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sabato 21 aprile 2018

Molly's game

anno: 2017       
regia: SORKIN, AARON    
genere: biografico    
con Jessica Chastain, Idris Elba, Kevin Costner, Michael Cera, Jeremy Strong, Chris O'Dowd, Bill Camp, Brian d'Arcy James, J.C. MacKenzie, Graham Greene (II), Justin Kirk, Angela Gots, Natalie Krill, Stephanie Herfield, Madison McKinley, Michael Kostroff    
location: Usa
voto: 2,5    

La parte migliore del film è nei primi 5 minuti: la storia (vera) di una donna intellettualmente dotata, destinata a diventare una stella dello sci freestyle ma fermata da un assurdo incidente: montaggio serrato, riprese virtuosistiche, narrazione accattivante. Da lì in avanti, lo spettatore deve sorbirsi due ore e un quarto di noiosissime partite di poker (siamo lontanissimi sia da film come Regalo di Natale che da altri come 21), di voce fuori campo che si mangia quasi l'intero film, di situazioni reiterate all'infinito. Né la vicenda raccontata è granché originale: per voglia di rivalsa, Molly Bloom (Chastain) si sfila da suo ex datore di lavoro, biscazziere a tempo perso, per cominciare a gestire partite a poker tra giocatori d'azzardo ultrafacoltosi che si incontrano clandestinamente in alberghi esclusivi. Il gioco va avanti fino a quando le fiches non arrivano nelle mani della mafia russa. Federali e fisco cominciano a indagare, il capitale milionario della donna viene confiscato e a questa non rimane che affidarsi a un avvocato di colore (Alba) che dapprima nicchia ma poi fiuta l'affare.
Messo sulle spalle (ma ancor più sulle tette, vista la generosità con cui la protagonista esibisce le sue scollature, che peraltro sono la seconda parte migliore del film) di un'attrice miracolata come Jessica Chastain, Molly's game punta molto sull'ostentazione del montaggio e su un sonoro incalzante, antidoti del tutto inefficaci contro una noia incontrollabile. Rimane un mistero  insondabile come Jessica Chastain abbia potuto lavorare con registi di rango come la Bigelow, Guillermo Del Toro, Malick, Nolan e Ridley Scott.    

venerdì 7 agosto 2015

Joker - Wild card

anno: 2015       
regia: WEST, SIMON
genere: thriller
con Jason Statham, Michael Angarano, Milo Ventimiglia, Dominik Garcia-Lorido, Anne Heche, Sofia Vergara, Max Casella, Jason Alexander, Francois Vincentelli, Davenia McFadden, Chris Browning, Matthew Willig, Greice Santo, Hope Davis, Stanley Tucci
location: Usa
voto: 3

Perché si guarda un film come questo, che, oltre ad essere il remake di Black Jack (film diretto nel 1986 da R.M.Richards, con Burt Reynolds), è la fotocopia sbiadita di una miriade di altri lavori, nei quali l'unico pretesto è quello di girare qualche scena di violenza inaudita raccordando i diversi tratti narrativi con lo sputo? Perché si è alienati nel senso marxiano del termine, condizione cronica di molti, occasionale di alcuni. I quali ultimi possono avere la tentazione di andare a raccogliere questi avanzi di magazzino nella pattumiera di offerta che un'afosissima estate mette loro a disposizione.
Grandguignol a parte, qui c'è davvero pochissimo, come d'altronde in quasi tutti i film interpretati dall'attore meno espressivo di Hollywood: Jason Statham (Redemption, Killer elite, Parker). Il quale ricopre la parte di un giocatore d'azzardo compulsivo che vuole vendicare un'amichetta (Vergara) che è stata sfregiata da un malavitoso palestratissimo (Ventimiglia) e dai suo sgherri. Ci riesce una prima e una seconda volta, ma il boss in ghingheri non gli dà tregua e ci vorrà una terza occasione per risolvere il caso. In mezzo, un ventitreenne che gli si incolla alle costole (Angarano) e un capomafia che si fa chiamare Baby (Tucci). Giuro: nulla di più, a parte le scene dei corpo-a-corpo uno contro molti, girati con lo stile di Pechinpah.    

venerdì 24 ottobre 2014

13 - Se perdi muori

anno: 2009       
regia: BABLUANI, GELA 
genere: noir 
con Sam Riley, Ray Winstone, Curtis Jackson, Mickey Rourke, Jason Statham, Michael Shannon, Ben Gazzara, Emmanuelle Chriqui, David Zayas, Alex Skarsgard, Ronald Guttman, John Bedford Lloyd, Alan Davidson, Gaby Hoffman, Michael Berry Jr. 
location: Usa
voto: 4 

