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giovedì 22 novembre 2012

Per Alan Turing

Riapro questo blog pour l'espace d'un matin, anzi, d'une soire, per poi tornare al mio silenzio.

Presa dalle mie mille ricettine, quest'estate mi ero persa un centenario, un centenario importantissimo, della nascita di Alan Turing, nato appunto il 23 giugno 1912.

Alan Turing è stato un genio matematico, uno dei padri fondatori dell'Informatica e dell'Intelligenza Artificiale. Senza di lui molte cose che oggi usiamo con disinvoltura forse non sarebbero le stesse.

Basti dire che ha ideato il test di Turing, pensato per distinguere un essere pensante da una macchina.

Ma Turing non era un intellettuale dentro una torre d'avorio, ed ha dato un fondamentale contributo  alla vittoria contro i Nazisti durante la seconda guerra mondiale, durante quale la lavorò a Bletchley Park, il principale centro di crittoanalisi del Regno Unito, dove ideò una serie di tecniche per decrittografare i cifrari tedeschi. Un salvatore della patria, quindi.

Per saperne di più su Alan Turing rimando a quella bella pagina di Wired e al sito dedicato da Nature a quest'uomo eccezionale.

Ma perché decido di pubblicare un post proprio su Turing, dopo un mese di inattività, e proprio oggi?

Perché Turing era anche altro. Turing era omosessuale. Omosessuale nell'Inghilterra omofoba degli anni '50, che considerava l'omosessualità un reato.

E così il geniale Turing, l'accademico, colui che aveva contribuito a salvare la patria dall'orrore nazista, subì un processo, e fu sottoposto alla castrazione chimica, pena che veniva comminata agli omosessuali.
Dopo un anno di somministrazione di ormoni Turing si trovò impotente e con un corpo che non era più il suo, privato della propria rispettibilità, della possibilità di vivere una vita normale.

E il 7 giugno 1954 si suicidò, mangiando una mela avvelenata con il cianuro.

Se volete saperne di più, vi consiglio un terribile e bellissimo fumetto, uscito da poco: Enigma, la strana vita di Alan Turing di cui potete trovare un estratto qui.

Perché proprio oggi si sa.
Un ragazzo omosessuale si è ucciso. Un quindicenne. Potrebbe essere un mio alunno.
Non si sa perché si sia ucciso. Magari non è vero che lo prendevano in giro, magari a scuola andava tutto bene. Ancora non si sa.

Certo è che a scuola, fra i ragazzi, l'omofobia scorre a fiumi. E il silenzio degli adulti è assordante. 

Ciao Andrea, ciao Alan. Che la terra vi sia lieve.

P. S. Solo nel 2009 il governo inglese, per bocca dell'allora primo ministro Gordon Brown, e rispondendo a una petizione e a una campagna stampa, chiese scusa per quello che aveva fatto patire a Alan Turing.

giovedì 2 dicembre 2010

Muffins senza glutine ma sessisti per la Lipperini

Avete mai provato a leggere i libri di testo dei vostri figli dal punto di vista della differenza di genere?
Io si, questo giochetto l'ho fatto tre anni fa. Per scoprire che nel libro di prima elementare di mia figlia i protagonisti erano cinque bambini, e due bambine (alla faccia del fatto che siamo più o meno metà e metà, su questo pianeta), e due adulti, un mago e una maga.
Il mago è figo, fa un sacco di cose ganze, ed ha un notevole ascendente sui bambini. La maga in realtà non si vede quasi mai, giusto due volte, una mentre cucina e l'altra in cui fa le faccende.
Giuro, non sto scherzando.

Se poi ci spostiamo dal mondo serio dei libri scolastici a quello degli altri media, TV, internet, giochi elettronici, le cose diventano ancora più evidenti. Basta guardare le pubblicità che passano nella fascia oraria pomeridiana, piena di piccoli campioni di calcio e veline in formato mignon, che starnazzano sculettando di fronte a trucchi e vestiti alla moda.

