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venerdì 8 marzo 2019

The Vanishing - Il Mistero del Faro (Keepers)

anno: 2018       
regia: NYHOLM, KRISTOFFER    
genere: thriller    
con Peter Mullan, Gerard Butler, Connor Swindells, Søren Malling, Ólafur Darri Ólafsson, Gary Lewis, Ken Drury    
location: Regno Unito
voto: 6    

Siamo in un'isola al largo della Scozia, all'inizio del Novecento. Tre uomini che vivono isolati a guardia di un faro trovano il corpo di un uomo che sembra morto, ma che morto non è, che ha con sé una cassa piena di lingotti d'oro. Nella zuffa tra il più giovane dei tre guardiani (Swindells) e il naufrago, quest'ultimo ci lascia le penne. Verranno altri a cercarlo e sarà una carneficina.
Ispirato alla storia vera ricordata come il mistero del faro delle isole Flannan, il film dell'esordiente danese Kristoffer Nyholm, con un titolo originale - Keepers - stupidamente tradotto in italiano con un altro titolo inglese, alterna momenti del quotidiano monotono e verboso dei tre ad altri nei quali succede di tutto. In questo oscillare tra accelerazioni e brusche frenate, questo thriller psicologico sembra volersi concentrare soprattutto sull'ingordigia che i tre protagonisti manifestano davanti alla possibilità di un arricchimento improvviso, pagata col contrappasso di una lotta belluina. un'ingordigia che diventa la cartina di tornasole delle reali personalità dei tre e che conduce lo spettatore a un finale che, rispetto alla vicenda reale, azzarda una possibile spiegazione. Attori straordinari, regia controllata.    

giovedì 15 novembre 2018

Papillon

anno: 2017       
regia: NOER, MICHAEL    
genere: drammatico    
con Charlie Hunnam, Rami Malek, Yorick Van Wageningen, Roland Møller, Tommy Flanagan, Eve Hewson, Michael Socha, Nina Senicar, Christopher Fairbank, Brian Vernel, Ian Beattie    
location: Colombia, Francia, Guyana Francese
voto: 4,5    

Ci vuole un bel fegato a girare il remake di un capolavoro del genere carcerario, per di più interpretato da due giganti come Steve McQueen e Dustin Hoffman. E ce ne vuole ancora di più nell'affidare l'intera operazione a una coproduzione serbo-montenegrina-maltese, con attori ben poco noti (sebbene Charlie Hunnam sia stato protagonista tutt'altro che carismatico di Civiltà perduta e Rami Malek sta per assurgere a massima notorietà grazie all'interpretazione di Freddy Mercury). La storia ricalca quasi filologicamente quella del film del 1973 firmata da Franklin Schaffner, con un lungo prologo che ci fa vedere il protagonista Henri Charriere (Hunnam), detto Papillon per via del vistoso tatuaggio che porta all'altezza dello sterno, che si muove con disinvoltura nella Parigi degli anni '30, rubando a destra e a manca al servizio di un boss vendicativo. Finisce ingiustamente in carcere e viene spedito nella Guyana Francese, dove conosce il falsario Louis Dega, omino pieno di soldi ma fragile e pauroso, minacciato continuamente. Papillon non fa che progettare la fuga. Ci riesce una prima volta, finisce in isolamento inizialmente per due e poi per cinque anni, fino a quando tenta l'impossibile.
Tratto dalla storia vera scritta dallo stesso Henri Charriere - un best seller da milioni di copie e traduzioni in 30 lingue - il film di Michael Noer si dilunga in dialoghi verbosi, pigia sul pedale del legame tra i due protagonisti accentuando la componente velatamente omosessuale, non risparmia all'occhio dello spettatore più di un particolare cruento ma non ha nerbo. Veleggia insomma su un registro drammaturgico piuttosto uniforme e con pochi sussulti, affidandosi a due personaggi con cui è difficile entrare in empatia.    

