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sabato 31 marzo 2018

L'uomo sul treno - The Commuter

anno: 2018       
regia: COLLET-SERRA, JAUME
genere: thriller
con Liam Neeson, Vera Farmiga, Patrick Wilson, Sam Neill, Elizabeth McGovern, Jonathan Banks, Florence Pugh, Andy Nyman, Killian Scott, Shazad Latif, Clara Lago, Roland Møller, Kobna Holdbrook-Smith, Colin McFarlane, Dean-Charles Chapman, Ella-Rae Smith, Nila Aalia, Adam Nagaitis, Kingsley Ben-Adir, Damson Idris, Zaak Conway, Ben Kaplan, Letitia Wright, Simon Hibbs, Jamie Beamish, John Alastair, Aoiffe Hinds, Alana Maria, Pat Kiernan    
location: Usa
voto: 6

Per Michael (Neeson), agente assicuratore di con un passato in Polizia, non è una buona giornata: a sessant'anni suonati lo licenziano anzitempo, qualcuno gli ruba il cellulare mentre, come ogni giorno, sta andando al lavoro col treno insieme a tanti altri pendolari e, ciliegina sulla torta, una sconosciuta (Farmiga) gli propone di individuare un viaggiatore che non sia un pendolare con una borsa al seguito e di segnalarglielo in cambio di centomila dollari. Michael vorrebbe sottrarsi alla proposta, che tuttavia ben presto si trasforma in un ricatto che mette a repentaglio l'incolumità della sua famiglia. A Michael non rimane che cercare di trovare il misterioso personaggio che è in realtà uno scomodissimo testimone che ha visto uccidere un uomo dalla polizia.
Quarto film per la coppia Liam Neeson e Jaume Collet-Serra (gli altri sono Unkown, No stop e Run all night), che realizzano l'ennesimo prodotto fracassone, sempre ai limiti dell'inverosimile (qui abbondantemente superati in più d'una scena d'azione) ad altissimo tasso adrenalinico. C'è anche spazio per una minima riflessione sui tempi che corrono (la crisi finanziaria globale cominciata nel 2008), per riprese da punti di vista davvero inediti (la zoomata all'indietro nel treno è un passo in avanti rispetto a quella di Hitchcock in Vertigo) e soprattutto per gli effetti speciali, con sottofinale da film catastrofico nel quale il treno deraglia senza che nessuno riporti un solo graffio.    

mercoledì 14 febbraio 2018

Ore 15:17 - Attacco al treno (The 15:17 to Paris)

anno: 2018      
regia: EASTWOOD, CLINT 
genere: drammatico 
con Spencer Stone, Alek Skarlatos, Anthony Sadler, Judy Greer, Jenna Fischer, Thomas Lennon, P.J. Byrne, Tony Hale, Ray Corasani, Paul-Mikél Williams, Lillian Solange Beaudoin, Bryce Gheisar, William Jennings (II), Jaleel White    
location: Afghanistan, Francia, Germania, Italia, Olanda, Usa
voto: 6,5 

Nell'estate del 2015 tre ragazzi di Sacramento, amici dall'infanzia, mentre erano in vacanza in Europa e da Amsterdam si stavano recando a Parigi, compirono un'azione eroica immobilizzando un attentatore dell'Isis che stava per compiere una strage. A partire dal loro racconto autobiografico, l'ormai ottantottenne Clint Eastwood conclude la sua trilogia dell'eroe dopo American sniper e Sully con un instant movie che ha una peculiarità assoluta: quella di collocare davanti alla macchina da presa gli stessi tre ragazzi che, ad avventura conclusa, furono insigniti della legion d'onore dal presidente Hollande in persona. Se la prova attoriale dei tre ha evidenti lacune, rappresentando al tempo stesso una dimostrazione di estrema capacità di sovvertimento delle regole da parte del regista, ciò che si riverbera nel risultato finale come un elemento evidentemente forzato e grossolano è la lunga parentesi vacanziera dei tre, con cartoline - soprattutto da Roma, ma anche da Amsterdam e Venezia - di sconcertante banalità. Ed è un peccato, perché la regia di Eastwood rimane classica e sobria come sempre, manifestando la consueta capacità narrativa che, in questa occasione, parte con un lungo prologo che racconta sia l'infanzia dei tre amici che le esperienze militari di due di loro, e arriva alla scena clou soltanto in sottofinale (prima delle immagini di repertorio in cui assistiamo alla cerimonia a Parigi), mostrando una volta di più come gli eroi possano essere persone del tutto normali, se non addirittura con qualche problema si banchi di scuola.    

giovedì 16 febbraio 2017

Lion - La strada verso casa

anno: 2016       
regia: DAVIS, GARTH   
genere: drammatico   
con Dev Patel, Nicole Kidman, Rooney Mara, David Wenham, Sunny Pawar, Abhishek Bharate, Priyanka Bose, Tannishtha Chatterjee, Nawazuddin Siddiqui, Deepti Naval, Divian Ladwa, Sachin Joab, Pallavi Sharda, Arka Das, Emilie Cocquerel, Eamon Farren, Menik Gooneratne    
location: Australia, India
voto: 8   

