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martedì 18 marzo 2014

Tintin Vallardi terza parte: i volumi cartonati


All’editore Vallardi va il merito per avere creduto per primo in Italia nella qualità della produzione franco-belga presentata nella rivista Tintin. (Parte prima e Parte seconda) A questo si deve aggiungere un altro tentativo, molto coraggioso per l’epoca, quello di presentare i primi volumi cartonati in un'edizione praticamente identica a quella francese. I tre album con la costola telata, riguardano i personaggi di Chlorophylle e Pom e Teddy. Tutti i volumi sono pubblicati da Vallardi nel medesimo anno del settimanale Tintin, il 1956.



Nel piccolo mondo creato da Raymond Macherot, avente per protagonisti i piccoli animali delle campagne, dal ghiro Chlorophylle (Clorofilla) al topolino Minimum, dal corvo Caquet alla lontra Torpille, ritroviamo tutta la naturale poesia del suo fumetto umoristico. I piccoli personaggi si oppongono alle angherie del bieco ratto Anthracite. La longeva serie venne creata per Tintin nel 1954 (numero 15 edizione belga) e la sua ultima apparizione risale alla fine degli anni 80. Macherot però aveva nel 1966 passato la mano ad altri, essendo passato a Le Journal de Spirou insoddisfatto dalla quantità e qualità degli albi pubblicati.


Teddy è un bravo ragazzo che vive in un circo e che condivide le sue avventure con il piccolo asinello Pom. Una serie per ragazzi di Craenhals pubblicata dal 1953 sempre su Tintin. Affascinante nelle storie di Craenhals il disegno con colori accesi che creavano un effetto di rotondità tridimensionale. Le avventure di Pom e Teddy sono state pubblicate sul periodico belga sino al 1968.


Le avventure di Pom e Teddy
Prima pubblicazione su rivista: Tintin ed.belga dal n.9 del 1953 al n.18 del 1954
Prima pubblicazione in albo: 1 - Les Aventures de Pom et Teddy (Le Lombard, 1956)

Prima dell’uscita in albo, le dieci tavole iniziali di questa avventura di Pom e Teddy sono state pubblicate sull’edizione italiana di Tintin, dal n.6 al n.15 del 1956, numero con il quale il settimanale Vallardi interrompe le pubblicazioni.
Questa storia di Pom e Teddy è l’unica mai pubblicata in Italia.


Clorofilla contro i topi neri
Prima pubblicazione su rivista: Tintin ed.belga dal n.15 al n.46 del 1954
Prima pubblicazione in albo: 1 - Chlorophylle contre les rats noirs (Le Lombard, 1956)

La storia non è stata prepubblicata sul settimanale Tintin, ed è stata riproposta nel 1965-66 sul Corriere dei Piccoli con il titolo Clorofilla e i ratti neri.


Clorofilla e i cospiratori
Prima pubblicazione su rivista: Tintin ed.belga dal n.47 del 1954 al n.41 del 1955
Prima pubblicazione in albo: 2 - Chlorophylle et les conspirateurs (Le Lombard, 1956)


Prima dell’uscita in albo, la storia è stata interamente pubblicata sull’edizione italiana di Tintin, dal n.1 del 1955 al n. 5 del 1956, e anche questa è stata riproposta sul Corriere dei Piccoli nel 1966-67 con il titolo I fuorilegge dell’isola.

giovedì 2 gennaio 2014

TINTIN VALLARDI Seconda parte: 1956

Il nuovo anno sul periodico Vallardi inizia con la deplorevole mania italiana, reminiscenza dell’epoca del Corriere dei Piccoli e poi di quella fascista, di italianizzare i nomi. Nei primi numeri si raggiunge il ridicolo "traducendo", oltre che dei personaggi, anche quello degli autori!



Il n.1, quindicinale di 48 pagine con due racconti brevi: Addosso ai pirati del Prof. Tric (De Moor), e Il prigioniero di Zenda  (Craenhals), con le copertine originali dell’edizione belga rispettivamente dei nn.18 e 36 del 1953. Il redazionale cambia in Lettera confidenziale di Tintin.







Il n.2 presenta tre racconti brevi: Missione caprifoglio (Macherot), La moto volante del prof. Tric (De Moor) e Cociss l’apache. Le quattro pagine di Missione caprifoglio furono fortemente sostenute da Maurice Leblanc, editore di Tintin, desideroso di avere avventure sul mondo animale, che volle anche la copertina dedicata. 



