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mercoledì 26 settembre 2018

La banda Grossi

anno: 2018       
regia: RIPALTI, CLAUDIO    
genere: drammatico    
con Camillo Marcello Ciorciaro, Roberto Marinelli, Rosario Di Giovanna, Leonardo Ventura, Paolo Santinelli, Aldo Ferrara, Edoardo Raggetta, Mateo Çili, Cristian Marleta, Manuel D'Amario    
location: Italia
voto: 6,5    

È una storia vera eppure rimossa dai libri di storia quella della banda Grossi, guidata da Terenzio Grossi (Ciorciaro), che nel 1860, alla vigilia dell'unità d'Italia, imperversò nelle Marche e nel centro Italia, raccogliendo consensi e sostegno da una popolazione messa alla fame dalle continue vessazioni del governo sabaudo, che peraltro voleva introdurre il servizio di leva obbligatorio. Il racconto parte dalla testimonianza rilasciata in carcere dal numero due della banda, Olinto Venturi, detto Zinzin, a un membro della commissione d'inchiesta che deve fare luce sull'operato di un carabiniere mandato dal Prefetto a catturare Grossi sulle alture dell'Appennino. Il racconto di Olinto mette in luce l'anima rivoluzionaria di questi briganti renitenti alla leva, atei, eppure sostenuti almeno in parte dal papato, avversi ai piemontesi e costretti a vivere di espedienti pur di sopravvivere. Ma tra morti, catture e dissidi interni alla stessa banda - alla quale aderì il temibilissimo Sante Frontini, vero ago della bilancia dell'intera vicenda - la vicenda arrivò a un terribile epilogo.
Ci sarebbe da fare un monumento all'esordiente Claudio Ripalti, che con un crowdfounding di appena 50.000 euro è riuscito a realizzare un film dignitosissimo con un cast di attori perfettamente sconosciuti eppure assolutamente in parte, giostrando al meglio l'uso delle location (gran parte del film è girato in esterni, su sfondi naturalistici). Ripalti aggiorna così in una chiave quasi western la lezione del Salvatore Giuliano di Rosi a proposito di film sul brigantaggio, collocandola su uno sfondo storico ricco di contraddizioni e consegnandoci personaggi a tutto tondo, a partire Terenzio Grossi, capobanda carismatico e idealista. Come idealista e speculare alla sua figura è quella del carabiniere che gli dà la caccia. Alla complessità dei personaggi e alla ricchezza di sfumature del racconto si aggiungono anche elementi che permettono di leggere in filigrana i vizi della politica nostrana, la corruzione perpetua, l'intoccabilità dei vertici. Qualche inevitabile ingenuità - in primis l'uso della lingua italiana in luogo del vernacolo, ma anche la cura eccessiva delle dentature - e alcune lungaggini nel racconto non tolgono comunque valore a un film esemplare nella sua traiettoria produttiva.    

mercoledì 3 settembre 2014

Banditi a Orgosolo

anno: 1961   
regia: DE SETA, VITTORIO  
genere: drammatico  
con Michele Cossu, Peppeddu Cossu, Vittorina Pisano  
location: Italia
voto: 6,5  

Cronaca di una fuga. Il pastore Michele (Cossu) viene ingiustamente accusato dell'omicidio di un carabiniere durante un conflitto a fuoco con alcuni banditi del Supramonte. La sua unica colpa è che il fattaccio è accaduto nella sua capanna. Con le pecore e il fratellino al seguito, decide allora di scappare per i monti della Sardegna.
Il documentarismo programmatico di Vittorio De Seta è esplicito fin dalle prime battute del film, quando annuncia che "Questa storia accade oggi, in Sardegna, nel paese di Orgosolo. Questi sono pastori di Orgosolo.  […] L'anima di questi uomini è rimasta primitiva, quello che è giusto per la loro legge non lo è per quella del mondo moderno. Per loro contano solo i vincoli della famiglia, della comunità, tutto il resto è incomprensibile, ostile. Anche lo Stato, che è presente con i carabinieri, le carceri. Della civiltà moderna conoscono soprattutto il fucile". Sono gli stessi pastori, attori non professionisti, a interpretare il film che fu premiato a Venezia come migliore opera prima. Il familismo, il disconoscimento delle istituzioni e il rifiuto della legge sono portati alle loro estreme conseguenze tanto nell'ingiusto castigo, quanto nel delitto.    