L'invenzione di questi giochetti non è farina del mio sacco, ma di Loredana Lipperini, ma soprattutto nel suo libro Ancora dalla parte della bambine. Loredana con le sue trasmissioni su Radio3, con il suo blog Lipperatura, con i suoi libri riesce a guardare dove gli altri non vedono, e a farci da apritrice di occhi, il che non è poco di questi tempi.
...
A proposito, se qualcuno vuole regalarmi per Natale Non è un paese per vecchie non ha altro che da farsi avanti. A buon intenditor... ;-)

Quando ho scoperto che proprio la Lipperini aveva parlato dell'iniziativa Metti un finocchio a cena... su La Repubblica, precisamente qui, ne sono stata veramente orgogliosa. La sua citazione mi ha confermato una volta di più che se ne doveva parlare, che era stato doveroso farlo, insomma, che abbiamo fatto la cosa giusta.
Grazie ancora a tutti, e grazie a Loredana che ci ha dedicato un po' dello spazio che ha sul giornale (mi scuso di aver scritto questo post con così grande ritardo, Norma era stata un po' più solerte di me...)

E dato che mi piace mettere il dito nelle mie contraddizioni (di genere, ma non solo), le offro questi muffins al limone glassati, glassatura fatta insieme a mia figlia (quella che aveva il libro delle elementari di cui sopra).
Pregasi notare il profluvio di rosa, violetto, cuoricini e fiorellini. Ovviamente, come per tutte le ultime foto, il food styling è suo ;-)
Ho la quasi matematica certezza che se li avessi fatti con mio figlio, sarebbero spuntati dei rossi e dei blu, e molte macchinine.

... Chi è immune da comportamenti sessisti, scagli la prima pietra.


muffins al limone
Muffins (senza glutine  e sessisti) al limoneIngredienti
  • 250 g di farina senza glutine (io ho usato un mix composto da 75 g di maizena, 100 g di farina di riso, 75 g di fecola di patate) (¶)
  • 250 g di ricotta
  • 180 g di zucchero
  • 2 limoni non trattati
  • 1 bustina di lievito (¶)
  • 50 g di burro
  • 3 uova
  • 200 g di zucchero a velo
  • coloranti alimentari (¶) (io ho usato quelli della Rebecchi che, pur non essendo in prontuario, ho contattato direttamente e mi hanno assicurato essere esenti da contaminazioni. A questo proposito l'utilissimo post di ValeTork di InCucinaSenzaGlutine)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.
Preparazione
Sbattere le uova con lo zucchero, incorporare la ricotta, il burro a pomata e la scorza grattata dei limoni. Aggiungere anche il succo di uno dei due limoni .

In un'altra ciotola miscelare le farine con il lievito.

Incorporare gli ingredienti secchi a quelli liquidi, senza mescolare troppo.

Nel frattempo si saranno imburrati e infarinati degli stampi da muffins, e si sarà preriscaldato il forno a 180°.

Rimpiere gli stampini da muffin fino a 3/4, infornare per una ventina di minuti, quindi estrarli dal forno, lasciarli riposare cinque/dieci minuti e toglierli dalle formine.

Nel frattempo preparare la glassa, mescolando lo zucchero a velo con un paio di cucchiai di succo di limone. Mi raccomando, non farsi fregare dal fatto che sembra troppo solido, aggiungere il limone poco alla volta aspettando che lo zucchero si scioglia, per evitare di ottenere una glassa troppo liquida.

Dividere la glassa così ottenuta in varie ciotoline, da colorare a piacere.

Quando i muffins sono freddi potete decorarli.
Io ho usato anche quelle penne contenenti un gel colorato, non so come si chiamino.

Sono sessisti, ma buoni, molto morbidi, e profumatissimi.

giovedì 11 novembre 2010

Senza parole ma con molti finocchi

Urge un consuntivo di questa breve e travolgente avventura.


Metti un finocchio a cena... Buon appetito Mr. B - Blogger contro l'omofobia

Per fortuna che è stata breve altrimenti ci perdevo anche la salute, e non è il caso, visto che sono già abbastanza male in arnese.

