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mercoledì 27 novembre 2013

Appunti sulla bande dessinée franco-belga

L’inserto centrale del numero 87 (Ottobre 2013) del Fumetto, trimestrale dell’ANAFI, Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione, contiene la terza parte degli “Appunti sulla bande dessinée franco-belga”. Le prime due parti sono state pubblicate  nel numero 81 (Marzo 2012) e nel numero 84 (Ottobre 2012). Anche se necessariamente condensata, si tratta comunque di una piccola storia del fumetto francese da non mancare di leggere.



Dopo le parti dedicate rispettivamente al periodo anteguerra, l'Age d'Or, e alle pubblicazioni tascabili, i cosiddetti petits formats, questa volta  tocca ai grandi editori e alle più diffuse pubblicazioni del dopoguerra, da Spirou a Tintin, da Pif a Pilote. L’inserto contiene anche un breve articolo sulla “linea chiara”, stile caratteristico della produzione a fumetti di alcuni dei maggiori nomi del fumetto franco-belga.



Nella copertina dell’inserto una gara tra i personaggi simbolo delle quattro più diffuse testate del periodo, anche se manca Tintin. La politica di protezione dell’immagine attuata da Nick Rodwell, amministratore delegato della Moulinsart, impedisce l’uso dell’immagine della creatura di Hergé anche a scopo di illustrazione o citazione. Rodwell è giunto alla testa della società che amministra l’eredità di Hergé dopo aver sposato Fanny Vlamynck, sua vedova. Per poter utilizzare vignette, tavole o disegni occorre sottostare a una pesante forma di autorizzazione anche del testo. Per questo motivo tanti saggi su Tintin sono pubblicati senza alcuna illustrazione.



Delle quattro testate, solo Spirou si può trovare ancora nelle edicole d’oltralpe. Tintin non è sopravvissuto in nessuna edizione, malgrado un paio di cambi di nome. Pif ha tentato, senza successo, una nuova rinascita nel 2004 ma la sua nuova corsa si è arrestata dopo solo 53 numeri. Pilote ha provato con il cambio di periodicità, poi con la fusione con Charlie Mensuel, poi con qualche speciale a cadenza annuale.
Il vincitore di questa interminabile maratona è dunque il ragazzo dell’ascensore dalle mille vite, che proprio quest'anno festeggia il suo 75mo compleanno!

Per ogni informazione sull'ANAFI e sulla rivista Il Fumetto scrivere a: info@amicidelfumetto.it

mercoledì 20 novembre 2013

Nuova vita per la BD oggi in Italia


Dall’immediato dopoguerra in poi, in Italia sono stati tradotti moltissimi personaggi transalpini, però la loro importazione è stata penalizzata dall’insicurezza degli editori nostrani, che, tranne rare eccezioni, sono stati poco propensi a rischiare in un mercato caratterizzato da alta instabilità di vendite, quale è quello italiano. Storicamente essi hanno sempre preferito affidarsi ai prodotti bonelliani, a quelli provenienti dal Nuovo Mondo e da qualche decennio anche dal Giappone.



Come risultato hanno riprodotto fino a poco tempo fa gli episodi delle serie francesi in maniera caotica, non rispettando le cronologie, spesso in vesti editoriali inadeguate e formati dalle misure differenti rispetto a quelle originali, con interruzioni improvvise delle serie e con passaggi da un editore all’altro: per leggere i 21 episodi di Alexis Mac Coy, splendida serie western di Antonio Hernandez Palacios e Jean-Pierre Gourmelen, i lettori italiani hanno dovuto aspettare 15 anni e numerosi editori (L’Isola Trovata, Comic Art, Bonelli-Dargaud, Eura Editoriale, Vallecchi e Nuova Frontiera), con differenti formati e vesti editoriali. Il risultato di tale sconsiderata politica editoriale è stato di aver creato disorientamento, rabbia e disaffezione nei lettori, che hanno preferito rifugiarsi nei più comodi e confortanti formati Bonelli, comic book o manga.



Solo le cronologie di pochi personaggi franco-belgi, rientranti nella categoria degli evergreen, sono state interamente tradotte, addirittura riproposte più volte in supporti cartacei differenti: Astérix, Tintin, Blueberry, Blake et Mortimer, Les Schtroumpfs, Sitting Bull, Les passagers du vent, Les sept vies du l’Épervier e altri.



Oggi stiamo assistendo a una rinascita di interesse da parte degli editori italiani per il fumetto franco-belga: Nona Arte, 001, Magic Press, Alessandro Editore, Panini e altri si sono buttati su questo quarto universo fumettistico, le cui potenzialità non sono ancora state pienamente apprezzate dal mercato italiano. Purtroppo però, gli errori del passato non sembrano aver insegnato nulla perché sussistono ancora situazioni che disorientano un lettore: per esempio la bella serie Historica della Mondadori presenta in tre volumi cartonati a colori tutto il ciclo de Le sette vite dello Sparviero di Patrick Cothias e André Juillard (peraltro già proposto ottimamente al pubblico italiano da Glénat Italia e Lizard) mentre la Cosmo propone in formato bonelliano e in bianco e nero il ciclo di Masquerouge dei medesimi autori; oppure sempre Cosmo presenta nelle edicole il ciclo di Bouncer di Alejandro Jodorowskj e François Boucq mentre in contemporanea nelle fumetterie la Magic Press ripropone l’integrale del pistolero monco in agili volumi brossurati a colori; le collane di Michel Vaillant, Luky Luke e Buck Danny (personaggi ampiamente già proposti da altri editori nel passato, anche se non integralmente) oggi sono riproposte integralmente ma non in ordine cronologico, con la scusa che i primi episodi potrebbero non piacere a un lettore italiano!



Gli editori dovrebbero ricordare che se uno compra quei magnifici personaggi è perché già li conosce e li apprezza e se è disponibile ad accollarsi una spesa per un prodotto che già possiede, anche se in sequenza incompleta, è perché gradirebbe avere la serie integrale e cronologica: numero 1, 2, 3 e via dicendo. Ma questo rimane un pio desidero dei lettori, che poi sono quelli che sborsano i soldi determinando il successo o meno di una collana.