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sabato 20 giugno 2015

The fighters - Addestramento di vita (Les Combattants)

anno: 2014       
regia: CAILLEY, THOMAS   
genere: drammatico   
con Adele Haenel, Kevin Azais, Antoine Laurent, Brigitte Rouan, William Lebghil, Thibaut Berducat, Nicolas Wanczycki, Frederic Pellegeay, Steve Tientcheu, Franc Bruneau   
location: Francia
voto: 5   

Lui si chiama Arnaud (Azais) e divide con il fratello una piccola azienda di famiglia. Lei si chiama Madeleine (Haenel), è la rampolla annoiata di una famiglia ricchissima. È convinta che l'apocalisse arriverà presto e per questo è determinata a iscriversi a un corso di sopravvivenza istituito in Francia da alcuni militari. Lui la segue e i due si troveranno a vivere un'esperienza davvero estrema al di là di ogni previsione.
Romanzo sentimentale di formazione, l'opera prima di Thomas Cailley, che ha fatto incetta di premi (Label Europa cinema, SACD, Art Cinema Award, Fipresci), è soprattutto il confronto tra due caratteri opposti e invertiti, con forti elementi di mascolinità in lei e di femminilità in lui. Non manca qualche felice intuizione narrativa nonché attimi di tensione, ma il film rimane astratto e impalpabile, servito da un'inascoltabile colonna sonora a fortissimo dosaggio di elettronica.    

venerdì 30 dicembre 2011

Tu mi turbi

anno: 1983   
regia: BENIGNI, ROBERTO 
genere: comico 
con Roberto Benigni, Olimpia Carlisi, Giacomo Piperno, Nicoletta Braschi, Claudio Bigagli, Carlo Monni, Alessio Marconi, Nicoletta Amadio, Mariangela D'Abbraccio, Germana Di Giannicola, Enio Drovandi, Serena Grandi, Lavinia Grizi, Nicoletta Amodio, Tamara Triffez 
location: Italia
voto: 1,5

Il comico che proviene da Cioni Mario, dalla factory de L'altra Domenica e che al cinema si era fatto dirigere da Giuseppe Bertolucci (che qui lo affianca nella stesura del copione) e da Ferreri, esordisce dietro la macchina da presa con un film che, col senno di poi, propone con urgenza un interrogativo insolubile: come ha fatto Benigni a diventare Benigni? Tu mi turbi si compone di quattro episodi accomunati dalla tematica a sfondo religioso. Nel primo (Durante Cristo) un pastore si ritrova a fare da baby sitter a Gesù bambino; nel secondo (Angelo), il protagonista convive col suo angelo custode ma non vuole farlo sapere in giro; nel terzo (In banca) un balordo va a chiedere un prestito in banca (il direttore si chiama Diotaiuti) senza garanzie; nel quarto (I militi) due bersaglieri che stanno di guardia al monumento al milite ignoto, presso il Vittoriano, prima scherzano e poi discettano sull'esistenza di dio. Non una sola risata, non un sorriso: soltanto tediosissimi monologhi e la totale assenza di scrittura filmica.

sabato 3 dicembre 2011

Le grandi manovre (Les Grandes Manoeuvres)

anno: 1956   
regia: CLAIR, RENÉ 
genere: sentimentale 
con Gerard Philipe, Michèle Morgan, Magali Noël, Brigitte Bardot, Jean Desailly, Pierre Dux, Bruno Balp, Dany Carrel, Catherine Anouilh, Simone Valere, Arlette Thomas, Jacqueline Marbaux, Olivier Hussenot, Jacques François, Gabrielle Fontan, Jacques Fabbri, Helene Duc, Raymond Cordy, Georges Bever, Madeleine Barbulée, Maxwell Anderson 
location: Francia
voto: 4


Il primo uomo di cinema divenuto accademico di Francia, lo sperimentatore degli anni '20, firma uno dei suoi film più noti raccontando una storiellina sentimentale adatta a un fotoromanzo. Ne è protagonista un ufficiale dell'esercito francese (il simpatico Philipe) in procinto di partire per la guerra (siamo nel 1914), infaticabile playboy, che per scommessa abborda a sorte la prima che capita (Morgan). Gli succede però di innamorarsi sul serio ma quando la sua bella viene a conoscenza dell'origine della loro relazione perde ogni fiducia nel rapporto.
Da uno spunto così esile, dilatato per quasi due ore, esce un film il cui unico motivo di interesse sta nel modo con cui Clair tratteggia l'ambiente sociale dell'epoca: le pressioni della collettività sull'individuo, il conformismo taroccato e l'imperterrito cicaleccio sia femminile che maschile.    

martedì 1 marzo 2011

Lebanon

anno: 2009       
regia: SHMULIK, MAOZ 
genere: guerra 
con Reymond Amsalem, Ashraf Barhom, Oshri Cohen, Yoav Donat, Michael Moshonov, Zohar Shtrauss, Dudu Tassa, Itay Tiran 
location: Libano
voto: 3

