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martedì 14 agosto 2018

Tipi da spiaggia

anno: 2018       
regia: TRECARICHI, VITO    
gemere: documentario    
con Giovanni Aglio detto Vanni, Carlo Albano, Marta Aquila, Daniele Assirelli detto Gelato, Giulio Benedetti, Simona Biglietto, Massimo Bulli, Mattia Busani, Bettina Ciampolini, Luca Cirlini, Antonio Diurno, Daniela Escobar, Alfio Facheris in arte Alfio Furioso, Alexcia Germelli, Daniele Giacobbe in arte Layla Drag Queen, Teresa Giorgetti detta Terry Giusy Jambice, Gabriele Pagliarani, Christian Ricci detto Kraian, Veronica Ricci, Daniele Sacchi, Michela Sarti, Cosimo Sereni, Luca Staffieri, Silvia Vanucchi    
location: Italia
voto: 5    

Avete problemi di autostima? Vi sembra di avere un QI sotto la media? Se sì, allora Tipi da spiaggia - stesso titolo di un film degli anni Sessanta diretto da Mari Mattioli - è ciò che fa per voi e vi farà sentire dei premi Nobel. Già, perché la varia umanità che d'estate frequenta le spiagge di Rimini, Riccione Milano Marittima è un'accozzaglia di cerebrolesi con un'unica vocazione di genere: il rimorchio compulsivo per gli uomini e i selfie a raffica per le donne. Il documentario diretto da Vito Trecarichi e nato da un'idea di Alice Martinelli assembla le dichiarazioni - tra il mitomane e il delirante - di bagnini di lungo corso, drag queen e ciarpame vario dalle vaghe sembianze umane. È lo specchio di una (parte di) società degenerata che ha perso qualsiasi capacità relazionale e che non ha più alcun riferimento etico ma soprattutto estetico che non sia il bruttissimo da esibire con iattanza. A suo modo, un film esilarante, che ci racconta un'epoca da basso impero.    

domenica 11 marzo 2018

L'estate addosso

anno: 2016       
regia: MUCCINO, GABRIELE 
regia: commedia 
con Brando Pacitto, Matilda Lutz, Taylor Frey, Joseph Haro, Guglielmo Poggi, Jessica Rothe, Scott Bakula, Ludovico Tersigni, Timothy Martin, Tatiana Luter    
location: Cuba, Italia, Usa
voto: 2 

Marco (Pacitto) e Maria (Lutz) sono due compagni di classe che non si sopportano, freschi di diploma in un liceo ultra esclusivo della capitale, entrambi invitati a San Francisco da un terzo compagno di classe (Poggi), anch'egli sottoproletario, iscritto all'università di Stanford. Quest'ultimo trova loro una sistemazione da due suoi amici, una coppia gay dove i due romani vacanzieri dovrebbero sostare un paio di giorni al massimo. La gita si protrae invece per un mese, con tanto di escursione a Cuba, sigillando un'estate indimenticabile nella vita di tutti e quattro.
Scritto tra una colica renale e un attacco di dissenteria acuta, c'è da augurarsi che L'estate addosso possa siglare l'abbandono definitivo di Gabriele Muccino al territorio americano. Dopo i pessimi La ricerca della felicità e Sette anime, con quest'opera il regista romano mette in scena un racconto di formazione che coinvolge una ragazzetta con la puzza sotto il naso e bacchettona (pronta tuttavia a trasformarsi repentinamente in una maliarda seduttrice) e un adolescente incerto sul proprio futuro e avvolto da pensieri plumbei. Condito con il consueto corredo di scene madri, urlatissime (il bisogno di mettere i sui attori nelle condizioni di gridare arriva qui al parossismo di una scena in cui due dei quattro protagonisti si trovano sulla sommità di una duna per sentire l'eco dei loro strilli), il film è un bigino di frasi fatte che strizzano l'occhio a un esistenzialismo di maniera, toccando - con venature palesemente autobiografiche - il tema della ricerca della propria identità declinato secondo una storia d'amore impossibile. In un contesto così inconsistente, come sempre ultraborghese e lontanissimo dalla freschezza di Come te nessuno mai, a poco serve la colonna sonora di Jovanotti o le riprese che alternano dolly e piani sequenza, manifesto di un solido mestiere messo tuttavia a servizio di una scrittura sciattissima.    