lunedì 19 febbraio 2018

A casa tutti bene

anno: 2018       
regia: MUCCINO, GABRIELE
genere: drammatico
con Stefano Accorsi, Carolina Crescentini, Elena Cucci, Tea Falco, Pierfrancesco Favino, Claudia Gerini, Massimo Ghini, Sabrina Impacciatore, Gianfelice Imparato, Ivano Marescotti, Giulia Michelini, Sandra Milo, Giampaolo Morelli, Stefania Sandrelli, Valeria Solarino, Gian Marco Tognazzi, Christian Marconcini, Elena Minichiello, Renato Raimondi, Elena Rapisarda, Elisa Visari    
location: Italia
voto: 6

È un Muccino a denominazione di origine controllata, un Muccino che spara muccinate all'ennesima potenza quello di A casa tutti bene, che sancisce il benefico (nei limiti del possibile) ritorno in patria dopo la deludentissima parentesi americana. Ancora una volta - come era accaduto ne L'ultimo bacio, in Ricordati di me e in Baciami ancora - Muccino mette alla prova ugola e laringe dei suoi attori, costringendoli a berci, urla e cachinni forsennati, come si conviene al suo cinema tutto sopra le righe, giocato per accumulo di scene madri, erede indegno di Matarazzo.
Per l'occasione, ci troviamo a Ischia, dove babbo Pietro (Marescotti) e mamma Alba (Sandrelli) celebrano le nozze d'oro. A festeggiare con loro ci sono figli e nipoti e tutto sembra andare secondo convenienza finché si mangia e si intonano a squarciagola i motivi degli anni che furono (da Cocciante e Battisti fino a Paolo Conte). Ma il maltempo blocca tutti sull'isola e la convivenza coatta e prolungata di qualche ora scoperchia un vaso di Pandora fatto di dissapori mai appianati, ricatti, tradimenti. E così la festa si trasforma in un'orgia melodrammatica dalla quale emergono le debolezze, le frustrazioni e gli egoismi di tutti, nessuno escluso.
Muccino dirige con consumato mestiere, padroneggiando l'uso della macchina da presa con generosi dolly e movimenti fluidi della macchina da presa, mettendo peraltro il cast nelle condizioni di esprimere una gamma emotiva vastissima (Favino per overacting e Ghini che recita per sottrazione sopra a tutti gli altri). A una forma (quasi) ineccepibile corrisponde tuttavia un copione che ritaglia figure schematiche a un passo dalla caricatura (su tutte, curiosamente proprio quella di Sabrina Impacciatore, qui anche in veste di cosceneggiatrice), riducendo la sostanza a una banale questione di corna.    

sabato 3 dicembre 2016

La stoffa dei sogni

anno: 2015       
regia: CABIDDU, GIANFRANCO  
genere: drammatico  
con Sergio Rubini, Ennio Fantastichini, Gaïa Bellugi (Alba Gaïa Bellugi), Renato Carpentieri, Francesco di Leva, Ciro Petrone, Teresa Saponangelo, Luca De Filippo, Nicola Di Pinto, Jacopo Cullin, Fiorenzo Mattu, Maziar Fayrouz, Vanni Fois, Giampaolo Loddo, Anna Paglia    
location: Italia
voto: 6,5  

