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lunedì 7 dicembre 2009

L'uomo nero

anno: 2009       
regia: RUBINI, SERGIO 
genere: commedia 
con Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Guido Giaquinto, Anna Falchi, Margherita Buy, Vito Signorile, Maurizio Micheli, Vittorio Ciorcalo, Mario Maranzana, Mariolina De Fano, Adelaide Di Bitonto, Pierluigi Corallo, Nicoletta Carbonara, Isabella Ragno, Rita Del Piano  
location: Italia
voto: 2

Ernesto Rossetti (Rubini) fa il capostazione in un paesino della Puglia, negli anni '60. Da anni coltiva velleità artistiche ispirandosi a Cezanne e la sua grande occasione sembra arrivare quando gli viene offerta la possibilità di una personale nella pro-loco. Un critico del posto assesterà un colpo letale alle sue ambizioni.
Giunto al decimo film da regista, Rubini sembra voler ancora una volta regolare i conti con la critica, come nel precedente Colpo d'occhio, attraverso l'analogia con il mondo delle arti visive. Stavolta non trova di meglio che ripescare un personaggio assai simile a quello degli esordi (La stazione), combinandolo con l'ambientazione nella provincia pugliese che gli è particolarmente congeniale (La terra, Tutto l'amore che c'è). Il risultato è però tremendamente pasticciato e l'idea di mostrare il racconto attraverso gli occhi del piccolo figlio del protagonista trova nel ragazzino un interprete poco consono e mal diretto. Abborracciato anche sotto altri aspetti (il suono in presa diretta è talmente mediocre da riportarci tecnicamente indietro di decenni, la recitazione della Golino è di livello amatoriale, le scantonate oniriche sono gratuite e la durata è esagerata), il film ha dalla sua un notevole lavoro sul trucco e un finale che, per quanto telefonato, si lascia apprezzare.    

sabato 22 marzo 2008

Colpo d'occhio

anno: 2008       
regia: RUBINI, SERGIO
genere: drammatico
con Sergio Rubini, Riccardo Scamarcio, Vittoria Puccini, Richard Sammell, Paola Barale, Emanuele Salce, Giancarlo Ratti, Giorgio Colangeli, Alexandra Prusa, Flavio Parenti
location: Italia
voto: 2

C'è un tizio con gli occhi da pesce lesso e lo sterno carenato (Scamarcio) che vorrebbe tanto fare l'artista. Un bel giorno conosce Gloria (Puccini), una parassita figlia di papà la cui presenza nel film richiederebbe il visto della censura, tanto sono vicine alla copula pedofila le scene in cui posa nuda, mostrando fattezze totalmente infantili. La parassita da 10 anni se la intende col suo mentore (Rubini), un critico d'arte talmente incline alle maniere democratiche che per chiamare un cameriere in un ristorante schiocca le dita. Il tizio con lo sterno carenato, quello che vorrebbe fare l'artista ma che è capace solo di fare il piacione, si mette con la parassita, con buona pace del critico d'arte. I due vanno a vivere al centro di Roma, in una casa barocchissima e damascata con vista sul Pantheon e pigione a equo-canone fermo agli anni Sessanta. Il piacione comincia a fare le sue prime mostre d'arte contemporanea e tutto sembra andare a gonfie vele. Ma è tutto un inghippo: il critico si sta lentamente e sadicamente vendicando del suo rivale per riprendersi la giovane amata.
Non è un film di fantascienza ma ci somiglia molto questa opera numero 9 di Sergio Rubini: gli attori fanno rimpiangere l'espressività di ET, la deriva noir della trama sembra scritta da Ken Kesey nel pieno di un delirio allucinogeno e la musica di Pino Donaggio risulterebbe tonitruante persino in un eventuale remake di 2001, odissea nella spazio. Il resto è paccottiglia raccogliticcia e già vista, che infila un mix tra Piano piano dolce Carlotta (il segreto custodito di un'opera truffaldina), Cape fear (la vendetta pianificata con cura), e Il gioco di Ripley (il "sordido" mondo dell'arte visto dal di dentro) con risultati semplicemente disastrosi.