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venerdì 5 maggio 2017

I mondi futuri di Gillon: La sopravvissuta


La sua passione per la science-fiction torna nel racconto La Survivante pubblicato su L’Echo des savanes dal solo Gillon. Dopo un improvviso Olocausto Nucleare che ha fatto scomparire l’umanità, lasciando intatti tutti gli edifici e le cose, compresi i robot, rimane una sopravvissuta, che si ritrova unico essere vivente in una Parigi di un futuro non tanto lontano, spettrale, con i famosi monumenti preservati da strutture trasparenti e dominata dai robot.


Il tema del sopravvissuto all’estinzione della razza umana sulla terra è presente nel genere letterario già con La nube purpurea (1901) di Matthew Phipps Shiel, ripreso poi nella celebre serie televisiva Ai Confini della realtà con l’episodio Tempo di leggere (1959), e riproposto infine in numerosi romanzi e film successivi, possibilmente mescolato con quello più recente degli zombi, la cui minaccia ha sostituito nell’immaginario popolare quella dell’Olocausto atomico.


La donna, di nome Aude, si ritrova da sola, padrona della Ville Lumiére attorniata da fin troppo servizievoli robot. Il tema del pericolo di una sudditanza dell’uomo dai robot è già stato ben sviluppato in alcuni racconti di fantascienza pubblicati negli EC Comics di Bill Gaines negli anni Cinquanta e da Russ Manning nel suo Magnus the robot fighter negli anni Sessanta, senza però sconfinare nell’erotismo, ovviamente! Infatti la nostra protagonista, nel disperato tentativo di sopravvivere in quella solitudine, accetta anche momenti di amore con un robot, il quale tende a isolarla anche dai pochissimi altri esseri umani sopravvissuti, arrivando perfino a uccidere freddamente per gelosia e per mantenere il predomino sulla fragile donna.


La protagonista è dunque in perenne cerca di fuga dalla solitudine che la circonda e dalla schiavitù sessuale in cui è caduta. La protagonista rientra nella folta schiera di personaggi femminili libertini e provocanti, che in quegli anni abbondavano sulla scena della bédé, dirette discendenti di Barbarella. Alcune scene hard di mecha-sex e di sesso praticamente esplicito sono una dimostrazione della libertà creativa che la nota rivista francese permetteva agli autori.


Aude mette al mondo un figlio, di nome Jonas, allevato dai freddi robot, il quale crescendo intuisce in quale prigione senza frontiere sia costretto a vivere con la madre; alla fine si ribella alla tirannia dei robot usando l’unica arma a sua disposizione, il disprezzo umano, assolutamente incomprensibile per i robot.


Il tema della solitudine è un poco il leit-motiv di tutta la produzione di Gillon, l’autore di bédé che più sembra avere legami culturali con l’esistenzialismo francese postbellico. Il racconto sembra una metafora sull’uomo che sta isolandosi sempre più per l’abuso di apparecchiature digitali che ne controllano la vita e questa pessimistica ipotesi è fatta dall’autore in tempi non sospetti, come solo un vero scrittore di anticipazione sa fare. Il tutto è magnificamente illustrato nei suoi magnifici disegni, in cui si dimostra padrone del mezzo fumetto, eccelso disegnatore e ottimo soggettista!


Oltre al primo episodio pubblicato su Blue e Totem, La Sopravvissuta ha avuto diverse edizioni italiane proposte da Nuova Frontiera e un'integrale edita da Magic Press.


La Survivante
Testi e disegni di Paul Gillon


1 - La survivante
Albin Michel\Sefam 1985


- La sopravvissuta
Totem II serie dal n.21 al n.26, Nuova Frontiera 1986/87
Blue dal n.18 al n.21, Blue Press 1992
Bronx Story 1, Nuova Frontiera 1995
La sopravvissuta, Nuova Frontiera 1999
La sopravvissuta l’integrale, Magic Press 2011


2 - L'heritier
Albin Michel\Sefam 1987


- L'erede
Bronx Story 2, Nuova Frontiera 1995
La sopravvissuta, 1999, Nuova Frontiera
La sopravvissuta l’integrale, Magic Press 2011


