Visualizzazione post con etichetta miracoli. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta miracoli. Mostra tutti i post

lunedì 27 agosto 2018

Salvo

anno: 2013       
regia: GRASSADONIA, FABIO * PIAZZA, ANTONIO    
genere: drammatico    
con Saleh Bakri, Sara Serraiocco, Luigi Lo Cascio, Giuditta Perriera, Mario Pupella, Redouane Behache, Jacopo Menicagli    
location: Italia
voto: 1    

Segnatevi questi due nomi: Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Vi serviranno nei vostri peggiori momenti di insonnia. I due registi siciliani al loro esordio portano sullo schermo un film così carico di boria e, allo stesso tempo, talmente inconsistente, che è difficile trovarne di simili. Salvo parte come un gangster movie girato con pochissimi spiccioli per poi imboccare la strada del realismo magico allorquando il taciturno protagonista (Bakri), che ha avuto l'incarico dal suo capomafia di rapire una ragazza cieca (Serraiocco), impone le mani su quest'ultima che, miracolosamente, riacquista la vista, con tanto di sindrome di Stoccolma annessa. Ci crediate o meno, il film è tutto qui. In questo nulla pneumatico, interpretato in maniera bovina dai due protagonisti e dai loro comprimari (tra i quali si confonde Luigi Lo Cascio, in un ruolo che è poco più di un cameo), la macchina da presa sfida la pazienza dello spettatore fissando interminabilmente i volti dei personaggi, sempre nella semioscurità, affidando loro una manciata di inutili battute e lasciando che il resto lo facciano i rumori d'ambiente. Cinema irritante per la sua protervia, per la pretesa di darsi un'aria d'essai semplicemente dilatando allo spasimo il nulla che pretende di raccontare. Letargico.    

domenica 22 luglio 2018

Ricky - Una storia d'amore e libertà

anno: 2009       
regia: OZON, FRANÇOIS    
genere: fantastico    
con Alexandra Lamy, Sergi López, Mélusine Mayance, Arthur Peyret, André Wilms, Maryline Even, Pierre Fabiani, Julien Haurant, John Arnold, Jean-Claude Bolle-Reddat, Hakim Romatif, Marc Susini, Catherine Jabot, Eric Forterre    
location: Francia
voto: 5    

Parla di nascite, ma è l'ennesimo di una lunga serie di aborti l'opera numero 9 del prolificissimo regista François Ozon, il Cassano del cinema, un incompiuto perenne, uno capace di guizzi improvvisi come di svarioni della fantasia del tutto fini a sé stessi. Dopo Gocce d'acqua su pietre roventi e Sotto la sabbia (per citare solo due dei lavori precedenti), è così anche per Ricky, favola contemporanea su un'operaia (Lamy) che genera un angelo. Dal realismo della scena iniziale - un po' Loach, un po' i Dardenne - il film vira verso un registro dalle venature orrorifiche per poi farsi racconto fantastico in piena regola sulla morbosità del vedere e sul tema della diversità. La storia raccontata è quella di una donna dalle molte voglie che, da sola, sta crescendo una bambina (Mayance) e che ne ha dato un secondo in adozione perché fatica a mettere insieme il pranzo con la cena. Quando nella sua vita entra Paco (Lopez), i due avranno un bambino. I segni sulla schiena del neonato, che preludono alla comparsa di due ali, vengono scambiati per la prova di una violenza fisica. Lui, scottato dall'ingiustissima accusa, se ne va. Lei lo rimpiange ma poi lo ritrova quando il piccolo potrebbe tradursi in un affare.
Di amore e libertà - se non quella di volare del piccolo angelo - se ne trovano ben pochi in questo film dalla morale incerta, affidato a personaggi adulti ampiamente contraddittori, rispetto ai quali spicca la capacità di adattamento della piccola Lisa. L'ennesima idea originale e spiazzante, sprecata nel nome di un incedere narrativo farraginoso ed incerto.    

lunedì 15 ottobre 2012

Lourdes

anno: 2009       
regia: HAUSNER, JESSICA  
genere: drammatico  
con Sylvie Testud, Léa Seydoux, Bruno Todeschini, Elina Löwensohn, Irma Wagner, Gilette Barbier, Gerhard Liebmann  
location: Francia
voto: 3

Occhio ai titoli di testa: Lourdes è riuscito a vincere tanto il premio Brian, dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, quanto il cattolico premio Signis 2009. Basta fare uno più uno per capire che l'unico, vero pezzo forte di questo film cinematograficamente inesistente sta nella quota apicale di cerchiobottismo che riesce a raggiungere.
Una ragazza malata da tempo di sclerosi a placche (Testud) sperimenta l'ultima carta, quella della speranza, recandosi a Lourdes. Qui, tra suore dell'Ordine di Malta, preti e preghiere continue, ogni tanto si tenta il gioco cabalistico del miracolo. Il quale miracolo tocca proprio a lei, suscitando le invidie di chi non è stato baciato dalla stessa fortuna e facendola poi precipitare nei sensi di colpa per essere stata la protagonista di quel fatto straordinario. La scienza, intanto, fa la sua partita e ammette: non si è mai visto niente del genere.
La regista austriaca Jessica Hausner va in trasferta, lascia la macchina da presa dove capita, sottopone lo spettatore a estenuanti piani fissi in campo lungo, tirando avanti per oltre un'ora e mezza a suon di discorsi vacui, omelie e preghiere in un tripudio di kitsch dell'anima, con interpreti mummificati e canzoni d'antan messe lì a casaccio. Una dimostrazione di come, a voler accontentare tutti, ci si muove talmente poco e in punta di piedi che alla fine si rimane immobili e con la stessa fissità della macchina da presa, realizzando un film talmente lento che farebbe passare Tarkovsky per un maestro dell'action movie più adrenalinico.