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martedì 16 ottobre 2018

The Wife - Vivere nell'ombra

anno: 2017       
regia: RUNGE, BJORN    
genere: drammatico    
con Glenn Close, Jonathan Pryce, Christian Slater, Max Irons, Elizabeth McGovern, Harry Lloyd, Morgane Polanski, Annie Starke    
location: Svezia, Usa
voto: 7    

Joan (Close) ha sempre vissuto all'ombra di suo marito Joe (Pryce), un uomo del quale si invaghì quando lui era un professore universitario e lei una studentessa. Il talento della donna per la scrittura ha portato avanti per decenni un'impostura esitata addirittura nel premio Nobel a suo marito. È il 1992 e la coppia deve trasferirsi a Stoccolma per ritirare il presitigiosissimo riconoscimento. I due hanno alle costole un giornalista (Slater) intenzionato a scrivere una biografia di Joe. L'aspirante biografo ha confrontato gli scritti giovanili di Joe con quelli della maturità che lo avrebbero poi portato al Nobel e sospetta fortemente che dietro questi ultimi ci sia la mano di sua moglie Joan.
Il gusto per l'intreccio di The wife viene fortemente attenuato dal sapere - fin dal titolo - dove va a parare la vicenda, sicché ogni sforzo della regia per tenere nascoste allo spettatore le reali dinamiche della coppia è pressoché vano. Ciò non toglie che proprio quelle dinamiche sadomasochiste - con la donna costretta a subire le continue scappatelle del marito, oltre che l'umiliazione per un così grande, mancato riconoscimento - siano l'ingrediente più saporito del film (tratto dal romanzo omonimo di Meg Wolitzer), che mette in campo anche il difficile rapporto dello scrittore patriarca con un figlio (Irons) costretto a un ridimensionamento continuo delle sue ambizioni. Da sola, l'interpretazione di Glen Close vale il prezzo del biglietto.    

sabato 30 settembre 2017

L'incredibile vita di Norman (Norman: The Moderate Rise and Tragic Fall of a New York Fixer)

anno: 2016       
regia: CEDAR, JOSEPH   
genere: grottesco   
con Richard Gere, Lior Ashkenazi, Michael Sheen, Steve Buscemi, Charlotte Gainsbourg, Dan Stevens, Hank Azaria, Harris Yulin, Josh Charles, Yehuda Almagor, Neta Riskin, Tali Sharon, Isaach de Bankolé, Dov Glickman (Doval'e Glickman), Jay Patterson, Jonathan Avigdori, Caitlin O'Connell, Andrew Polk, Jorge Pupo, Maryann Urbano, Ann Dowd, Amelie McKendry, Scott Shepherd, Yuval Boim, Davide Borella, D.C. Anderson, Hannah Yun, Miranda Bailey    
location: Israele, Usa
voto: 8,5   

Norman Oppenheimer (Gere) vive tra le strade innevate e i centri commerciali della Grande Mela, gli auricolari perennemente incolati alle orecchie, il cappotto cammello, la coppola e una borsa a tracolla. La sua grande ambizione è quella di entrare in contatto con la gente che conta. Non gli importa il potere né gli interessano i soldi. Con un misto di condiscendenza e ostinazione, si avvicina alle persone ripetendo quasi sempre la stessa frase: "Mi dica di cosa ha bisogno". Grazie a delle costosissime scarpe, riesce a entrare nell'orbita del primo ministro israeliano (Ashkenazi), ma anche sotto l'occhio vigile di un'ispettrice governativa di quel paese (Gainsbourg) che vuole capire chi sia davvero Norman.
Nonostante lo spoiler contenuto nel sottotitolo del film - La moderata ascesa e la tragica caduta di un faccendiere newyorkese - L'incredibile vita di Norman è l'esempio per antonomasia di cinema intelligente, innovativo, assai creativo sotto il profilo del linguaggio delle immagini (imperdibili gli split screen che ricreano in un'unica inquadratura ambienti radicalmente diversi). Diviso in quattro atti, il film di Joseph Cedar è il racconto favolistico di un bonario impostore ossessionato dal jet set, capace di intrecci impossibili pur di rendersi utile alle persone che contano, servito da un Richard Gere in stato di grazia.    