3 - La revanche
Albin Michel\Sefam 1988

  
- La rivincita
Bronx Story 3, Nuova Frontiera 1995
La sopravvissuta, 1999, Nuova Frontiera
La sopravvissuta l’integrale, Magic Press 2011


4 - L'ultimatum
Albin Michel\Sefam  1991


- Ultimatum
Bronx Story 4, Nuova Frontiera 1995
La sopravvissuta, 1999, Nuova Frontiera
La sopravvissuta l’integrale, Magic Press 2011


venerdì 14 aprile 2017

I mondi futuri di Gillon: I naufraghi del tempo


Abbiamo già scritto di una preferenza di Paul Gillon per la fantascienza, infatti non è un caso che i suoi lavori più noti e tradotti in Italia siano proprio le due opere che rientrano nel genere fantascientifico. Indubbiamente l’uso delle parole Naufraghi e Sopravvissuta nei titoli delle due bellissime storie la dicono lunga anche sulla sua idea di un mondo futuro, un’idea totalmente pessimistica.


Abbiamo anche scritto della pubblicazione in Francia sul settimanale Chou-Chou de Les Naugrafes du temps, nato dalla collaborazione di Gillon con Jean-Claude Forest, il papà di Barbarella. Il progetto iniziale dei due amici si basa su di una stretta collaborazione: Forest scrive e Gillon disegna e partecipa alla stesura del soggetto. I due autori, almeno nei primi quattro episodi realizzati insieme, hanno un approccio differente alla science-fiction e la saga nasce dalla fusione di tali diverse impostazioni, fino alla rottura avvenuta nel 1977.


Forest, come già in Barbarella, usa la science-fiction come pretesto per invenzioni assurde e deliranti, spesso sotto un’ottica satirica e surrealistica che permette con originalità di andare oltre gli scenari classici del genere. Alcuni personaggi infatti portano l’impronta di Forest, come Quinine, dai comportamenti incoerenti simili a quelli di Barbarella. Il soggettista ha ancora in mente i legami fra la sci-fi e la magia meravigliosa, la sua è una visione più superficiale, derisoria.


Gillon, invece, è più accademico, più serio, più scientifico e quindi anche più freddo. Il suo tratto è estremamente preciso, il suo senso della composizione rende ogni tavola un piccolo capolavoro grafico. Grazie a un efficace stile realista, riesce a rendere credibili le creazioni di Forest, anche quelle più folli. I Naufraghi sembrano la versione più realista di Barbarella.



Ovviamente è normale che queste due diverse impostazioni alla fine entrino in rotta di collisione, per cui Forest preferisce abbandonare la collaborazione dopo il quarto volume. Nel 1977, Gillon riprende da solo la serie su Métal Hurlant, portandola a conclusione nel decimo volume pubblicato nel 1989.


La serie racconta il viaggio nel tempo e nello spazio di Christopher Cavallieri, un uomo ibernato del XX secolo che si risveglia mille anni dopo, nel 2990. La sua missione, insita in lui come un gene nel DNA, è di ritrovare il suo equivalente femminile, Valérie, con cui deve combattere i Trasses, intelligenti ratti extraterrestri che hanno invaso i pianeti colonizzati dall’Uomo. Una ricerca durante la quale ha modo di scoprire alleati e nemici in una galleria fantasiosa di personaggi, quali: Mara, donna perdutamente innamorata di Christopher, il maggiore Lisdal, la prostituta mutante Quinine, il cinese blu Kouli, il Tapiro, sorta di re della criminalità intergalattica, antesignano dello Jabba the Hutt di Guerre Stellari, Saravone Leobart, Otomoro, Zoltan Kepregeny, il telepatico ermafrenolangeride Philos, il robot androide Bebbé, Karlain e tanti altri.


Ritornati su una Terra agonizzante, i protagonisti trovano un’umanità deformata e degenerata nel corpo e nello spirito e alla fine si allontanano dal pianeta mentre il destino dei due superstiti del XX secolo rimane come in sospeso. Forse l’autore pensava di proseguire la serie, cosa che non è avvenuta.


