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venerdì 31 gennaio 2020

Vandersteen 1948-1958, gli anni Tintin


Il magico mondo di Willy Vandersteen - parte quinta




Nel 1948, Willy Vandersteen entra a far parte della redazione del settimanale Tintin - e della sua edizione in olandese Kuifje - edito da Raymond Leblanc sotto la direzione artistica di Hergé.



L’idea parte da Leblanc, il quale, resosi conto che la propria testata è molto famosa nella Vallonia francofona ma non nelle Fiandre, chiede a Hergé un parere su Vandersteen, di cui conosce il successo per Suske en Wiske.



Il creatore di Tintin segue con attenzione la produzione del giovane autore anversese, però considera il suo umorismo un poco eccessivo e lo stile grafico non affine a quello lineare e leggibile della Linea Chiara, caro a Hergé anche se, in realtà, i disegni di Vandersteen ne contengono già le premesse.



Su richiesta di Karel Van Milleghem, caporedattore di Kuifje, è Leblanc medesimo a contattare Vandersteen.



L’autore accetta di collaborare e in proposito ricorda: «Ho accettato subito. Chi avrebbe potuto rifiutare di fare parte di un’equipe così di qualità? Ma quando sono arrivato mi sono fatto subito bacchettare sulle dita dal direttore artistico! I miei disegni erano troppo caricaturali. Mancavano soprattutto di leggibilità. È vero che fino ad allora non mi ero interessato di proporzioni e prospettiva. Lasciavo correre la matita. Hergé, che è un perfezionista e vuole imporre il suo stile a tutto il mondo, mi ha obbligato a una maggiore disciplina. Pur sapendo che non sarei mai arrivato al suo livello di purezza stilistica, mi sono piegato alle sue esigenze.» 



Hergé non si limita solo a questo perché, desideroso di maggiore rigore e coerenza sul lato grafico ed estetico della rivista e non potendo accostare le storie “approssimative” di Vandersteen a quelle molto elaborate di Jacobs, Cuvelier e Martin, gli chiede anche di sopprimere Sidonie, Jerom e il prof. Barabas, ritenuti personaggi secondari, e di modificare l’aspetto dei protagonisti per dare loro una figura più netta, possibilmente cambiandone anche il carattere.



Per paura di un rifiuto, Vandersteen si adegua alle richieste di Hergé adattando il proprio universo fantastico al nuovo contesto editoriale. Infatti modifica i nomi dei personaggi in Bob, Bobette e Lambique.



Cambia anche il proprio stile narrativo e quello grafico, allontanandosi dall’iniziale disegno caricaturale a favore di un tratto più rigoroso, rendendo nel contempo le trame più complesse.



Nel primo episodio pubblicato sul numero di Tintin\Kuifje del 16 settembre 1948 l’insopportabile Bobette diviene una ragazzina più carina, addirittura una maga trasforma l’orribile capigliatura a cipolla della protagonista in una bionda e ondulata, mentre Bob risulta un ragazzino coraggioso, con i jeans al posto dei calzoncini corti, che delega ogni responsabilità al gioviale Lambique, a sua volta divenuto un audace eroe, dimagrito e un poco gaffeur.



L’autore attenua, inoltre, nelle storie anche quei richiami alle attualità fiamminghe in modo da renderle più accessibili ai lettori francofoni. Comunque, a dispetto della rigidità con cui è stato accolto da Hergé, Vandersteen gli riconosce un grande merito: “È a Hergé che noi dobbiamo il posto che abbiamo oggi…, la nostra rispettabilità.



L’episodio iniziale di questa serie parallela, Le Fantôme espagnol, è il più lungo, con 69 tavole a due colori, solo che le prime otto puntate sono pubblicate in ragione di mezza tavola a puntata, per poi aumentare a una tavola intera. In seguito, quelle otto mezze tavole saranno ridisegnate e aumentate a cinque pagine intere, per cui nella riedizione in volume il racconto è lungo 70 pagine.



Per Tintin\Kuifje l’autore anversese realizza in totale otto episodi a quattro colori, tranne il primo, come sopra detto, per la rivista; l’ottavo e ultimo, intitolato La Cavale d’or, rimane incompleto per disaccordi fra gli editori Lombard e Standaard, e sarà terminata da Karel Boumans e Edouard De Rop. Il titolo dell’ottavo è stato poi cambiato in Le Cheval d’or. C’è anche un nono, Le Sonométre, previsto ma che non vedrà mai la luce.



I primi sei episodi apparsi su Tintin\Kuifje sono stati pubblicati nella celebre Collection du Lombard e poi nella Blauw Reeks\Série Bleue, così detta per il colore della copertina cartonata e con il dorso di tela, per distinguerla da quella ufficiale rossa, e tutti e otto in una riedizione della Standaard, intitolata Classique Bleue.