sabato 20 luglio 2013

Io sono tu (Identity Thief)

anno: 2013       
regia: GORDON, SETH
genere: commedia
con Jason Bateman, Melissa McCarthy, Jon Favreau, Amanda Peet, T.I., Genesis Rodriguez, Morris Chestnut, John Cho, Robert Patrick, Eric Stonestreet, Jonathan Banks, Ryan Gaul, Steve Mallory, Tyler Nilson, Steve Little, Andrew Friedman, Antwan Mills, Ian Quinn, Diva Tyler, Mary-Charles Jones, Sope Aluko, Maggie Elizabeth Jones, Brett Baker, Nevaina Graves Rhodes, Diolita Arnold, Jamie Moore, Brenda Cannon, Badar, Carlos Navarro, Nelson Bonilla, Angelyn Pass, Lori Beth Edgeman, Ben Falcone, Kate Graham, Deacon Dawson, Geordie White, Steve Witting, Tim Andrews, Gary Weeks, Matthew Burke, Craig A. Meyer, Lee Spencer, Topher Payne, Carmela Zumbado, Zeeky Minnis, John Eddins, Chick Bernhardt, Nicole Dukes
location: Usa
voto: 3,5

Da Intrigo internazionale a Viva la libertà, nel cinema il tema del doppio è stato spesso cavalcato per sfruttarne le moltissime potenzialità paradossali. Non tutto calza invece in questa commedia nera di Seth Gordon, che già aveva diretto il riuscito Come ammazzare il capo... e vivere felici. Fin dalla prima inquadratura sappiamo che la carta di credito di Sandy (Bateman) viene clonata e usata a sua insaputa da una cicciona (McCarthy) con molti precedenti penali che vive sull'altra costa degli States. Dopo qualche inevitabile disavventura dovuta allo scambio di persona (il suo nome, Sandy, è unisex), il malcapitato cerca di seguire le vie legali ma si vede costretto, pena anche il rischio della perdita del lavoro, a sbrigare la faccenda da solo. Si mette così sulla scia di illegalità della donna che gli ha rubato l'identità, non sapendo che ad ella sono interessati anche alcuni malavitosi che vogliono saldare con lei vecchi conti.
Travestito da road movie, Io sono tu alterna qualche riuscita trovata comica con incursioni thriller annacquatissime. Ma il problema maggiore del film sta in un plot prevedibilissimo, servito da un'interprete femminile messa lì per suscitare il più programmatico degli effetti paradosso: quello della cicciona cattiva che in fin dei conti è un pezzo di pane. Finale scontato.    

venerdì 17 maggio 2013

Il grande Gatsby (The Great Gatsby)

anno: 2013       
regia: LUHRMANN, BAZ  
genere: drammatico  
con Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire, Carey Mulligan, Amitabh Bachchan, Steve Bisley, Richard Carter, Jason Clarke, Adelaide Clemens, Vince Colosimo, Max Cullen, Mal Day, Elizabeth Debicki, Lisa Adam, Joel Edgerton, Emmanuel Ekwenski, Eden Falk, Isla Fisher, Emily Foreman, Tiger Leacey Wyvill, Charlize Skinner, Garrett William Fountain, David Furlong, Daniel Gill, Iota, Price Johnson, Stephen James King, Goran D. Kleut, Kim Knuckey, Barrie Laws, Mark Lemon, John Maumau, Brendan Maclean, Frank Aldridge, Callan McAuliffe, Ben McIvor, Hamish Michael, Brian Rooney, Kevin McGlothan, Nick Meenahan, Olga Miller, Heather Mitchell, Gus Murray, Kate Mulvany, Barry Otto, John O'Connell, Corey Blake Owers, Tasman Palazzi, Brenton Prince, Bryan Probets, Milan Pulvermacher, Alfred Quinten, Ghadir Rajab, Jake Ryan, John Sheerin, Nicholas Simpson, Kasia Stelmach, Nick Tate, Jack Thompson, Kieran van Bunnik, Sylvana Vandertouw, Gemma Ward, Matthew Whittet, Felix Williamson, Bill Young, Nancy Denis, Kahlia Greksa, Karinna Greksa, Natasha Marconi, Jaclyn Seymour, Briden Aspinall, Charles Bartley, Veronica Beattie, Kane Bonke, Kirby Burgess, Henry Byalikov, Thomas Egan, Danielle Evrat, Ryan Gonzalez, Lyndell Harradine, Sophie Rose Holloway, Michelle Hopper, James May, Zac McAliece, Lara Mulcahy, Mikaela Smith, Alex Stewart, Romina Villafranca, Mitchell Woodcock, Kaylie Yee, Tiana Canterbury, Morgan Choice, Eden Dessalegn, Elenoa Rokobaro, Lisa Viola, Betsy Effie Nkrumah, Thabang Baloyi  
location: Usa
voto: 3,5

