Visualizzazione post con etichetta segretarie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta segretarie. Mostra tutti i post

giovedì 6 agosto 2015

Sils Maria (Clouds of Sils Maria)

anno: 2014       
regia: ASSAYAS, OLIVIER
genere: drammatico
con Juliette Binoche, Kristen Stewart, Chloë Grace Moretz, Lars Eidinger, Johnny Flynn, Angela Winkler, Hanns Zischler, Nora von Waldstätten, Brady Corbet, Aljoscha Stadelmann, Claire Tran, Peter Farkas, Stuart Manashil, Ben Posener, Ricardia Bramley, Luise Berndt, Gilles Tschudi, Benoit Peverelli, Caroline De Maigret, Arnold Gramara, Sean McDonagh    
location: Francia, Svizzera
voto: 3

Lei, lei e l'altra. Inusuale triangolo professionale con cascami di potere e invidie mascherate in quest'opera di uno dei registi più discontinui del cinema transalpino: Olivier Assayas, già autore di un'opera pregevolissima come Il bambino d'inverno. Marie (Binoche) è un'attrice di grande fama, chiamata a interpretare, a vent'anni di distanza, il ruolo dell'antagonista del personaggio che la lanciò nel cinema. Valentine (interpretata da Kristen Stewart, diventata diva grazie a Twilight) è la sua inseparabile assistente che non disdegna di assurgere a ruoli di comando e trama occultamente un abbandono inaspettato. L'altra (Moretz) è un'attricetta con il gusto per lo scandalo e lo sballo compulsivo che interpreterà il ruolo che fu di Marie, da lei rubricata frettolosamente a vecchiume in ogni senso.
Cinema verbosissimo, cerebrale e gelido fino all'esasperazione, con un plot tutto costruito per sottrazione ed ellissi, bruschi viraggi narrativi, improvvise tentazioni visive (magnifiche le riprese del fenomeno atmosferico del cosiddetto serpente del Maloja, tra le vette dell'Engadina), ma avvitato su sé stesso, inutilmente memore della lezione di Eva contro Eva, Persona e Viale del tramonto.    

martedì 11 marzo 2014

La segretaria quasi privata (The desk set)

anno: 1957       
regia: LANG, WALTER 
genere: commedia 
con Spencer Tracy, Katharine Hepburn, Gig Young, Joan Blondell, Dina Merrill, Sue Randall, Neva Patterson, Harry Ellerbe, Nicholas Joy, Diane Jergens, Merry Anders, Ida Moore, Rachel Stephens 
location: Usa
voto: 4

In un ufficio informazioni sta per arrivare un cervellone elettronico. Le impiegate che vi lavorano vedono il posto di lavoro a rischio. Tra queste, ce n'è una dalla memoria prodigiosa (Hepburn), che a colpi di intelletto riuscirà a mandare in crisi l'uomo che più credeva nella macchina (Tracy).
Come già in Divertiamoci stanotte, Walter Lang si segnala come autore di commedie ultraleggere a sfondo sentimentale. Vedere duettare Spencer Tracy e Katherine Hepburn è sempre un piacere, ma il contesto è quanto mai povero, le situazioni ripetitive e il ritmo monocorde.    

sabato 1 giugno 2013

Tutti pazzi per Rose (Populaire)