Cociss l'apache, pubblicato anche con la copertina originale dell’edizione belga (n.10 del 1953) in cui c’erano le tre vignette iniziali del racconto, inspiegabilmente è accreditato a un certo "Rossi" quando trattasi di Craenhals! Iniziano le gags di Modesto e Frullina (Modeste et Pompon) disegnate da un ignoto "Franchino", traduzione maccheronica di Franquin!!!



Nel n.3 il racconto breve Non fidatevi dei pugili pallidi (traduzione maccheronica dal francese per indicare “di pelle bianca”), Il formidabile signor Quattrocchi di un certo "Raimondo", ovvero Raymond Reding, con copertina tratta dal n.34 del 1953 dell'edizione belga, e Nuvolari di uno sconosciuto "Giannino", alias Jean Graton, come si rileva facilmente dalla firma dell’autore nell’ultima vignetta del racconto!



Nel n.4 in copertina una gag di Quick et Flupke di Hergé. Ci sono due racconti brevi: Houdini (Graton) e Il prezzo della gloria (Reding), rispettivamente con le copertine dei nn.48 e 28 dell’edizione belga 1954.



Nel n. 5 finiscono Clorofilla e i cospiratori e le avventure di Corentin. Come racconti brevi ci sono Questo si che è sport! e L’eroica difesa di Pe-T’ang (entrambi di Funcken), con copertina originale del n.23 del 1953.



Dal n.6 il periodico ritorna settimanale però con prezzo maggiorato, 35 lire per 24 pagine, copertina compresa. Iniziano Il Gladiatore-mistero con Bob e Bobetta di Vandersteen, e Le avventure di Pom e Teddy di Craenhals. Per i racconti brevi inizia la serie umoristica dei Cartoni animati, le cui vignette sono inserite come fotogrammi in una pellicola, tipo film. Il primo episodio si intitola Le avventure del Signor Tric e di Saltarella (de Moor), mentre il racconto realista è La rivincita di Terry Kern (Graton).



Il n.7 presenta il secondo cartone animato, Klaxon (Macherot e Goscinny), e poi Il Cavaliere dello sparviero (Joke, uno dei tre pseudonimi di Edouard Aidans su Tintin).



Sul n.8 il terzo cartone animato, Cocorito e Vermicello, di Dino Attanasio e il realistico La vita di Alberto Ascari (Graton). In quarta di copertina un’immagine hergeiana del concorso a premi iniziato due numeri prima.






Sul n.9 Gli Harlem Globetrotters (Graton) e La signorina Rompicollo (Reding), oltre a una quarta di copertina di Graton non più rieditata in Italia.



Nel n.10 il quarto cartone animato, Globulo e Presto (Tibet), e il western La diligenza di Faverstone (Graton), priva della copertina originale pubblicata in Belgio sul n.34 del 1954.


 







Sul n.11 il quinto cartone animato, Cocorito e Vermicello (Attanasio), e Lo scudo nero, racconto avventuroso in epoca medioevale (Graton).



Sul n.12 sesto cartone animato, Globulo ha il singhiozzo (Tibet), e il racconto di aviazione Luca il prudente (Funcken).



Nel n.13 il settimo cartone animato, Il Signor Tric e i fantasmi (De Moor), e La straordinaria vita di Stan Hiller (Graton).



Sul n.14 La giovinezza di Edison (Graton).



Pertanto  rimangono incompiuti Il gladiatore-mistero, Obbiettivo Luna e Pom e Teddy. Finisce invece Il Marchio Giallo di Jacobs. In quarta di copertina l’editore avverte di essere costretto a chiudere i battenti e che i personaggi saranno pubblicati in vari album.



Le trame affrontate nei racconti pubblicati, diverse dai generi che all’epoca in Italia vanno per la maggiore (western, cappa e spada ed eroi mascherati), i personaggi differenti per impostazione, talvolta a metà strada fra umorismo e avventura, lo stile grafico degli autori che si rifanno all’imperante Linea Chiara imposta dal successo delle opere di Hergé e di Jacobs, e il formato inusitato del periodico probabilmente non risultano confacenti ai gusti del pubblico italiano e decretano, purtroppo, la fine prematura dell’esperienza editoriale Vallardi.

I  lettori italiani dovranno aspettare qualche anno ancora per vedere un’altra pubblicazione dedicata a un settimanale belga, il Tipitì della Dardo, che pubblicava produzioni de Le Journal de Spirou, riadattate in un formato libretto, mentre i personaggi del periodico Tintin, dopo un breve tentativo su albi brossurati Vallardi, saranno pubblicati su altri settimanali (Corriere dei Piccoli fra tutti) e su collane di brossurati della Gandus, della Mondadori e dei Fratelli Crespi.

