Ho pure letto tanto quest'estate.
Mi piace sottolinearlo perché non pensavo che tra tante cose fatte, sarei riuscita a ricavarmi il tempo necessario per leggere i libri portati con me.
Invece ci sono riuscita, tra una passeggiata e l'altra, qualche nuotata, tanto mangiar bene e varie e variegate occasioni di divertimento.
Continuo il mio approfondire la conoscenza con Maurizio De Giovanni. Ogni libro letto mi fa sempre più innamorare. Davvero intrigante, intelligente e realistica la sua scrittura.Tra gli episodi del commissariato di Pizzofalcone e le indagini di Ricciardi, mi sto preparando alla stagione autunnale di RaiUno.
Ho detestato invece, Michele Serra e il suo "Gli Sdraiati".Diciamo che, già il giornalista e la sua prosopopea non godono delle mie simpatie.Mi hanno infastidito lui, quei debosciati ed immaturi ragazzi che descrive e quei genitori rassegnati che purtroppo, ci circondano nella realtà. Li prenderei a calci in faccia.
Mi sono distratta con un bel libro di Caroline Vermalle, "Due biglietti per la felicità", gradevole e poco impegnativo.
Lo stesso posso dire di Chiara Gamberale e il suo "Per dieci minuti". Ho approfittato dell'offerta di Feltrinelli per comprare più di un libro a 9,90. I titoli e gli autori sono interessanti, sarebbe stato sciocco non acquistarli.
Infine Alan Bennett, il grande autore inglese dall'ironia fulminante. Ho letto con gran piacere il suo "La sovrana lettrice", ritratto divertente e sopra le righe di quella strepitosa icona che è la Regina inglese.Meraviglioso e affascinante mito dei nostri tempi.
Ma senza opprimervi oltre con la solita lista, vi parlerò di uno solo, il più bello e quello che mi ha fatto più riflettere.
Autore: Claudia Pineiro
Titolo: Piccoli colpi di fortuna
Traduzione:Pino Accucci
Edizioni: Narratori Feltrinelli
Pagine: 224
Prezzo: 15 euro
"Forse la felicità è questo, un istante dove stare, un momento qualsiasi in cui le parole non servono perché ce ne vorrebbero troppe per poterlo raccontare. Azzardarsi a coglierlo nella sua essenza, senza permettere che le parole, nell'ansia di raccontare, gli facciano perdere l'intensità."
Claudia Pineiro for me è una certezza. Come sa chi mi legge da tempo, una delle mie autrici preferite. Adoro i suoi thriller, ma i suoi romanzi, che ricalchino vita vissuta o che siano frutto della sua immaginazione, mi catturano senza darmi respiro.
La trovo intelligente, intima, intensa, a tratti drammatica, con una scrittura chiara e lineare, senza sbavature e assolutamente personale.
La storia di Maria, che torna in Argentina dopo vent'anni e dopo una fuga i cui motivi drammatici, si scopriranno strada facendo, mi ha commossa e coinvolta come non succedeva da tempo.
A volte cerchiamo di sopravvivere chiudendoci sotto una campana di vetro, sperando che, i colpi della vita, non riescano più a farci male.Andiamo avanti seguendo i soliti passi e la strada che ci siamo scelti. Ma la vita ci aggancia all'improvviso, con imprevisti sornioni e inevitabili piccoli colpi di fortuna.
Torna a lambirci il mare che avevamo respinto indietreggiando e girandogli le spalle.
Ma il mare e la vita sono lì, vincono sempre loro.
E forse anche questo è la felicità.