Bisogna guardarlo questo film, dopo aver visto l'originale dal quale è tratto (firmato dallo stessa regista Gela Babluani) per farsi un'idea di come Hollywood sia capace di corrompere e banalizzare quasi tutto e di quanto superficiale possa essere il cinema americano da blockbuster rispetto a certe raffinatezze del cinema europeo. 13 Tzameti fu il sorprendente film d'esordio di Babluani, nel 2005. Si aggiudicò diversi premi (tra i quali quelli di Venezia e del Sundance) al punto che il regista georgiano venne chiamato a Hollywood per girarne un remake. Che parte malissimo fin dal titolo: il 13 georgiano (Tzameti) viene cambiato nel programmatico "se perdi muori". Al gusto ineffabile per il rischio si sostituiscono le ragioni quasi encomiabili dell'interprete principale: il padre malato, la madre sotto sfratto, i soldi che non bastano. Così il giovane elettricista protagonista del film finisce, un po' per caso un po' per azzardo, in una sorta di lotteria per stramiliardari annoiati dove ci si spara giocando a una specie di roulette russa di gruppo. La polizia lo pedina senza fortuna, sapendo del losco giro di dollari che sta dietro alla faccenda e uno dei "manager" dei giocatori (Statham) vuole a tutti i costi i soldi della vincita.
Affidato al volto insignificante e inespressivo di Sam Riley (già protagonista di Control), a un doppiaggio imbarazzante e a una realizzazione da sceneggiato televisivo, supportata dalla recitazione svogliata di un nugolo di attori bolliti come Jason Statham, Mickey Rourke, Michael Shannon e Ben Gazzara, paragonato all'originale questo remake è un gialletto da seconda serata televisiva su Rete Capri. Così si spiega anche perché in Italia nessun distributore lo abbia voluto mettere in cartellone, sicché il film è circolato direttamente in dvd.    

domenica 5 ottobre 2014

Sin City - Una donna per cui uccidere (Sin City: A Dame to Kill For)

anno: 2014       
regia: MILLER, FRANK * RODRIGUEZ, ROBERT
genere: fantastico
con Mickey Rourke, Jessica Alba, Josh Brolin, Joseph Gordon-Levitt, Rosario Dawson, Bruce Willis, Eva Green, Powers Boothe, Dennis Haysbert, Ray Liotta, Stacy Keach, Jaime King, Christopher Lloyd, Jamie Chung, Jeremy Piven, Christopher Meloni, Devon Aoki, Alexa PenaVega, Juno Temple, Marton Csokas, Lady Gaga
location: Usa
voto: 5

A (Ba)sin City si intrecciano le vite turbolente di un giocatore d'azzardo (Gordon-Levitt), di una spogliarellista (Alba), di un debosciato dalla forza smisurata (Rourke) e di un detective (Brolin). La donna per cui uccidere del titolo del secondo episodio di Sin City, tratto dal fumetto di Frank Miller (ancora una volta co-regista con Robert Rodriguez) è una femme fatale (Green) che adesca chiunque le faccia comodo per arrivare a uccidere il ricchissimo marito e godersi l'eredità.
Tanto curato, innovativo, impeccabile nella forma (bianchi e neri contrastatissimi, rossi carminei e bianchi flueorscenti), tanto insulso nei contenuti: un mix di dialoghi scritti sfogliando il dizionario dei luoghi comuni e scene degne di Matrix, con amazzoni capaci di colpire con sciabole e balestre e uomini inclini a qualsiasi forma di sadismo. L'apologia dello splatter in chiave hard boiled, il tutto servito con una confezione patinatissima.    