Onore al merito, dunque, all’editore Vallardi per avere creduto per primo in Italia nella produzione franco-belga, così insolita, affascinante e per certi versi più curata di quella nostrana dell’epoca, e di avere stampato un ottimo prodotto editoriale che ancora oggi, nonostante mezzo secolo trascorso, si può piacevolmente sfogliare senza tema di frantumare le pagine.

giovedì 26 dicembre 2013

TINTIN VALLARDI Prima parte: 1955

Giovedì 29 settembre 1955 l’editore Vallardi di Milano fece uscire un nuovo periodico per ragazzi, Tintin,sottotitolato “settimanale di tutti i giovani da 7 a 77 anni”. Non sappiamo chi o cosa spinse l’editore a pubblicare un periodico in formato 20,5 x 29,5 cm, una misura che rompeva con la tradizionale produzione italiana orientata in quegli anni su tre formati: quello a striscia di Tex, Capitan Miki e Grande Blek, quello a libretto di Topolino e Il Monello e quello a giornale del Corriere dei Piccoli e del Vittorioso.In realtà si trattava del primo tentativo di introdurre la formula di un ebdomadario belga sul mercato italiano. Uscirono 10 numeri nel 1955 e 15 nell’anno successivo.



Il costo era di 50 lire per i primi 8 numeri di 24 pagine, poi diventò quindicinale passando a 80 lire per i successivi sette numeri con 48 pagine, per poi scendere a 35 lire per 24 pagine fino alla fine.
Il periodico, diretto dal dr. Francesco Vallardi, proponeva in tutto e per tutto quanto pubblicato negli anni recenti sul corrispondente settimanale belga dall’editore Leblanc. Quindi per la prima volta in Italia si videro Tintin, Blake e Mortimer, Bob e Bobette, Clorophille, Pom e Teddy, Corentin.
I nomi degli autori francofoni presentati erano fra quelli che hanno reso grande la BeDé: Raymond Macherot, Paul Cuvelier, Willy Vandersteen, Tibet, Hergé, Edgar P. Jacobs, François Craenhals, Bob de Moor, André Franquin. In più, in ogni numero c’erano anche uno o due racconti completi di 4-5 pagine ciascuno su biografie o riduzioni di celebri opere di letteratura disegnati da Jean Graton, Raymond Reding, Fred Funcken, Dino Attanasio, Érik, De Moor, Craenhals, Tibet e Ref (alias René Follet). C’erano, inoltre, racconti scritti illustrati anche da Albert Weinberg.



Nel primo numero fanno bella mostra di sé le seguenti storie: Clorofilla ed i cospiratori (Macherot), Le straordinarie avventure di Corentin (Cuvelier), La chiave di bronzo (Bob e Bobetta di Vandersteen), Pat Rick e Mass Tick in El Mocco il terribile (Tibet), Obbiettivo Luna (Tintin di Hergé), L’ultimo dei Moicani (Funcken) Le avventure di Sua Altezza Riri (Vandersteen), Il Marchio Giallo (Blake e Mortimer, Jacobs). Apre il numero un redazionale intitolato Gli eroi in poltrona, in cui i principali personaggi si riuniscono a casa di Tintin per discutere.



Nel n.2 una breve storia del Prof. Tric (De Moor).


Nel n.3 Goffredo di Buglione (Funcken).



Nel n. 4 Resa dei conti, una storia western a firma di…Jean Graton, tratta dal n.49 del 1954 dell'edizione belga. L'illustrazione di copertina, qui sotto riprodotta, non viene utilizzata nella pubblicazione sull'edizione Vallardi.













Nel n.5 la prima copertina ideata da Jacobs per il Marchio Giallo, con il marchio che sovrasta una grigia Londra sullo sfondo di un Big Ben e con Mortimer e Blake che si guardano le spalle. Peccato che l’immagine sia tagliata da una striscia inferiore gialla con la pubblicità dei pacchetti di caramelle Riesen Dulciora, che erano dati in regalo a chi presentava i tagliandi in 2a di copertina della rivista: uno dei motivi che rende difficile per un collezionista trovare integra la copertina del n.1.



Nel n. 6 una bella copertina di Funcken per una storia completa sui Cheyenne all’interno.



Nel n.7 una storia breve del prof. Tric (De Moor).



Nel n.8 un racconto breve (Ref)



Nel n.9 l’albo diventa quindicinale e scompare la scritta “settimanale di tutti i giovani da 7 a 77 anni”. Contiene una breve storia del Prof. Tric (De Moor) e una intitolata Le impronte digitali (Reding).




Nel n. 10 classica copertina natalizia con i personaggi di Hergé e due storie brevi Palestina Anno Zero (testi di Yves Duval e disegni di François Craenhals) e Rif la Raffica (Érik).