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sabato 31 marzo 2018

Dark Night

anno: 2016       
regia: SUTTON, TIM  
genere: drammatico  
con Robert Jumper, Anna Rose Hopkins, Eddie Cacciol, Rosie Rodriguez, Karina Macias, Aaron Purvis   
location: Usa
voto: 1  


Nel 2012 un ex dottorando di neuroscienze fece irruzione in un multiplex di Aurora, in Colorado, in occasione della prima de Il cavaliere oscuro - Il ritorno, ennesimo episodio della saga dedicata da Christopher Nolan al personaggio di Batman, e uccise a colpi di fucile 12 persone. Se non si conoscono questi fatti, ciò che viene dato in pasto al malcapitato spettatore sono riprese delle cittadina dall'alto, lampioni, prese elettriche, cofani di automobili, quasi sempre senza alcun movimento della macchina da presa. Più sei ritratti di altrettanti debosciati - su tutti, il ragazzino che indica come suo migliore amico un tizio conosciuto su internet che però non ha mai incontrato dal vivo e una ragazza che passa giornate intere a scattarsi dei selfie - ciascuno dei quali potrebbe avere avuto una qualche ragione per commettere la strage. Se qualcuno vi dovesse dire che fino alla fine il film gioca sull'ambiguità dei personaggi, distribuendo salomonicamente la potenzialità della strage, non credetegli: gli indizi sono talmente telefonati che viene voglia di fare lo spoiler. 
Dark night ha il solo merito di giocare foneticamente col film della sera della strage (provate ad aggiungere k alla seconda parola…): per il resto è cinema borioso, allusivo, lentissimo, intraducibile da chiunque non sia al corrente dell'episodio di cronaca al quale rimanda e, in ultima analisi, tutt'altra cosa rispetto a lavori multiprospettici e frastagliati come …e ora parliamo di Kevin o Elephant.    

sabato 5 agosto 2017

Boston - Caccia all'Uomo (Patriots Day)

anno: 2016   
regia: BERG, PETER   
genere: poliziesco   
con Mark Wahlberg, Kevin Bacon, John Goodman, J.K. Simmons, Michelle Monaghan, Alex Wolff, Themo Melikidze, Jake Picking, Jimmy O. Yang, Rachel Brosnahan, Christopher O'Shea, Melissa Benoist, James Colby, Michael Beach, Dzohkar Tsarnaev, Vincent Curatola, Cliff Moylan, Rhet Kidd, Lana Condor, John Fiore, Dean Neistat, Dicky Eklund Jr., Adam Trese, Billy Smith, Hampton Fluker, Jay Giannone, Matt Kutcher, David De Beck, David Ortiz, Tereza Kacerova, Paige MacLean, Curtis J. Bellafiore, Daniel Whelton, Elijah Guo, Martine Assaf, Kelby Turner Akin, Dustin Tucker, James L. Leite    
location: Usa
voto: 7,5   

Nell'aprile 2013, durante la maratona di Boston, due ordigni esplosero nei pressi del traguardo, ferendo centinaia di persone e uccidendone tre. I responsabili furono due fratelli musulmani di origine cecena, che approfittarono della kermesse che richiama sulle strade della città una gran parte della popolazione locale per commettere una strage. Da quel momento ebbe inizio una caccia all'uomo che, grazie alla cooperazione tra polizia locale, servizi di intelligence ed F.B.I., portarono all'identificazione dei due colpevoli.
Dopo Lone Survivor e Deepwater, Peter Berg colloca ancora al centro della scena Mark Wahlberg, stavolta nei panni di un poliziotto claudicante e animato da forti valori collettivisti, firmando un film ad altissima tensione che, servendosi di molte immagini di repertorio, ricostruisce la dinamica di quel tragico evento. La prima mezz'ora procede in maniera prevedibile sul solco del più vieto disaster movie, ma dopo il film spicca il volo, garantendo un'altra ora e mezza di spettacolo adrenalinico, nel quale le operazioni di coordinamento e identificazione dei responsabili vengono ricostruite in maniera filologicamente mirabile.    