1986. Il piccolo, tenerissimo Saroo (Pawar) vive con il fratello maggiore, la sorellina e la mamma in una regione poverissima dell'India. Lui ha appena quattro anni ma una volontà di ferro e così decide di possedere già abbastanza muscoli per aiutare il fratello maggiore a trasportare pietre, l'unico lavoro con cui una famiglia a economia sotto il livello minimo di sussitenza riesce a sfamarsi. Non ce la fa, è stanco, trova ricovero in un treno e finisce a 1600 chilometri dalla stazione dove è salito, senza sapere il nome corretto del paesino dal quale proviene e senza parlare il bengali, la lingua diffusa a Calcutta, dove il treno si è fermato. È qui che ha inizio l'interminabile odissea di questo bambino volitivo, intelligente, svelto, determinato, costretto a sopravvivere tra retate ai danni degli orfani di strada, minacce pedofile, istituzionalizzazione coatta. La svolta, della sua vita come del film, arriva quando una coppia australiana decide di adottarlo. Grazie ai suoi nuovi genitori Saroo, ormai trentenne (Patel), conoscerà benessere e cultura, troverà l'amore ma continuerà a cercare la sua famiglia d'origine senza farne parola con i genitori adottivi.
Lion (dal nome indiano storpiato del piccolo, straordinario protagonista) è il film che non ti aspetti: due ore di tempesta emotiva incardinata su un racconto dalla struttura assai classica, ma capace di non essere mai ricattatoria con lo spettatore, nonostante la ridda di buoni sentimenti che esprime. Con le sue riflessioni sull'ottimismo dei poveri, le potenzialità della tecnologia e la condizione dei bambini di strada, il film tratto dall'autobiografia che racconta la vera storia di Saroo Brierley è un apologo riuscitissimo sul potenziale esplosivo di una decisione che può catapultarci in un'altra vita, raccontato sotto forma di romanzo di formazione in chiave avventurosa. Salvo poi ritrovare l'abbraccio delle persone che ami, come nella struggente scena finale, riprodotta anche con i veri personaggi di questa incredibile vicenda risolta con l'aiuto di Google Earth e di una frittella.    

martedì 1 novembre 2016

La ragazza del treno (The Girl On the Train)

anno: 2016       
regia: TAYLOR, TATE
genere: giallo
con Emily Blunt, Haley Bennett, Rebecca Ferguson, Justin Theroux, Luke Evans, Édgar Ramírez, Laura Prepon, Allison Janney, Darren Goldstein, Lisa Kudrow, Ross Gibby    
location: Usa
voto: 3

Sul treno che la porta ogni giorno in centro città, Rachel (Blunt) pensa di riconoscere una ragazza (Bennett) che, verrà a sapere in seguito, sembra essere scomparsa. La donna è un'alcolista alla cui testimonianza la polizia tende a non credere affatto. L'intreccio  ingloba l'ex marito della protagonista (Theroux), instancabile sottaniere che nel frattempo si è risposato, e la moglie di quest'ultimo (Watson), che aveva assunto la ragazza scomparsa come tata.
Thriller psicologico che gioca sulla diffrazione dei piani temporali e sul continuo passaggio tra l'immaginazione, i ricordi e la vita reale della protagonista, in un andirivieni narrativo che punta a confondere lo spettatore per poi propinargli la più scontata della soluzioni. Tratto dal best seller di Paula Howkins e sceneggiato da Erin Cressida Wilson, La ragazza del treno - versione banalizzata de Le verità nascoste che guarda strabicamente all'Hitchcock de La finestra sul cortile - ribadisce l'ispirazione incerta del regista Tate Taylor (The help; Get on up) e l'inespressività di Emily Blunt.    

giovedì 2 aprile 2015

Source Code

anno: 2011   
regia: JONES, DUNCAN
genere: fantascienza
con Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan, Vera Farmiga, Jeffrey Wright, Michael Arden, Cas Anvar, Russell Peters, James A. Woods, Joe Cobden
location: Usa
voto: 7

Un treno pieno di pendolari sta attraversando Chicago. Su di esso viaggiano un attentatore e Colter Stevens (Gyllenhaal), un agente segreto che deve sventare la possibile sciagura. Lo 007 è gestito a distanza come terminale di un protocollo chiamato Source Code, che permette a Stevens di tornare in loop sulle proprie azioni, provando e riprovando fino ad arrivare alla soluzione. Riuscirà a salvare tante vite e a individuare il vero attentatore, dopo avere sospettato di molti viaggiatori, evitando così un nuovo 11 settembre?
Prendete le tecniche di prevenzione del crimine di Minority report, aggiungeteci il loop temporale di Ricomincio da capo e la telecinesi di Avatar: otterrete così questo robusto film di fantascienza nel quale la trama gialla si mescola con quella rosa. Operazione che sarebbe riuscita a meraviglia se gli eccessi di ambizione sci-fi non avessero costretto i redattori del copione a qualche clamoroso buco di sceneggiatura. Ma si può chiudere un occhio davanti a un prodotto di genere di indubbia intelligenza, opera seconda (dopo Moon) di Duncan Jones, il figlio di David Bowie.    

