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sabato 3 febbraio 2018

Nebbia in agosto (Nebel im August)

anno: 2016       
regia: WESSEL, KAI
genere: drammatico
con Ivo Pietzcker, Sebastian Koch, Fritzi Haberlandt, Henriette Confurius, David Bennent, Karl Markovics, Thomas Schubert, Branko Samarovski, Jule Hermann, Niklas Post    
location: Germania
voto: 6

La II guerra mondiale è ancora in corso e in un sanatorio tedesco Lossa (Pietzcker), un tredicenne yenish sano, svelto e intelligente, viene internato insieme a tanti altri ragazzi con problemi di salute e mentali. Inconsapevoli, questi ragazzi seguono il programma di eugenetica del dott. Veithausen (Koch), l'espressione incarnata della banalità del male. Come fosse ancora ai tempi della rupe Tarpea, l'uomo, in nome della difesa della purezza della razza ariana, dapprima causa il decesso dei ragazzi tramite barbiturici, quindi passa a una dieta rigorosamente ipocalorica. Ma Lossa ha capito il lugubre gioco del medico e cerca di sottrarsene, portando con sé un'amichetta.
Girato con uno stile classicissimo e a dir poco convenzionale, senza alcuna trovata visiva o di regia, Nebbia in agosto va a nutrire il breve elenco (I fiumi di porpora, Un'altra giovinezza, The german doctor) di quei film che hanno toccato il terribile capitolo dell'eugenetica nazista. Toccante senza essere stucchevole, il film - tratto da una storia vera che coinvolse un piccolo ragazzo nomade - indugia tuttavia su una serie di dettagli trascurabili, che ne portano la durata a oltre due ore.    

martedì 20 ottobre 2015

Big Hero 6

anno: 2014   
regia: HALL, DON * WILLIAMS, CHRIS   
genere: animazione   
location: Usa
voto: 6   

A San Fransokyo, Hero e suo fratello maggiore Tadashi sono due ragazzi orfani, genietti della cibernetica. Tadashi ha inventato un robot che sembra l'omino Michelin e funge da infermiere polivalente, mentre suo fratello, che aspira a entrare nella prestigiosa scuola per inventori, progetta nientemeno che un meccanismo complesso per il teletrasporto, un prodigio di microrobotica. Nel corso di una fiera di elettronica e robotica Tadashi perde la vita. Hero, trasformando i suoi amici in supereroi grazie al suo genio inventivo, si mette con loro alla caccia del responsabile di quello che a tutta prima sembra essere stato soltanto un incidente.
Big Hero 6 parte con un'idea indovinata per poi assestarsi sul più convenzionale dei racconti di formazione con tanto di risvolti sentimentali stucchevoli e di cattivo che da inseguitore si tramuta in inseguito. In casa Pixar hanno preferito spingere sul pedale della velocità e del ritmo piuttosto che su quello delle sfumature psicologiche del rapporto tra uomo e macchina. Un'occasione sprecata.    

domenica 27 gennaio 2008

Espiazione (Atonement)

anno: 2007   
regia: WRIGHT, JOE 
genere: sentimentale 
con James McAvoy, Keira Knightley, Romola Garai, Saoirse Ronan, Brenda Blethyn, Vanessa Redgrave, Juno Temple, Benedict Cumberbatch, Felix von Simson, Charlie von Simson, Harriet Walter, Michelle Duncan, Daniel Mays, Gina McKee, Julia West, Alfie Allen, Patrick Kennedy, Ben Harcourt, Jack Harcourt, Nonso Anozie, Peter Wight, Anthony Minghella 
location: Regno Unito
voto: 6

Nell'Inghilterra degli anni '30 Robbie Turner (McAvoy), figlio istruito della governante di una famiglia aristocratica, ama - riamato - Cecilia (Knightley), primogenita di casa Tallis. Briony, ragazzina dalla fervida immaginazione e sorella minore di Cecilia, per gelosia accusa Robbie di aver stuprato una sua amichetta. Il ragazzo finisce ingiustamente in galera, quindi viene mandato al fronte, dove perde la vita per setticemia. Nel frattempo Cecilia, che continua con lui una fitta corrispondenza, diventa infermiera, ma muore sotto le bombe. Per espiare la colpa, Briony diventerà anch'ella infermiera e in seguito, scrittrice di successo, racconterà la storia romanzata di Cecilia e Robbie, rivelando davanti a un intervistatore (il regista premio Oscar Anthony Minghella) i veri risvolti della vicenda.
L'impronta di Ian McEwan c'è e si vede tutta: ancora una volta il tema è quello de L'innocenza del diavolo: sotto le spoglie di una tredicenne dalle belle speranze si nasconde la crudeltà di una natura amorale. Chi ha letto il romanzo sostiene che il regista Joe Wright abbia fatto i salti mortali per trasporlo sullo schermo: c'è da credergli, a giudicare dalla confezione del film. Espiazione comincia infatti come una storia di vendetta a sfondo sentimentale, prosegue con una lunga e tediosa parentesi bellica e si chiude in una sorta di mockumentary con una strepitosa Vanessa Redgrave. La fluidità difetta, ma il racconto si fa seguire con interesse. Meritato il premio Oscar a Dario Marianelli per la migliore colonna sonora.    