giovedì 14 marzo 2013

L'ispettore Martin ha teso la trappola (The laughing policeman)

anno: 1973       
regia: ROSENBERG, STUART 
genere: poliziesco 
con Walter Matthau, Bruce Dern, Louis Gossett Jr., Albert Paulsen, Anthony Zerbe, Val Avery, Cathy Lee Crosby, Mario Gallo, Joanna Cassidy, Shirley Ballard, William Hansen, Jonas Wolfe, Paul Koslo, Louis Guss, Frances Lee McCain, David Moody, Ivan Bookman, Clifton James, Gregory Sierra, Warren Finnerty, Matt Clark, Joseph Bernard, Melvina Smedley, Leigh French, James Klawin, Anthony Costello, John Francis, John Frederick Vick, Wayne Grace, Cheryl Christiansen, James V. Christy, David Belrose, Dawn Frame, Ellan Nance, Lavelle Roby, Hobart Nills Nelson, Gus Bruneman, The San Francisco Strutters 
location: Usa
voto: 3

Qualcuno fa una strage all'interno di un autobus di San Francisco. Tra le vittime c'è un poliziotto che stava pedinando un ricercato. La polizia, come da manuale, brancola nel buio e tra appostamenti, pedinamenti, soffiate, irruzioni in postriboli malfamati, inseguimenti tra guardie e ladri e interrogatori sui generis se ne vanno quasi due ore di film prima di arrivare a un frettoloso finale.
Poliziesco fiacchissimo tratto da un soggetto originale ambientato a Stoccolma, con un Matthau "prestato" ancora una volta dalla commedia al thriller (dopo Mirage e Chi ucciderà Charley Varrick?) ma ai minimi sindacali (qui si limita a masticare gomme americane, a non rivolgere parola ai figli e a dormire separato dalla moglie) e una trama meno che elementare.    

sabato 23 giugno 2012

...E ora parliamo di Kevin (We Need to Talk About Kevin)

anno: 2010   
regia: RAMSAY, LYNNE
genere: drammatico
con Tilda Swinton, John C. Reilly, Ezra Miller, Jasper Newell, Rock Duer, Ashley Gerasimovich, Siobhan Fallon, Alex Manette, Kenneth Franklin, Leslie Lyles, Paul Diomede, Michael Campbell, J. Mallory-McCree, Mark Elliot Wilson, James Chen, Lauren Fox, Blake DeLong, Andy Gershenzon, Kelly Wade, Ursula Parker, Jason Shelton, Simon MacLean, Erin Darke, Annie O'Sullivan, Georgia X. Lifsher, Aaron Blakely, Polly Adams, Suzette Gunn, Joseph Melendez, Rebecca Dealy, Louie Rinaldi, Johnson Chong, Kimberley Drummond, Leland Alexander Wheeler, Daniel Farcher, Jennifer Kim, Caitlin Kinnunen, J.J. Kandel, Maryann Urbano, J.J. Perez, Tah von Allmen
location: Usa
voto: 8,5


È un incubo come la distesa umana pigiata in una calca da polli in batteria e sommersa dai pomodori della prima, stupefacente scena la vita di Eva (Swinton), madre non troppo convinta che ha messo al mondo Kevin (Miller). Appena neonato il piccolo emette strilli sono più insopportabili del rumore di un martello pneumatico. Un pochino più grande il bambino (Duer), dopo essersi a lungo rifiutato di parlare, si trasforma in un piccolo mostro sadico a metà strada tra catatonia autistica e genietto dispettoso. Il capolavoro arriva a sedici anni, quando è abbastanza bravo con l'arco per trapassare a uno a uno i suoi compagni di scuola dopo averli rinchiusi nella palestra.
Lynne Ramsay racconta attraverso lo sguardo materno una vicenda che è parente stretta del massacro della Columbine. Lo fa con uno stile straniato, spiazzante, la musica usata in maniera dissacrante, il montaggio a puzzle, avanti e indietro in diversi momenti della vita della donna, a voler ricostruire il disagio e gli sforzi di quest'ultima, la voglia di comprendere e di esserci ma anche, e soprattutto, il senso di sconfitta davanti all'innocenza del diavolo e alla banalità del male. Il nichilismo di una generazione diventa così materia filmica posta sotto la lente d'ingrandimento di chi quella generazione l'ha allevata e cresciuta, tra benessere, eccesso di dialogo, iperprotettività e mai una mano allungata a proposito. Chiaro che con un'educazione così prima o poi ti ritrovi la casa macchiata di vernice rossa come il sangue.    