domenica 15 gennaio 2012

Sonetàula

anno: 2007   
regia: MEREU, SALVATORE  
genere: drammatico  
con Francesco Falchetto, Manuela Martelli, Antonio Crisponi, Serafino Spiggia, Giuseppe 'Peppeddu' Cuccu, Lazar Ristovski, Giselda Volodi  
location: Italia
voto: 5

Non si può certo imputare a Salvatore Mereu di essere un regista che cerca il successo facile facile al botteghino. Il suo secondo lunghissimometraggio (oltre due ore e mezza), interamente parlato in un sardo strettissimo, segue la traiettoria biografica di Zuanne (Falchetto), detto Sonetaula. La storia ha inizio quando il ragazzo, appena dodicenne, vede andare al confino suo padre, nel 1938, accusato ingiustamente di un omicidio non commesso, e prosegue col rifiuto di diventare servo pastore, con la diserzione e con gli anni del brigantaggio, proseguiti anche a guerra finita, quando ormai anche l'entroterra nuorese cominciava a modernizzarsi.
Nell'opera tratta dal romanzo di Giuseppe Fiori, con chiari riferimenti stilistici tanto a De Seta quanto a Olmi, al verismo del vernacolo si aggiunge l'iperrealismo degli ambienti e la credibilità dei diversi personaggi, che con opportune didascalie scandiscono anche momenti diversi del film. Il difetto principale però sta nell'aver girato moltissime scene quasi in tempo reale, tra interminabili silenzi degni del cinema iraniano, molte ripetizioni e inquadrature fisse di infinita durata. Un taglio secco di un'ora avrebbe certamente giovato a quest'opera assolutamente coraggiosa e controcorrente.    

giovedì 29 dicembre 2011

Breaking news

anno: 2005   
regia: TO, JOHNNIE  
genere: poliziesco  
con Richie Jun, Kelly Chen, Nick Cheung, Lam Suet, Cheung Siu-Fai  
location: Hong Kong
voto: 4

A seguito di una rapina gli uomini di una banda si rifugiano all'interno di un palazzone, proprio dove altri rapinatori hanno già trovato riparo. Sollecitata da una consulente d'immagine, la polizia, per sedare le voci di inefficienza e insicurezza che vengono dall'opinione pubblica di Hong Kong, opta per un'operazione spettacolare che coinvolge direttamente i media. Ma l'irruzione si rivela un disastro.
Questi asiatici sono talmente schiavi dell'apollineo che si preoccupano soltanto della messa in scena, sia cha girino un poliziesco, sia che vadano a rovistare nella filosofia zen. Sicché è impossibile non riconoscere anche a Johnny To, regista del film, di saperci fare con la macchina da presa, a cominciare dallo spettacolare piano sequenza iniziale. Ma si tratta pur sempre di un cinema estetizzante che si risolve soltanto a suon di split screen, ralenty, effettacci speciali ed esplosioni a gogo, tutto infilato in una serie di sparatorie infinite che non variano mai il ritmo, non creano suspense e appiattiscono l'opera al livello di un qualunque b-movie.    

venerdì 16 dicembre 2011

Là dove scende il fiume (Bend of the river)

anno: 1952   
regia: MANN, ANTHONY 
genere: western 
con James Stewart, Arthur Kennedy, Julie Adams, Rock Hudson, Lori Nelson, Jay C. Flippen, Chubby Johnson, Henry Morgan, Royal Dano, Frances Bavier, Frank Ferguson, Jack Lambert, Stepin' Fetchit, Cliff Lyons, Frank Chase, Petrie Howard 
location: Usa
voto: 3,5