mercoledì 16 gennaio 2013

Senza freni (Premium rush)

anno: 2012   
regia: KOEPP, DAVID
genere: thriller
con Joseph Gordon-Levitt, Michael Shannon, Dania Ramirez, Sean Kennedy, Kym Perfetto, Anthony Chisholm, Ashley Austin Morris, Wolé Parks, Kevin Bolger, Aasif Mandvi, Lauren Ashley Carter, Charles Borland, Aaron Tveit, Jamie Chung, Christopher Place, Amy Hohn, Douglas C. Williams, Sebastian La Cause, Nick Damici, Kelvin Whui, Henry Kwan, Keenan Leung, Wally Ng, Nancy Eng, Zhao Mao Chen, Brian Koppelman, Hoon Lee, Boyce Wong, Jimmy P. Wong, Kenny Wong, Jade Wu, Lyman Chen, Huang Gian Jin, Tony Cheng, Li Jing Xian, Lam Yung, Hui Yuk Lung, Darlene Violette, Henry O, Kin Shing Wong, Jason Iannacone, Ted Sod, Alexis Krauss, Derek Miller, Carsey Walker Jr., Matthew Rauch, Michael-Leon Wooley, Victor Chan, P.J. Sosko, Jerry Walsh, Ruth Zhang, Bojun Wang, Richard Hsu, Mario D'Leon, Kate Manning, Fernando Rivera, Djani Johnson, Wai Ching Ho
location: Usa
voto: 7,5

Dopo una serie di vicissitudini distributive, Senza freni arriva finalmente al pubblico italiano che si stava leccando i baffi dai tempi della circolazione del trailer, in attesa di un action movie originale e gasatissimo. La visione del film non delude affatto le aspettative. In una New York imbottigliata nel traffico, a un pony express dalla pedalata adrenalinica e refrattario all'uso dei freni (Gordon-Levitt) viene affidato il compito di portare una busta che scotta da una parte all'altra della città. Ma quella busta fa gola a un poliziotto psicopatico (Shannon) che grazie ad essa vorrebbe risolvere i suoi problemi con il gioco d'azzardo. Tra inseguimenti al cardiopalmo, piroette acrobatiche e costole rotte, il pony express ce la metterà tutta per assolvere il proprio compito, soprattutto dopo aver capito che si tratta di una causa davvero importante.
Con Senza freni, David Koepp riscatta la scialba prova data anni prima con Secret window, thriller senza capo né coda interpretato da Johnny Depp. Merito soprattutto dell'ottimo lavoro di montaggio (attenzione agli orari: la storia è costruita a mosaico), alle riprese impossibili, molte delle quali effettuate a bordo bici, e a una bella serie di trovate ironiche, servite da un uso scoppiettante ma non invasivo del computer. Sopra le righe e implausibile, il film si fa apprezzare anche per un ritmo che non conosce sosta per l'intera ora e mezza di durata.    

lunedì 18 ottobre 2010

Gorbaciof

anno: 2010  
regia: INCERTI, STEFANO 
genere: drammatico 
con Toni Servillo, Mi Yang, Geppy Gleijeses, Gaetano Bruno, Al Yamanouchi, Antonio Buonomo, Agostino Chiummariello, Salvatore Ruocco, Francesco Paglino, Salvatore Striano, Nello Mascia 
location: Italia  
voto: 1,5
Marino Pacileo (Sordillo), detto Gorbaciòf per via di una voglia sulla fronte che ricorda il grande statista sovietico, fa il cassiere a Poggioreale. Siccome ha il vizio del gioco, ogni tanto ricorre al denaro di cui è custode, ricoprendo poi regolarmente gli ammanchi. Le cose si complicano quando si innamora di una cinese (Yang) figlia di un uomo disposto a farla prostituire per coprire i debiti con le carte.
Ennesimo passo falso di un regista tanto volenteroso (Il verificatore, La vita come viene, L'uomo di vetro, Complici del silenzio) quanto poco dotato, Gorbaciof (con accento tronco e la f finale) è un film muto con non più di 5 minuti di dialoghi, che ripete in loop lo schema in cui il protagonista passa dallo sportello alla cassa e da questa al tavolo da gioco. Sarebbe stato troppo anche per un cortometraggio, figurarsi per ottantacinque estenuanti minuti in cui Servillo fa Servillo, tutto mimica e cinetica fine a se stessa, Napoli esce dal clichè della città confusionaria e tachilalica per puro gusto autoriale e il plot narativo non esiste. Vista la locandina o al massimo il trailer, hai visto anche il film.

sabato 3 ottobre 2009

Tris di donne e abiti nuziali

anno: 2009        
regia: TERRACCIANO, VINCENZO    
genere: commedia    

con Sergio Castellitto, Martina Gedeck, Paolo Briguglia, Raffaella Rea, Salvatore Cantalupo, Paolo Calabresi, Elena Bouryka, Gigio Morra, Renato Marchetti, Giovanni Esposito, Iaia Forte, Flavio Parenti

location: Italia        
voto: 6,5    
 

Luisa Campanella (Rea) sta per sposarsi e affinché il matrimonio possa andare nel migliore dei modi sua madre (Gedeck) è disposta sbarcare il lunario con piccoli lavoretti di sartoria. Il problema è che suo padre (Castellitto, per la seconda volta in coppia con la Gedeck dopo Ricette d'amore), un cinquantenne andato precocemente in pensione, è un giocatore tanto incallito quanto incapace, che in poco tempo dilapida gli averi della famiglia. Suo figlio Giovanni (Briguglia) tenta di correre ai ripari seguendo con ben altro talento la strada paterna.