Riepilogando, per una decina d’anni sul mercato editoriale franco-belga sono convissute due serie parallele, la rossa e la blu, con titolo comune e finalità diverse. Infatti in quella rossa Lambik si presenta come un buffone balordo e imprevedibile, mentre in quella blu Lambique è un adulto responsabile, solo un poco pasticcione.



Nella rossa Suske e Wiske sono bambini di 6-8 anni circa, mentre in quella blu si accentua la differenza fisica di Bob e Bobette divenuti ragazzini meno capricciosi e più grandi, di 11-13 anni circa. Nella blu non sono presenti Sidonie, Jerom\Jérôme, né la bambolina Schanulleke\Fanfreluche, abbandonata dopo l’episodio Le Fantôme espagnol ma sempre presente nella serie rossa.



A rendere sempre più complessa la situazione editoriale della celebre coppia di ragazzini, successivamennte anche gli otto episodi targati Lombard sono stati inglobati nella serie rossa, arrivata oggi a 350 numeri, con altri due episodi previsti entro l’estate prossima.



Nel 1951, per il periodico Lombard Vandersteen realizza anche alcuni racconti non facenti parte della saga Bob et Bobette.



Il primo si intitola De opstand der Geuzen\La Révolte des Gueux, il cui successo spinge l’editore a chiederne un seguito. Esce quindi anche la seconda parte, Fort Oranje\Fort Amsterdam.



I due tomi compongono il dittico su Thyl Ulenspiegel, leggendario giovane saltimbanco, simbolo della resistenza nelle Fiandre agli invasori spagnoli. Si tratta, forse, della sua bedé più bella, realizzata in collaborazione con due autori famosi, Bob de Moor, che ha inchiostrato la copertina di Thyl Ulenspiegel e disegnato alcune scenografie per Le Fantôme espagnol, e Tibet.



Nel 1953, inizia anche l’umoristico ‘t Prinske\Le Prince Riri, pubblicato a mezze tavole, che, per finezza e umorismo, ricorda The Little King, il delizioso personaggio muto di Otto Soglow.



Considerato che le vendite dei suoi albi in lingua fiamminga sono sempre state superiori a quelle in francese, in un rapporto di 10 a 1, e che con l’arrivo di nuovi talenti, sul settimanale Tintin si è ristretto lo spazio a disposizione per i suoi personaggi, nel 1958 l’editore Érasme fa una proposta allettante a Vandersteen per convincerlo ad abbandonare Lombard.



L’autore anversese accetta la vantaggiosa offerta, anche se a malincuore, perché si rimprovererà sempre di avere abbandonato quella formidabile redazione composta all’epoca da: Hergé, Jacobs, Martin, Greg, Franquin, Goscinny, Uderzo,  Graton, Macherot, Weinberg, Tibet, Cuvelier, Laudy, Reding, Funcken e Craenhals.



Sul periodo trascorso nella redazione Vandersteen dirà: «Tintin è diventato così importante che un artista si rendeva conto di essere solo un artigiano fra tanti altri. All’inizio formavamo un piccolo gruppo di veri amici che si stimolavano reciprocamente, Ciascuno portando il suo contributo di creatività». Poi il clima di concorrenza insaturato dall’arrivo di numerosi giovani disegnatori lo ha disgustato spingendolo ad andarsene.


Ha rimpianto anche le famose cene di gruppo con la redazione al completo nel castello di Beersel, da cui ha tratto l’idea per il quarto episodio, Le Trésor de Beersel, cene che sono rimaste famose per essere allietate sugli spalti da Jacques Laudy nei panni di suonatore scozzese di cornamusa, da lui ritratto nell’episodio Le Fantôme espagnol.



Tutte le storie per il settimanale Tintin\Kuifje sono unanimemente giudicate come il suo miglior periodo creativo e lo proiettano a pieno titolo fra i maestri della Ligne Claire classica, insieme a Hergé, Jacobs, Martin e De Moor.

Bob et Bobette

1 - Le Fantôme espagnol
Tintin ed.belga dal n.38 del 1948 al n.5 del 1950
Volume Collection du Lombard 1952
Volume Serie Bleue Le Lombard 1983


in olandese Het Spaanse spook su Kuifje 1948-50
e nel volume nella serie Blauw reeks - Standaard

2 - La Clef de bronze
Tintin ed.belga dal n.9 del 1950 al n.18 del 1951
Volume Collection du Lombard 1957
Volume Serie Bleue Le Lombard 1983


in olandese De bronzen sleutel su Kuifje 1950-51
e nel volume nella serie Blauw reeks - Standaard