Non mancano descrizioni di popolazioni, faune e flore spaziali fantasiose e strane. Il racconto è molto movimentato, si può dire che quasi in ogni tavola disegnata succeda qualcosa. La lettura lascia nel lettore una sensazione senso di moto perpetuo associato a opprimente pessimismo. In Italia è stato tradotto dalla Milano Libri, dalla Eura, da Nuova Frontiera e dalla E.P.C (L’Eternauta) e infine in versione integrale dalla Cosmo.


Les Naufrages du temps
di Jean-Claude Forest (testi) e Paul Gillon (disegni)


1 - L'étoile endormie
Chouchou dal n.1 del 12/11/1964 al n.9 del 7/1/1965 (prime 15 tavole)
Album Hachette 1974


- La stella addormentata
Alter Linus dal n.6 al n.9 del 1975, Milano Libri
volume 1, 1978, Milano Libri Edizioni
Skorpio dal n.36 al n.40 del 2009, Eura Editoriale 2009
Naufraghi del tempo 1, Serie Grigia 5, Cosmo 2014


2 - La mort sinueuse
Album Hachette 1975

- La morte sinuosa
Alter Linus dal n.10 al n.11 del 1975, Milano Libri
volume 1, Milano Libri 1978
Skorpio dal n.41 al n.45 del 2009, Eura Editoriale
Naufraghi del tempo 1, Serie Grigia 5, Cosmo 2014


3 – Labyrinthes
Album Hachette 1976


- I labirinti
Alter Linus dal n.4 al n.8 del 1976, Milano Libri
Skorpio dal n.46 al n.50 del 2009, Eura Editoriale
Naufraghi del tempo 1, Serie Grigia 5, Cosmo 2014


4 - L'Univers cannibale
Album Hachette 1976


- L'universo cannibale
Alter Alter dal n.2 al n.7 del 1977, Milano Libri
Skorpio dal n.51 del 2009 al n.40 del 2010, Eura Editoriale
Naufraghi del tempo 2, Serie Grigia 6, Cosmo 2014

di Paul Gillon (testi e disegni)


5 - Tendre chimère
Metal Hurlant dal n.17 (05/77) al n.21 (09/77)
Album Les Humanoïdes Associes 1977


- Tenera chimera
Alter Alter dal n.1 al n.4 del 1978, Milano Libri
Skorpio dal n.3 al n.7 del 2010, Eura Editoriale
Naufraghi del tempo 2, Serie Grigia 6, Cosmo 2014


6 - Les maîtres-rêveurs
Metal Hurlant dal n.26 (02/78) al n.32 (08/78)
Album Les Humanoïdes Associes 1978

- I “maestri sognatori”
Naufraghi del tempo 2, Serie Grigia 6, Cosmo 2014


7 - Le sceau de Beselek
Metal Hurlant dal n.37 (01/79) al n.43 (08/79)
Album Les Humanoïdes Associes 1979


- Il sigillo di Beselek
Collana Metal 4, Edizioni Nuova Frontiera 1982
Naufraghi del tempo 3, Serie Grigia 7, Cosmo 2015


8 - Ortho-Mentas
Metal Hurlant dal n.57 (11/80) al n.63 (05/81)
Album Les Humanoïdes Associes 1981


- Ortho-Mentas-Orto-Menti
Collana Metal 8, Edizioni Nuova Frontiera 1982
Naufraghi del tempo 3, Serie Grigia 7, Cosmo 2015


9 – Terra
Metal Hurlant dal n.94 (12/83) al n.97 (03/84)
Album Les Humanoïdes Associes 1984

- Terra
L'Eternauta dal n.41 al n.46, edizioni EPC 1985/86
Naufraghi del tempo 3, Serie Grigia 7, Cosmo 2015


10 - Le cryptomére
Album Les Humanoïdes Associes 1989

- La criptomadre
Naufraghi del tempo 3, Serie Grigia 7, Cosmo 2015


giovedì 10 novembre 2016

Jehanne la Pucelle


Paul Gillon, uno dei massimi autori francesi di BD avventurose, nel 1998 è stato ospite di Expocartoon a Roma dove ha presentato il volume brossurato con l’integrale di Jehanne la Pucelle, da lui pubblicata su L’Echo des savanes in due episodi, inediti in Italia.


