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giovedì 17 gennaio 2019

I tesori nascosti di Goscinny



Che René Goscinny sia stato il maggiore scrittore di bédé umoristiche del dopoguerra è difficilmente contestabile. Il successo di Asterix e Lucky Luke, personaggi che grazie a lui e alle mani di Uderzo e Morris sono ancora oggi best-seller che si piazzano ai primi posti delle classifiche di vendita in Francia sbaragliando anche i romanzi più alla moda.


Malgrado la sua inaspettata e per certi versi assurda fine l’abbia stroncato a soli cinquantun anni nel 1977, la sua produzione è immensa tanto che esistono ancor oggi storie celate nelle pieghe del tempo mai più ripubblicate anche in francese, per non parlare in Italia dove il fumetto umoristico da anni non sembra più attirare l’interesse di editori e lettori e, con rare eccezioni, solo l’avventura e soprattutto quella supereroistica e western sembrano avere successo.


Nei giorni scorsi uno degli innumerevoli hors-serie che continuano a uscire nelle edicole oltralpe, e che poi sono ripubblicati in versione cartonata per le librerie, è stato appunto dedicato alla produzione “dimenticata” di questo grande autore.


La prima perla è la storia scritta e disegnata (sì, disegnata, proprio così!) da Goscinny quando agli inizi si era ripromesso di essere autore completo delle sue fantasie. Presto però aveva scelto di associarsi a talentuosi disegnatori per creare connubi dai grandi risultati.








Nel volumetto di un centinaio di pagine si possono godere, tra gli altri, i lavori realizzati con Cabu, Bretecher, Mezières e Giraud oltre a piccole chicche grazie alla mano, tra gli altri, di Attanasio, Will, Uderzo e un’originale foto-fumetto-romanzo, Les Aventures de Pierre et Paul.


Completa il tutto un’intervista con la figlia, Anne Goscinny, scrittrice anch’essa, che ha fondato nel 2012 le edizioni IMAV, dove sono pubblicati molti personaggi del padre come Iznogoud,  Le petit Nicolas e Valentin le vagabond, e recentemente l’Istituto René Goscinny.



venerdì 9 marzo 2018

Omaggio a René Goscinny



Chi segue assiduamente il blog conosce il nostro piacere nel presentare vecchie foto inedite in Italia, che ritraggono gli autori della bedé, nostri beniamini, molti dei quali ormai passati, purtroppo, a miglior vita. Negli ultimi anni, in Francia e Belgio sono state pubblicate montagne di foto sui grandi autori della bedé.


Attualmente, al MAHJ (Musée d’Art et d’Histoire du Judaisme), nel bel quartiere parigino del Marais, c’è una splendida mostra dedicata a René Goscinny e al suo genio fumettistico, che ha reso grande la bedé, di cui vi abbiamo già dato conto nel post settembrino Ridere con Goscinny!. Come riporta uno scritto del relativo catalogo, le sue opere hanno venduto oltre 500 milioni di volumi, tradotti in centocinquanta lingue, con un centinaio di trasposizioni cinematografiche. Per cui desideriamo anche noi rendere il nostro omaggio a Goscinny, a modo nostro, con un reportage fotografico. Siamo andati, quindi, a “scavare nei nostri caveau” e abbiamo recuperato queste sue immagini, certi di fare cosa gradita ai nostri lettori.


La prima foto lo vede nell’ufficio di New York, con la madre.


La seconda mostra René, giovane ebreo francese a New York negli Anni Cinquanta, insieme a due dei massimi autori del fumetto statunitense. Parliamo di Harvey Kurtzman, il più “pazzesco” autore della scuderia della rivista MAD, che tanto ha influito proprio sul suo modo di concepire i fumetti, e di John Severin, uno dei migliori illustratori della scuderia EC Comics di William B. Gaines. Vedere questi tre giovani, che hanno dato un importante contributo alla storia del Fumetto mondiale, che posano spensierati sul tetto dell’atelier da loro condiviso a Brooklyn, è qualcosa di inspiegabilmente entusiasmante!


In un’altra foto mostra René (al centro) ad una cena con Harvey Kurtzman (a sinistra) e Morris (a destra), con le rispettive mogli.


Più volte abbiamo ricordato nel blog il celebre viaggio negli USA compiuto da Jijé con la propria famiglia e con due giovani disegnatori, André Franquin e Maurice de Bévère, in arte Morris, per il timore di una presa del potere da parte dei comunisti in Europa! Fu durante quel viaggio che Morris conobbe Goscinny e mise le basi per la loro futura e fortunata collaborazione per Lucky Luke. Di quell’incontro fra i futuri mostri sacri della bedé rimangono anche delle foto. Nella prima René è ripreso con Annie Gillain, moglie di Jijé,


e nella seconda è ripreso a tavola con i figli di Jijé, in particolare con Benoit Jillain, futuro autore di Tidino. Le foto sono state scattate dal medesimo disegnatore belga, creatore di Jerry Spring, a Wilton (1950, USA).