Che dire? Prima di tutto GRAZIE!
Grazie
  • per le 130 ricette pubblicate
  • per i 40 post senza ricetta
  • a tutte le 200 e più persone che si sono prese la briga di aderire in un qualche modo
E tutto questo in tre miseri giorni!
I numeri di contatti ve li ha dati Norma, io so solo che di solito ho al massimo 100 lettori, e ieri ne ho avuti 1300. Lasciando perdere Andy Wahrol e i suoi cinque minuti di celebrità,
credo che questo voglia dire che questa iniziativa ha stimolato qualcosa che c'era già, dentro le persone. Non è poca cosa, di questi tempi.
Come una bottiglia di spumante, che sta lì buona buona ma se qualcuno toglie il tappo esplode.
Ecco, c'era voglia, anche in questa nicchia della blogo-sfera che siamo noi food-blogger, che di solito non usciamo mai dal seminato, di esprimere il nostro dissenso, di dire la nostra sul quello che ci succede intorno. Mi ha fatto anche molto piacere che siamo riusciti a parlare anche con chi sta fuori dalla nostra nicchia, e a cooptare anche chi con i food-blogger non ha niente a che fare.

Non è proprio il momento di essere contenti, fra clima che cambia, dissesto idro-geologico, incuria del patrimonio artistico, inciviltà e barbarie qui da noi e altrove.

Però oggi è uscito un po' di sole ;-)

Ho letto tutti i vostri interventi ed ognuno mi ha colpito, perché si capiva che dentro c'era un pezzo della vostra vita. Alcuni mi hanno commosso, altri mi hanno fatto ridere, altri ancora mi hanno comunicato una sana e irresistibile indignazione.

Grazie a tutti, perché ieri ci siamo sentiti più arrabbiati ma meno soli.

Si parla della nostra inizativa su...
Da adesso ricomincio a lavorare, per le prossime ricette se ne riparla almeno la settimana prossima!

P.S. Il post è un po' sconnesso, ma io sono molto stanca. Vado a mangiarmi lo sformato di finocchi avanzato da ieri :-)

mercoledì 10 novembre 2010

Lo sformato di finocchi, la bandiera arcobaleno e Mr. B.

sformato di finocchi per Mr. B

Dal dizionario Garzanti
Finocchio, s.m., pianta erbacea con foglie basali dal picciolo largo, bianco e carnoso che vengono consumate come ortaggio;... (volg.) omosessuale maschio
Io faccio l'insegnante alle superiori.
Ancora oggi uno degli insulti più gettonati, e più dolorosi, usati dai ragazzini è finocchio, declinato in tutte le sue possibili varianti, più o meno volgari, tutte insopportabili. Eppure vengono pronunciate infinite volte in un giorno.

I ragazzi a quell'età hanno bisogno di sponde sicure entro le quali essere contenuti, e queste sponde sono date dall'appartenenza al gruppo. Dire finocchio a un compagno significa "Io sono dentro, tu sei fuori, sei inferiore, e questo mi rassicura": è sempre molto rassicurante, quando si è fragili, scoprire che qualcun altro si trova più in basso di noi nella scala sociale. Lo è a maggior ragione per dei ragazzini pieni di dubbi e insicurezze.
Io però vedo soprattutto la sofferenza negli occhi di quelli a cui l'insulto viene rivolto, una sofferenza che per di più devono mascherare: sono loro stessi a dire, quando regolarmente mi imbufalisco, "Ma no profe, e' scherzava..." perché farebbero di tutto per appartenere essi stessi al gruppo, per essere parte di.
Vedo anche, e mi fa imbufalire ancor di più, la leggerezza con cui viene trattato questo problema da molti colleghi (non tutti): "È sempre successo...", "E son ragazzi..." Certo, lo sono anche quelli che vengono insultati, però, e si trovano feriti nella loro identità più profonda.

Ma com'è possibile che, adesso come cinquant'anni fa, finocchio sia ancora un'insulto?

Ad esempio perché il nostro presidente del Consiglio, il signor Berlusconi, non si perita di tirar fuori dal cappello uscite omofobe e sessiste per nascondere le proprie inaccettabili malefatte. Così facendo sdogana ulteriormente un pensiero, che è quello della mia nonna, persona splendida ma del suo tempo, che diceva sempre "Meglio un figlio morto che finocchio".
Questo dichiarazioni discriminatorie non possono essere sdoganate da una figura istituzionale, che dovrebbe farsi artefice di civiltà e rispetto e legalità.