Otto anni dopo la commedia partenopea di Ribelli per caso, Terracciano torna sul grande schermo a seguito di una lunga sosta in televisione, dove - tra gli altri - ha diretto la fortunata serie di Un posto al sole. La matrice televisiva visibilissima nel buon giallo giudiziario d'esordio, Per tutto il tempo che ci resta, viene ribadita in questo film al centro del quale ci sono il gioco delle carte e le scommesse ippiche. Un po' L'oro di Napoli, un po' Febbre da cavallo, il film del regista partenopeo si affida soprattutto alla strabiliante interpretazione di Castellitto, al quale fa da supporto un nugolo di caratteristi che ricorda la migliore stagione della commedia all'italiana senza però aggiungere nulla di nuovo.    


sabato 1 novembre 2008

Il passato è una terra straniera

anno: 2008       
regia: VICARI, DANIELE  
genere: drammatico  
con Elio Germano, Michele Riondino, Chiara Caselli, Valentina Lodovini, Marco Baliani, Daniela Poggi, Maria de la Salud Jurado, Romina jr Carrisi, Lorenza Indovina, Federico Pacifici, Antonio Gerardi  
location: Italia
voto: 5

A Bari Giorgio (Germano), figlio di un professore universitario (Baliani) e di un'insegnante (Poggi), è a un passo dalla laurea in Giurisprudenza. L'incontro con Francesco (Riondino), un Lucignolo che lo condurrà sulla cattiva strada, trasformerà la sua vita, facendola passare per il gioco delle carte, lo smercio di cocaina e persino per lo stupro.
L'ennesimo ritratto di gioventù bruciata - ricavato dall'omonimo best seller di Gianrico Carofiglio - non aggiunge nulla alla schiera sempre più fitta di opere che indagano gli abissi dell'anima dei ragazzi. Un po' buddy movie, un po' racconto di formazione e un po' thriller, Il passato è una terra straniera prosegue la disamina del tema che tanto sta a cuore al regista sabino, quello della ricerca del limite, esplicitato già nei titoli (Velocità "massima", "L'orizzonte" degli eventi). A dare corpo e anima al protagonista borderline di questa vicenda è Elio Germano, che ricalca il personaggio interpretato ne Il mattino ha l'oro in bocca, film anch'esso ambientato nel mondo del gioco d'azzardo. Il suo dioscuro Michele Riondino sfoggia una performance di pari livello, la regia si fa apprezzare senza ricorrere a virtuosismi, il trucco degli attori è eccellente ma su tutto aleggia un'inequivocabile sensazione di déjà vù.    

giovedì 24 aprile 2008

21

anno: 2008       
regia: LUKETIC, ROBERT    
genere: thriller    
con Jim Sturgess, Kevin Spacey, Kate Bosworth, Aaron Yoo, Liza Lapira, Jacob Pitts, Laurence Fishburne, Jack McGee, Josh Gad, Sam Golzari, Helen Carey, Jack Gilpin, Donna Lows, Butch Williams, Jeffrey Ma    
location: Usa
voto: 6    

Il 21enne Ben Campbell (Sturgess) studia al MIT di Boston, dove ha il massimo di voti. Ma non gli basta: vorrebbe iscriversi ad Harvard, dove la retta annuale costa 300mila dollari. L'unica borsa disponile ad Harvard è una chimera e a Ben non rimane che raccogliere l'invito a Las Vegas di Mickey Rosa (Spacey), suo professore di matematica, che ha scorto in lui il talento per rastrellare montagne di dollari con un ingegnoso trucco del conto delle carte al gioco del Black Jack. Il professore e i suoi, con la nuova recluta Ben, cominciano ad accumulare quattrini quando le cose si complicano a causa di un responsabile della sicurezza con il pallino per i numeri (Fishbourne) che si è accorto del trucco. Ben rischia di perdere soldi, laurea e la possibilità di iscriversi ad Harvard.
La vicenda raccontata in 21 è intrigante, tanto più che è ispirata a un fatto realmente accaduto negli anni '90. A renderla uno scialbo mix tra Casino, Will Hunting e Rain man è la regia di Robert Luketic, uno con un pedigree che parla da solo: La rivincita delle bionde, Quel mostro di suocera e Appuntamento da sogno. Una sforbiciata di 40 minuti avrebbe giovato al film, così come un casting selezionato con più attenzione: il protagonista è un nerd senza alcun carisma e Spacey si limiate a fare il verso di se stesso.    