Il piacere di avere incontrato in quell’occasione un maestro della BD francese e di avere acquistato la sua opera inedita in Italia è stato controbilanciato dall’irritazione (oggi considerata altamente stupida) provata con la scoperta, che l’autore in questione non concedeva disegnini ma soltanto firme agli acquirenti delle sue opere.


Jehanne la Pucelle è la storia dissacratoria di Giovanna d’Arco, la Pulzella d’Orleans. Indubbiamente parlare di un’icona della Francia e della Chiesa in termini dissacratori non è facile, anche in tempi non sospetti come negli anni ’90, quando erano inimmaginabili stragi alla Charlie Hebdo per intransigenza religiosa. Ma la storia ideata da Gillon ha una sua verosimiglianza, se si sfronda la biografia della Pulzella d’Orleans da tutta la sovrastruttura mistico-leggendaria.


L’azione si svolge durante la Guerra dei Cent’Anni fra inglesi invasori e i francesi, questi ultimi divisi in due fazioni, i Borgognoni, alleati del re inglese, e gli Armagnacchi, sostenitori del re di Francia. In quel periodo una giovane pastorella visionaria, figlia di un agricoltore e di una paesana devota, spinta da uno slancio mistico, riuscì a portare per un breve periodo i francesi alla riscossa contro gli inglesi. Purtroppo i suoi successi sui campi di battaglia le causarono le solite invidie nella corte francese per cui fu in qualche modo venduta dai Borgognoni agli inglesi, che la processarono e condannarono al rogo a Rouen, dove fu bruciata viva il 30 maggio 1431.


I patiti di teorie del complotto sostengono che quella bruciata sul rogo non fosse la Pulzella, che in realtà fosse sopravvissuta, che fosse figlia bastarda della moglie del re Carlo VII di Valois detto il Vittorioso, che fosse protetta dalla potente duchessa Iolanda d’Angiò e via dicendo. Non siamo in grado di confutare o meno tali teorie, è reale, invece, il legame affettivo con Gilles de Rais, che provò per lei un’ammirazione sconfinata e restò fedele alla sua memoria anche dopo esser divenuto il noto serial killer pedofilo.


Ecco, Gillon si sofferma proprio sullo strano rapporto fra Gilles de Rais, uno dei primi mostri pedofili passati alla storia, e una vergine venerata come Santa protettrice della nazione francese. L’affetto fra i due è trasformato in attrazione sessuale che, con ingegnosa fantasia, l’autore sublima in atti sodomitici compiuti da lui su di lei per preservare la verginità della Pulzella.


Anzi Gillon insinua l’idea che Gilles divenne un mostro proprio perché ossessionato da lei, tanto da usare nelle sue notti d’amore giovani abbigliati come la Pulzella! Nel racconto la giovane vergine muore con il nome di Gilles sulle labbra! Su Gilles de Rais torneremo a proposito di un’altra serie medievale di cui è un comprimario importante.


Nella storia di Gillon non mancano scene di lussuria anche presso la corte francese e gli accampamenti dei soldati. A parte questo aspetto erotico hard, dissacrante, tipico della produzione di BD pubblicate su L’Echo des Savanes e descritto con distaccato pudore dall’autore, il racconto è una splendida lezione di Storia sulla Francia lacerata da una guerra d’invasione e da una lotta fratricida in quel tormentato periodo.


Non mancano assedi, battaglie, cariche di cavalleria e complotti di corte fra le due fazioni francesi nemiche. I primi piani dei personaggi e delle comparse sono da manuale! Le scene di massa disegnate da Gillon sono perfette, per impostazione, per ricostruzione storica e dei costumi dell’epoca.


I suoi disegni sono semplicemente sublimi, si rileva un’abitudine dell’autore nel lasciare nelle vignette, dove si svolge l’azione, sempre bianchi o indistinti sia un pavimento o un prato erboso sia un muro, un cielo sullo sfondo, quasi per non distrarre il lettore e focalizzarne l’attenzione solo su quanto egli ha disegnato.
Peccato sia inedito in Italia!

Jehanne


1 - La sève et le sang (Albin Michel 1993)
a colori


Jehanne La pucelle - integrale (Albin Michel, 1997)
in bianco e nero