La molla che ci ha spinto a dissentire pubblicamente è stata proprio questa indignazione, e ci è parso che potesse utile che venisse da noi, donne comuni, perché come si dice qui, "parlare di gay, di omofobia, di coming out ecc, è necessario non tanto per la comunità lgbt ma per gli altri, perché fino a quando saremmo presentati come un'entità astratta senza un volto nè un nome nè una professione, gli omofobi avranno le carte facili per discriminarci."

In questo post la parola finocchio compare 7 volte. Troppe? Ci siamo interrogate, con Norma, sull'opportunità di intitolare quest'iniziativa contro l'omofobia proprio con una delle espressioni offensive utilizzate per indicare gli omosessuali. È stata una scelta forte.
Come abbiamo spiegato nei post di lancio, ci siamo ispirati ad una manifestazione indetta da Arcigay Firenze sabato scorso, che si intitolava, molto ironicamente "Porta un finocchio per Silvio".

Crediamo che ironizzare sulle parole, anche su un insulto come questo, possa servire a togliere loro potere, a svuotarle del loro significato negativo. Un po' come è successo a queer in inglese.
Avete presente il molliccio in Harry Potter, quel mostro che non ha forma e per ciascuno assume un aspetto diverso, quello della cosa che ci fa più paura? Il molliccio viene sconfitto dall'ironia, immaginando Tu-Sai-Chi vestito come la nostra vecchia zia novantenne.
Ecco, questo è stato il nostro spirito.
Ci rendiamo conto che la comunicazione immediata non sempre riesce a trasmettere in modo esplicito, ad esempio in un piccolo banner con poche parole-chiave, tutte queste riflessioni, ma abbiamo deciso di correre lo stesso il rischio, perché crediamo che sia venuto il momento di parlare, invece che di tacere, anche a costo di non dire la cosa giusta per tutti.

Io attesa che le cose cambino davvero, e che nel vocabolario Garzanti ci sia scritto, al posto della definizione che ho riportato sopra,
Finocchio, s.m., pianta erbacea con foglie basali dal picciolo largo, bianco e carnoso che vengono consumate come ortaggio;... (italiano antico) omosessuale maschio
lanciamo iniziative bizzarre, come questa...


Metti un finocchio a cena... Buon appetito Mr. B - Blogger contro l'omofobia
La lista delle adesioni è nel
post precedente e in quello di Norma, perché possono esserci stati delle sviste.. Grazie a tutti, anche chi non avrà il tempo di preparare una ricetta!

Si sono già attivati pubblicando una ricetta (se non vi trovate qui andate a vedere l'analogo elenco da Norma, via via cerchiamo di allineare gli elenchi, ma oggi sicuramente ci saranno delle sviste)
Mentre hanno aderito, pubblicando un post dedicato (anche in questo caso, se non vi trovate qui andate a vedere l'analogo elenco da Norma, via via cerchiamo di allineare gli elenchi, ma oggi sicuramente ci saranno delle sviste)
Eva Baldoria, Drag Queen e Lucy ci hanno lasciato le loro ricetta qui, nei commenti

E ora vado con la mia, di ricette

sformato di finocchi - foto di silviaQuesta foto è stata scattata da mia figlia che ha voluto a tutti i costi contribuire alla realizzazione di questo post, dopo che sono giorni che subisce dei pipponi didascalici su discriminazioni, identità di genere e quant'altro, declinandolo secondo la sua identità di genere di bambina di 9 anni :-)


Sformato di finocchi
Ingredienti (per otto cocottine monoporzione)
  • 5 finocchi grossi
  • 500 ml di latte
  • 50 g di burro + quelli per ungere le cocottine
  • 45 g di amido di mais (¶) (io ho usato la Maizena)
  • 50 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • 3 uova
  • noce moscata
  • cumino
  • olio
  • pepe
  • sale
  • pangrattato (¶)
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Preparazione
Mondare i finocchi e tagliarli a pezzettini (io di solito faccio questa ricetta con le foglie esterne dei finocchi quando preparo i cuori per il pinzimonio), metterli a stufare in una padella con un po' d'olio sul fondo. Il fuoco dev'essere piuttosto allegro, ovviamente facendo attenzione a non bruciarli. Aggiustare di sale

Nel frattempo preparare una besciamella con il burro, la maizena e il latte precedentemente scaldato.