venerdì 29 febbraio 2008

Il mattino ha l'oro in bocca

anno: 2008   
regia: PATIERNO, FRANCESCO  
genere: biografico  
con Elio Germano, Laura Chiatti, Martina Stella, Carlo Monni, Gerardo Amato, Corrado Fortuna, Donato Placido, Umberto Orsini, GianMarco Tognazzi, Dario Vergassola, Fiorenza Pieri  
location: Italia
voto:5

Gioie e dolori di Marco Baldini (Germano), il conduttore radiofonico diventato famoso a fianco di Rosario Fiorello nella conduzione di Viva Radio Due! Dagli esordi presso un'emittente locale fiorentina, negli anni '80, fino al successo a Radio DeeJay, a Milano. In mezzo la passione sempre più febbrile per le corse ippiche e le scommesse, con tutti gli inevitabili addentellati del caso: debiti enormi, amicizie poco raccomandabili, strozzini, rischio di perdere il lavoro.
Francesco Patierno volta completamente pagina dopo il difficile ma originale Pater familias: la biografia di Marco Baldini viene raccontata con registro da cinema classico, senza alcun tentativo di reinventarla drammaturgicamente, e si risolve in un andirivieni continuo tra le agenzie ippiche e gli studi radiofonici, senza particolari motivi di interesse. Elio Germano  non possiede neppure la radice quadrata della simpatia del conduttore toscano a cui il film è ispirato, rivelando così una improvvida scelta di casting. Ruolo di inusitata compostezza per Dario Vergassola, nei panni del direttore generale di Radio DeeJay.    

martedì 1 gennaio 2008

13 - Tzameti

anno: 2005   
regia: BABLUANI, GELA
genere: noir
con George Babluani, Philippe Passon, Pascal Bongard, Vania Villers, Fred Ulysse, Aurélien Recoing, Augustin Legrand
location: Francia
voto: 10

Un giovane lattoniere (Babluani) si sostituisce all'uomo che gli ha commissionato la riparazione del tetto di casa ma che è morto anzitempo per overdose. Credendo di poter fare un lavoretto facile col quale poter guadagnare un mucchio di soldi, il ragazzo finisce in un gioco terribile per ricchi annoiati. Il 13, il numero che gli viene assegnato durante il gioco, sembra portargli fortuna, ma il destino pareggerà i conti.
Originalissimo e tremendo, sobrio, girato con un raffinatissimo bianco e nero, distribuito in lingua originale con i sottotitoli, caratterizzato da inquadrature inconsuete e richiami all'espressionismo, il film diretto da questo francese di origini georgiane di appena 27 anni e interpretato da suo fratello è un autentico capolavoro: è a suo modo un grande classico, con qualche debito verso Clouzot e Bresson. Babluani firma un polar algido che non concede nulla allo spettatore, gli apparecchia una storia allucinante, realistico e lucido segno dei tempi di collasso morale e primato assoluto del denaro, dicendoci che soltanto il caso può decidere di ridare equilibrio alle cose.
Premio "Luigi De Laurentiis" per la miglior opera prima al Festival del cinema di Venezia e al Sundance.

mercoledì 16 maggio 2007

Notturno bus

anno: 2007       
regia: MARENGO, DAVIDE
genere: commedia
con Giovanna Mezzogiorno, Valerio Mastandrea, Ennio Fantastichini, Roberto Citran, Francesco Pannofino, Anna Romantowska, Ivan Franek, Antonio Catania, Iaia Forte, Marcello Mazzarella, Mario Rivera, Paolo Calabresi, Manuela Morabito, Massimo De Santis, Marek Barbasiewicz, Alice Palazzi, Renato Nicolini    
location: Italia
voto: 6