venerdì 30 marzo 2012

Romanzo di una strage

anno: 2012       
regia: GIORDANA, MARCO TULLIO
genere: storico
con Valerio Mastandrea, Pierfrancesco Favino, Michela Cescon, Giorgio Colangeli, Laura Chiatti, Fabrizio Gifuni, Omero Antonutti, Luigi Lo Cascio, Thomas Trabacchi, Giorgio Marchesi, Giorgio Tirabassi, Fausto Russo Alesi, Denis Fasolo, Giulia Lazzarini, Andreapietro Anselmi, Diego Ribon, Sergio Solli, Claudio Casadio, Antonio Pennarella, Arturo Gambardella, Corrado Invernizzi, Stefano Scandaletti, Giacinto Ferro, Luca Zingaretti, Edoardo Natoli, Benedetta Buccellato, Alessio Vitale, Bruno Torrisi, Francesco Salvi, Marco Zannoni, Fabrizio Parenti, Gianni Musy, Gianmaria Martini, Giovanni Visentin, Paolo Bonanni, Giovanni Federico, Angelo Pisani, Bob Marchese, Davide Paganini, Maurizio Tabani, Francesco Sciacca, Marcello Prayer, Giovanni Anzaldo, Angelo Costabile, Lorenzo Gioielli, Vittorio Ciorcalo, Gianluigi Fogacci, Irmo Bogino, Alessandro Bressanello, Roberto Sbaratto, Riccardo Maranzana, Riccardo Cicogna, Miro Landoni, Lollo Franco, Giovanni Capalbo, Edoardo Rossi
location: Italia
voto: 7,5

10 e lode a Marco Tullio Giordana per la sua encomiabile opera complessiva, partita trent'anni fa dal racconto di un reduce spaesato nel post '68 (Maledetti vi amerò) e proseguita con il racconto di molti momenti chiave della storia italiana, passati per l'uccisione di Pasolini (Un delitto italiano), la mafia (I cento passi), la strage dell'Heysel (Appuntamento a Liverpool), il respingimento di poveri e profughi sulle carrette del mare (Quando sei nato non puoi più nasconderti). Con Romanzo di una strage, Giordana - che ha scritto il copione con Rulli e Petraglia - ha il merito di riaprire un capitolo tragico e nerissimo della storia italiana, quello che avrebbe dato la stura alla strategia della tensione con la strage di Milano, alla banca dell'agricoltura di Piazza Fontana, il 12 dicembre del 1969. I protagonisti di quella storia ci sono tutti: da Aldo Moro (Gifuni), di cui in quegli anni tanto la DC quanto la Nato temevano le posizioni eccessivamente concessive nei confronti del PCI (eravamo all'alba del compromesso storico) ai due personaggi chiave del giallo giudiziario: Giuseppe Pinelli (Favino), ferroviere anarchico, e Luigi Calabresi (Mastandrea), commissario di polizia poco incline alle scorciatoie. I fatti dovrebbero essere ben noti a tutti: della bomba che causò la strage vennero subito accusati gli anarchici; Pinelli, durante l'interrogatorio "venne suicidato", eufemismo per dire che fu buttato giù dalla finestra del commissariato di polizia. Calabresi entrò nel mirino dei compagni di Lotta Continua e in carcere, accusati del suo delitto, finirono Sofri, Bompressi e Pietrostefani. Ma le indagini portarono anche a Pietro Valpreda (Scandaletti), un ballerino anarchico sostenitore della maniere forti, e ai fascisti veneti, Freda (Marchesi) e Ventura (Fasolo) in primis.
Il film racconta benissimo, e con piglio didascalico, il succo della vicenda, i depistaggi, le tante eminenze grigie pronte a insabbiare il complotto di Stato, il deragliamento a destra che il paese stava subendo in quegli anni, il rischio di un colpo di stato (il golpe Borghese sarebbe stato tentato l'anno successivo), l'impunità delle alte cariche. Più di ogni altra cosa, però, il film ha il merito di partire dall'ipotesi della doppia bomba e da un ordito ben più misterioso di quello che la storia ci ha consegnato. Senza avanzare pretese di protagonismo, Giordana dirige con stile sobrio e classico, affidandosi a un cast di grido nel quale, purtroppo, alcuni comprimari non sembrano affatto all'altezza delle prove maiuscole di Favino e Mastandrea.    

domenica 15 giugno 2008

Il padrino - Parte II (The Godfather: Part II)

anno: 1974   
regia: COPPOLA, FRANCIS FORD    
genere: gangster    
con Al Pacino, Robert Duvall, Diane Keaton, Robert De Niro, John Cazale, Talia Shire, Lee Strasberg, Michael Vincent Gazzo, G.D. Spradlin, Richard Bright, Gastone Moschin, Tom Rosqui, Bruno Kirby, Frank Sivero, Francesca De Sapio, Morgana King, Marianna Hill, Leopoldo Trieste, Dominic Chianese, Amerigo Tot, Troy Donahue, John Aprea, Joe Spinell, James Caan, Abe Vigoda, Tere Livrano, Gianni Russo, Giuseppe Sillato, Danny Aiello, James Gounaris, Livio Giorgi, Oreste Baldini, Maria Carta, Mario Cotone, Sofia Coppola, Roger Corman    
location: Usa
voto: 7    