lunedì 7 luglio 2014

Snowpiercer

anno: 2013   
regia: BONG, JOON-HO 
genere: fantascienza 
con Chris Evans, Tilda Swinton, Jamie Bell, Ed Harris, Luke Pasqualino, John Hurt, Alison Pill, Octavia Spencer, Ewen Bremner, Tómas Lemarquis, Kang-ho Song, Kenny Doughty, Steve Park, Adnan Haskovic, Paul Lazar, Clark Middleton, Ah-sung Ko, Emma Levie, Vlad Ivanov, Jim High, Igor Juric, Kojo Asiedu, Sean Connor Renwick, Brian Colin Foley, Marcanthonee Reis, Joseph Bertót, Peter Hallin, Kendrick Ong, Tyler John Williams, Griffin Seymour, Ana Braun, Luna Sophia Bar-Cohen, Haruna Honcoop 
location: Corea del Sud
voto:7

Anno 2031. I pochi umani sopravvissuti a una glaciazione causata dagli squilibri ambientali provocati dall'uomo sono costretti a vivere in un enorme treno che è anche un ecosistema autosufficiente che gira in moto perpetuo intorno al mondo, segnando lo scorrere degli anni con il passaggio sopra un pericolosissimo ponte sospeso. In coda ci sono i reietti della società, stipati in condizioni impossibili, sottoposti continuamente a minacce e a torture, costretti a mangiare disgustose tavolette ricavate da una mistura di insetti e altre schifezze. Più ci si sposta verso la testa del treno, migliori diventano le condizioni dei viaggiatori perenni, fino allo sfarzo della locomotiva. Uno dei paria dei vagoni di coda (Evans), determinato ad arrivare fino alla locomotiva per sfidare il proprietario del treno (Harris), organizza una ribellione che richiederà ingenti perdite umane. Nel frattempo, la pianificazione demografica continua a suon di morti ammazzati.
Da una magnifica idea tratta dal fumetto francese 'Le Transperceneige', una metafora della possibile condizione umana del futuro forse un po' corriva (alla verticalità si sostituisce l'orizzontalità del treno), ma certamente intrigante nella realizzazione. La visione hobbesiana di un mondo di sopravvissuti costretti a torture, delazioni e lotte di classe trasformate in guerre ha mordente, ma perde credibilità nell'infrangersi tra virate grottesche ed eccessi di violenza tipici del cinema dell'estremo oriente. Distopia fantascientifica comunque seminale, alla quale manca un finale all'altezza.    

giovedì 24 aprile 2014

Sin nombre



anno: 2009       
regia: FUKUNAGA, CARY  
genere: gangster  
con Marco Antonio Aguirre, Leonardo Alonso, Karla Cecilia Alvarado, Juan Pablo Arias Barrón, Rosalba Belén Barrón, Felipe Castro, Rosalba Quintana Cruz, Marcela Feregrino, Kristyan Ferrer, Edgar Flores, Giovanni Florido, Paulina Gaitan, Ariel Galvan, Diana García, Gabriela Garibaldi, Ignacio Gonzalez, Noé Hernández, Lilibeth Flores, Jesús Lira, Catalina López, Hector Anzaldua, Benny Manuel, Fernando Manzano, Liliana Martinez, Mary Paz Mata, Tenoch Huerta, Emir Meza, Emilio Miranda, José Miguel Moctezuma, Esperanza Molina, Luis Fernando Peña, Iván Rafael, Gabino Rodríguez, David Serrano, Gerardo Taracena, Harold Torres, Andrés Valdéz, Max Valencia Zúñiga, Noé Velázquez, Tulio Villavicencio, Guillermo Villegas, Javier Rivera Flores, Luis Ángel Paz Flores, José Rogelio Vázquez López, Luis Antonio Vázquez López, José Luis Montiel Luna, Marco Tolio Durand Martínez, Jesús Humberto Fuentes Perez, Luis Alfredo Rodríguez Sánchez, Silverio Menchaque Zárate, Héctor Jiménez, Damayanti Quintanar  
location: Guatemala, Honduras, Messico
voto:1

Parte come il racconto di formazione del tredicenne Smiley, costretto a brutali riti inziatici pur di entrare a far parte di una gang di cattivissimi stratatuati e prosegue come un film d'avventura venato dalla brama di vendetta. Questo concentrato di violenza compiaciuta miscela il tema della redenzione con quello dell'emigrazione, facendo incontrare una ragazza che, col padre e lo zio, è partita dall'Honduras per attraversare il Messico e arrivare alla frontiera con gli Stati Uniti, e un ragazzo che ha ucciso il capobanda, reo, tra le tante attività pie e filantropiche che normalmente esercita, di avergli assassinato la fidanzata dopo una colluttazione con mancato stupro (non mi avrebbe stupito una divagazione necrofila nel film, che per fortuna non s'è vista). I due giovani cercano insieme di guadagnare la frontiera ma, per un film come questo che propugna la violenza un tanto al chilo, il finale consolatorio sarebbe stato disdicevole.
Scritto pessimamente, girato peggio, recitato in maniera nauseabonda, Sin nombre è la quintessenza del filmetto di genere travestito da operina pseudo-impegnata. Bocciatissimo.    