Cuci insieme Eduardo De Filippo (L'arte della commedia) e il bardo sotto la direzione di un regista che sa osare a costo di qualche inciampo (Il figlio di Bakunin, Passaggi di tempo, Faber in Sardegna) e ottieni un dramedy assai originale, una metafora acuta sul significato di libertà dell'arte. La vicenda raccontata è quella di una piccola compagnia di attori teatrali che - nel primissimo secondo dopoguerra - si trova sulla stessa imbarcazione sulla quale quattro camorristi stanno viaggiando per raggiungere il carcere dell'isola dell'Asinara, in Sardegna. Una tempesta coglie tutti di sorpresa e tanto gli attori quanto tre dei quattro camorristi sopravvivono e vengono rinchiusi nel carcere indistintamente. Il direttore della casa circondariale (Fantastichini) confida nella possibilità di riuscire a svelare la vera identità degli attori chiedendo loro di allestire una commedia - La Tempesta di Shakespeare - per scoprire, dalla qualità delle recitazione, chi sia un vero attore e chi no. Nel frattempo, la giovanissima figlia del direttore si innamora del quarto camorrista naufrago, finito in un altro punto dell'isola.
Racconto picaresco articolato in forma metanarrativa (la messa in scena racconta la liason dei due giovani amanti a seguito della tempesta, ma anche gli altri teatranti sono doppi della commedia stessa), La stoffa dei sogni soffre un po' sul piano del ritmo e sul rivolo narrativo del pastore, terzo artefice di una forma di cattività che colpisce indistintamente tutti i personaggi. Al tempo stesso, è proprio la dialettica tra segregazione e libertà il vero valore aggiunto del film, che declina il tema in ragione della forza liberatrice della fantasia.    

venerdì 29 agosto 2014

Mud

anno: 2014       
regia: NICHOLS, JEFF   
genere: avventura   
con Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, Tye Sheridan, Jacob Lofland, Sam Shepard, Ray McKinnon, Sarah Paulson, Michael Shannon, Joe Don Baker, Paul Sparks, Bonnie Sturdivant, Stuart Greer, John Ward Jr., Kristy Barrington, Johnny Cheek, Kenneth Hill, Michael Abbott Jr., Earnest McCoy, Allie Wade, Douglas Ligon, Matt Newcomb, Mary Alice Jones, Tate Smalley, Jimmy Dinwiddie, Ryan Jacks   
location: Usa
voto: 8   

Due quattordicenni che vivono nei pressi del delta del Mississippi trovano, in un isolotto in mezzo al fiume, una barca sospesa su un albero, condotta lì da chissà quale cataclisma atmosferico. Vorrebbero portarsela via, ma il problema è che quella è l'abitazione provvisoria di Mud (McConaughey), personaggio enigmatico sulla cui testa pende una taglia per l'uccisione di un uomo. I due ragazzini decidono comunque di procurargli il necessario per una fuga pianificata insieme alla ragazza per la quale ha commesso l'omicidio (Witherspoon). Ma nel frattempo, per Mud si apparecchia una spedizione punitiva.
Racconto di formazione tarato secondo i crismi del film d'avventura sul modello di Stand by me, Mud miscela una buona dose di ambiguità con un sottotesto che fa continuamente riferimento al tema della separazione. Ed è proprio nel gioco di rimandi tra la pertinacia con la quale uno dei due ragazzi, Ellis (Sheridan), si ostina a difendere il progetto di Mud - a dispetto delle tante zone d'ombra dell'uomo - e il suo timore che la separazione tra i suoi genitori e l'abbandono della casa-barcone sul fiume diventino reali che sta la parte più riuscita del film. Il quale rafforza i temi della sfida alla natura matrigna come nel precedente Take shelter, con Michal Shannon a fare da ideale ponte tra i due film.    

sabato 10 aprile 2010

L'uomo nell'ombra (The Ghost Writer)

anno: 2010       
regia: POLANSKI, ROMAN  
genere: giallo  
con Ewan McGregor, Jon Bernthal, Kim Cattrall, Pierce Brosnan, Tim Preece, James Belushi, Olivia Williams, Timothy Hutton, Anna Botting, Tom Wilkinson, Yvonne Tomlinson, Eli Wallach, Milton Welch, Tim Faraday, Alister Mazzotti, Marianne Graffam, Kate Copeland, Soogi Kang, Lee Hong Thay, John Keogh, Jaymes Butler, Hans-Peter Sussner, Stuart Austen, Morgane Polanski, Andy Güting, Robert Wallhöfer, Glenn Conroy, Robert Seeliger, David Rintoul, Clayton Nemrow, Julia Kratz, Nyasha Hatendi, Daphne Alexander, Angelique Fernandez, Anne Wittman, Robert Pugh, Michael S. Ruscheinsky, Mo Asumang, Sylke Ferber, Desirée Erasmus, Errol Shaker, Errol Trotman-Harewood, Talin Lopez, Joel Kirby, Regine Hentschel, Jeff Burrell, Daniel Sutton, Eben Young    
location: Regno Unito
voto: 5,5  

