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mercoledì 2 gennaio 2013

La migliore offerta

anno: 2012       
regia: TORNATORE, GIUSEPPE
genere: drammatico
con Geoffrey Rush, Jim Sturgess, Sylvia Hoeks, Donald Sutherland, Philip Jackson, Dermot Crowley, Liya Kebede, Anton Alexander, Rajeev Badhan, Laurence Belgrave, Sean Buchanan, Brigitte Christensen, Sylvia De Fanti, Maximilian Dirr, Katie McGovern, Jay Natelle, Miles Richardson, Gerry Shanahan, Kiruna Stamell, Lynn Swanson
location: Austria, Italia, Repubblica Ceca
voto: 8

Di uomini dalle capacità eccezionali combinati con grandi manipolatrici sono piene le cronache e la storia. Anche il cinema (si pensi a Margherita Gauthier), rovesciando talvolta il canone (come nel caso di Senso) ha raccontato ripetutamente l'opportunismo più bieco. A questo filone si aggiunge l'undicesimo film di Peppuccio Tornatore, da lui scritto, sceneggiato e diretto. La storia è quella di un battitore d'asta e collezionista d'arte di fama internazionale (Rush), uomo solitario e dispotico con disturbo ossessivo compulsivo e una collezione sterminata di guanti per non entrare a contatto diretto con le persone e le cose. A meno che le cose non siano dei quadri. Proprio lui, che non ha mai conosciuto l'amore, nella sua casa extra-lusso possiede una galleria immensa di costosissimi ritratti femminili. La sua traiettoria esistenziale si ingarbuglia quando viene assoldato da una ricca quanto stramba ereditiera (l'esordiente olandese Sylvia Hoeks) che dice di voler vendere la propria villa con tutti gli oggetti che essa contiene. L'antiquario, irretito dal mistero della ragazza che dice di soffrire di agorafobia e per questo non esce mai di casa né si fa vedere da nessuno, avvia le trattative tra sbotti d'irritazione e ripensamenti, attratto tanto dal sciarada tessuta dalla giovane quanto dai pezzi ritrovati nella villa riguardanti un automa del settecento, sua antica ossessione, di cui affida la ricostruzione ingegneristica a un ragazzo che è un mago della tecnologia (lo scialbo Jim Sturgess).
Non si può dire di più della trama di questo film che si colloca al crocevia tra melodramma esistenziale e thriller psicologico dai risvolti rosa. In questa favola nera Tornatore squaderna ancora una volta tutto il suo talento di narratore e di regista: il suo sguardo è sempre accuratissimo, al punto da rasentare talvolta l'oleografia e la leziosità, la sua cura dei dettagli e la capacità di tenere la tensione come sempre formidabili. A ciò si aggiungono l'ennesima prova superba di Geoffrey Rush e l'incanto delle scenografie. Peccato che il tutto risulti a tratti eccessivamente stilizzato, che la sceneggiatura risulta talvolta volutamente fuorviante e che l'interprete femminile, una ninfetta insipida assurta dal nulla al ruolo di co-protagonista, mostri capacità recitative davvero risibili.    

venerdì 18 novembre 2011

La visita

anno: 1964   
regia: PIETRANGELI, ANTONIO 
genere: commedia 
con Sandra Milo, François Périer, Mario Adorf, Gastone Moschin, Nando Angelini, Ettore Baraldi, Giancarlo Bellagamba, Bruno Benatti, Didi Perego, Carla Vivian, Abele Reggiani, Angela Minervini, Paola Del Bon, Ferdinando Guerra 
location: Italia
voto: 6,5

Quando ancora non c'erano le chat lines esisteva il fermo posta. È lì che si scrivevano anonimi cuori solitari in cerca dell'anima gemella o di qualche avventura mordi e fuggi. Antonio Pietrangeli firma il suo film migliore con una storia piccolissima, tutta girata in unità di tempo e di luogo, su due persone che si sono conosciute scrivendosi e che finalmente hanno l'occasione per conoscersi direttamente. Lei (Milo) è una ragazzotta del ferrarese prossima alla quarantina, buona e ingenua e con una discreta dote; lui (Périer) un commesso di libreria romano, parassita, meschino e razzista, che in occasione della visita darà prova di tutta la sua bassezza.
Girato in chiave di commedia, il film di Pietrangeli, tratto da un racconto di Cassola e sceneggiato da Scola e Maccari, è una riflessione amarissima sulle illusioni dell'amore, che anticipa il penetrante ritratto di donna realizzato con Io la conoscevo bene.    

sabato 1 ottobre 2011

Margherita Gauthier (Camille)

anno: 1936   
regia: CUKOR, GEORGE 
genere: sentimentale 
con Greta Garbo, Robert Taylor, Lionel Barrymore, Elizabeth Allan, Jessie Ralph, Henry Daniell, Laura Hope Crews, Rex O'Malley, Elsie Esmond, Joan Leslie, June Wilkins, Sibyl Harris, Russel Hardie, Marion Ballou, John Bryan 
location: Francia
voto: 5

La più lunga partita a ping pong della storia del cinema non si gioca in Cina, ma in Francia. Protagonisti ne sono Margherita Gauthier (Garbo), arrampicatrice sociale con interferenze sentimentali, e Armando Duval (Taylor), pollo e rampollo di buona famiglia, disposto a subire di tutto pur di fare breccia nel cuore della donna. Per 100 minuti i due si inseguono, si amano e si lasciano perché il pollo rampollo ha un concorrente sleale (Barrymore), un ricchissimo barone che si è comprato il comprabile nei dintorni di Parigi. La donna è troppo attaccata alle comodità della vita da signora per rinunciare a tanto benessere ma il ripensamento arriva a tempo scaduto.
Melodrammore ad altissimo tasso glicemico, il film tratto dal celeberrimo La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio è un feuilleton di ambientazione ottocentesca ben diretto e piuttosto misogino (le donne che non sono cacciatrici di dote starnazzano come anatre) a uso e consumo di un pubblico in cerca di sentimentalismo spicciolo.    