Libano, 1982. Il soldato Shmulik (Donat) non vorrebbe sparare, si è esercitato soltanto su dei grossi bidoni, ma adesso è costretto a fare fuoco dal lurido carro armato che condivide con tre commilitoni e osserva gli orrori della guerra unicamente dal periscopio.
Parabola antimilitarista che ricostruisce il conflitto mediorientale tra Israele, Siria e Libano, costruita attraverso la lenta prismatica del dramma esistenziale di un uomo costretto alla guerra. Per raccontarla, l'esordiente regista 47enne Maoz Shmulik opta per una scelta radicale: quella di non mostrare il mondo esterno se non dal puntatore del mezzo bellico. Chapeau per tanto coraggio stilistico. Peccato che Shmulik trascuri tutto il resto: dalla recitazione, di livello a dir poco amatoriale, ai dialoghi, impregnati di un patetismo corrivo che mira tanto al fazzoletto quanto all'effetto "noi uomini duri", fino alla visibilità dell'artificio, troppo smaccato per risultare credibile. Per non dire delle riprese che coinvolgono la popolazione civile, macabre quanto gratuite nella loro efferatezza. Ottimo però il lavoro sul sonoro.
Leone d'oro come miglior film alla 66. mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (2009). Ma, si sa, quello di Venezia è un festival degno di un Paese come l'Italia…    

lunedì 28 febbraio 2011

The Hurt Locker

anno: 2008   
regia: BIGELOW, KATHRYN
genere: guerra
con Jeremy Renner, Anthony Mackie, Brian Geraghty, Guy Pearce, Ralph Fiennes, David Morse, Evangeline Lilly, Christian Camargo, Suhail Aldabbach, Christopher Sayegh, Nabil Koni, Sam Spruell, Sam Redford, Feisal Sadoun, Barrie Rice, Imad Dadudi, Erin Gann, Justin Campbell, Malcolm Barrett, Kristoffer Ryan Winters, J.J. Kandel, Ryan Tramont, Michael Desante, Hasan Darwish, Wasfi Amour, Nibras Quassem, Ben Thomas, Nader Tarawneh, Anas Wellman, Omar Mario, Fleming Campbell
location: Iraq, Usa   
voto: 8

La guerra è una droga. Come tale la vive il sergente William James (Renner), artificiere americano di stanza a Baghdad, alla perenne ricerca del guizzo adrenalinico tra lo smarrimento dei suoi commilitoni, l'indivia serpeggiante per il suo coraggio e la rabbia per le morti, inevitabile danno collaterale di una delle tante sporche guerre.
Con stile semidocumentaristico, più dalle parti di Rambo che da quelle di Kubrick, la Bigelow bissa la prova di un film corale tutto al maschile data con K-19, portandoci nel pieno centro del campo di battaglia, tra esibizioni di machismo, sprazzi di umanità, noia del quotidiano infarcitò al più da qualche dvd porno, abitudine e un perenne senso di allerta. Due ore di purissima tensione calate in un racconto antinarrativo in cui seguiamo il conto alla rovescia prima che il reparto militare in Iraq passi il cambio della guardia. Salvo poi ricominciare daccapo per una nuova avventura, ancora alla ricerca di quell'irrinunciabile brezza adrenanalinica.
Premio Oscar 2010 come miglior film, miglior regia, miglior montaggio (Bob Murawski e Chris Innis), miglior montaggio del suono (Paul N.J. Ottosson, miglior missaggio del suono (Paul N.J. Ottosson e Ray Beckett), miglior sceneggiatura originale (Mark Boal).    

mercoledì 13 giugno 2007

K-19

anno: 2002   
regia: BIGELOW, KATHRYN 
genere: dramma catastrofico 
con Harrison Ford, Liam Neeson, Peter Sarsgaard, Joss Ackland, John Shrnapnel, Donald Sumpter, Tim Woodward, Steve Nicolson, Ravil Isyanov, Christian Camargo, George Anton, James Ginty, Lex Shrapnel, Ingvar Eggert Sigurdsson, Sam Spruell, Sam Redford, Shaun Benson, Steve Cumyn, Svetlana Efremova 
location: Russia, Usa   
voto: 6

Nel 1961, durante uno dei momenti più difficili della guerra fredda, il sottomarino nucleare sovietico K-19, orgoglio militare della nazione, avrebbe dovuto raggiungere la costa orientale americana per pareggiare la minaccia atomica con gli Stati Uniti. La rottura del reattore nucleare costrinse il capitano Vostrikov (Ford) e la sua flotta di esperti a trovare soluzioni d'emergenza. Contaminati dalle radiazioni, alcuni uomini perirono immediatamente a ridosso dell'operazione, riuscendo tuttavia a salvare eroicamente le vite dei compagni, a evitare al K-19 di venire consegnato al nemico e al mondo intero di trovarsi davanti al fatto compiuto di una esplosione nucleare.
La più maschile tra le registe, Katryn Bigelow, rispolvera una storia vera quanto gravissima e misconosciuta che avrebbe potuto condurre il pianeta alla catastrofe nucleare se il coraggio di alcuni marinai e la lucida determinazione del capitano fossero venuti meno. Nonostante l'inevitabile abuso di tecnicismi e l'estenuante retorica dell'epoca che si riverbera sui dialoghi, la Bigelow riesce a confezionare un film estremo, interpretato praticamente da soli uomini e in una condizione di totale claustrofobia. Patriottismo a badilate, decisioni difficilissime, rapporti problematici (il capitano è un duro che sembra voler portare i marinai alla rovina e invece...), efficacissimi effetti sonori, esercitazioni a raffica, grande tensione narrativa e le scene terribili della contaminazione nucleare sono i cardini sui quali si snoda un racconto ad alto rischio, risolto brillantemente dalla regista americana che avrebbe ottenuto risultati ancora migliori se fosse riuscita a tenere a bada la musica straripante e gravida di barocchismi di Klaus Badelt.