lunedì 7 gennaio 2013

Hugo Cabret

anno: 2012   
regia: SCORSESE, MARTIN
genere: fantastico
con Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Asa Butterfield, Chloë Grace Moretz, Ray Winstone, Emily Mortimer, Christopher Lee, Helen McCrory, Michael Stuhlbarg, Frances de la Tour, Richard Griffiths, Jude Law, Kevin Eldon, Gulliver McGrath, Shaun Aylward, Emil Lager, Angus Barnett, Edmund Kingsley, Max Wrottesley, Marco Aponte, Ilona Cheshire, Francesca Scorsese, Emily Surgent, Lily Carlson, Frederick Warder, Christos Lawton, Tomos James, Ed Sanders, Terence Frisch, Max Cane, Frank Bourke, Stephen Box, Ben Addis, Robert Gill
location: Francia
voto: 6,5

L'ennesimo atto d'amore di quel cinemaniaco di Martin Scorsese verso la settima arte, dopo il bellissimo Viaggio nel cinema americano, Il mio viaggio in Italia e The aviator si intitola Hugo Cabret. È la storia, ambientata nella Parigi dei primi del novecento, di un orfanello (Butterfield) che cerca di dare senso a un automa, un gioiello di meccanica lasciatogli incompiuto da suo padre, un orologiaio (Law). Dietro l'automa si nasconde la vicenda del primo cineasta che diede corpo all'idea di cinema come sogno, Georges Melies (Kingsley), ritiratosi dal mondo della celluloide dopo aver girato più di 400 lungometraggi.
Il primo film in 3D firmato da uno dei più grandi registi di tutti i tempi è un capolavoro di fantasia e immaginazione: piani sequenza impossibili, scenografie prodigiose (opera di Dante Ferretti), cromatismi spinti ai limiti del cinema d'animazione, riprese acrobatiche, steady-cam a gogo. Eppure questa sorta di romanzo di formazione tratto dall'omonimo romanzo per ragazzi scritto da Bryan Selznick lascia interdetti per la farraginosità della storia, molto spinta su un registro dickensiano che mal si accorda con quello fiabesco e immaginifico del cinema di Melies, e per la fatica con cui si dipana il racconto, limite che lo stesso Scorsese aveva già evidenziato in Shutter Island.
Golden Globe 2012 per miglior regia e Oscar 2012 per: miglior fotografia, scenografia, montaggio e missaggio sonoro, effetti visivi.    

venerdì 22 giugno 2012

Breve incontro

anno: 1945   
regia: LEAN, DAVID
genere: sentimentale
con Celia Johnson, Trevor Howard, Stanley Holloway, Joyce Carey, Cyril Raymond, Everley Gregg, Marjorie Mars, Margaret Barton
location: Regno Unito
voto: 7

È il capostipite di tutti i film che raccontano le storie d'amore impossibili transitate dall'epica premoderna di Tristano e Isotta all'etica moderna della famiglia coniugale. Laura (Johnson) tutti i giovedì si reca in città con il treno per fare qualche compera e concedersi un po' di svago andando al cinematografo. Conosce casualmente un medico (Howard), come lei sposato e con figli, del quale si innamora. Ma gli obblighi familiari, i timori per gli occhi indiscreti e le voci malevole pongono immediatamente fine al loro breve incontro.
Lean, che di cinema sentimentale se ne intende (in seguito avrebbe diretto Il dottor Zivago) firma un film molto scritto, che mantiene costantemente in primo piano il tormento interiore della protagonista, raccontato attraverso un'incessante voce off. In ossequio a una morale post-vittoriana che vede trionfare la famiglia e soffocare qualsiasi richiamo erotico (la relazione tra i due protagonisti sembra fissarsi su una dimensione squisitamente platonica), Breve incontro cerca di rendere palpabili i sussulti interiori di un benessere fatto di tranquillità e sicurezza che lascia pochissimo spazio all'eccitazione dei sentimenti e delle passioni. Peccato che a interpretare tante paturnie ci siano due attori inespressivi come Celia Johnson e Trevor Howard.

venerdì 9 settembre 2011

Super 8

anno: 2011       
regia: ABRAMS, J.J.
genere: fantascienza
con Joel Courtney, Kyle Chandler, Elle Fanning, Riley Griffiths, Ryan Lee, Gabriel Basso, Zach Mills, Jessica Tuck, Joel McKinnon Miller, Ron Eldard, Amanda Michalka, Jade Griffiths, Britt Flatmo, Andrew Miller (III), Jakob Miller, Glynn Turman, Noah Emmerich, Amanda Foreman, David Gallagher, Brett Rice, Michael Giacchino, Beau Knapp
location: Usa
voto: 8

