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venerdì 29 febbraio 2008

Il mattino ha l'oro in bocca

anno: 2008   
regia: PATIERNO, FRANCESCO  
genere: biografico  
con Elio Germano, Laura Chiatti, Martina Stella, Carlo Monni, Gerardo Amato, Corrado Fortuna, Donato Placido, Umberto Orsini, GianMarco Tognazzi, Dario Vergassola, Fiorenza Pieri  
location: Italia
voto:5

Gioie e dolori di Marco Baldini (Germano), il conduttore radiofonico diventato famoso a fianco di Rosario Fiorello nella conduzione di Viva Radio Due! Dagli esordi presso un'emittente locale fiorentina, negli anni '80, fino al successo a Radio DeeJay, a Milano. In mezzo la passione sempre più febbrile per le corse ippiche e le scommesse, con tutti gli inevitabili addentellati del caso: debiti enormi, amicizie poco raccomandabili, strozzini, rischio di perdere il lavoro.
Francesco Patierno volta completamente pagina dopo il difficile ma originale Pater familias: la biografia di Marco Baldini viene raccontata con registro da cinema classico, senza alcun tentativo di reinventarla drammaturgicamente, e si risolve in un andirivieni continuo tra le agenzie ippiche e gli studi radiofonici, senza particolari motivi di interesse. Elio Germano  non possiede neppure la radice quadrata della simpatia del conduttore toscano a cui il film è ispirato, rivelando così una improvvida scelta di casting. Ruolo di inusitata compostezza per Dario Vergassola, nei panni del direttore generale di Radio DeeJay.    

giovedì 23 novembre 2006

L'amico di famiglia

anno: 2006   
regia: SORRENTINO, PAOLO  
genere: grottesco  
con Giacomo Rizzo, Fabrizio Bentivoglio, Laura Chiatti, Gigi Angelillo, Clara Bindi, Nicola Grittani, Francesco Grittani, Marco Giallini, Lorenzo Gioielli, Alina Nedelea, Roberta Fiorentini, Geremia Longobardo, Fabio Grossi, Barbara Valmorin, Lorenzo Sorrentino, Giorgio Colangeli, Barbara Scoppa, Elias Schilton, Luisa De Santis, Lucia Ragni  
location: Italia   
voto: 8,5

Convinto di essere una specie di "amico di famiglia" dal cuore d'oro, il sessantenne Geremia (uno stratosferico Giacomo Rizzo, qui alla sua prima prova da protagonista) vive con la madre inferma in una topaia a Sabaudia, sull'Agro Pontino. Si mantiene facendo l'usuraio, è laido e incline a ogni bassezza, verboso, tronfio e apostrofa indistintamente tutti con "fratello caro" o "sorella cara". È così avaro da non voler spendere neppure i soldi per un analgesico, sicché se ne va in giro con una bandana che avvolge delle patate, secondo un rimedio popolare contro il mal di testa. Ha (forse) un solo amico (Bentivoglio), un antieroe solitario da film western che vive in una sorta di eremitaggio in un camper. Sarà lui, insieme a una ragazza volitiva (Chiatti), a dargli la lezione che merita, sottraendogli tutti gli averi.
Fin dalle prime inquadrature Sorrentino - che conferma una particolare attrazione verso i personaggi borderline - squaderna davanti agli occhi dello spettatore tutto il suo talento: Sabaudia viene ritratta da Luca Bigazzi come i quadri di De Chirico e la fantasia del regista spazia intorno all'immaginazione di una metafisica dell'orrore. Ciò che non convince, in questo film sgradevole eppure pieno di fascino, è l'eccesso di stile. Sembra che Sorrentino non abbia fatto che riprendere il suo lavoro precedente - Le conseguenze dell'amore - riscrivendolo in negativo: tanto era laconico il Servillo di quel film, tanto è logorroico Rizzo, che parla sentenziosamente e pontifica su qualsiasi cosa (i dialoghi sono comunque magnifici); in entrambi i film il centro di gravità è il denaro, con la differenza che lì era un mezzo, qui un fine. E poi ci sono la solitudine del protagonista, una storia d'amore impossibile, la bassezza dei tempi in cui viviamo. Gran film, verrebbe da dire, se non fosse che il regista si è fatto prendere la mano da un eccesso di talento e di virtuosismo. I nuovi mostri sono qui. Vengano signori.    

domenica 3 dicembre 2000

R.D.F. Rumori Di Fondo

anno: 1996       
regia: CAMARCA, CLAUDIO 
genere: thriller 
con F.Dominedò, Giuditta Del Vecchio, F.Meoni, Andrea Occhipinti, Antonello Fassari, Licia Maglietta, V.Di Prima, M.Rigon 
location: Italia
voto:5

Nel tentativo di rapinare l'usuraio che lo tiene sulla corda da anni (Antonello Fassari), Zago (Domenidò), un giovane spiantato della periferia romana, dove vive insieme alla fidanzata che si prostituisce e al fratello che governa le pecore, finisce assediato dalla Polizia, guidata da un ispettore protervo e corrotto (Andrea Occhipinti). La vicenda finisce in tragedia: Zago tenta di prendere in ostaggio la donna che ha assistito all'omicidio dell'estorsore (Licia Maglietta) ma finisce a sua volta ucciso dal fratello.
Dopo la microcriminalità meneghina (Quattro bravi ragazzi), Camarca getta lo sguardo con piglio documentaristico su quella romana. Tra Pasolini e un underground che strizza l'occhio a quello d'oltreoceano, il film assume i caratteri di un western metropolitano in stile Quel pomeriggio di un giorno da cani, con molti cliché e qualche sadismo gratuito (come la perforazione del capezzolo della fidanzata di Zago).