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Dal momento in cui, il tredicesimo album in studio degli U2, è apparso come per magia nell'iPhone di oltre cinquecento milioni di utenti i-Tunes come da accordi presi con Apple, si è scatenato l'inferno.
Ho letto di tutto. Chi si è appellato al diritto di scegliere definendo tutta l'operazione uan violenza; chi ha provato in tutti i modi a cancellare per sempre dalla sua libreria musicale l'intero lavoro.
Ben sapendo che seppur eliminato, è arrivato tramite i-cloud; per cui resterà memorizzato ad oltranza.
Ci sono alcuni forum in rete, che spiegano come fare ad eliminare le canzoni.
Ammazza.
Non erano simpatici prima, alle masse che non vogliono essere "lobotomizzate" dalla loro musica, figuriamoci ora.
Come ho sempre pensato e credo di non essere nemmeno l'unica, chi gode del favore degli dei non è mai simpaticissimo.
Detestati come sono, volente o nolente, da fin troppo tempo appaiono degli irriducibili del business, piuttosto che degli artisti di immenso talento.
Definiti guru del mercato visto che trasformano in oro tutto quello che toccano, ma in sostanza solo dei musicisti mediocri (Sharon Osborne, da che pulpito eh).
Dividono il pubblico. Mah.
Tanto chi non li sopportava prima continuerà a farlo.
Lo stesso farà chi li ama: CONTINUERA' A FARLO.
E' sempre stato così, dall'inizio dei tempi, dal quel lontano 1976 quando un giovanissimo Larry Mullen affisse alla bacheca della sua scuola un annuncio per creare una rock band. All'appello risposero David Howell (The Edge) e Adam Clayton. Mancava una voce solista David trascinò nel gruppo uno dei ragazzini ribelli della zona. Cresciuto a pane e musica lirica (suo padre era un vero appassionato ) aveva una voce rara, con un'estensione unica. E così Paul Hewson divenne il frontman dei FeedBack prendendo il nome di Bono Vox.
Poi, dopo qualche tempo, cambiarono il nome. Prima in The Hype e poi in U2.
Ma la loro storia l'ho già raccontata molto tempo fa, su queste pagine e non è il caso di ritornarci.
Artisti, musicisti.Magnifici clown. Con passioni da equilibristi e presenza da attori consumati.
Loro sono sempre arrivati prima. Scatenando prima invidia e poi imitazione.
In gran parte vero motivo di tutto quel veleno che ho letto sul web e altrove.
L'operazione condivisa con Apple è unica. Mai visto prima. Un mostro quale l'azienda di Cupertino che acquista i diritti (fino al 13 ottobre data in cui sarà in tutti i negozi) di un nuovo album pere lo distribuisce in maniera capillare per pubblicizzare il suo ultimo oggetto delle meraviglie.
Di sicuro dopo le accuse, tanta gente li imiterà.
E ancora una volta saranno stati i primi.
Tutto previsto. Nessuna improvvisazione.
E nessuno o quasi ha pensato al colpo dato alla pirateria musicale grazie alla manovra di veicolare la loro musica in maniera completamente gratuita.
Anzi.
Alcuni "valenti colleghi" si sono infuriati: "Il lavoro fatto deve essere un lavoro pagato, non regalato." Hanno tuonato.
Ridicoli.
Per cui, passiamo alla musica.
L'unico accento che mi va di porre.
Il nuovo album arriva dopo sei anni dall'ultimo. A dire il vero le ultime notizie spostavano l'uscita a 2015.
Invece era fumo negli occhi. Per depistare.
Diciamo che gli ultimi due lavori del gruppo, sono stati un po' pochino.
Tante canzoni, tante prove, ma la strada sembrava ormai perduta.
Il ricordo della loro grandezza, rimaneva come un riflesso sugli occhiali di The Fly.
In "No Line on the Horizon" c'era stata una promessa di novità.
Il tentativo di provare una strada diversa. Per cercare di non arrivare ad uno spiacevole declino; quello che molti avevano intravisto nell'album precedente "How to Dismantle An Atomic Bomb".
La loro irriverenza, rabbia, invadenza,brillantezza di cui avevamo goduto per oltre vent'anni, sembrava irrimediabilmente perduta.
Nel successivo avevo notato un lavoro faticoso, ma con ottime prospettive di futuro.
Insomma li avevo lasciati sperando.
Mi ero detta <usciranno dalla nebbia di questa copertina e di sicuro con la consapevolezza che il prossimo lavoro sarà migliore>.
Aspettavo fiduciosa riascoltando Magnificent, Breathe, e la divertente I'll Go Crazy If I Don't Go Crazy Tonight.
Anche a costo di tirarmi dietro delle belle critiche (che in realtà me ne frego si sa), ritengo il nuovo album, il migliore degli ultimi dieci anni.
le riflessioni del precedente hanno aiutato. In più ritrovo le sonorità di Achtung Baby e War che sembrava si fossero perdute oramai.
E ascoltandole una alla volta da più di una settimana mi sento di dirvi di fare lo stesso.
Il singolo che è apertura lo ritroviamo in vetta a tutte le classifiche.
Un brano da radio, trascinante il giusto, perfetto per essere trasmesso ad oltranza.
The Miracle è un chiaro omaggio ai Ramones da parte di Bono; che non ha mai nascosto il suo essere fan del leader. Lo ascolteremo fino alla nausea.
Ma tralasciandolo, vorrei riflettere su alcuni degli altri brani, evidentemente di gran lunga migliori.
Il mio preferito per ora resta Every Breaking Wave.
E' una canzone con echi passati, lo hanno detto in molti. Io mi sono soffermata sul testo e sulla melodia.
Ogni onda che si infrange sulla riva
dice all’altra che ce ne sarà un altra dopo
Ogni giocatore (d’azzardo) sa
che perdere è il motivo per cui è là
Da qualche altra parte, con coraggio
adesso sto dando una risposta al telefono
Come una foglia silenziosa
nel vento,
l’inverno non la lascerò sola
Ehi adesso
Ehi adesso
Non so se ora sono così forte
non so se ora sono così forte,
non so se sarò così forte
per essere qualcuno
che ha bisogno di qualcun altro
.............
Tu sai che il mio cuore
è lo stesso posto in cui è stato il tuo
Noi conosciamo
la paura di vincere
perciò finiamo prima di iniziare
Le onde sanno che siamo sulle rocce
naufragare non è un peccato
Tu sai che il mio cuore
è lo stesso posto in cui è stato il tuo
Noi conosciamo
la paura di vincere
perciò finiamo prima di iniziare
Molto belle tutte le altre. Da Iris Hold Me Close (canzone dedicata alla madre) che ci riporta un Bono Vox figlio, come ai tempi di I Will Follow.
A Sleep Like a Baby Tonight che è una meraviglia di canzone con richiami continui agli anni '80 e un assolo di chitarra finale che è uno spettacolo vero.
Fino a The Troubles unico duetto dell'album (ospite Lykke Li).
Purtroppo non riesco a postarvi i video; c'è ancora pochissimo materiale su di loro, in questo momento.
A mio avviso è un album lucido, carico di suggestioni e ricordi che arrivano dal passato che non devono farci immaginare un rimestar di pentola. Piuttosto una conferma del fatto che loro stessi ne hanno preso consapevolezza. Non lo rinnegano più il loro bagaglio. Quel baule che li ha fatti diventare ciò che sono. Liberi di spaziare come vogliono. Rispettando se stessi, la loro storia e il loro futuro.
Bentornati "ragazzi"irlandesi del mio cuore.
La copertina del TIME, ve la meritate tutta.
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