Nel 1880 una carovana muove da per andare verso l'Oregon, guidata da un bandito che si è redento (Stewart). Interessi economici, tradimenti e carenza di viveri renderà molto difficile la traversata di questi bravi pionieri.
Road movie a briglia di cavallo con punte di comicità parodistica, ingenuità a gogo, scene d'azione dilettantesche e intermezzi gratuiti con gli indiani all'attacco. Dicono che Anthony Mann sia uno specialista del genere e in effetti con Lo sperone nudo ha centrato l'obiettivo. Ma qui bisogna essere più stolidi di un Candide per mandare giù questa storiellina.    

domenica 11 settembre 2011

Banditi a Milano

anno: 1968   
regia: LIZZANI, CARLO 
genere: gangster 
con Gian Maria Volonté, Don Backy, Ray Lovelock, Enzo Sancrotti, Piero Mazzarella, Laura Solari, Tomas Milian, Carla Gravina, Agostina Belli, Peter Martell, Margaret Lee, Luigi Rossetti, Totò Ruta, Evi Rossi Scotti, Enzo Fisichella, Gianni Bortolotto, Pupo De Luca, Ida Meda, Maria Rosa Sclauzero, Umberto Di Grazia, Turi Ferro, Giovanni Ivan Scratuglia, Enzo Consoli, Gianni Pulone 
location: Italia
voto: 7

Milano, settembre 1967: 4 rapinatori guidati da Piero Cavallero (Volontè) seminano il panico per la città dopo avere compiuto una serie di rapine. La polizia li insegue e loro si mettono a sparare all'impazzata, colpendo più di un passante. Consuntivo pessimo: 4 morti e decine di feriti. Appena 7 mesi dopo Carlo Lizzani gira un instant-movie su quei fatti che scossero profondamente la città, raccontandoli in un film adrenalinico a metà tra fiction e inchiesta sociologica. Ne esce un ritratto ben dettagliato e grintoso sulla violenza belluina di quegli anni, con più di qualche concessione al poliziottesco di serie B e con un Volontè che gigioneggia esageratamente.    

mercoledì 3 novembre 2010

L'assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford (The assassination of Jesse James by the coward Robert Ford)

anno: 2007   
regia: DOMINIK, ANDREW
genere: western
con Brad Pitt, Casey Affleck, Sam Shepard, Mary-Louise Parker, Paul Schneider, Jeremy Renner, Garret Dillahunt, Zooey Deschanel, Michael Parks, Ted Levine, Sam Rockwell, Pat Healy, Brooklynn Proulx, Meredith Henderson, Kailin See
location: Usa   
voto: 4

Negli anni intorno al 1880 Jessie James (Pitt), famigerato bandito del West, imperversa per gli Stati Uniti compiendo furti e rapine con la sua banda. Sulla sua testa grava una maxi taglia che verrà riscossa dal giovane Bob Ford (un Casey Affleck che, con la sua perfetta faccia da idiota, sta benissimo nella parte), accolito ventenne che per lui nutre una venerazione fin dall'infanzia, e che alla prima occasione gli spara alla nuca, passando i successivi dieci anni a fare i conti con le accuse di codardia.
Andrew Dominik firma un western atipico, straniato, rarefatto, nel quale il rumore delle colt lascia moltissimo spazio ai silenzi di dialoghi interminabili e lentissimi. Ne esce un dramma psicologico al centro del quale si trovano un killer carismatico e un gregario abietto, che sembrano giocare una partita a scacchi a furia di battute affilate e sguardi sospettosi. Siamo all'intellettualizzazione estrema del cinema western, sostenuta da una dilatazione estenuante del tempo filmico, ma anche da una splendida fotografia e dalla musiche altrettanto belle di Nick Cave (che nel finale compare anche in un breve cameo) e Warren Ellis. Lontanissimo dalla lezione di Ford, Hathway, Hawks e Peckinpah, Dominik sembra piuttosto essersi ispirato a Kiarostami, producendo un'opera estetizzante dal ritmo insostenibilmente monocorde.    