Entrò in contatto anche con Georges Troisfontaines, patron della World Press, presso cui lavoravano molti disegnatori


e lì conobbe Jean-Michel Charlier e Albert Uderzo, con cui formò un terzetto di amici inseparabili, chiamati dagli altri colleghi Les Tois Mousquetaires. Grazie alle loro idee rivoluzionarie per lo statico mondo della bedé furono licenziati da Troisfontaines. Dopo vari tentatii di fondare un settimanaale moderno per i ragazzi, fondarono il settimanale Pilote, edito dall’editore Charles Dargaud, in cui lavorerà il meglio della New Wave dei disegnatori e soggettisti francesi.


Nella foto lo vediamo nella veste di caporedattore della celebre rivista Pilote, attorniato dai suoi autori, una incredibile generazione di talenti che, da sinistra a destra sono nell’ordine: Albert Uderzo, Gérard Pradal (redattore capo tecnico), Marcel Gotlib, Jean-Claude Mézières, Fred, Nikita mandrika, Jean Tabary, Christian Godard, (nascosto), Philippe Druillet, Jean-Michel Charlier e (seduti) Claire Bretécher, René Goscinny e Jean Giraud.



Nel periodico Dargaud Charlier si occuperà di storie avventurose (Barbe Rouge, Tanguy et Laverdure, Blueberry) mentre Goscinny di storie umoristiche (Astérix, Petit Nicholas).












Ma è con Albert Uderzo che avrà un rapporto più stretto, fra i due si crea un’empatia, una perfetta sintonia creativa che sfocerà nelle celebri avventure di Astérix et Obélix.


Goscinny ha scritto testi per tanti autori celebri della bedé: Morris,



Jean Jacques Sempé,


Jean Tabary


Nikita Mandrika (nella foto con Marcel Gotlib)


Marcel Gotlib (in foto, da sinistra con Jean-Marc Laureau, alias Loro, Jean Chakir, Aléxis), oltre a: Jijé, Dino Attanasio, Victor Hubinon, Eddy Paape, Claire Bretécher, André Franquin, Fred, Christian Godard, Martial e sicuramente ne dimentichiamo ancora molti.



venerdì 29 settembre 2017

Ridere con Goscinny!


Difficile contestare che René Goscinny è stato il più grande sceneggiatore di bédé umoristiche. La sua produzione sterminata (oltre 2000 personaggi tra protagonisti e comprimari) è stata coronata da un successo editoriale straordinario con oltre 500 milioni di album venduti in francese e nelle altre 150 lingue in cui sono state tradotte le avventure di Asterix, Lucky Luke, ecc…


A ricordare e raccontare questo fenomeno della nona arte un paio di giorni fa (per l’esattezza da mercoledì 27 settembre 2017) si è inaugurata a Parigi un’interessantissima mostra al MahJ (Musée d'Art etd'Histoire du Judaïsme) che resterà aperta oltre cinque mesi, sino al 4 marzo 2018. Da non perdere se si è nei paraggi!


Il MahJ si trova nel cuore del Marais e in passato ha ospitato altre interessanti mostre sulla bédé, tra le quali Les mondes de Gotlib nel 2014. Questa nuova importante proposta si articola in un percorso ampio suddiviso in una decina di sale:


I. Le phénomène Goscinny
II. Les Beresniak et les Goscinny
III. Une enfance et une adolescence argentines (1928-1940)
IV. Les échos de la guerre (1940-1945)
V. Survivre à New York (1945-1951)
VI. La première vie d’un scénariste (1951-1959)
VII. Les piliers d’une oeuvre
VIII. Pilote, laboratoire et journal idéal (1959-1974)
IX. Le zetser et le philosophe


Tra le cose più interessanti ci sono i primissimi lavori quando Goscinny si proponeva anche come disegnatore o le sceneggiature non umoristiche realizzate all’inizio della sua carriera.


Oltre ai personaggi notissimi nel nostro paese, la mostra è l’occasione per conoscere anche piccoli capolavori mai tradotti in Italia come la deliziosa Prudence Petitpas (disegni di Maurice Maréchal) o la versione bédé del Petit Nicolas (disegni di Sempé).


Ampio il corredo fotografico e di documentazione dei manoscritti delle sceneggiature originali. È possibile così vedere come Asterix, e non solo lui, aveva preso corpo nelle testa di Goscinny prima che Uderzo ne concepisse la veste grafica.


Da segnalare l’esposizione dell’intero menabò del settimanale Pilote, la rivista che sconvolse negli anni 60 il panorama delle pubblicazioni per i ragazzi in Francia e in Belgio.


Tra le altre chicche, qualche omaggio dei suoi grandi compagni di avventure al papà di Asterix e allo “zio” di Lucky Luke.



Chi non potesse essere a Parigi nei prossimi mesi, può sempre consolarsi con il bel catalogo che accompagna la mostra.