A Roma, una coppia di malviventi particolarmente inclini alla tortura (Citran e Pannofino) e un ex poliziotto (Fantastichini) al soldo di un potente misterioso si contendono un preziosissimo microchip contente chissà quali informazioni. Nella contesa si inserisce inconsapevolmente Leila (Mezzogiorno), una bella ladra armata di potenti capacità seduttive. Braccata dai tre uomini, Leila coinvolge Franz (Mastandrea), un conducente di autobus con il debole per il tavolo da gioco e con un cospicuo debito da saldare. Sedotto anche lui, Franz finisce in un ginepraio dal quale uscirà miracolosamente dopo una girandola di inseguimenti e fughe rocambolesche.
Al suo primo lungometraggio dopo alcuni corti (notevole il suo Shit! incluso in Corti stellari), Davide Marengo mostra una buona attitudine nel giocare con i generi: noir, poliziesco, commedia rosa e grottesco si mescolano con riferimenti neppure troppo impliciti a quel capolavoro misconosciuto di Piano 17 dei Manetti Bros., al cinema dei fratelli Coen (Fargo, Ladykillers) e a Fuori orario di Scorsese. Sulla trama assai esile  - ricavata dal romanzo omonimo di Giampiero Rigosi - di questo noir alla vaccinara, Marengo innesta con una certa efficacia un nugolo di personaggi ben caratterizzati, a partire da uno straordinario Valerio Mastandrea dalla romanità venata da un riuscitissimo aplomb inglese. Se Citran, per la prima volta nei panni del cattivo, e Fantastichini gli tengono più che degnamente testa, è la Mezzogiorno a non convincere con l'unica espressione del suo repertorio: quella della gatta morta.
Da non perdere i titoli di coda sulle note de La paranza di Daniele Silvestri.    

sabato 9 novembre 2002

Febbre da cavallo – La mandrakata

anno: 2002       
regia: VANZINA, CARLO  
genere: comico  
con Gigi Proietti, Nancy Brilli, Rodolfo Laganà, Andrea Ascolese, Enrico Montesano, Carlo Buccirosso  
location: Italia
voto: 5  

Trent'anni dopo Mandrake (Proietti) ha perso per strada qualche amico ma ha conservata intatta la febbre da cavallo che fa di lui un indomito scommettitore da ippodromo. Coadiuvato da uno studente fuori corso col pallino del computer (Ascolese), da un 35enne sfaccendato che si fa ancora mantenere da papà (Laganà) e da un'attricetta in cerca di fortuna (Brilli), cerca con i suoi sodali di mettere a segno la vincita che li sistemerà per sempre, ingaggiando prima un napoletano che aveva truffato (Buccirosso) e quindi il redivivo Pomata (Montesano).
Al perenne inseguimento del successo al botteghino, Vanzina junior riprende l'anomalo successo del film paterno (che andò benino nelle sale ma divenne un mito con i passaggi televisivi) con tutti gli addentellati del caso: Proietti è pirotecnico ma la sensazione è quella di essere davanti ad uno dei tanti film di Totò. Quando il Principe, spesso mal diretto, usciva dalla scena, il film si afflosciava. Ed è proprio la mancanza di una regia capace di dirigere con mano sicura i comprimari del neo-mattatore e di costruire una cornice equivalente alla vicenda giudiziaria del primo episodio di Febbre da cavallo a rendere palese lo scarto nell'obbligatorio confronto tra i due film. La mandrakata non manca di momenti esilaranti ma il canovaccio è quello degli episodi da barzelletta, incardinati in un tessuto narrativo con molte pieghe e con tanto di marchetta pubblicitaria a Il foglio di Giuliano Ferrara.    

sabato 8 settembre 2001

Inganni pericolosi (Simpatico)

anno: 1999       
regia: WARCHUS, MATTHEW  
genere: noir  
con Nick Nolte, Jeff Bridges, Sharon Stone, Catherine Keener, Albert Finney, Shawn Hatosy, Kimberly Williams, Liam Waite  
location: Usa
voto: 4  