Nelle poche settimane successive all'uscita in sala del film, il capolavoro di Francis Scott Fitzgerald ha venduto più copie di quanto non abbia mai fatto durante l'intera vita del suo autore. Potere del cinema. Potere della moda. Fatto comunque incomprensibile a chi, in quella saga dell'avventuriero (DiCaprio) venuto dal nulla, che mette su un impero e si innamora della donna sbagliata (Mulligan), trova a malapena qualche indizio sulle polveri bagnate di un'epoca di opulenza e jazz band prossima al tramonto (siamo negli anni '20).
La quarta trasposizione cinematografica del best seller dello scrittore americano porta la firma di Baz Luhrmann, regista alla veemente ricerca di una patente da autore d'essai che riuscirebbe a fare sempre lo stesso film sia che gli si affidassero Le avventure di Yoghi e Bubu, sia che gli si richiedesse un remake de Il settimo sigillo. Questo grande Gatsby non fa altro che restituire il senso di carnevalata, di tronfio spettacolo circense condito da un tracimante sfarzo pacchiano che già avevano caratterizzato i due film precedenti (Romeo + Giulietta e Moulin Rouge). Ma tant'è: a una parte della critica e al pubblico l'artificio ultraspettacolare piace, l'ampollosità della messa in scena colpisce a dovere anche l'occhio più distratto e poco importano la colonna sonora anacronistica e tronitruante, l'abuso di pixel e la prima mezz'ora che passa sotto il segno della domanda "è lui o no è lui?". Certo che è lui! E infatti ecco finalmente apparire il solito DiCaprio in forma smagliante, capace di un repertorio recitativo che, tolti i movimenti di macchina da scuola del cinema (ma fini a loro stessi) è l'unico vero motivo per acquistare il biglietto.    

sabato 9 febbraio 2013

Colour Me Kubrick: A True...ish Story

anno: 2005   
regia: COOK, BRIAN W.
genere: drammatico
con John Malkovich, Tom Allen, Scott Baker, Nick Barber, Angus Barnett, Lynda Baron, Linda Bassett, Marisa Berenson, Honor Blackman, Peter Bowles, Paul Burnham, Paul Chowdhry, Teresa Churcher, Enzo Cilenti, Phil Cornwell, Kammy Darweish, Jim Davidson, Jamie Davis, Ayesha Dharker, Bryan Dick, Shaun Dingwall, James Dreyfus, Richard E. Grant, Maynard Eziashi, James Faulkner, Rebecca Front, Nitin Ganatra, Henry Goodman, Sam Gordon, Burn Gorman, Head-On, Nolan Hemmings, William Hootkins, Dean Lepley, John Leyton, Luke Mably, Lucy O'Connell, Marion O'Dwyer, Shaun Parkes, Leslie Phillips, Robert Powell, Sam Redford, Terence Rigby, Ken Russell, Jack Ryan, Peter Sallis, Bindu De Stoppani, Audrey Tom, Jeremy Turner-Welch, Mark Umbers, Joe Van Moyland, Marc Warren
location: Regno Unito
voto: 3

Durante le riprese di Eyes wide shut, Alan Conway (Malkovich) faceva la bella vita facendosi passare per il regista Stanley Kubrick e scroccando in continuazione a destra e a manca, e non soltanto denaro…
Ispirato a una storia realmente accaduta, il film gira in moto perpetuo, con l'eccezione del breve frammento finale col ricovero in una clinica psichiatrica, sempre intorno allo stesso modulo: abbordaggio, sbafo, fuga, sorpresa della vittima. Eravamo in epoca pre web 2.0 e quindi si capisce che molte persone non avessero la possibilità di accertarsi che l'impostore fosse realmente Stanley Kubrick, dal quale, peraltro, era totalmente dissimile.
A incarnare il protagonista c'è un John Malkovich che gioca la parte in maniera talmente laida da risultare repellente, la quintessenza della checca dandy che sembra ricordare i vezzi di Truman Capote. Il resto è film da terza serata in qualche rete locale, con attori di dubbio professionismo e messa in scena ben sotto i limiti di guardia.    

domenica 28 agosto 2005

L'orizzonte degli eventi

anno: 2005       
regia: VICARI, DANIELE  
genere: drammatico  
con Valerio Mastandrea, Gwenaelle Simon, Francesca Inaudi, Giorgio Colangeli, Lulzim Zeqja, Lorenzo Gioielli, Paolo Giovannucci, Sara Franchetti, Ardian Cerga                
location: Italia
voto: 5  