Ritiratosi in un'isola sulla east cost americana, l'ex premier inglese Adam Lang (Brosnan) recluta un ghostwriter (McGregor) al quale affida il compito di dare dignità letteraria alle sue memorie. Il ghostwriter si trova così invischiato in una fitta trama che assembla responsabilità sulle torture in Iraq, legami segreti con la CIA e altro ancora.
Il riconoscimento conferito a Berlino al regista di origini polacche  (orso d'argento per la miglior regia) sembra più un risarcimento a posteriori che non il premio per il lavoro compiuto effettivamente in questa occasione. Non che gli ingredienti del cinema di Polanski non siano riconoscibili: le atmosfere gotiche, il senso di straniamento del protagonista nell'isola, l'ambiguità dei personaggi, un individuo semplice in mezzo a un mare di pescecani e le sequenze da manuale ci sono tutti. È invece il plot narrativo - tratto dal "Il ghostwriter" di Robert Harris, nella realtà ghostwriter di Tony Blair, al quale in molti hanno visto un'esplicita allusione - a essere fiacco, con una soluzione del giallo telefonata da almeno metà film. Per Polanski come per Scorsese, che nello stesso anno ha licenziato Shutter Island, vale lo stesso principio: che dai primi della classe ci si aspetta sempre qualcosa di più.    

lunedì 8 marzo 2010

Shutter Island

anno: 2010       
regia: SCORSESE, MARTIN
genere: thriller
con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Max von Sydow, Michelle Williams, Emily Mortimer, Patricia Clarkson, Jackie Earle Haley, Ted Levine, John Carroll Lynch, Elias Koteas, Robin Bartlett, Christopher Denham, Nellie Sciutto, Joseph Sikora, Curtiss Cook, Raymond Anthony Thomas, Joseph McKenna, Ruby Jerins, Tom Kemp, Bates Wilder, Lars Gerhard, Matthew Cowles, Jill Larson, Ziad Akl, Dennis Lynch, John Porell, Drew Beasley, Joseph P. Reidy, Bree Elrod, Thomas B. Duffy, Ken Cheeseman, Steve Witting, Michael E. Chapman, Keith Fluker, Darryl Wooten, Michael Byron, Gary Galone, Gabriel Hansen 
location: Usa
voto: 5,5


Nel 1954 l'ispettore di polizia Teddy Damiels (DiCaprio) e il suo dioscuro Chuck Hole (Ruffalo) approdano in un'isola al largo di Boston dove c'è un manicomio criminale di massima sicurezza. I due sono lì perché una detenuta è scappata ma Teddy - che è ossessionato dalla tragica morte della moglie - comincia a sospettare che nell'isola si facciano mostruosi esperimenti di eugenetica sulla pelle degli internati. La sua è solo immaginazione?
Tratto dal romanzo "L'isola della paura" di Dennis Lehane (che al cinema aveva già dato Mystic river e Gone baby gone), Shutter island è il film più sofferto e controverso della carriera di Martin Scorsese, tanto è vero che il regista italoamericano ne ha rimandato l'uscita per sette mesi. Montato, smontato e rimontato a causa della complessità dell'intreccio - costruito, alla stregua de L'ultima tentazione di Cristo, sullo spunto narrativo della doppia verità, fino al role playing finale - il film è un thriller psicologico estremamente cerebrale, girato magnificamente e interpretato superbamente, al quale manca tuttavia l'ingrediente essenziale del genere: la suspense. Frotte di topi che escono da una caverna, rievocazioni delle atrocità nazista a Dachau e facce segnate dalla ferocia della follia non sono che espedienti minimi per alzare il tasso di ripugnanza senza mai riuscire ad accendere quello dell'apprensione.    