giovedì 28 ottobre 2010

Milano calibro 9

anno: 1972   
regia: DI LEO, FERNANDO 
genere: poliziesco 
con Gastone Moschin, Barbara Bouchet, Philippe Leroy, Mario Adorf, Frank Wolff, Luigi Pistilli, Ivo Garrani, Lionel Stander, Mario Novelli, Ernesto Colli, Giulio Baraghini, Marina Brengola, Omero Capanna, Fortunato Cecilia, Gianni Milito, Imelde Marani, Giuseppe Leone, Luigi Antonio Guerra, Alberto Fogliani, Ettore Geri, Tony Tron, Diomira Vidotto, Antonio Melli, Edda Tiberio, Salvatore Arié, Mauro Vestri, Bruno Tocci, Alessandro Tedeschi, Giorgio Trestini, Sergio Serafini, Gastone Pescucci, Cesare De Vito, Fernando Cerulli, Giuseppe Castellano, Empedocle Buzzanca, Franco Beltrame, Rossella Bergamonti 
location: Italia   
voto: 4

La rivalutazione di Totò, come dicono i giuristi, ha creato un pericoloso precedente. Da quando al principe De Curtis sono stati riconosciuti gli impareggiabili meriti, spesso destinati a foraggiare a suon di improvvisazioni i film di registi meno che mediocri, sono stati sdoganati attori, registi e generi quantomeno discutibili. Tra questi, non fa eccezione il poliziottesco degli anni '70, sottogenere cinematografico che in Italia non ha avuto mai concorrenti di rango, se non per qualche rara incursione nel genere di registi blasonati come Comencini, Steno o Damiani. Insomma, il poliziottesco all'italiana, che tanto ha ispirato Quentin Tarantino e che è diventato oggetto di attente riletture nella trasmissione televisiva Stracult, è esistito soltanto nella versione cadetta, senza mai disputare un campionato di serie A. A contendersi le posizioni apicali di questo particolarissimo torneo c'erano nomi come Umberto Lenzi, Lucio Fulci e Sergio Martino. Ma il "maestro" riconosciuto del genere era Fernando Di Leo, autore di questo Milano calibro 9 tratto dall'omonimo romanzo di Giorgio Scerbanenco. La vicenda è quella di Ugo (Moschin) che dopo tre anni di galera si ritrova ad avere a che fare con gli stessi gangster per i quali ha lavorato per anni, guidati da "l'americano" (Stander). Quest'ultimo è convinto che Ugo gli abbia sottratto 300mila dollari e fa di tutto per recuperarli, fino all'eccidio in sottofinale.
Guardando il film ci si domanda perché film come questo debbano, appunto, essere rivalutati. Il cast non è certo da buttar via ma l'abbecedario del cinema stenta a trovare una dimensione accettabile: le scene d'azione sono a dir poco goffe, gli inserti erotico-sentimentali entrano nel racconto con criteri imperscrutabili, le virate sul registro grottesco sono stridenti e la suspense è davvero carente. Non tutto però è da buttare, a cominciare dalla convincente interpretazione di Gastone Moschin e proseguire con un'inedita riflessione in chiave antropologica sulla devianza, con un poliziotto ruvido e passatista (Wolff) e uno giovane e progressista (Pistilli) e discettare animatamente sulle origini sociali del crimine.    