Sarà che lo hanno portato troppo spesso a mangiare da McDonald, ma stavolta E.T. è tornato ed è molto, molto arrabbiato. Tutto dipende dal fatto che non riesce a rientrare sul suo pianeta, perché gli umani glielo impediscono dal 1958, anno in cui precipitò sulla Terra. Siamo in una cittadina dell'Ohio dove, nel 1979, cominciano a succedere cose strane. Un gruppo di ragazzini che sta girando uno zombie-movie in super 8 possiede la verità nella pellicola: si tratta del filmato relativo al contenuto di un treno clamorosamente scontratosi con un'automobile in viaggio sulle rotaie. Le autorità statali e militari conoscono bene i fatti ma vogliono occultarli alla popolazione.
Con Steven Spielberg, nei panni di deus-ex-machina e di produttore, il film diretto dal regista dell'ultimo episodio di Mission impossible nonché di Star Trek e della fortunata serie televisiva Lost macina stereotipi a gogò: dalla bella rapita dalla bestia al bambino orfano, la famiglia disfunzionale, il padre ubriacone, ci sono melassa e cliché per tutti i palati. Per chi invece si accontenta degli effetti speciali, di una discreta quota di tensione e di uno scimmiottamento de La guerra dei mondi, il film sarà una garanzia: uscirà dal cinema certamente sazio. Ciliegina sulla torta: il filmino in super 8 sui titoli di coda. Vietato uscire dalla sala prima di averlo visto.    

sabato 30 luglio 2011

Assassinio sull'Orient Express (Murder on the Orient Express)

anno: 1974   
regia: LUMET, SIDNEY 
genere: giallo 
con Albert Finney, Lauren Bacall, Martin Balsam, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Jean-Pierre Cassel, Sean Connery, John Gielgud, Wendy Hiller, Anthony Perkins, Vanessa Redgrave, Rachel Roberts, Richard Widmark, Colin Blakely, Vernon Dobtcheff, Michael York, Jeremy Lloyd, John Moffatt, Dennis Quilley, George Silver, George Coulouris 
location: Regno Unito
voto: 6,5

Scoperta la formula vincente, i giallisti tendono a ripetere preferibilmente lo stesso schema. Non fa eccezione Agatha Christie, che chiama il suo personaggio preferito, il detective belga Hercule Poirot (uno dei meno visti nel travaso dalla pagina letteraria al cinema), a districare nel 1934 la complicatissima matassa di un omicidio occorso sull'Orient Express, il treno che dalla Turchia arriva fino all'Inghilterra. Un losco figuro che ha sulla coscienza il rapimento e l'assassinio di una bimba americana (un vero fatto di cronaca che sembra aver dato il la al romanzo), viene trovato ucciso nella sua cabina letto. Gli indizi sembrano indicare soluzioni molto diverse al caso ma l'acume e la capacità logica di Poirot (interpretato da Albert Finney ai limiti del virtuosismo), che rimetterà insieme le tracce raccolte e le testimonianze, riusciranno a risolvere l'intricatissimo caso.
Lumet ribadisce la sua abilità nell'orchestrare il gruppo come già aveva fatto con La parola ai giurati. Qui mette insieme un cast stellare per un plot di impianto, ancora una volta, fortemente teatrale, nel quale a una prima parte preparatoria ne segue una seconda assai più ricca di suspense e quasi interamente centrata sui dialoghi.

domenica 10 aprile 2011

Unstoppable - Fuori controllo

anno: 2010       
regia: SCOTT, TONY
genere: dramma catastrofico
con Denzel Washington, Chris Pine, Rosario Dawson, Ethan Suplee, Kevin Dunn, Kevin Corrigan, Kevin Chapman, Lew Temple, T.J. Miller, Jessy Schram, David Warshofsky, Andy Umberger, Elizabeth Mathis, Meagan Tandy, Dylan Bruce, Jeff Hochendoner, Ryan Ahern, Christopher Lee Philips, Kevin McClatchy, Toni Saladna, Patrick McDade, Bill Laing, Scott A. Martin, Richard Pelzman, Lissa Brennan, Barry Ben Sr., Heather Leigh, Carla Bianco, Keith Michael Gregory, L. Derek Leonidoff, Aisha Hinds, Khalio Walker, Gilda Estelle Chestney, Kam Bott, Kevin Bott, Max Schuler, Gretchen Bluemle, Diane Jonardi, Corey Parker Robinson, Christopher Stadulis, Alicia Murton, David Flick, Jeff Wincott, Nathan Hollabaugh, Rebecca Harris, Mike Clark, William Ward III, Jennifer Boresz, Victor Gojcaj, Maxx Hennard, Joe Coyle, Dihlon McManne, Charles Van Eman, Joshua Elijah Reese, Tom Stoviak, Ellen Gamble, Shelby Camptella, John D. Leonard, Thomas Riley, Jeremiah Fragale, Jason McCune, Adrienne Wehr, Adam Kroloff, Jake Andolina, Jarrod DiGiorgi, Tami Dixon, Sean Derry, Amy Arce, Matthew J Cates, Rick Chambers, Chase Ellison, Juan M. Fernández, Steve Gonzales, Rick Rader, Carly Steel, Warren Sweeney, Stephen Taylor, Stephen Nelson, Brian Michael Morrow
location: Usa       
voto: 5