venerdì 27 novembre 2009

Caro diario

anno: 1993   
regia: MORETTI, NANNI 
genere: grottesco a episodi 
con Nanni Moretti, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller, Claudia Della Seta, Lorenzo Alessandri, Raffaella Lebboroni, Marco Paolini, Moni Ovadia, Riccardo Zinna, Giovanna Bozzolo, Sebastiano Nardone, Antonio Petrocelli, Giulio Base, Italo Spinelli, Carlo Mazzacurati, Jennifer Beals, Alexander Rockwell, Conchita Airoldi, Valerio Magrelli, Sergio Lambiase, Roberto Nobile, Gianni Ferraretto, Pino Gentile, Mario Schiano, Serena Nono, Yu Ming Lu, Tou Yui Chang Pio, Umberto Contarello, Franco Lucarelli, Gianfranco Mecacci, Oreste Rotundo,  Il Gruppo Diapason 
location: Italia   
vtoo: 8

Smessi i panni del suo alter ego Michele Apicella e quelli di Don Giulio, Nanni Moretti si propone per la prima volta in una chiave se possibile ancora più autobiografica di quella adottata nei film precedenti. Caro diario è un trittico nel quale il regista romano racconta ciò che gli piace fare (In vespa, il primo episodio, è un gioiello di ironia e un omaggio memorabile a Roma), i problemi di concentrazione sul lavoro (Isole, l'episodio di gran lunga più debole) e l'odissea personale vissuta passando quasi un anno tra medici, ricette e ospedali (Medici). Il registro è antinarrativo, gli elementi di ironia e le stilettate al vetriolo non mancano (contro la critica cinematografica nel primo episodio e il pentitismo degli ex-sessantottini, contro la dittatura dei figli e la teledipendenza nel secondo, contro i medici nel terzo) ma Caro diario è un non-film, spesso assai leggero, autoironico, malinconico, servito da una colonna sonora memorabile.
L'aiuto regista è Riccardo Milani, mentre l'assistente alla regia è Andrea Molaioli, gente che si è formata nella scuderia di Moretti e che in seguito ha dato prove egregie.

venerdì 29 luglio 2005

Che ne sarà di noi

anno: 2004   
regia: VERONESI, GIOVANNI  
genere: commedia  
con Silvio Muccino, Violante Placido, Giuseppe Sanfelice, Elio Germano, Valeria Solarino, Enrico Silvestrin, Katy Louise Sanders, Myriam Catania, Eleonora Sergio, Mauro Marino, Jamil Hammoudi, Pino Quartullo, Paola Tiziana Cruciani, Alessia De Montis, Manuela Gatti, Muro Marchese, Dorotea Mercuri, Luis Molteni, Efi Papathedouro, Tommaso Spinelli, Rocco Papaleo  
location: Grecia, Italia
voto: 7  

Chiuso il capitolo degli esami di maturità, Matteo, Paolo e Manuel si mettono in viaggio per la Grecia nella prospettiva mentale di compiere una sorta di viaggio iniziatico alla scoperta di loro stessi. In realtà le cose sono assai più terra-terra: Matteo (Muccino) sta inseguendo la ragazza di cui è innamorato (Placido) che però tresca con uno più grande di lei (Silvestrin), mentre gli altri due prendono le distanze da realtà che non accettano.
Scritto a quattro mani dal regista con Silvio Muccino, Che ne sarà di noi è un teen movie capace di mettere a nudo illusioni e disillusioni di una generazione X alla ricerca di un'identità: l'amore come luogo topico, l'amicizia come rifugio, la volubilità come attitudine di vita tratteggiano in maniera sincera questi ragazzi del terzo millennio, tra cliché e paura di crescere.

