Visualizzazione post con etichetta cattivi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cattivi. Mostra tutti i post

giovedì 23 ottobre 2014

Buoni a nulla

anno: 2014       
regia: DI GREGORIO, GIANNI 
genere: commedia 
con Gianni Di Gregorio, Marco Marzocca, Valentina Lodovini, Daniela Giordano, Gianfelice Imparato, Marco Messeri, Camilla Filippi, Anna Bonaiuto, Ugo Gregoretti, Eugenia Tempesta, Valentina Gebbia, Giovanna Cau
location: Italia
voto: 5 

Gianni (Di Gregorio) è a un passo dalla pensione ma proprio quando sta per arrivare alla meta gli viene comunicato non solo che deve prolungare l'attività per altri tre anni (grazie, Fornero!), ma anche che dal centralissimo ufficio pubblico romano dove è impiegato deve trasferirsi oltre il Raccordo Anulare. Stufo dei soprusi dei superiori, dei colleghi, dei figli parassiti e della moglie, per non rimetterci le arterie Gianni decide che è ora di reagire, invitando il collega Marco (Marzocca) a fare altrettanto.
Alla sua terza commedia da regista dopo i riusciti Pranzo di ferragosto e Gianni e le donne, Gianni Di Gregorio conserva intatta la sua poetica intimista e garbata, venata da un registro surreale che deve moltissimo alla lezione di Jacques Tati, facendone un personaggio mite e lunare. Ma stavolta lo spunto della sua favola urbana è flebile, le situazioni comiche telefonate e lo stereotipo dell'impiegato statale scansafatiche eccessivamente calcato.    

lunedì 11 marzo 2013

Megamind

anno: 2010   
regia: McGRATH, TOM
genere: animazione
location: Usa
voto: 6

Rivali fin dai tempi della culla, Megamind e Metro Man incarnano gli opporti: se l'uno è e vuole essere il male assoluto, piccolo, magro e macrocefalo con la faccia bluastra, l'altro è il classico supereroe bello, buono e muscoloso, amatissimo a Metro City. Quando però Metro Man viene tolto di mezzo dal nemico, quest'ultimo dopo un po' si accorge del tedio di una vita in cui nessuno dà filo da torcere alla sua cattiveria. E allora si inventa un nemico ad hoc, Titan, un cameraman ciccione che però ben presto approfitta della situazione e dei superpoteri concessigli per mettere a soqquadro la città. E allora a Megamind, anche per via dell'amore verso una giovane cronista, non rimarrà che transitare dalla parte dei buoni.
Il colosso d'animazione targato Dreamworks ha gli stessi pregi e, soprattutto, gli stessi difetti di tutti gli ultimi prodotti, da Shark tale a Kung fu panda: invenzioni visive pirotecniche, riprese magistrali, animazioni ad altissimo tasso spettacolore ma, al tempo stesso, inconsistenza tematica (il male contro il bene, sai che novità), attorcigliamenti narrativi, banalità da bigino di psicanalisi. Il cinema d'animazione si va facendo sempre più muscolare e sempre più vuoto d'idee. Qui, poi, siamo anche al paradosso che nello stesso periodo in sala è uscito Cattivissimo me: la storia di un cattivo che diventa buono. Praticamente identica.    

domenica 26 agosto 2012

Cattivissimo me (Despicable me)

anno: 2010   
regia: COFFIN, PIERRE * RENAUD, CHRIS 
genere: animazione 
con la voce di Max Giusti 
location: Usa
voto: 7

Invidioso perché il suo giovane rivale ha rubato una piramide in Egitto, sostituendola con un modello gonfiabile (l'inizio è esilarante), Gru ha un progetto ancora più ambizioso: rubare la luna e diventare il cattivo più cattivo del mondo. Per raggiungere il suo scopo ha però bisogno di usare tre orfanelle come una sorta di cavallo di Troia, in modo da poter portar via al suo antagonista il macchinario che rimpicciolisce qualsiasi cosa, così da potersi mettere la luna in tasca. Inevitabili le complicazioni.
Prodotto targato Illumination Entertainment (Universal), che cerca di rompere il duopolio Pixar/Dreamworks, Cattivissimo me si attesta qualche gradino più in basso rispetto alla qualità delle animazioni, ma è pirotecnico quanto a inventiva, sebbene si avverta con chiarezza che alcune soluzioni particolarmente ingegnose siano frutto di una netta deviazione dalla trama e che il personaggio di Gru non è granchè originale, stando a metà strada tra Lemony Snicket e lo Scroodge di Dickens. Più vicino alla sensibilità dei bambini che a quella degli adulti (stavolta niente citazionismo cinematografico, doppi sensi, vocaboli inappropriati), il film di Pierre Coffin e Chris Renaud funziona anche sotto il profilo del messaggio, ovviamente buonista, che rovista sull'origine del male come perdita affettiva. Inascoltabile il doppiaggio italiano di Max Giusti.    

sabato 3 maggio 2003

Ultimo stadio

anno: 2002       
regia: DE MATTEO, IVANO  
genere: drammatico  
con Rolando Ravello, Stefano Santospago, Manrico Gammarota, Victoria Larchenko, Valerio Mastandrea, Franco Nero, Francesca Antonelli, Federico Galante, Francesca Nunzi, Ivano De Matteo, Elio Germano, Cinzia Monreale, Mirko Petrini, Giorgio Colangeli, Simone Colombari, Fabio Ferri, Stefano Abbati, Dino Spinella, Giancarlo Scarchilli, Francesca De Sapio, Gabriele Mainetti, Alessandro Prete, Cinzia Veronesi, Pierpaolo Lovino, Lia Tanzi  
location: Italia
voto: 1

È un'umanità sordida, meschina, infelice, involontariamente grottesca, crassa, brutale, spietata, insomma da "ultimo stadio" quella messa in scena dal copione di Valentina Ferlan per il primo lungometraggio di Ivano De Matteo. Accomunato da una meta banale come quella della finale della coppa dei campioni, il formicaio umano che popola il film viene raccontato con uno stile che vorrebbe emulare quello a mosaico di Altman. Ma la regia è manierata, affannosamente alla ricerca dell'originalità a tutti i costi, gli attori sfigurerebbero anche in una recita parrocchiale, i dialoghi sono insulsi e i personaggi di questo film che potrebbe essere "un fumetto, un graffito murale, una telecronaca dagli spogliatoi, fuori dagli spalti" (Magrelli) sono a dir poco fastidiosi.