anno: 2012       
regia: ROINSARD, REGIS  
genere: commedia  
con Romain Duris, Déborah François, Bérénice Bejo, Shaun Benson, Mélanie Bernier, Nicolas Bedos, Miou-Miou, Eddy Mitchell, Frédéric Pierrot, Féodor Atkine, Marius Colucci, Emeline Bayart, Dominique Reymond, Yannik Landrein, Nastassja Girard, Caroline Tillette, Jeanne Cohendy, Joan Mompart, Serpentine Teyssier, Sara Haskell, Béatrice Guéritaud, Romain Compingt, Pauline Morro, Hugo De Sousa, France Darry, Louis Merino, Bernard Fructus, Jean-Pierre Pivolot, Martin Loizillon, Marion Kneusé, Hortense Belhôte, Jeanne Lepers, Lena Friedrich, Pierre Tessier, Olivier Descargues, David Gabison, Pierre Grammont, Ken Samuels, Jean-Claude Donda, Ludovic Pinette, Camille Garcia, Fanny Sidney, Philippe Beau, Daniel Presley, Rupert Wynne-James, Ian McCamy, Pierre Yves Le Louarn, Léa Delorme, Caroline Attal, Benjamin Bernard, Nathalie Ortega, Marie Mingalon, Louise Gautelier, Anabela Dos Santos-Vincente, Virginie Amar, Sylvie Auger, Charlène Bawin, Corinne Bongrand, Angélique Boulay, Gladys Brocard, Yaëlle Carré-Lescarboura, Déborah Cavennes, Sarah Chiboub, Barbora Cokavcova, Laurence Defawer, Marie Dorazilova, Catherine Fett, Sylvie Julienne, Yolande Laffont, Christine Limayrac, Kristyna Marakova, Maddy Martinelli, Ety Marsan, Barbora Ondruchova, Jacqueline Peaudeau, Catherine Portzert, Lucie Renard, Isabelle Delia Riffaud, Aurélie Roobroeck, Sarah Scapolla, Brigitte Soquet, Lucie Tajzlerova, Sandra Theunissen, Petra Vintrlikova, Veronika Zetochova, Klara Zubajova, Michelle Chefneux, Marianne Beaumont, Nathalie Van Tongolen, Amandine Rath, Marine Beuret, Dorothée Loison, Catherine Le Masson, Karin Cieslarova, Karolina Foukalova, Simona Frankova, Renata Honcova, Petra Kinclova, Katerina Kunzeova, Erika Kvetonova, Marie-Pierre Majoufre, Veronika Mikulenkova, Lucie Napravnikova, Lucie Pavelkova, Jana Popelkova, Lisa Stirzel, Pavlina Seligova, Simona Sustkova, Aneta Urbanova, Veronika Vojkuvkova, Lucie Vomocilova, Elodie Smoos, Joséphine Hong Vincart, Romina Piccoli, Barbora Stejskalova, Barbora Sodomkova, Sabrina Goncalves Vieira, Olivia Martini, Tubga Gullukaya, Kelly Stratis, Irina Aleksandrova, Nathalie Stienen, Alexis Boucot, Thomas Chignier, Noël Clément, Siegfried Courteau, Alexis Heintz, Patrick Dray, Frédéric Féraud, Julien Francomano, Patrice Kornheiser  
location: Francia, Usa
voto: 5

Siamo nel 1959 e per Rose (interpretata da una Déborah François che scimmiotta alla meno peggio Doris Day) la realizzazione professionale significa trovare un posto come segretaria. L'occasione arriva grazie allo studio di assicurazioni diretto da Louis Échard (Duris), che ha un pallino: farla partecipare al campionato regionale di dattilografia. Lo spazio di affermazione della ragazza - dal campionato di Normandia a quello nazionale, prima di presentarsi ai mondiali in America - aumenta in modo inversamente proporzionale alla distanza tra lei e il suo capo, col quale, come da programma, finisce a letto. Complicazioni inevitabili.
L'idea migliore del film d'esordio di Régis Roinsard è quella di trasferire il culto della velocità, topos del XX secolo, non sulle auto o le moto, ma su un aspetto secondario come quello del battere a macchina, declinandolo per di più al femminile. E se la messa in scena vintage e tutta colori pastello riprende con assoluta destrezza gli stilemi delle commedie rosa anni '50 - '60 (imperdibili i titoli di testa) e le invenzioni visive non mancano e chiamano l'applauso, l'intera vicenda è un po' troppo stiracchiata e tirata per le lunghe (quasi due ore di film con una scena di sesso totalmente fuori registro) e incapace di sciogliere i due nodi cruciali relativi all'allontanamento tra padre e figlia e alle ragioni che spingono Régis con tanta solerzia e determinazione a dotarsi di una segretaria da primato.