Un giovane fisico nucleare (Mastandrea) viene designato come responsabile di un importante esperimento sulla massa dei neutrini, realizzato in un caveau sotto il Gran Sasso. Pressato dalla ristrettezza dei tempi a disposizione per la ricerca, l'uomo genera un evento fasullo manomettendo i dati. Quando una collega (Simon) lo scopre, il fisico - stravolto - corre via in auto, procurandosi un incidente in mezzo ai monti. Lo trova un pastore macedone ridotto a condizioni di schiavitù (Zeqja), col quale laconicamente convive fino a quando non decide di ritornare "tra i vivi".
Dopo il convincente Velocità massima, alla sua opera seconda Daniele Vicari finisce nel vicolo cieco di un racconto troppo ambizioso, contorto, ellittico e a tratti pletorico (cosa c'entrino i riferimenti alla morte del padre del protagonista non è dato sapere). La doppia deriva - professionale ed esistenziale - del protagonista dà vita ad altrettante creazioni di eventi: quella dei risultati falsi e quella della sua scomparsa, in un "orizzonte filosofico" che smarrisce spesso il filo del discorso.    

lunedì 25 luglio 2005

L'inventore di favole (Shattered Glass)

anno: 2004   
regia: RAY, BILLY   
genere: drammatico   
con Hayden Christensen, Peter Sarsgaard, Chloe Sevigny, Melanie Lynskey, Steve Zahn, Hank Azaria, Rosario Dawson, Luke Kirby, Jamie Elman, Mark Blum   
location: Usa
voto: 8   

Nel 1998 il direttore di una blasonata rivista di politica e costume a stelle e strisce (il New Republic, il magazine dell'Air Force One…) licenzia il suo più promettente redattore, l'appena 24enne Stephen Glass (Christensen). Il direttore (Sarsgaard) ha scoperto che il ragazzo ha inventato di sana pianta un articolo che parlava di un congresso hacker, arrivando a mettere su un'insostenibile architettura di menzogne. È soltanto la punta dell'iceberg: Stephen ha letteralmente inventato molti altri articoli e la redazione del New Republic è costretta a esprimere le sue scuse ai propri lettori.
Raccontato come una spy-story, L'inventore di favole - che ha la sua origine in un articolo di Buzz Bissinger - usa il giornalismo come una metafora per raccontare un'ambizione straripante, incapace di fermarsi persino davanti all'evidenza delle cose.    

martedì 2 marzo 2004

Sotto falso nome

anno: 2004       
rgeia: ANDÒ, ROBERTO   
genere: giallo   
con Daniel Auteuil, Greta Scacchi, Anna Mouglalis, Giorgio Lupano, Magda Mielcarz, Michael Londsdale, Georges Guerreiro, Joelle Mnouchkine, Serge Merlin, Francois Germond, Laurent Bozzi, Laure Brosson, Vlastimil Canek, Izabella Dziarska, Salvatore Ferrario, Roberto Lombardi, David O'Kelly, Gabriela Pejchakova, Daniel Pietrucha, Jerzy Rogulsky, Gianni Sanseverino, Vincent Serez, Frederique Smetanova, Bartek Sozanski    
location: Italia, Svizzera
voto: 3   

Sotto il nome di Serge Novak, scrittore di fama internazionale, si cela Daniel Boltanski (Auteuil), ricco, di origini ebreo-polacche, residente in Svizzera con la moglie Nicoletta (Scacchi). La sua vita cambia, al punto da costringerlo a uscire dallo pseudonimo artistico, allorché Daniel ingaggia una relazione con Mila (Mouglalis), la moglie del suo figliastro (Lupano). La tela del ragno costruita da Mila porta Daniel davanti ai fantasmi del suo passato, prima di tutti la morte suicida di un amico e un'accusa di plagio.
Dopo Il manoscritto del principe, Andò, autore del copione con Salvatore Marcarelli, armeggia ancora con la letteratura. Lo stile è quello borioso di chi cerca di volare alto infilando inesorabilmente i luoghi comuni del genere: il pastiche letterario si trasforma nella più improbabile delle soap-operas (com'è possibile che una scrittore di talento, che dovrebbe avere un brandello di fantasia, si tradisca con un uso tanto maldestro del telefono?), la confezione è oleografica e la direzione degli attori, con l'eccezione di Auteuil e della Scacchi, a dir poco incerta. Su tutto, incombe una magniloquenza registica che per due ore lascia grondare pioggia e letteratura.