3 - Le Casque tartare
Tintin ed.belga dal n.20 del 1951 al n.29 del 1952
Volume Collection du Lombard 1955
Volume Serie Bleue Le Lombard 1983


in olandese De Tartaarse helm su Kuifje 1951-52
e nel volume nella serie Blauw reeks - Standaard

4 - Le Tresor de Berséel
Tintin ed.belga dal n.30 del 1952 al n.40 del 1953
Volume Collection du Lombard 1955
Volume Serie Bleue Le Lombard 1983


in olandese De schat van Beersel su Kuifje 1952-53
e nel volume nella serie Blauw reeks - Standaard

5 - Le Gladiateur-mystére
Tintin ed.belga dal n.41 del 1953 al n.50 del 1954
Volume Collection du Lombard 1955
Volume Serie Bleue Le Lombard 1984


in olandese Het geheim der gladiatoren su Kuifje 1953-54
e nel volume nella serie Blauw reeks - Standaard

6 - Les Martiens sont là
Tintin ed.belga dal n.5 del 1955 al n.14 del 1956
Volume Collection du Lombard 1956
Volume Serie Bleue Le Lombard 1984


in olandese De gezanten van Mars su Kuifje 1955-56
e nel volume nella serie Blauw reeks - Standaard

7 - Les Masques blancs
Tintin ed.belga dal n.27 del 1956 al n.36 del 1957
Volume Collection Bob et Bobette - Erasme 1972
Volume Collection Classiques Bleue – Standaard 1997


in olandese De groene splinter su Kuifje 1956-57
e nel volume Blauw reeks - Standaard

8 - La Cavale d’or (poi Le Cheval d’or)
Tintin ed.belga dal n.9 del 1958 al n.16 del 1959
Volume Collection Bob et Bobette - Erasme 1969
Volume Collection Classiques Bleue – Standaard 1997


in olandese Het gouden paard su Kuifje 1958-59
e nel volume Blauw reeks - Standaard

Thyl Ulenspiegel

1 - La Révolte des Gueux
Tintin ed.belga dal n.39 del 1951 al n.52 del 1952
Volume Collection du Lombard 1954


in olandese De opstand der Geuzen su Kuifje 1951-52
e nel volume Standaard

2 - Fort Amsterdam
Tintin ed.belga dal n.1 del 1953 al n.49 del 1953
Volume Collection du Lombard 1955


in olandese Fort-Oranje su Kuifje 1953
e nel volume Standaard


Le Prince Riri (1953-1959)

Gag su Tintin ed.belga dal n.51 del 1953 al n.41 del 1959
in olandese ‘t Prinske su Kuifje 1953-59

Volumi in francese in b/n



Tome 1 - Magic Strip 1981



Tome 2 - Magic Strip 1981



Tome 3 - Magic Strip 1983

Volumi in lingua olandese e francese in quadricromia



Integrale 1 - Standaard 1994



Integrale 2 - Standaard 1995



Integrale 3 - Standaard 1996



Integrale 4 - Standaard 1997

mercoledì 20 novembre 2019

Suske en Wiske invadono le Fiandre


Il magico mondo di Willy Vandersteen – parte terza

Parte prima - Parte seconda Parte quarta



Nel 1945, Willy Vandersteen disegna con il suo abituale stile caricaturale una storiella intitolata Suske en Wiske: si tratta di un fratello, giovane boxeur in piena ascesa, con ciuffo biondo e pantaloni da golf, e di una sorella. L’autore presenta le tavole al direttore del quotidiano De Nieuwe Standaard, Maurits De Meyer, il quale, a sua volta, chiede consiglio al disegnatore politico, Marcel Neels, colui che diverrà famoso come Marc Sleen. Neels rimane impressionato dal disegno ma ritiene Suske troppo simile a Tintin.


Qualche mese dopo, alla fine della guerra, però, decidono di pubblicare l’episodio cambiando, all’insaputa dell’autore, il titolo in Rikki en Wiske.



Poi Rikki sparisce nell’episodio successivo, subito sostituito dal trovatello Suske, per cui questo racconto diventa il primo effettivo della lunghissima e ininterrotta, fino a oggi, saga di Suske en Wiske, diminuitivi fiamminghi dei nomi Francesco e Luisa. I due protagonisti sono bambini di 6-8 anni circa, curiosi, audaci e generosi, legati da imperitura e affettuosa amicizia.


Wiske è una bambina con un volto nei primissimi episodi a forma di pera, poi ovale, con capelli tirati a cipolla sulla testa, tenuti da un fiocco rosso, con un perenne abito bianco a maniche lunghe e linea rossa sulla gonna; dotata di un carattere forte e indipendente sa fronteggiare gli adulti dicendo loro quel che pensa; è molto attaccata alla sua bambolina di pezza di nome Schanulleke (una specie di coperta di Linus),

oltre che a Suske, il quale indossa polo rossa e calzoncini neri e il cui volto, nonostante i capelli neri, è simile a quello di Tintin.