Quando i finocchi sono pronti tagliarli al coltello, oppure con il robot da cucina ma comunque in modo un po' grossolano, e rimetterli in padella ad asciugare un po'.

Quando si sono un po' asciugati, spegnere il fuoco ed aggiungere la besciamella quindi, una alla volta, le uova intere, avendo cura di amalgamarne bene prima di aggiungere la successiva, ed infine il parmigiano grattugiato.

Spolverare di noce moscata e di cumino tritati, aggiustare di sale e di pepe e riempire delle cocottine monoporzione precedentemente imburrate e cosparse di pangrattato.
Cospargere con una spolverata di parmigiano e pangrattato, mettere qualche fiocchetto di burro qua e là ed infornare nel forno precedentemente riscaldato a 180° per una quarantina di minuti.

Si può fare anche uno sformato unico, in una pirofila, ma il tempo di cottura si allunga ad un'oretta.

Servire caldo come contorno o come piatto unico insieme a formaggi vari.

sabato 6 novembre 2010

Mercoledì 10 novembre - Metti un finocchio a cena - Buon Appetito Mr. B!

Siamo un gruppo di blogger che si son trovate a condividere un'idea comune, e cioè che non se ne può più delle espressioni insultanti nei confronti degli omosessuali del nostro Presidente del Consiglio, che manifesta una volta di più atteggiamenti sessisti ed omofobi.
Il culmine tre giorni fa, quando ha dichiarato “meglio essere appassionati di belle ragazze che gay.” E quante volte ha offeso profondamente anche tutto il genere femminile?

Ricordiamo che è la stessa Carta dei Diritti fondamentali dellUnione Europea a condannare, all'articolo 21, “qualsiasi forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle, l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali”.

Se l'Italia fosse un paese più civile, l'omofobia sarebbe un reato, come raccomanda l'Unione Europea nella risoluzione del 18 gennaio 2006.

Ci è sembrato troppo.

Abbiamo deciso che era giunto il momento di fare qualcosa di esprimere il nostro dissenso con i mezzi che abbiamo come food-blogger: la parola, l'ironia, mestoli e padelle.
Abbiamo preso spunto dalla manifestazione organizzata per oggi pomeriggio, sabato 6 novembre, da Arcigay Firenze, che ha per slogan “porta un finocchio per Silvio”. Spiegano gli organizzatori, “regaleremo i finocchi al Presidente Berlusconi che, con quest’ennesima dichiarazione pubblica, riteniamo abbia raggiunto i limiti della decenza e della civiltà”.

Speriamo che Arcigay non se ne abbia a male se ci ispiriamo a loro promuovendo l'iniziativa Metti un finocchio a cena... - Buon appetito Mr. B.!

Chi è sconcertato quanto noi dovrebbe pubblicare mercoledì 10 novembre una ricetta a base di finocchi, esponendo il banner dell'iniziativa, spiegando nel post le ragioni della propria partecipazione e comunicandoci l'adesione fra i commenti a questo a post.
Valgono anche le ricette già pubblicate, non è un vero e proprio contest, è un'iniziativa di dissenso.

Tutti potranno comunicare la propria adesione con un commento a questo post e sull'analogo post che troverete sul blog di Madama Bavareisa.

Vi invitiamo ad esporre il banner dell'iniziativa

Metti un finocchio a cena

Codice da incorporare:



Risultato:
Metti un finocchio a cena

Sono invitati a partecipare anche i blogger non food, secondo le stesse modalità: non pubblicheranno una ricetta ma un intervento nel merito.

Mi raccomando, accorrete numerosi, sarà bello vedere moltissimi finocchi a cena nelle case dei food-blogger e non mercoledì 10 novembre, un'ironica, corale e rumorosa manifestazione di indignazione.

