniera ha colpito l’amico indiano, il quale rifiuta il regalo. Le proteste di Philip che si ribella a questo cambiamento che impedisce l’amicizia fra due giovani, costringe l’indiano ad accettare il regalo.



Sushil lo invita a una riunione serale per ascoltare le parole dell’imperatore Açoka, che gli apriranno gli occhi. Alla riunione Philip incontra la figlia di costui, la principessa Gita, e fra i due scocca qualcosa. Le parole dell’imperatore incitano alla rivolta contro gli invasori inglesi. Tornato a casa il giovane si arrabbia con i suoi genitori che hanno deciso di organizzare una cena per festeggiare il suo ritorno senza invitare una sola persona indiana.



Adirato, si allontana sul cavallo fino a raggiungere un costone sul bordo del laghetto dove nuota la bella Gita. All’improvviso il cavallo si imbizzarrisce e il giovane cade piombando in acqua, proprio mentre si avvicina una tigre.



Nel tentativo di allontanarla, la principessa rimane ferita, mentre il giovane usa l’altro pugnale per uccidere la belva. Fra i due effettivamente si è creata un’intesa e la bella ragazza gli da un appuntamento la sera successiva su un piccolo tempio arroccato sulla rupe sopra il villaggio, ma l’arrivo di Sushil interrompe il momento magico. 



Alla festa serale in casa Mortimer arrivano come invitati anche il giovane Blake con il padre, mentre i genitori presentano a Philip una giovane di buona famiglia inglese, piuttosto fastidiosa e bruttina, che lo accompagna fuori in giardino con il chiaro intento di flirtare.



Durante la cena, fra lampi e fulmini, arriva l’imperatore Açoka in persona, che intima ai presenti di abbandonare l’India e, rivolgendosi direttamente a Philip, gli vieta di avvicinarsi ancora alla figlia Gita.



Il padre, furioso per il comportamento del figlio che amoreggia con un’indiana, decide di rispedirlo a Bombay per ritornare in Inghilterra. La sera, con l’aiuto dell’amico Francis, Philip va a cavallo verso il piccolo tempio per l’appuntamento con Gita ma ancora una volta è disarcionato dal quadrupede. Arrivato a piedi in ritardo all’appuntamento, non trova nessuno, se non un pezzo del sari della ragazza.



Addolorato per il mancato incontro, l’indomani saluta i genitori e l’amico Francis, per recarsi alla stazione, dove un furibondo Açoka lo accusa di avere indotto la figlia al suicidio per amore, perché la sera prima lo ha visto flirtare in giardino con la ragazza inglese. Açoka vorrebbe restituirgli il pugnale, ma Philip riconosce che è quello regalato a Sushil, ricordando che il proprio è rimasto conficcato nella corpo della tigre nell’intento di salvare Gita.



Il giovane rimane stordito da quell’annuncio e il flash back termina come una specie di incubo che fa risvegliare urlando il professore nella casa della signora Benson a Londra.

Questo lungo preambolo sulla vita giovanile di Philip serve ai fini della trama, il cui intreccio sarà sciolto dagli autori in seguito.


Nel frattempo, in una base segreta sotto i ghiacci dell’Antartico spunta il rinnegato Olrik, il quale è ceduto, ancora una volta, come una pedina qualsiasi, dal K.G.B. al redivivo imperatore Açoka. Il servizio segreto russo ha fornito appoggio e servizio logistico alle mire espansionistiche del pazzo imperatore indiano.


Però Açoka vuole anche vendicarsi del prof. Mortimer, ritenuto responsabile per la morte della propria figlia, e per tale motivo ha richiesto al K.B.G. l’utilizzo di Olrik, arrestato dopo l’affare Voronov.


La storia si intreccia con quella dell’Esposizione universale di Bruxelles del 1958, per la quale fu realizzato l’avveniristico Atomium, divenuto simbolo del Belgio come la Torre Eiffel lo è per la Francia.


Nel corso degli eventi i due eroi incontrano il loro amico, dottor Labrusse di S.O.S. Meteore,


e il dottor Ramirez de Lo strano Appuntamento.



Ancora una volta, Olrik è utilizzato come cavia per un esperimento per una nuova arma, più evoluta dell’Elettroencefaloscopio di Septimus. Sedato e in tuta, il malvagio è immerso in un sarcofago ripieno di acqua.



La stupefacente macchina permette al cervello di Olrik di staccarsi dal corpo e volare dove voglia, in questo caso arrivare a Bruxelles, dove ha la capacità di causare attacchi terroristici negli impianti della fiera Universale.



I due eroi incontrano il loro amico Nasir che li mette al corrente sui piani del complotto di Açoka, il quale con l’aiuto dei sovietici e tramite attentati terroristici nella Fiera, vuole mettere alla prova le proprie armi da rivolgere contro l’Occidente.

 (À Suivre)