All'inizio del '900 Vito Andolini (De Niro), ragazzino di appena nove anni, unico superstite della sua famiglia a una strage mafiosa, trova riparo in America. Qui diventa un boss della malavita newyorchese. Alla sua morte suo figlio, Michael Corleone (il cognome è dovuto a un errore che l'ufficiale anagrafico commise con suo padre), prende le redini di un impero basato su gioco d'azzardo, droga e prostituzione. Ma ci sono anche dei problemi: un fratello (Cazale) lo tradisce, una sorella è una scapestrata e il suo delfino (Duvall) ha ambizioni di autonomia e i processi sono alle porte.
Dopo il successo planetario del primo capitolo di questa saga familiare fluviale (la parte seconda sfora le 3 ore e 20), Coppola non si limita a un banale sequel per motivi commerciali. Al contrario, adotta la strada impervia del racconto parallelo tra la vicenda di Vito, che si svolge per lo più negli anni '20, e quella di Michael (Pacino), ambientata nei '50. Il percorso non è sempre agile, l'ambizione barocca fa spesso capolino, ma è impossibile non apprezzare la regia, la recitazione, le superbe scenografie d'epoca, la solennità delle musiche di Morricone, la capacità di scavare in profondità nell'animo di questi gangster feroci e cinici attaccatissimi alla famiglia, in ossequio tanto al romanzo di Puzo quanto alle annotazioni di Banfield sul familismo amorale.    

mercoledì 11 agosto 2004

Bowling a Columbine

anno: 2002   
regia: MOORE, MICHAEL 
genere: documentario    
con Michael Moore, Marylin Manson    
location: Usa
voto: 8    

Due adolescenti imbracciano delle semiautomatiche e fanno una strage tra i loro compagni di scuola alla Columbine. Un bambino di 6 anni trova una pistola in casa e uccide una compagna di classe. Sono soltanto due delle oltre unidicimila morti per arma da fuoco che annualmente consolidano questo triste primato degli Stati Uniti d'America. Davvero troppe se confrontate con le due morti con la stessa causa del Canada, paese di cacciatori nel quale molti hanno un fucile in casa. Di chi è la colpa di questo massacro? Col consueto berretto da baseball calato sul capo e la mole pachidermica, prova a dircelo lo stesso Michael Moore, intervistando gente qualunque e rock star dal linguaggio aggressivo come Marilyn Manson, o entrando in casa di esaltati delle armi come l'attore Charlton Heston. Con una lucidità strabiliante, Moore mette a nudo l'indole che da sempre governa l'ethos dell'americano medio: un'indole sostanzialmente guerrafondaia, che alimenta un prosperosissimo giro d'affari sulle armi e sulle munizioni, che favorisce contraddizioni allucinanti come nel caso del rapporto con il terrorismo. Un film ad altissimo potenziale educativo di uno dei registi maledetti americani, giustamente premiato in moltissime manifestazioni cinematografiche, tra cui Cannes.    

sabato 4 ottobre 2003

Elephant

anno: 2003       
regia: VAN SANT, GUS Jr.   
genere: drammatico   
con Timothy Bottoms, Matt Malloy, Eric Deuten, Alex Frost    
location: Usa
voto: 6   

Può succedere che in una società in cui un adolescente qualsiasi ordina un fucile a pompa su un qualsiasi catalogo di vendita per corrispondenza, le carneficine non siano un mero incidente. È quanto accaduto nella scuola di Columbine, nell'Oregon, che ha fornito a Michael Moore il pretesto per raccontare l'amore degli americani per le armi (il titolo, non a caso, era Bowling a Columbine), premiandolo anche con l'Oscar. Due premi (miglior film e miglior regia a Cannes) li incassa anche il film di Gus Van Sant, che racconta con stile algido e piglio semidocumentaristico l'eccidio compiuto da due studenti. Van Sant sceglie la strada più irta, affidandosi a lunghi piani sequenza con i protagonisti - tutti autentici studenti - spesso ripresi di spalle, mentre si aggirano per gli eterni corridoi dell'edificio scolastico al punto che la prima parte del film sembra quasi inerte. Le stesse scene vengono moltiplicate dai punti di vista, grazie ai quali vediamo scorrere un'umanità sordida - ragazzine fanatiche, bulli, un preside meschino, adolescenti annoiati - che non impatta mai col giudizio del regista. Glaciale e asettico, il film non imbocca mai la strada della violenza esplicita, neppure quando i due ragazzini decidono di svuotare i loro caricatori su insegnanti e compagni. Cinema ad altissimo spessore etico, coraggioso, dalle scelte stilistiche estreme, fotografia di una società e una generazione allo sfascio.    