martedì 16 gennaio 2001

Cast away

anno: 2000   
regia: ZEMECKIS, ROBERT
genere: avventura
con Tom Hanks, Helen Hunt, Aaron Rapke, Michael Forest, Nan Martin, Dennis Letts, John Duerler, Joe Conley, Yelena Papovic, Semion Sudarikov, Dmitri S. Boudrine, Jennifer Choe, Tommy Cresswell, Anne Bellamy, Skye McKenzie, Chris Noth, Lauren Birkell, Valerie Wildman, Nick Searcy, Viveka Davis, Paul Sanchez, Lari White, Leonid Citer, David Allen Brooks, Valentina Ananyina, Peter Von Berg, Francois Duhamel, Wendy Worthington, Steve Monroe, Lisa Long, Elden Henson, Timothy Stack, Alice Vaughn, Gage Bebak, Chase Bebak, Vin Martin, Garret Davis, Jay Acovone, Christopher Kriesa, Jenifer Lewis, Geoffrey Blake, Rich Sickler, Derick Alexander, Michelle Robinson
location: Usa
voto: 8

Di ritorno dalla Russia alla volta di Memphis, nel 1994 Chuck Noland (Tom Hanks) è vittima di un incidente aereo. Precipitato nel Pacifico, Chuck finisce in un'isola deserta, dove vive per quattro anni con il costante pensiero della fidanzata (Helen Hunt) e la compagnia di una faccia disegnata su un pallone da volley. Ritornato a Memphis dopo una fuga in zattera che lo ha portato a vagare per 500 miglia, Chuck scopre che la sua fidanzata, nel frattempo, si è sposata…
Capace di sospendere le riprese del film per più di un anno, dando così modo a Hanks di scendere di peso di oltre 20 chili, Zemeckis realizza un'opera ambiziosa, difficile e sicuramente riuscita. Cinema estremo nel quale Hanks regge la scena da solo per oltre un'ora, il film è anche una riflessione intelligente sul rapporto con la tecnologia che "arreda" la nostra vita e sull'essenzialità delle cose, della vita, delle persone. Coronato da un finale ottimistico, allo slogan "non si sa mai cosa potrà portare domani la marea". Grande regia, riprese mozzafiato tra la tempesta aerea e quella in mare, plot narrativo efficace e qualche pleonasmo concesso all'immancabile risvolto sentimentale.    

venerdì 20 febbraio 1998

Il colosso di Rodi

anno: 1961   
regia: LEONE, SERGIO    
genere: mitologico    
con Rory Calhoun, Lea Massari, G.Marchal, Conrado Sanmartin, A.Aranda, M.Karr    
location: Grecia, Italia
voto: 8    

A Rodi, mentre Tireo (Conrado Sanmartin) trama per rovesciare il regnante (Roberto Camardiel) facendo penetrare nell'isola un contingente militare fenicio a dispetto del colosso fatto erigere dal monarca per presidiarne il territorio, gli schiavi meditano una rivolta. A questi ultimi si unirà l'ateniese Dario (Rory Calhoun), sempre alla rincorsa di qualche sottana ma anche eroe di una giusta causa. L'insurrezione schiavista sarà brutalmente stroncata grazie ad una soffiata, mentre il tentativo di golpe verrà meno a causa di un terremoto che farà anche crollare il colosso, simbolo dell'isola.
Pur inzeppandolo di strafalcioni storici (ci sono quasi due secoli tra il regno di Serse e l'edificazione del colosso e, per di più, Serse successe a Dario e non viceversa), Leone, al suo primo vero lungometraggio, realizza un film ambizioso che si leva di una spanna sui peplum tanto in voga in quegli anni. Le scenografie sono all'altezza della situazione, la narrazione è scandita con ritmo e coerenza a dispetto dei molteplici intrecci del copione (scritto da Ennio De Concini, Sergio Leone, Cesare Seccia, Luciano Martino, Aggeo Savioli, Luciano Chirattini e Carlo Gualtieri) e soltanto le scene di lotta, alla luce dei mezzi oggi disponibili, avvertono l'usura del tempo. Memorabili, per il macabro sadismo che esprimono, le scene in cui si vedono torturare gli schiavi.