Tony Scott sembra un bambinone in un negozio di giocattoli: lui si ferma sempre nel reparto dove trova quelli più chiassosi. Il fratello del ben più noto e dotato Ridley non aveva nemmeno fatto a tempo a terminare le riprese di Pelham 1-2-3 che lo ritroviamo subito al lavoro con un copione similissimo al precedente che la dice lunga sulla fantasia del regista. Lì un convoglio della metropolitana, qui un treno che, a causa di un assurdo errore umano, percorre chilometri a tutta velocità sulle strade della Pennsylvania con un carico di sostanze nocive che potrebbero rivelarsi disastrose. I responsabili del traffico su rotaia vorrebbero fermarlo ad ogni costo, i proprietari della compagnia non ne vogliono sapere di un'eventuale perdita causata dal deragliamento ma alla fine la soluzione la troveranno un veterano delle ferrovie prossimo alla pensione anticipata (Washington) e un novellino in piena crisi familiare (Pine).
Alla stregua di tutta la sua produzione cinematografica, Tony Scott confeziona il consueto film fracassone che non guarda tanto per il sottile ai caratteri e alla plausibilità della messa in scena, nonostante la vicenda sia ispirata a una storia vera. Da film che hanno come unico obiettivo quello di mandare in vacanza il cervello e che rimangono sideralmente lontani dai capolavori del genere (a cominciare da A 30 secondi dalla fine) ti aspetti un po' più di ritmo e meno sbrodolamenti a suon di baci e abbracci.    

venerdì 30 aprile 2010

Pelham 1-2-3: Ostaggi in metropolitana (The Taking of Pelham 1 2 3)

anno: 2009       
regia: SCOTT, TONY 
genere: thriller 
con Denzel Washington, John Travolta, Luis Guzmán, Victor Gojcaj, John Turturro, Michael Rispoli, Ramon Rodriguez, James Gandolfini, John Benjamin Hickey, Alex Kaluzhsky, Gbenga Akinnagbe, Katherine Sigismund, Jake Richard Siciliano, Jason Butler Harner, Gary Basaraba, Tonye Patano, Aunjanue Ellis, Anthony Annarumma, Glen Tortorella, Bobby Bojorklund, Saidah Arrika Ekulona, Jasmin M. Tavarez, Alice Kremelberg, Sean Meehan, Todd Susman, Robert Vataj, J. Bernard Calloway, Chip Brookes, Zach Poole, Reuben Jackson, Sean Nelson, Deak Evgenikos, Ty Jones, Lee Shepherd, Mike Houston, Rene David Ifrah, Frank Wood, Brian Haley, Maria Bartiromo, John Lavelle, Chance Kelly, Peter Bucossi, Steve Routman, Laurie Cole, Nick Loren, Daniel Stewart Sherman, Patrick Dalton, John Keiser, Adrian Martinez, Jordan Gelber, Rose DelCastillo, Joe Forbrich, Jason Cerbone, Billy Devlin, Jonathan Rau, Michael Mihm, Sammy Miraglia, Kenneth Natal, Robert Perry 
location: Usa       
voto: 5

Un commando di quattro uomini armati prende in ostaggio un vagone della metropolitana di New York con una ventina di passeggeri a bordo, per ottenere un riscatto di un milione di dollari. A Garber (Washington), pezzo grosso della metropolitana degradato a controllore del traffico per via di un presunto illecito, capita l'ingrato compito di dover trattare col capobanda (Travolta) e di evitare la carneficina.
Tratto dal romanzo omonimo di John Godey, dal quale era stato già ricavato Il colpo della metropolitana, film del 1974 con Walter Matthau, Pelham 1-2-3 perde una buona dose d'ironia rispetto al suo predecessore, convogliando nelle battute di Denzel Washington l'intero potenziale umoristico. Il resto è un action movie fracassone lavorato assai bene in fase di montaggio, con immagini stroboscopiche e inseguimenti che a Hollywood non si negano mai a nessuno, ma nulla di più che un dignitoso prodotto di genere.    

giovedì 6 settembre 2007

Tickets

anno: 2005   
regia: KIAROSTAMI, ABBAS * LOACH, KEN * OLMI, ERMANNO
genere: drammatico
con Valeria Bruni Tedeschi, Carlo Delle Piane, Silvana De Santis, Filippo Trojano, Martin Compston, William Ruane, Gary Maitland, Blerta Cahani, Klajdi Qorraj, Danilo Nigrelli, Marta Mangiucca, Irene Bufo, Roberto Nobile, Mauro Pirovano, Eugenia Costantini, Chiara Gensini, Maria De Los Angeles Parrinello, Viviana Strambelli, Carolina Benvenga
location: Italia
voto: 7