Mentre sta concludendo un grosso affare finanziario con la vendita di uno stallone di razza (il "Simpatico" del titolo originale), Lyle Carter (Bridges) viene raggiunto da una telefonata di Vinnie Webb (Nolte), amico dei tempi in cui, ventenni, i due si riempivano le tasche truccando le corse dei cavalli. Attirato Lyle nella trappola, Vinnie vorrebbe restituire a Simms (Finney), un ex-commissario delle corse, le foto con le quali lo ricattarono mentre l'uomo sodomizzava Rosie (Stone), in seguito diventata la moglie di Lyle. Ma né Simms né Rosie sono interessati a riavere indietro il materiale e l'espiazione dei peccati di gioventù avverrà nei campi d'erba medica del Kentucky.
Tratto dall'omonimo lavoro teatrale di Sam Shepard e sceneggiato dal regista con David Nicholls, Simpatico spreca un cast di rango per un filmetto che si risolve in una bolla di sapone. Le promesse dell'incipit si stemperano in uno scialbo epilogo purificatore. Quanto a terzetti criminali che si arricchiscono con le corse dei cavalli, quello assemblato da Stephen Frears con Annette Bening, Anjelica Huston e John Cusack in Rischiose abitudini diede risultati di gran lunga migliori.    

domenica 10 dicembre 2000

Rischiose abitudini (The grifters)

anno: 1990
regia: FREARS, STEPHEN 
genere: noir 
con John Cusak, Anjelica Huston, Annette Bening, P.Hingle, J.T.Walsh, C.Napier, H.Jones, G.Sartain, Steve Tobolowsky 
location: Usa
voto: 8 

Muovendosi tra corse truccate all'ippodromo, messinscena spettacolari e truffe di bassa lega, Roy (Cusack), sua madre Lilly (Huston) e la sua fidanzata Maira (Bening) sperano nel colpo che li sistemi definitivamente. Ma tra Baltimora, Los Angeles e Phoenix, dove i tre caracollano cercando di realizzare colpi su colpi, gangster e sciacalli vigilano su tutto. E due di loro andranno incontro a tragici destini.
Prodotto da Martin Scorsese e tratto dal romanzo The grifters di Jim Thompson (il grandissimo sceneggiatore di Orizzonti di gloria; qui la sceneggiatura è di Donald E.Westlake, lo sceneggiatore di Senza un attimo di tregua), Rischiose abitudini imbocca la strada del noir con tutto un corredo di suggestioni parallele: il rapporto morboso ai limiti dell'incesto tra madre e figlio, l'odio belluino tra "nuora" e "suocera",  e poi lusso, motel, pellicce, prostituzione e la truffa come ambizione intellettuale. Un modo ipertrofico ma anche originale di raccontare la seduzione del male.    

domenica 5 novembre 2000

Casinò

anno: 1995   
regia: SCORSESE, MARTIN   
genere: gangster   
con Robert De Niro, Sharon Stone, Joe Pesci, James Woods, Don Rockles, Phillip Suriano, Frank Vincent, Pasquale Cajano, Alan King, Kevin Pollak, L.Q. Jones, Dick Smothers, John Bloom, Melissa Prophet, Bill Allison, Vinny Vella, Catherine Scorsese, Erika Von Tagen, Jerry Vale, Jayne Meadows, Oscar Goodman, Frankie Avalon, Steve Allen   
location: Usa
voto: 9   

1983. A Las Vegas l'ebreo Sam "Asso" Rothstein (Robert De Niro) vorrebbe rilevare la gestione di un grosso casinò nella speranza di arricchirsi senza ricorrere esplicitamente alla malavita. Tra soldi trafugati di nascosto, pestaggi, raccomandazioni, l'infatuazione per una puttana isterica dal cuore di pietra che diventa sua moglie (Sharon Stone), Asso ha un bel daffare per tenere in equilibrio i rapporti con la mafia, padrona del casinò. Il suo braccio destro (Joe Pesci) - un omuncolo terribile ed efferato proprio come Stalin - e sua moglie avranno il destino che meritano, mentre lui la scamperà persino ad un tentativo di omicidio col tritolo.
Basato sul libro di Nicholas Pileggi (che lo ha poi sceneggiato con Scorsese), Casino volteggia con la cinepresa dietro le quinte che animano quella macchina da soldi istituzionalizzata che è il casinò, con tutti i furfanti, le puttane e gli amici sedicenti che lo popolano. Abiti elegantissimi, montaggio da grande cinema d'Autore, musica rock incalzante, attori bravissimi con un De Niro stratosferico e turbonarrazione: tutto al servizio di un tema chiuso in una sola frase, che De Niro rivolge alla moglie Sharon Stone: "Posso fidarmi di te? Posso fidarmi di te? Posso fidarmi di te?".