domenica 7 dicembre 1997

Eva contro Eva (All about Eve)

anno: 1950   
regia: MANKIEWICZ, JOSEPH LEO
genere: drammatico
con Bette Davis, Anne Baxter, George Sanders, Celeste Holm, Gary Merrill, Gregory Ratoff, Barbara Bates, Walter Hampden, Hugh Marlowe, Marilyn Monroe, Thelma Ritter
location: Usa   
voto: 10

L'amicizia tra Mango Channing (Bette Davis), attrice teatrale all'apice del successo, e la sua ammiratrice Eva Harrington (Anne Baxter) si trasforma in un'infuocata rivalità quando quest'ultima mette a nudo i reali intenti delle proprie azioni. Con un raggiro colossale nei confronti di impresari, registi, critici, scrittori, Eva arriva ad aggiudicarsi il più ambito dei premi teatrali. Ma il suo destino sarà segnato dall'inevitabile contrappasso.
Tratto dal racconto di Mary Orr The wisdom of Eve, e sceneggiato con mano raffinatissima dallo stesso Mankievicz, Eva contro Eva è un apologo sulla miseria morale di cui sono provvisti gli uomini (e le donne) del mondo dello spettacolo, "ma anche un amaro ritratto della società americana nel suo insieme, dove dominano attivismo, fragilità psicologica, tendenza alla paranoia, terrore di invecchiare e paura di confrontarsi con se stessi" (Mereghetti). Nutrito da un cast di eccezionale valore - nel quale figura una Marilyn Monroe ad una delle sue prime apparizioni - il film possiede un'invidiabile forza narrativa, coadiuvata da un equilibrio formale che ne fa un vero capolavoro. 6 premi Oscar: miglior film, regia, costumi, caratterista, sceneggiatura e sonoro. Nessuna delle due protagoniste riuscì ad aggiudicarsi l'Oscar, che andò invece a Judy Holliday per Nata ieri. La Davis si rifece prendendo però la meritatissima Palma d'oro a Cannes e sposando Gary Merrill, che nel film ha la parte del suo fidanzato

lunedì 10 novembre 1997

Senso

anno: 1954       
regia: VISCONTI, LUCHINO  
genere: drammatico  
con Alida Valli, F.Granger, H.Moog, Rina Morelli, Sergio Fantoni, M.Girotti  
location: Italia
voto: 6

Nel 1866 la contessa veneziana Livia Serpieri (Alida Valli) intreccia una relazione adulterina con Franz, un graduato austriaco (Granger). Ma alla totale dedizione della donna, disposta ad abbandonare il tetto coniugale per l'amato, non corrisponde altrettanta lealtà da parte dell'uomo, che con una scusa si appropria del denaro che la donna deve consegnare agli insurrezionisti, per darsi ad una vita dissoluta. Davanti alla brutalità della realtà e alla notizia che il proprio cugino è stato mandato in galera proprio per colpa di Franz, la contessa sceglierà la strada della vendetta, consegnando l'uomo all'esercito austro-ungarico nelle sue vere spoglie di disertore. Con Senso, Visconti affonda sul registro melodrammatico costruendo un film - scritto a quattro mani con Suso Cecchi D'amico, dal racconto omonimo di Camillo Boito, con tanto di collaborazione ai dialoghi di Tennessee Williams e Paul Bowles - nel quale la vicenda personale dei due protagonisti si srotola complementariamente a quella della Storia. Cast di grandissima qualità: agli attori, tutti ugualmente bravi e credibili, si affiancano Giuseppe Rotunno come operatore alla macchina, Franco Zeffirelli e Francesco Rosi in qualità di assistenti alla regia e Piero Tosi e Marcel Escoffier, creatori dei magnifici costumi.    

sabato 22 marzo 1997

Il segno di Venere

anno: 1955   
regia: RISI, DINO   
genere: commedia   
con Sophia Loren, Franca Valeri, Vittorio De Sica, Raf Vallone, Peppino De Filippo, Alberto Sordi, Virgilio Riento, Tina Pica, Lina Gennari, Anita Durante, Maurizio Arena, Eloisa Cianni, Leopoldo Trieste, Marcella Rovena, Giuseppe Chinnici, Mario Meniconi, Marcella Ruffini, Gustavo Giorgi, Franco Fantasia, Furio Meniconi   
location: Italia
voto: 7,5   

Cesira (Franca Valeri), un'insipida dattilografa romana, cerca affannosamente un compagno, mentre sua cugina Agnese (Sofia Loren), ben più attraente, deve faticosamente respingere la corte insistita di molti uomini. La prima finirà col rimanere zitella, in un finale inaspettatamente atrabiliare, mentre la seconda - rimasta incinta del fidanzato Ignazio (Raf Vallone) - sarà costretta al matrimonio.
Tratto da un soggetto di Edoardo Anton, Franca Valeri e Luigi Comencini e sceneggiato dagli autori con l'ausilio di Zavattini e Flajano, Il segno di Venere - pur fragile nell'intreccio - fa perno su una divertentissima quanto riuscita prova d'attori, sicché il film si ricorda più per i singoli frammenti che per la vicenda nella sua interezza. Fra tutti, svetta Alberto Sordi, nella parte di un ladruncolo che per l'intera durata del film cerca di vendere un'auto rubata a Peppino De Filippo.