Dal momento che i due personaggi, concepiti per piacere ai più piccoli, sono pubblicati su un quotidiano d’informazione, Vandersteen costruisce attorno a loro una famiglia “sui generis”, per coinvolgere anche gli adulti ed evitare quelle critiche che sono state rivolte a Hergé per il suo Tintin “senza famiglia”.


Fin dall’inizio c’è la tenace e segaligna tante Sidonie (poi Sidonia), celibe e segretamente innamorata di Lambik, la quale rappresenta l’autorità parenterale e l’istinto materno.


Dal secondo episodio appare il prof. Barabas, archetipo dello scienziato distratto e fra le nuvole, simile al prof. Tornasole, i cui favolosi marchingegni sono spesso all’origine delle avventure dei protagonisti.


Nel terzo episodio entra in scena il gaffeur Lambik, il cui nome è ispirato da una birra prodotta in un birrificio vicino casa dell’autore.



Lambik racchiude in sé tutte le qualità e le debolezze dell’essere umano tanto da diventare un protagonista molto popolare, alla pari dei due ragazzini, come avenuto con Haddock in Tintin.


Infine, dal 1952 arriva Jerom, fortissimo e imperturbabile uomo preistorico che si esprime con un linguaggio laconico e che rappresenta il superuomo, o meglio una sua parodia.


Il gruppo viaggia spesso nel tempo grazie al Telétemps, una macchina del tempo costruita dal professore, una trovata che permette all’autore di ampliare gli argomenti trattati nei 282 episodi usciti fino a oggi, inviando i protagonisti nel passato e nel futuro, coinvolgendo nelle trame anche celebri personaggi storici.


I due personaggi e l’autore sono stati protagonisti di una querelle simile a quella che nel 1913 ha opposto il New York Journal di Randolph Hearst al World di Joseph Pulitzer per assicurarsi l’esclusività dei Katzenjammer Kids di Rudolph Dirks. Infatti, alla Liberazione, mentre il padrone del vecchio Staandard non riesce a ottenere subito il permesso per stampare il vecchio quotidiano, due industriali ne stampano un altro con il titolo De Nieuwe Staandard, dove vedono la luce Suske en Wiske.


Nel 1947 ritorna nelle edicole il vero Staandard, costringendo il concorrente a cambiare il titolo in De Nieuwe Gids. A quel punto la redazione dello Staandard fa un’allettante proposta a Vandersteen, il quale lascia il Gids per andare al giornale rivale, portandosi dietro circa 20.000 abbonati desiderosi solo di leggere le avventure dei due bambini!



Direttamente ispirato dalla letteratura popolare, Vandersteeen ha sviluppato un disegno caricaturale che lascia ampio spazio alla narrazione, infarcita da molta azione e da intrighi prolissi, con un sottofondo umoristico a base di scherzi, esagerazioni e nonsense. un buon narratore e sa intuire quello che il pubblico desidera leggere, per evadere dai problemi quotidiani. A lui non interessa di scrivere storie credibili, perché, diversamente da Hergé, si diletta prima di tutto a realizzare storie divertenti per sé e poi per il pubblico.


Molti critici lo accusano di avere scritto trame puerili con disegni caricaturali, sopratutto dopo il periodo tintiniano, che tratteremo in seguito. In realtà l’accusa non regge o, meglio, regge fino a un certo punto. Esiste, infatti, anche un secondo livello di lettura per i continui agganci all’attualità delle Fiandre e alle mode del tempo, non sempre apprezzabili nelle traduzioni in altre lingue. Per esempio, nell’undicesimo episodio De stalen bloempot/Le pot aux roses (1950), l’autore fa riferimento alla Question Royal, per il ritorno della monarchia dopo la fine del conflitto, ritorno contrastato da molti e finito con l’abdicazione di Leopoldo III in favore del figlio Baldovino.


Dal 1987 esce De Vrolijke Versus, acronimo dell’associazione VEReniging en SUSke en Wiske, un trimestrale che ha raggiunto i 125 numeri, dedicato all’universo creato da Willy Vandersteen, pubblicato dal Suske en Wiske De Fameuze Fanclub.


Dal 2008 esce anche Le Monde Magique de Willy Vandersteen, rivista giunta al nono numero, edita dal club francofono dei fan di Bob et Bobette, uscita per quattro numeri con il titolo Le petit monde de Willy Vandersteen. Le suddette riviste, insieme a numerosi siti dedicati al celebre autore fiammingo, danno un’idea sulla sua popolarità in Belgio, Olanda, Germania e Francia.



In Italia un episodio di Bob e Bobette è stato pubblicato sul settimanale Tintin della Vallardi nei lontani 1955-1956sei albi dalla De Agostini nel 1977.