venerdì 1 settembre 2006

I due marescialli

anno: 1961   
regia: CORBUCCI, SERGIO 
genere: comico 
con Totò, Vittorio De Sica, Gianni Agus, Arturo Bragaglia, Franco Giacobini, Inger Milton, Elvy Lissiak, Olimpia Cavalli, Riccardo Oliviero, Mario Laurentino, Bruno Corelli, Mimmo Poli, Renato Terra Caizzi, Roland Bartrop, Mario De Simone, Mario Castellani, Edgardo Siroli 
location: Italia   
voto: 8

Settembre 1943: il maresciallo Cottone (De Sica) ha appena acciuffato un ladro (Totò) al quale sta dando la caccia da tempo. Un'esplosione prima e l'armistizio dell'8 settembre poi cambiano improvvisamente le regole del gioco: il maresciallo - saputo che il suo corpo militare, fedele al re, viene cacciato e fucilato dai fascisti - si improvvisa prete; il ladro, al contrario, veste i panni di un maresciallo voltagabbana che si mette a servizio dei nazifascisti. I due si troveranno a ordire insieme una forma di resistenza.
Con due assi come Totò e De sica e un copione di tutto rispetto, sarebbe stato impossibile non aspettarsi risultati di livello. E infatti è così: si ride moltissimo non solo per le prestazioni dei due fuoriclasse, ma anche grazie all'azzeccatissima parodia di tutti i ridicoli cliché fascisti.    

venerdì 5 agosto 2005

Private

anno: 2004       
regia: COSTANZO, SAVERIO
genere: guerra
con Mohammad Bakri, Lior Miller, Areen Omari, Hend Ayoub, Tomer Russo, Marco Alsaying, Sarah Hamzeh, Amir Hasayen, Karem emad Hassan aly, Sahar Lachmy, Niv Shafir       
location: Italia       
voto: 6,5


Una famiglia palestinese abitante nei territori controllati dagli israeliani si vede improvvisamente piombare in casa un gruppo di militari ebrei. Cosa fare? La mamma e i tanti figli vorrebbero lasciare la casa pur di restare sereni. Il padre, un intellettuale dignitosissimo e tutto d'un pezzo, rivendica il suo diritto a restare. La famiglia, già piegata dalla difficoltà oggettiva della situazione, viene dilaniata dai dissapori sulla questione della resa.
Figlio di Maurizio, Saverio Costanzo ha girato un film in digitale con una spesa minima pressoché da record. Se da un lato questo ha determinato uno stile volutamente "sporco", dall'altro il film - scritto con Camilla Costanzo, Alessio Cremonini e Sayid Oashua - ha il grandissimo pregio di mostrare la guerra senza giudizi di valore, senza schierarsi dall'una o dall'altra parte, facendo vedere quanto in questa atrocità ci sia di incomprensibile alle scelte degli umani, quanto terrorismo e fanatismo religioso possano nascondere una genesi insospettata.    

domenica 14 giugno 1998

Il colonnello Chabert (Le colonel Chabert)

anno: 1994       
regia: ANGELO, YVES  
genere: drammatico  
con Gerard Depardieu, Fanny Ardant, Fabrice Luchini, A.Dussolier, D.Prévost, Romane Bohringer, M.Leroux, C.Rich          
location: Francia
voto: 6

Creduto morto nella campagna di Russia del 1807, un colonnello dell'esercito napoleonico (Gerard Depardieu) torna a Parigi dopo un decennio per vedere riconosciuta dalla moglie (Fanny Ardant) la propria identità. Ma la ricchissima donna, che nel frattempo ha sposato un nobile decaduto e arrivista (André Dussollier), non è disposta ad alcun compromesso né tanto meno a cedere parte della fortuna ereditata dallo stesso colonnello, a dispetto dei consigli del grande mediatore, l'avvocato Derville (un'eccellente Fabrice Luchini). Chabert, disgustato da tanta avidità, preferirà passare il resto dei propri giorni in un monastero.
Tratto dall'opera di Honoré De Balzac adattata dall'ex direttore della fotografia Yves Angelo con Jean Cosmos (autore dei dialoghi), il film inscena tutta la decadenza dei costumi napoleonici, lasciando intravedere lo spirito del tempo che fatalmente anticipa i grandi corruttori dei nostri giorni. Curatissima la fotografia. Interpreti di grande livello.