lunedì 18 ottobre 2010

The town

anno 2010  
regia: AFFLECK, BEN 
genere: poliziesco 
con Ben Affleck, Rebecca Hall, Jon Hamm, Jeremy Renner, Blake Lively, Slaine, Owen Burke, Titus Welliver, Pete Postlethwaite, Chris Cooper, Dennis McLaughlin, Corena Chase, Brian Scannell, Kerri Dunbar, Tony V., Isaac Bordoy, Michael Yebba, Daniel Woods, Jimmy Joe Maher, Mark Berglund, Ralph Boutwell, Michael Romig, Michael Malvesti, Jack Neary, Ed O'Keefe, Joe Lawler, Ben Hanson, Brian White, Richard Caines, Frank Garvin, Danny Ring, Gary Galone, David Catanzaro, Jeremiah Kissel, Malik McMullen, Charles C. Winchester III, Adam J. Husband, Danny DeMiller, Sarah Rawlinson, Sean Locke, Peter Looney, Lennin Pena, James McKittrick, Ted Arcidi, Bryan Connolly, Quan Liang Chen, Alex Winston, Michael F. Murphy, Michele Cressinger, Kimberly Mahoney, Bobby Curcuro, Ginaya Green, Nicole Page, Georgia Lyman, Robert Boyden, Jamie Ghazarian 
location: Usa  
voto: 5
The town è Boston, la città americana che vanta il poco edificante record di rapine in banca. Quattro banditi mascherati ne svaligiano una delle tante con piglio da autentici professionisti, ma qualcosa va storto e per sicurezza i quattro si portano via in ostaggio la direttrice (Hall). Una volta liberata la donna, uno del quartetto, Doug (Affleck), si prende l'incarico di minacciarla. Finisce invece che se ne innamora, mettendo a repentaglio la sua stessa vita e quella dei suoi sodali.
Salutato da una parte della critica come un eccellente film "di rapina", il film basato sull'omonimo romanzo di Chuck Nogan per metà lo fanno gli stuntmen e per metà una pasticciata storiellina sentimentale del tutto inverosimile e tirata per le lunghe (quasi due ore e mezzo: munitevi di un termos di caffè). A Ben Affleck - uno degli attori peggiori sfornati da Hollywood nell'ultimo decennio, qui alla sua seconda regia dopo l'applaudito Gone baby gone - non difetta certo il senso dell'azione e chi ama inseguimenti, sparatorie ed esplosioni avrà pane per i suoi denti. Ma i grandi film di rapina (La furia umana, Rapina a mano armata, Chi ucciderà Charley Varrick?, The insider) sono un'altra cosa… 

sabato 21 novembre 2009

Quel treno per Yuma (3:10 to Yuma)

anno: 2007   
regia: MANGOLD, JAMES  
genere: western  
con Russell Crowe, Christian Bale, Logan Lerman, Ben Foster, Peter Fonda, Vinessa Shaw, Alan Tudyk, Gretchen Mol, Kevin Durand, Dallas Roberts, Luce Rains, Lennie Loftin, Rio Alexander, Johnny Whitworth, Shawn Howell, Luke Wilson, Girard Swan, Christopher Berry, Arron Shiver, Brian Duffy, Pat Ricotti, Chad Brummett, Chris Browning, Sean Hennigan, Benjamin Petry, Jason Rodriguez, Forrest Fyre, Ramon Frank  
location: Usa
voto: 7  

Nell'Arizona di fine '800 il notissimo fuorilegge Ben Wade (interpretato con atteggiamento sornione da Crowe) viene finalmente arrestato. L'uomo deve essere messo sul treno che lo porterà nel carcere di Yuma ma il percorso per arrivarci è lungo e pieno di insidie. A seguire la sparuta compagnia che deve scortare Wade a Yuma si offre Dan Evans (Bale), contadino  molto svelto con grilletto. Il viaggio presentera un mucchio di sorprese. Remake del film Quel treno per Yuma diretto nel 1957 da Delmer Daves, il film di James Mangold racconta in una chiave assai classica il tema del rispetto, mettendo a confronto due personaggi dalle caratteristiche antitetiche. Il soggetto - all'interno del quale il confine tra bene e male è assai incerto - è ben raccontato, gli attori sono tutti in parte e il mix di suspense e azione è garantito dal solido mestiere di un regista piuttosto sottovalutato.    

martedì 11 aprile 2006

Inside man

anno: 2006   
regia: LEE, SPIKE 
genere: poliziesco 
con Denzel Washington, Clive Owen, Jodie Foster, Christopher Plummer, Willem Dafoe, Chiwetel Ejiofor, Ashlie Atkinson, Waris Ahluwalia, Cherise Boothe, Michael Devine, Kim Director, Peter Frechette, Cassandra Freeman, Peter Gerety, Frank Harts, Thierry Henry, Frank Hopf, Sean Kane, Robert c. Kirk, Marcia jean Kurtz, Darryl Mitchell, Jason manuel Olazabal, Lionel Pina, James Ransone, Frank Stellato, Curtis mark Williams 
location: Usa
voto: 8