Editing di lunedì 8 novembre:
Prima di tutto, un grazie a tutti coloro che hanno dichiarato la propria disponibilità ad aderire all'iniziativa.
Il tempo è pochissimo, e siamo consapevoli che non è facile informare tutti.
Ringraziamo quindi chi ha volume manifestare la propria disponibilità, facendo un post dedicato o esponendo il banner. Ecco l'elenco!
  1. ....Li'mon
  2. ..... profumi e colori.....
  3. (parentesi culinaria)
  4. 70-valigie
  5. A cena da Dorris
  6. A knitting bear
  7. Ale only kitchen
  8. Alessandra (senza blog)
  9. Alessandra Zecchini
  10. Alidada
  11. AlLory in cucina
  12. Amaradolcezza
  13. American pie e dintorni
  14. Annaferna - mordi e fuggi
  15. A pranzo con bea
  16. Astrofiammante
  17. A tavola con...
  18. A tavola con Mammazan
  19. A tutta cucina
  20. Avocado
  21. Betulì
  22. Bidimensionale
  23. Bigshade
  24. Burro, latte e...
  25. Camminando fra le stelle
  26. Caponata
  27. Cara Lulù
  28. Caramel à la fleur de sel
  29. Cardamomo & Co.
  30. Castellarone dei semplici
  31. Cazzeggio libero
  32. C'è di mezzo il mare
  33. Che bolle in pentola
  34. Che mi dici?
  35. Che gusto sa?
  36. Chicche di Kika
  37. Chicco e tazzina
  38. Cibo&Salute
  39. Cinnamon Fairy Cafe
  40. Colazione a letto
  41. Colori e sapori
  42. comeisognidomani
  43. Come puoi non amarla
  44. ComidaDeMama
  45. conunpocodizucchero.it
  46. Con un poco di zucchero
  47. Conosco i miei polli
  48. Conviviando
  49. Cooking Big Mama
  50. Correre di gusto
  51. Corsi e ricorsi
  52. Craft-duck
  53. Crea Mari Crea
  54. Creati-vita
  55. Cristalli di pane
  56. Croissant & Parmesan
  57. Cucchiaio e pentolone
  58. Cucchiaio pieno
  59. Cucina e cucina di novelinadelorto
  60. Cucina SMS
  61. Cucinamenti
  62. Cucino per gli ospiti
  63. Cultural Studies Italia
  64. Cuoca a tempo perso
  65. Cuochetta in punta di piedi
  66. Cuochi di carta
  67. Daniela&Diocleziano
  68. desian
  69. Diario della mia cucina
  70. Dio fece il cibo, ma certo il diavolo fece i cuochi!
  71. Di Tv e Tv
  72. Divinando
  73. Dolci tentazioni
  74. Dolci tentazioni fra panna e cioccolato
  75. Early morning runner
  76. Edith Pilaff
  77. er Moro's blog
  78. Ester Quintero
  79. Extramamma (tramite Facebook)
  80. Eva Baldoria Drag Queen (no blog)
  81. Fabien
  82. Fabipasticcio
  83. Faries' kitchen
  84. Femmes à la faim
  85. Filosoficamente sostenibile
  86. Fiordisale
  87. Fiore di cactus
  88. Frammenti dialogo a più voci
  89. Gambetto nella zuppa
  90. Gennarino
  91. Giulia nel paese del riciclo
  92. Gite mentali
  93. gli amori di dida
  94. Glu-fri cosas varias libre de gluten
  95. Gustosa Mente
  96. Histeria Lane
  97. Hyperica di Lady Boheme
  98. iKnit.it
  99. Il bistrot di Lise e Metroicon
  100. Il cucinino bianco
  101. Il diario di Murasaki
  102. Il gatto ve(r)de... e provvede
  103. Il gaio mondo di Gaia
  104. Il gamberetto
  105. Il giardino segreto
  106. Il linkazzo dello scrittore
  107. Il mestolo di legno
  108. Il pomodoro rosso
  109. In cucina senza glutine
  110. In forno a sinistra
  111. Ingredienti-e-informazioni
  112. I piaceri della tavola
  113. Kitchen Bloody Kitchen
  114. L'anima nel piatto
  115. Labellad
  116. Labna amore in cucina
  117. La Bibi
  118. La caloria solitaria
  119. La casa di Alchemilla
  120. La cassata celiaca
  121. La celiaca pasticciona