mercoledì 4 febbraio 1998

Misery non deve morire (Misery)

anno: 1990   
regia: REINER, ROB
genere: horror
con James Caan, Kathy Bates, Richard Farnsworth, Frances Sternhagen, Lauren Bacall, Graham Jarvis, June Christopher, Gregory Snegoff, Julie Payne, Archie Hahn III, Tom Brunelle, Wandy Bowers, Jerry Potter    
location: Usa
voto: 8

Ritiratosi sulle montagne del Silver Creek per portare a termine la sua ultima fatica letteraria, lo scrittore Paul Sheldon (James Caan) esce di strada dopo una tormenta di neve. Lo salva l'infermiera Annie (Kathy Bates), sua sfegatata ammiratrice. La donna non impiega molto a mettere a nudo la sua vera identità, che oltre a nascondere un passato da pluriomicida ne disvela i marcati tratti psicopatologici. Così, Annie costringe il suo involontario ospite ad una segregazione forzata, incalza con le richieste, lo costringe a bruciare il manoscritto perché nel finale la protagonista (Misery) muore contro il volere di lei, gli si vorrebbe imporre come amante. Ma l'arguzia dell'uomo, costretto all'immobilità, avrà la meglio sulla follia della donna e Paul riuscirà così a liberarsi della sua carceriera.
Claustrofobico, spesso volutamente ripugnante nella eccellente interpretazione della protagonista (giustamente insignita con l'Oscar), il film tratto dall'"estro luciferino" (Grazzini) di Stephen King e sceneggiato da William Goldman (a cui si devono già film come Soldato sotto la pioggia, Butch Cassidy e Il maratoneta) trasmette un'atmosfera angosciante e da incubo, tutta giocata sul lento klimax che il regista innesca minuto dopo minuto. Curatissimo nei dettagli che tratteggiano le esplosioni di follia della donna (uno dei più inquietanti è quello in cui la protagonista armeggia col pappagallo contenente le urine dell'infermo), Misery si avvale anche della bella fotografia - in stile Psycho - del futuro regista Barry Sonnenfeld. Cammeo per J.T.Walsh nella parte di un poliziotto.    

sabato 29 novembre 1997

Persona

anno: 1966   
regia: BERGMAN, INGMAR  
genere: drammatico  
con Bibi Andersson, Liv Ullman, Margaretha Krook, Gunnar Björnstrand, Jörgen Lindström  
location: Svezia   
voto: 8,5

L'isolamento terapeutico in una località marina di due donne - l'attrice Elisabeth (Liv Ullman) e la sua infermiera Alma (Bibi Andersson) - diventa l'occasione per sviscerare angosce remote seppellite con una scelta diametralmente opposta. Elisabeth è chiusa in un mutismo totale; Alma ha invece una logorrea fluviale.
Proseguendo idealmente il discorso interrotto con Il silenzio, Bergman - all'epoca afflitto da una gravissima depressione - mette ancora una volta a confronto due universi femminili nei quali vengono coinvolti i drammi della maternità, della guerra, dell'amore, dell'abbandono, della sessualità, il pensiero di Kierkegaard e la religione. Affidandosi alla fotografia strabiliante di Sven Nykvist - capace di iperfocali e primi piani di grande inventiva nei quali domina il contrasto tra i bianchi e i neri e che non a caso ha curato la fotografia di 28 dei film del regista svedese - e alla prova magistrale delle due protagoniste, Bergman scandaglia con originalità il rapporto tra realtà e finzione, puntando sulla complementarità delle due interpreti. Memorabile il doppiaggio di Bibi Andersson eseguito da Maria Pia Di Meo.