Sulla tratta ferroviararia che da un paese mitteleuropeo porta a Roma, sì passano il testimone della regia tre grandi cineasti. Comincia Olmi (voto: 3/6), raccontando l'amore senile di un professore universitario (Delle Piane) nel contesto del dopo 11 settembre: controlli serrati, sospetti disseminati a caso, diffidenza. Tocca quindi a Kiarostami (voto: 5/6), che firma un episodio magnifico nel quale mette a confronto l'arroganza dell'anziana vedova di un generale con la mitezza di un ragazzo che sta prestando il servizio civile e che finirà per ribellarsi alle angherie della donna. Chiude Loach (voto: 5/6) con i suoi tre tifosi del Celtic, partiti da Glasgow per seguire la loro squadra in una partita contro la Roma. A uno di loro viene rubato il biglietto di viaggio da una famiglia di profughi albanesi. Impietositi dalla vicenda della famiglia, i tre ragazzi saranno persino disposti a finire nella mani della polizia una volta arrivati a destinazione.
Ai tre maestri si potrebbe corrivamente imputare la palese disomogeneità di stile, che è uno dei tratti più vistosi del film: non sarebbe abbastanza per bollare Tickets come una prova opaca. Se da una parte è vero che gli episodi sono cuciti tra loro con un paio di espedienti piuttosto semplici (il cambio alle stazioni e la presenza del controllore), è anche vero che due su tre sono così riusciti da non sfigurare affatto nel confronto con opere più blasonate degli stessi autori. Se Olmi si affida alla recitazione sempre più manierata di Delle Piane, richiamando quel Ti amo Maria che fu un vero delirio narcisistico firmato dallo stesso attore, è anche vero che nel suo episodio non mancano i guizzi del grande cinema autoriale che il regista lombardo sa rappresentare, a cominciare dalla cura dei dettagli. Kiarostami è abilissimo nel costruire un alone di mistero sul rapporto tra i due protagonisti (Silvana De Santis, poi, strappa l'applauso) e Loach firma un episodio assai fresco, mettendo a confronto tre inconsapevoli no-global con i diseredati del terzo millennio.

giovedì 29 dicembre 2005

Il ladro di bambini

anno: 1992   
regia: AMELIO, GIANNI   
genere: drammatico   
con Enrico Lo Verso, Valentina Scalici, Giuseppe Ieracitano, Renato Carpentieri, Florence Darel, Marina Golovine, Vincenzo Peluso, Vitalba Andrea, Maria pia Di giovanni, Agostino Zumbo, Fabio Alessandrini, Celeste Brancato, Massimo De lorenzo, Santo Santonocito, Lello Serao, Antonino Vittorioso   
location: Italia
voto: 6   

Rosetta (Scalici) ha appena 11 anni. La madre la prostituisce per arrivare alla fine del mese. Intervengono i servizi sociali e le forze dell'ordine, che la consegnano, insieme al fratellino più piccolo (Iercitano), a un carabiniere (Lo Verso) che dovrà destinarle a un orfanotrofio. Ma il viaggio per l'Italia intera, da Milano a Palermo, è più lungo del previsto e i tre viandanti troveranno l'armonia con il passare delle ore.
Il road movie di Gianni Amelio - scritto con Sandro Petraglia e Stefano Rulli - è un percorso metaforico nei labirinti dell'anima, un viaggio in un'Italia devastata da crudeltà e scempi edilizi, che mette a confronto tre personaggi semplicissimi e umani, troppo umani. Il film - che lanciò il volto di Enrico Lo Verso - punta su un minimalismo intimista sottolineato da un uso statico della macchina da presa.    

mercoledì 27 novembre 2002

L’uomo del treno (L’homme du train)

anno: 2002       
regia: LECONTE, PATRICE 
genere: drammatico 
con Jean Rochefort, Johnny Hallyday 
location: Francia       
voto: 6,5

Il treno. Allegoria per un viaggio interiore. Un viaggio che porta un anziano professore in pensione della provincia francese (Rochefort) a fantasticare sulla possibilità di vivere una vita non sua, quella di un forestiero capitato in città per una rapina in banca (Hallyday), stanco di avventure, uno che non ha mai infilato un paio di pantofole in vita sua.
Il film è tutto qui. Leconte dirige tutto per sottrazione, contrapponendo l'inesauribile logorrea del professore alla laconica sobrietà del forestiero. Metafisica dell'esistenza e labirinti dell'io diventano così i protagonisti di un film dal ritmo démodé, interpretato straordinariamente ma viziato da un calligrafismo registico che a volte pare di maniera e fine a se stesso.    

martedì 8 agosto 2000

Cafè Express

anno: 1980   
regia: LOY, NANNI
genere: commedia
con Nino Manfredi, Adolfo Celi, Vittorio Caprioli, Vittorio Mezzogiorno, Marzio Honorato, Gigi Reder, Luigi Basagaluppi, Marisa Laurito, Vittorio Marsiglia, Maurizio Micheli, Clara Colosimo, Silvio Spaccesi, Giovanni Piscopo, Gerardo Scala, Leo Gullotta, Tano Cimarosa, Nino Vingelli, Loris Bazzocchi, Lina Sastri, Nino Terzo, Franca Scagnetti, Antonio Allocca, Elisa Mainardi, Ester Carloni, Concetta Barra, Italo Celoro
location: Italia   
voto: 9

Sul treno che quotidianamente corre tra Napoli e Vallo della Lucania vende clandestinamente il caffè Michele Abbagnano (Nino Manfredi). La polizia ferroviaria, indifferente ai tanti malviventi d'accatto e in doppiopetto che circolano sul treno, dà la caccia proprio a lui, disgraziato vedovo con figlio malato a carico. Ma l'ispettore delle Ferrovie (Adolfo Celi) e il maresciallo dei Carabinieri (Tano Cimarosa) al dunque sapranno chiudere un occhio.
Sensibile, come spesso accade nel suo cinema, alla sorte del proletariato, Loy recluta l'attore che meglio di ogni altro riesce ad indossare i panni del meridionale dignitoso, Nino Manfredi, che qui torna ai ruoli di Pane e cioccolata dando una prova straordinaria. Il soggetto di Nanni Loy ed Elvio Porta, sceneggiato con lo stesso Manfredi, è un'amara riflessione su una delle tante ingiustizie d'Italia, dove alla tracotanza del Palazzo fa da contraltare l'umanità plebea della gente comune.