  122. La cucina di Calycanthus
  123. La cucina di qb
  124. La cucina di nonna Sole
  125. La cucina piccoLINA
  126. La cuoca bionda tra fornelli e baraonda
  127. La cuoca che copia
  128. La cuoca eclettica
  129. La cuoca petulante
  130. La fourmie mille vies
  131. La gaia celiaca
  132. La ginestra e il mare
  133. La golosastra
  134. La lumaca a 1000
  135. La melagranata
  136. La piccola bottega dello zucchero
  137. La pignatta, ovvero cosa bolle in pentola...
  138. La prof
  139. La sorella DisSimile
  140. La teacher
  141. La tenda rossa
  142. La torta pendente
  143. Lavanda in terrazza
  144. La valsesiana (senza blog)
  145. La vetrina del Nanni
  146. Le padelle fan fracasso
  147. Le parole del viaggio
  148. Le ricette del coniglio
  149. Le ricette perfette
  150. L'erinni
  151. L'estate di Tiffany... tutto l'anno!
  152. LGO
  153. Lievito e spine
  154. Liquidi
  155. Lo spazio di b
  156. Madama Bavareisa
  157. Maglie & chincaglie
  158. Mamma che cucina!
  159. Mamma in corriera
  160. Mamma in pentola
  161. Mamma in verde
  162. Mammasterdam
  163. Mangia e Bevi
  164. Mani e fantasia
  165. Menando il can per l'aia
  166. Mi mangio l'allergia
  167. Mollica di pane
  168. Monicab (senza blog)
  169. Nella cucina di Ely
  170. Nella vita passata ero un pomodoro
  171. Nella pentola di Monica
  172. Nepitella
  173. Nessun titolo, al momento
  174. Nocciole tostate
  175. Non solo saponi - Cosmetica naturale
  176. Oltre il tempo e lo spazio
  177. Only recipes
  178. Pagnottina
  179. Pampelmuse
  180. pappa-reale.net
  181. Passioni e cucina
  182. Pasticci e cucina
  183. Pasticci PataPata
  184. Pensieri e parole
  185. Pere alla vaniglia
  186. Persa nel mio sonno
  187. Pixel3v Weblog - Il blog di Sara
  188. Pontilex
  189. Profumo di mamma
  190. Qui non è Hollywood ma poco ci manca
  191. Radio Cucina
  192. Rebecca del sol
  193. Ricette, storie di vita, emozioni
  194. Restaurantonclick
  195. Riceconfort
  196. Ricette sarde e golose
  197. Ricette vagabonde
  198. rosa (luxembourg)
  199. Robs at work
  200. Rossa Naturale
  201. qualcosa di rosso
  202. Quel che non strangola... Ingrassa!
  203. Quisquilie e pinzillacchere (forum)
  204. qbbq
  205. Sapori diVini
  206. Semplicemente io
  207. Senza glutine per tutti i gusti
  208. Senza perdere la tenerezza
  209. Senzasaleinzucca
  210. Serapione
  211. si campeggia
  212. Slumberland
  213. Sorriso
  214. Stella di sale
  215. Sui ferri e nella mente
  216. Sulle spalle dei giganti
  217. Surreale
  218. Symposion
  219. Tibisay
  220. Timo e maggiorana
  221. Tocco e tacchi
  222. Torte & decorazioni
  223. Trattoria da Martina
  224. Trattoria Muvara
  225. Tre svitate in cucina
  226. try 2 knit | T2K
  227. Turismo in Canada
  228. Una celiaca in cucina
  229. Una vita per caso
  230. UnaZebrApois
  231. Un cuore di farina senza glutine
  232. Un equilibrio precario
  233. Un filo d'olio
  234. Un pezzo della mia Maremma
  235. Varie non eventuali
  236. Vegan lifestyle e altre storie
  237. Vita analogica
  238. Vogliadicucinavoglia di sognare
  239. Voglia mattaa
  240. Zio Da'
  241. Zi zi Scimmietta curiosa
  242. Wasabi
Mi scuso con chi ho dimenticato di segnalare, siete pregati di comunicarmelo affinché si possa aggiornare l'elenco in tempo (quasi) reale!

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