giovedì 10 agosto 2000

Regalo di Natale

anno: 1986   
regia: AVATI, PUPI    
genere: drammatico    
con Carlo Delle Piane, Diego Abatantuono, Alessandro Haber, Gianni Cavina, George Eastman (Luigi Montefiori), Kristina Sevieri, Gianna Piaz, Ferdinando Orlandi, Patrizia Camiscioni, Eleonora Salvadori, Sasha Vulicevic, Roberta Mencarani, Francesco Russo    
location: Italia
voto: 8    

In una lussuosa villa di Bologna si ritrovano, durante la notte di Natale, quattro amici con la passione per le carte, che sembrano intenzionati a spennare un pollo con il vizio del gioco (Carlo delle Piane). La fortuna sembra riappianare l'acredine decennale tra due di loro finché vira dalla loro parte. Ma alla fine il vero pollo sarà un altro (Diego Abatantuono).
Regalo di Natale è il film che ha cambiato il corso della carriera di Abatantuono, efficacissimo nello smettere i panni del "terrunciello" per passare ai toni ombrosi di questa interpretazione. Ritagliato in uno spazio chiuso che restituisce la claustrofobia angosciosa del giocatore d'azzardo, vittima di se stesso, il film di Avati è amaro, senza alcun finale consolatorio, capace di guardare con cinismo all'altra faccia dell'amicizia, quella che prende le sembianze del tradimento. In un film che sul piano della sceneggiatura sfiora la perfezione formale, gli unici nei sono i flashback pleonastici con i quali viene ricostruita la storia dell'amicizia tra Cavina e Abatantuono e una fotografia troppo piatta e televisiva. Leone d'oro al Festival di Venezia a Carlo Delle Piane per la migliore interpretazione.    

domenica 8 marzo 1998

Febbre da cavallo

anno: 1976   
regia: STENO  
genere: comico  
con Gigi Proietti, Enrico Montesano, Catherine Spaak, Mario Carotenuto, Francesco De Rosa, Maria Teresa Albani, Gigi Ballista, Adolfo Celi, Marina Confalone, N.Gentile, Ennio Antonelli, L.Bonanni, A.Caporale, G.Cardinali, G.Castellano, F.Cerulli, N.Montagnani, E.Magoja, R.Ozzano, F.Pellegrino, L.L.Traversi, V.Simeoni, P.Zardini  
location: Italia
voto: 7,5  

Mandrake (Gigi Proietti), "er Pomata" (Enrico Montesano) e un loro terzo sodale (De Rosa) devono dare conto in tribunale di alcuni loro illeciti. Perdendo regolarmente alle corse dei cavalli, i tre hanno fatto ricorso a numerosi raggiri che annoverano, tra le vittime, anche la fidanzata di Mandrake (Catherine Spaak) e un facoltoso macellaio (Antonelli). Verranno assolti a furor di popolo da un giudice (Adolfo Celi) ancora più fissato di loro per le scommesse all'ippodromo.
Da un soggetto esile di Massimo Patrizi (già noto per avere scritto copioni come La bella di Roma), Steno, coadiuvato alla sceneggiatura dal figlio Enrico Vanzina e da Alfredo Giannelli, riesce a ricavare il meglio affidando l'intero carico del film all'istrionismo dei due protagonisti in stato di grazia. Risate a crepapelle, ritmo incalzante.    

venerdì 7 febbraio 1997

Uomini sull'orlo di una crisi di nervi

anno: 1994       
regia: CAPONE, ALESSANDRO  
genere: commedia sexy  
07/02/1997    Claudia Koll, Pino Ammendola, Vincenzo Crocitti, G.Garofalo, Nicola Pistoia          
location: Italia
voto: 3

Quattro amici si riuniscono settimanalmente per giocare a poker. Contagiati da nevrosi matrimoniali più o meno acute, i sodali decidono di passare una serata "diversa" chiamando una squillo (Claudia Koll). Scopriranno che per la donna si tratta di un'insolita divagazione pre-matrimoniale.
Portato con successo in tournée sui palcoscenici italiani, Uomini sull'orlo di una crisi di nervi è stato prontamente - come già per le commedie di Umberto Marino - trasposto in versione cinematografica. Qui l'ennesima variante attorno al panno verde è interamente affidata ai (rari) guizzi comici dei quattro e a qualche numero cabarettistico non disprezzabile. Ma il vero motivo di interesse del film è la presenza della Koll: tra le tante sexy-star cerebrolese che popolano gli schermi nostrani, la conturbante Claudia è tra le poche a mostrare di avere talento in proporzione alle curve.