A New York va in scena la rapina perfetta: in una banca di Wall Street tre uomini e una donna mettono fuori gioco l'allarme, obbligano gli ostaggi a indossare tute identiche alle loro, trattano con un mediatore (Washington) sul quale pende un'accusa di appropriamento indebito di denaro e che con l'occasione si sta giocando l'ultima carta. Non parte un solo colpo di mitra, non viene rubato un solo dollaro ed è impossibile, terminata l'azione d'assalto con le teste di cuoio, distinguere gli ostaggi dai rapinatori. Ma c'è un uomo (Owen) che è rimasto chiuso per una settimana nel magazzino del caveau della banca, dal quale porterà via un documento che rivela imbarazzanti retroscena sulle modalità di fondazione della banca stessa.
Spike Lee mette insieme una sceneggiatura impeccabile, ritmo, divertimento e ironia sulla paranoia dell'America dopo l'11 settembre. Interpreti eccellenti, regia sopraffina: davvero un gran bel film.    

mercoledì 12 ottobre 2005

Snatch – Lo strappo

anno: 2001       
regia: RITCHIE, GUY 
genere: thriller 
con Benicio Del toro, Dennis Farina, Vinnie Jones, Brad Pitt, Rade Serbedzija, Lennie James, Robbie Gee, Jason Statham, Mike Reid, Alan Ford, Ewen Bremner, Jason Flemyng, Ade , Stephen Graham 
location: Usa       
voto: 5

Un diamante di grandi dimensioni, alcuni incontri di boxe clandestini, rappresentanti di ogni possibile gruppo etnico e un nugolo di banditi balordi sono gli ingredienti di questo film programmaticamente fuori dagli schemi scritto e diretto da Guy Ritchie. I personaggi - tutti appena accennati - ruotano intorno al furto di questo grosso diamante: chi lo cerca per riaverlo indietro, chi lo vuole per riparare a ingenuità commesse in passato ai danni della malavita, chi per arrotondare ulteriormente il gruzzolo, chi se lo ritrova per caso tra le mani. L'uso del grandangolo, le soggettive, la mimica parossistica dei personaggi, l'uso della voce fuori campo - tipica di chi è incapace a raccontare - rimarcano il tentativo di dare luce a un film pulp dalle forti tinte grottesche, più tarantiniano di Quentin Tarantino.    

martedì 25 gennaio 2005

36 Quai des Orfevres

anno: 2005       
regia: MARCHAL, OLIVIER
genere: poliziesco
con Daniel Auteuil, Gerard Depardieu, Andre' Dussollier, Roschdy Zem, Valeria Golino, Daniel Duval, Francis Renaud, Catherine Marchal, Guy Lecluyse, Alain Figlarz, Vincent Moscato, Anne Consigny, Stephane Metzger, Solene Biasch, Aurore Auteuil, Ludovic Berthillot, Serge Beuchat, Jean-louis Bihoreau, Christine Chansou, Philippe Chaubet, Stephanie Coubard, Anna D'annunzio, Eric Defosse, Mylene Demongeot, Ivan Franek, Christian Geffroy, Thierry Guerrib, Cyrille Hertel, Lena Jam-panoi, Frederic Maramber, Olivier Marchal, Patrick Medioni, Laurent Olmedo, Stephane Orsolani, Jo Prestia, Christophe Rouzaud, Denis Sylvain 
location: Francia           
voto: 6,5


La lotta a una banda che da alcuni mesi mette a segno rocambolesche rapine lasciando una scia di sangue sul proprio cammino rappresenta per Lèo Vrinks (Auteuil), capo della squadra anticrimine, e Denis Klein (Depardieu), capo della squadra investigativa e pronto intervento, l'occasione per assicurarsi una poltrona al 36, Quai des Orfèvres, la sede del comando di Polizia a Parigi. Vrinks usa le maniere forti ma è leale e non ambisce al potere, mentre Klein è un poliziotto semialcolizzato, ambizioso ben oltre le proprie capacità e perfettamente impermeabile alle regole, comprese quelle dell'amicizia. Sicché gabba il collega, lo fa finire nelle patrie galere per sette anni e, come se non bastasse, gli uccide anche la moglie. Ma il destino prima o poi viene a riscuotere il suo credito e non è detto che abbia la faccia di Lèo Vrinks…
Primo lungometraggio di un ex-poliziotto che conosce bene le dinamiche del mestiere e che con altrettanto mestiere dirige un polar dai toni crepuscolari, nel quale Bene e Male si confondono in un'orgia di violenza iperrealista che pur non aggiungendo granché al genere poliziesco, ha comunque una sua forza seduttiva. Strepitosi i due protagonisti, ma anche i gregari non sono da meno. Co-protagoniste le sigarette: non c'è quasi sequenza senza che ce ne sia almeno una accesa.    