sabato 22 luglio 2000

Cassandra Crossing

anno: 1976       
regia: PAN COSMATOS, GEORGE
genere: dramma catastrofico
con Sophia Loren, Richard Harris, O.J.Simpson, Lionel Stander, Ingrid Thulin, Lee Strasberg, Burt Lancaster, Ava Gardner, Lou Castel, J.P.Law, Alida Valli, R.Lovelock, S.Patrizi, C.De Mejo 
location: Svezia, Svizzera
voto: 5


A bordo di un treno che viaggia sulla linea Ginevra - Stoccolma viaggia un terrorista (Lou Castel) che ha contagiato moltissimi viaggiatori dopo un avere contratto accidentalmente una terribile malattia durante un'incursione nel laboratorio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità dove gli americani stanno sperimentando un'arma batteriologica. Per evitare che il virus si trasformi in un'epidemia, un colonnello dell'esercito (Burt Lancaster) opta per la "soluzione finale" di hitleriana memoria, decidendo di dirottarlo sul ponte di Cassandra, in Polonia, in disuso da anni. Un medico a bordo del veicolo (Richard Harris) riuscirà ad evitare in parte la strage. In pieno boom del genere catastrofico (sono di quegli stessi anni Inferno di cristallo, Uragano, L'avventura del Poseidon, Airport '75 e molti altri ancora), l'oriundo greco Pan Cosmatos non si stacca di una virgola dai dettami del film di genere: una manciata di personaggi - ciascuno con i suoi affanni e i suoi problemi da risolvere - si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato, mentre buoni e cattivi ingaggiano un braccio di ferro per deciderne la sorte. La riuscita di questo film fantapolitico diventa allora appannaggio degli interpreti, qui tutti piuttosto sottotono, e delle scene d'azione, memorabili in casi rarissimi. Tratto dal romanzo di Robert Katz.    

sabato 25 aprile 1998

A 30 secondi dalla fine (Runaway train)

anno: 1986       
regia: KONCHALOVSKY, ANDREI
genere: thriller
con Jon Voight, E.Roberts, R.De Mornay, K.T.Heffner, J.P.Ryan, T.K.Carter, K.McMillan
location: Usa       
voto: 8

Manny (uno Jon Voight in forma smagliante) e Buck (Eric Roberts, fratello di Julia) riescono a fuggire dal carcere di massima sicurezza dell'Alaska. Arrivati caparbiamente alla stazione ferroviaria dopo avere attraversato fogne e tundra, i due prendono il treno sbagliato. Il macchinista infatti è morto e il convoglio si dirige a tutta velocità verso una tragica fine. A complicare le cose c'è l'accanimento del direttore del penitenziario (John P.Ryan), disposto a tutto pur di ingaggiare una sfida personale con Manny. Ma questo, che salverà la vita a Buck e alla ragazza (Rebecca DeMornay) che accidentalmente si trovava sullo stesso treno, deciderà per entrambi.
Nel suo film di gran lunga migliore, basato su una sceneggiatura di Akira Kurosawa e sceneggiato da Djordje Milicevic, Paul Zindel e Edward Bunker, Konchalovsky vira in chiave avventurosa un apologo sulla bestialità umana e la fallibilità della tecnologia, mettendo insieme Shakespeare e Hobbes. Ne esce un'opera tesa, esasperata, con qualche debito verso Il colpo della metropolitana di Joseph Sargent, fotografata splendidamente da Alan Hume, perfettamente in grado di capovolgere la raffigurazione del bene e del male.    

sabato 4 ottobre 1997

La fine del gioco

anno: 1970       
regia: AMELIO, GIANNI
genere: documentario
con Ugo Gregoretti, L.Valentino
location: Italia
voto: 5

Un regista televisivo (Gregoretti) vorrebbe girare un servizio su un carcere minorile calabrese, prendendo come testimone il giovane Leonardo (Valentino). L'uomo crede di poter registrare fedelmente e non senza un pizzico di spettacolarizzazione, la vita di Leonardo nel riformatorio minorile, e di portarla come testimonianza dei problemi reali di questi ragazzi. Ma tra i due, durante un viaggio in treno che occupa quasi per intero l'ora di film, il rapporto diventa conflittuale, al punto che Leonardo decide di abbandonare l'impresa scendendo dal treno. Più un saggio di metodologia documentaristica realizzato col piglio dell'etnografo che un reportage vero e proprio, il film di Gianni Amelio ha l'enorme merito di mettere in discussione - in tempi ancora insospettabili - l'efficacia dell'inchiesta giornalistica. All'interesse sollevato da questo aspetto non ne corrisponde purtroppo uno altrettanto rilevante sul piano della vicenda personale del ragazzo istituzionalizzato ed il film - assai scarno dal punto di vista cinematografico - finisce col preferire l'osservazione dei ruoli psicologici al taglio sociologico. Bambini e treni li ritroveremo - nel cinema di Gianni Amelio - molti anni dopo, ne Il ladro di bambini.