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venerdì 8 gennaio 2016

Barbieri d'Italia

anno: 2015   
regia: RANIERI MARTINOTTI, FRANCESCO   
genere: documentario   
con Paolo Zanelli, Luigi Chiocca   
location: Italia
voto: 7   

Giovani e anziani, settentrionali e meridionali, maschi e femmine, per professione o per atto volontario: li intercetta proprio tutti, con una scelta campionaria che ha quasi del miracoloso, questo sorprendente documentario di Francesco Ranieri Martniotti, regista dal pedigree non proprio di razza (tra gli altri, Branchie, con Gianluca Grignani, e poi un paio di film con Alessandro Siani) su uno dei mestieri più antichi e resistenti: quello del barbiere. Tra note suonate con la fisarmonica, la colonna sonora impeccabile di Puccio Pucci e i rimandi obbligati a Figaro, il più famoso barbiere dell'opera, il regista romano, classe 1959, ci porta in giro per tutta la penisola alla scoperta delle moltissime sfaccettature di un mestiere che, a sentire le voci di chi lo pratica, sembra essere quasi sempre frutto di una vocazione consolidata, in alcuni casi, da una lunga tradizione familiare. Riesce così ad appassionarci alle traiettorie più diverse che portano a fare di forbici, pettine e rasoio il proprio lavoro, ci fa addentrare nei suoi piccoli segreti e ne scoperchia il lato più squisitamente sociologico, mostrando quanto potenti possano essere oggi, anche per il sesso forte, i meccanismi identificativi. "Da quando i calciatori hanno cominciato a farsi le strisce sulla testa o altre cose del genere, è diventato sempre più difficile", commenta uno di loro. E allora ecco barbe da hipster, favoriti, mustacchi, capelli che smascherano una vanità maschile ormai alla pari con quella del gentil sesso. Se l'aspetto documentaristico coglie perfettamente nel segno, l'impianto formale non è da meno, tra barbe rasate negli spazi pubblici (le piazze, ma anche le cave dei marmi di Carrara) e l'ingresso in luoghi dove il taglio dei capelli assume un ruolo peculiare: l'accademia dell'aereonautica militare, un convento, un centro di accoglienza per i senzatetto.    

domenica 21 luglio 2013

Ribelle - The Brave

anno: 2012       
regia: ANDREWS, MARK * CHAPMAN, BRENDA
genere: animazione
con le voci di Anna Mazzamauro, Enzo Iacchetti, Giobbe Covatta, Shel Shapiro, Rossa Caputo
location: Regno Unito
voto: 5

Stufa delle regole impartita dalla madre, regina scozzese, che arriva a imporle anche un fidanzato sulla base di alcune prove di abilità e forza fisica, Merida si rivolge a una strega per far sì che la mamma cambi atteggiamento. Ma le cose imboccano la strada sbagliata e la madre viene trasformata in un orso e scambiata per lo stessa belva gigantesca che anni prima amputò la gamba a suo padre. Quest'ultimo, nemmeno a dirlo, sta aspettando il momento della vendetta.
Dopo aver inanellato una serie di film d'animazione piuttosto riusciti (Wall-e, Up, Cattivissimo me), la Pixar inciampa alla stregua della Dreamworks su un orso (Kung Fu panda era debolissimo), puntando tutto sulla veste grafica e dimenticando la storia. Se è vero che i capelli rossi della giovane protagonista protofemminsta possiedono un realismo che ha del miracoloso, è altrettanto vero che la trama non riesce andare oltre ai soliti racconti di vecchie streghe cattive, boschi che fanno paura e banali conflitti generazionali. Con una morale d'accatto che suggerisce di seguire il proprio cuore.    

domenica 16 dicembre 2012

Rapunzel - L'intreccio della torre (Tangled)

anno: 2010   
regia: GRENO, NATHAN * HOWARD, BYRON 
genere: animazione 
location. Usa
voto: 8

Nata da un re e una regina molto amati, la piccolissima Rapunzel viene rapita ancora nella culla da una vecchia strega che sa che i suoi capelli sono miracolosi: permettono di non invecchiare mai. La megera cresce la ragazzina nell'alto di una torre in mezzo al bosco, intimandole di non lasciare mai la sua residenza coatta. Ma arriva il giorno, quando ormai la ragazza sta per raggiungere il diciottesimo anno di vita, in cui nella torre fa capolino, durante una fuga, un ladro di bell'aspetto: per Rapunzel sarà l'occasione per prendere finalmente contatto con il mondo e mettersi alla ricerca della sua famiglia.
Tratto da uno dei più noti racconti dei fratelli Grimm (Raperonzolo nella versione italiana, qui ampiamente ritoccata), Rapunzel mette insieme inventiva visiva, avventura, molta comicità (la scena della ragazzina che capita nella taverna "infestata" da bruttissimi ceffi dal cuore tenero è memorabile) e un certo numero di canzoni delle quali si farebbe volentieri a meno.    

lunedì 26 dicembre 2011

La vera leggenda di Tony Vilar

anno: 2006   
regia: GAGLIARDI, GIUSEPPE 
genere: documentario 
con Peppe Voltarelli, Totonno Chiappetta, Cristina Mantis, Dario De Luca, Saverio La Ruina, Antonio Aiello, Roy Paci 
location: Argentina, Usa   
voto: 5

Negli anni '60 un certo Tony Vilar - al secolo, Antonio Ragusa - lasciò l'Italia per emigrare in Argentina, dove ebbe un successo incredibile come crooner. Poi, nel pieno della popolarità, sparì improvvisamente al punto che neppure la ex moglie ne seppe più nulla. Peppe Voltarelli, musicista anch'egli e parente alla lontana di Vilar, si mette sulle tracce dell'uomo per trovare una soluzione al mistero. Il suo viaggio è l'occasione per un ritratto degli italiani all'estero, tra Argentina e Stati Uniti: uomini con i patacconi al mignolo, colletti spropositati fuori dalla giacca, catene, catenine, bracciali e broccolino, facce che farebbero sentire chiunque più al sicuro all'Ucciardone. Il mockumentary firmato da Giuseppe Gagliardi e nato da un'idea dello stesso Voltarelli, con qualche intermezzo dichiaratamente ludico, la tira però troppo per le lunghe e in più occasioni perde colpi, nonostante il motivo incredibile che ha determinato la sparizione di Vilar, che ovviamente è vietato svelare.