mercoledì 12 agosto 1998

Il piccolo grande uomo (Little big man)

anno: 1970   
regia: PENN, ARTHUR
genere: western
con Dustin Hoffman, Richard Mulligan, Faye Dunaway, Martin Balsam, Chief Dan George, William Hickey, Carol Androsky, Jack Bannon, Cal Bellini, Bud Cokes, Bert Conway, Jeff Corey, Lou Cutell, Ray Dimas, M. Emmet Walsh, Cecilia Kootenay, Ruben Moreno, Jack Mullaney, Rory O'Brien, Alan Oppenheimer, Kelly Jean Peters, Steve Shemayne, Amy Eccles, Robert Little Star, Thayer David, Alan Howard, James Anderson, Jesse Vint, Philip Keannelly, Steve Miranda, Emily Cho, Norman Nathan, Helen Verbit
location: Usa
voto:8

Le avventure di Jack Crabb (Dustin Hoffman) - adottato da ragazzo dagli indiani e deciso a vendicare il massacro dei suoi compagni mandando allo sbaraglio il generale Custer a Little Big Horn - vengono raccontate in un lunghissimo flashback dall'ormai ultracentenario protagonista, che nella sua vita è stato commerciante, pistolero, eremita ed altro ancora.
Western crepuscolare dal respiro picaresco tratto dal romanzo di Thomas Berger e sceneggiato da Calder Willingham (già fortunatissimo sceneggiatore di Orizzonti di gloria), Il piccolo grande uomo racconta, ridicolizzandole, le meschinerie dei bianchi, facendo ricorso a toni da commedia che costituiscono l'autentica cifra di originalità del film. Obbligatorio il confronto con Soldato blu di Ralph Nelson, rispetto al quale non si può non riconoscere un certo interesse per il botteghino.    

domenica 28 dicembre 1997

Balla coi lupi (Dances with wolves)

anno: 1990   
regia: COSTNER, KEVIN  
genere: western  
con Kevin Costner, Mary McDonnell, Graham Greene (II), Rodney A. Grant, Floyd 'Red Crow' Westerman, Nathan Lee Chasing His Horse, Maury Chaykin, Conor Duffy, Kirk Baltz, Ryan White Bull, Donald Hotton, Doris Leader Charge, David Fuller, Michael Spears, Charles Rocket, Tony Pierce, Robert Pastorelli, Jason R. Lone Hill, Larry Joshua, Jimmy Herman, Wayne Grace, Tom Everett, Elisa Daniel, Otakuye Conroy, Annie Costner  
location: Usa
voto:8

Nel 1863 John Dunbar (Kevin Costner), stanco di vedere il massacro tra nordisti e sudisti, sceglie di presidiare la zona dalla parti del Nebraska. Nella sua nuova residenza entra in contatto con la popolazione Sioux, supera le barriere linguistiche dell'idioma Lakota, contrae matrimonio e si fa alfiere della lotta contro un vicino popolo bellicoso. Ma all'arrivo dei bianchi distruttori sarà costretto a lasciare la sua gente d'adozione per non attirare l'attenzione dei militari su questa mite e laboriosa popolazione.
Al suo esordio dietro la macchina da presa, Costner imbocca controcorrente la strada di un clamoroso successo: sfida le regole convenzionali imbarcandosi in un genere in declino come il western, facendo durare il film tre ore; rinuncia alla lingua e lascia parlare gli indiani senza doppiaggio per l'intero film; infine, riduce le scene d'azione e nelle poche che tassellano il film consegna perpetuamente ai bianchi la parte degli autentici incivili. Un film epico, a tratti commovente, a tratti prolisso e manicheo, insieme un'elegia della Natura e un'amara parabola sull'inutilità del progresso. Tratto dall'omonimo romanzo di Michael Blake, che è anche sceneggiatore, il film ha vinto ben sette Oscar: miglior film, regista, sceneggiatura, colonna sonora, fotografia, montaggio e sonoro. Come se non bastasse, Costner aveva già vinto a Berlino l'Orso d'argento "per una eccezionale riuscita individuale come attore, produttore e regista" (questa la ragione ufficiale).