giovedì 25 giugno 1998

Per qualche dollaro in più

anno: 1965
regia: LEONE, SERGIO
genere: western
CON Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Gian Maria Volonté, Mara Krupp, Luigi Pistilli, Klaus Kinski, Benito Stefanelli, Roberto Camardiel, Aldo Sambrell, Dante Maggio, Diana Rabito, Rosemarie Dexter, Peter Lee Lawrence, Diana Faenza, Mario Brega, Joseph Egger, Panos Papadopulos, Luis Rodriguez, Mario Meniconi, Tomas Blanco, Lorenzo Robledo, Sergio Mendizabal, Giovanni Tarallo
LOCATION: Usa
voto: 10

Mossi da intenti diversi, due bounty killer (Clint Eastwood e Lee Van Cleef) si accordano per prendere un pericoloso bandito (Gian Maria Volonté) e la sua banda presso El Paso, nel Nuovo Messico. Dopo avere fallito più di un piano, riusciranno nell'intento.
Capolavoro dello spaghetti-western, Per qualche dollaro in più ricalca le geometrie del precedente film di Leone, puntando sulla triangolazione dei protagonisti e riassemblando un cast pressoché identico. Più che un film Per qualche dollaro in più è un saggio di regia dove la musica di Morricone, i dialoghi di Luciano Vincenzoni, l'escursione focale delle riprese - dai campi lunghissimi ai primissimi piani - e la scelta del cast esaltano le potenzialità di un'opera che sul piano del budget non avrebbe potuto competere con i kolossal americani. Indimenticabili le scene dove Van Cleef e Eastwood duellano a suon di revolverate contro i rispettivi cappelli e quella finale in cui lo stesso Eastwood fa il conto dei cadaveri sui quali riscuotere la taglia. Il soggetto è di Leone e Fulvio Morsella; la sceneggiatura di Vincenzoni e Leone. Aiuto regista è Tonino Valerii (noto per film come I giorni dell'ira, Il mio nome è nessuno e Una vacanza all'inferno) mentre l'assistente alla regia è Fernando di Leo (tra i suoi film Milano calibro 9 e Avere vent'anni).


martedì 22 ottobre 1996

Assassini nati (Natural born killers)

anno: 1994       
regia: STONE, OLIVER 
genere: poliziesco 
con Woody Harrelson, Juliette Lewis, Tommy Lee Jones, Robert Downey Jr., Ashley Judd         
location: Usa
voto: 1

Storia di amori maledetti e naturali vocazioni alla strage, il film racconta le peripezie di una coppia di assassini psicopatici, Mickey & Mallory (Woody Harrelson e Juliette Lewis), uniti fino in fondo nella corsa verso l'autodistruzione. Il tutto sorvegliato e ingigantito da due fattori decisivi. Il primo è la morbosa curiosità dei mass-media, colpevoli di collaborazionismo. Il secondo è la presenza delle forze dell'ordine, nella fattispecie del poliziotto ingordo di TV (Tommy Lee Jones).
La discussa opera di Stone è marcatamente contraddittoria nel rapporto tra contenuto e forma: tanto efficace nel mostrare il talento visivo di cui è capace - con un montaggio da videoclip, scene al ralenty, inquadrature sghembe, passaggio repentino dal bianco e nero al colore - il regista pecca sul piano del contenuto. L'apologo che vorrebbe costruire sulla società orwelliana fagocitata dai media si stempera in un crescendo parossistico e gratuito di violenza ed il messaggio, che vorrebbe contenere un invito alla non violenza, finisce con l'ottenere l'effetto contrario. Premio speciale della giuria alla LI mostra di Venezia.