venerdì 8 maggio 2015

Forza maggiore (Force Majeure)

anno: 2014       
regia: OSTLUND, RUBEN   
genere: drammatico   
con Kristofer Hivju, Lisa Loven Kongsli, Johannes Kuhnke, Clara Wettergren, Vincent Wettergren   
location: Francia, Svezia
voto: 6   

Una valanga "controllata" sta per abbattersi su una famiglia svedese che sta passando la settimana bianca sulle Alpi francesi. Nessuna conseguenza fisica, mentre la vera slavina sono le conseguenze psicologiche. Il padre (Kuhnke) rivela tutta la sua codardia davanti all'evento (preferisce salvare la pelle piuttosto che la famiglia), ma è restio ad ammetterlo e una coppia di amici, chiamata casualmente a fare da arbitro tra marito e moglie, va in crisi anch'essa scoprendo incoerenze e vanità. Ci vorrà un altro evento che sfiora il dramma prima che la famiglia possa ritrovare un brandello di unità.
Nel film dello svedese Ruben Östlund, premio della giuria 'un Certain Regard' a Cannes, si scorgono alcuni tratti tipici di molto cinema scandinavo (il senso di straniamento, il gusto del grottesco e del paradosso), qui messi a servizio di un raggelante kammerspiel sul tema della vergogna, sottolineato da lunghe inquadrature con la macchina da presa immobile, sforamenti nel bianco, campi lunghissimi, tutte espressioni di una sintassi filmica mirata a enfatizzare lo scollamento emotivo di una famigliola, e del suo entourage, felice soltanto in apparenza.    

lunedì 10 marzo 2014

Diario di una schiappa 3: Vita da cani (Diary of a Wimpy Kid: Dog Days)

anno: 2012   
regia: BOWERS, DAVID  
genere: commedia  
con Zachary Gordon, Steve Zahn, Robert Capron, Devon Bostick, Rachael Harris, Peyton List, Grayson Russell, Karan Brar, Laine MacNeil, Connor Fielding, Owen Fielding, Melissa Roxburgh, Phil Hayes, Terence Kelly, Bronwen Smith, Alf Humphreys, Elise Gatien, John Shaw, Andrew McNee, Tom Stevens, Bryce Hodgson, Christopher De-Schuster, Dalila Bela, Frank C. Turner, Emily Holmes, Jeff Kinney, Amitai Marmorstein, Roan Curtis, Sydney Wong, Reese Alexander, Cameron Mitchell Jr., Latonya Williams, Nicole Fraissinet, Doug Abrahams, Melody B. Choi, Wanda Ayala, Kyle Cassie, Kevin James, Amy Esterle, Gerry Durand, Joshua Ballard, Jared Abrahamson, Matteo Stefan, Collin MacKechnie, Sofia Bowers, Dawn Chubai, Matt Mazur, Anne Openshaw, Keith MacKechnie, Simon Chin, BJ Harrison, Russell Roberts, Paul Fisher, David Palacio, Oliver, Hero  
location: Usa
voto: 6

Al terzo episodio della serie, Greg (Gordon) ha ormai quattordici anni, l'anno scolastico è terminato ed è tempo di vacanze. Lui vorrebbe passarle sulla consolle dei videogiochi ma le contromisure paterne lo costringono all'aria aperta. E allora si inventa un lavoro che non ha per frequentare l'esclusivissimo club sportivo dove, insieme a quel ciccione del suo migliore amico (Capron), ha la possibilità di incontrare la sua compagna di scuola Holly (List).
Come spesso accade in casi del genere, quando la serie si allunga si comincia anche a sentire il fiato corto. Per Vita da cani valgono gli stessi pregi dei due episodi che lo hanno preceduto: ritmo pimpante, sguardo accorto sul mondo degli adolescenti, nessuna scorciatoia che passi per il linguaggio triviale, efficacissimi inserti animati. E se tutto funziona nella prima parte del film, nella seconda il personaggio ricavato dai best seller di Jeff Kinney annaspa un po' in un copione che risente di un'impostazione a gag, ma con momenti ugualmente felicissimi e un umorismo intelligente e mai banale.    

giovedì 6 marzo 2014

Sole a catinelle

anno: 2013       
regia: NUNZIANTE, GENNARO
genere: comico
con Checco Zalone, Robert Dancs, Miriam Dalmazio, Aurore Erguy, Marco Paolini, Pietro Valsecchi, Angie Alexander, Sandra Toffolatti, Alessandro Bressanello, Claudia Brovedani, Corina Negut, Andrea Righi
location: Italia
voto: 5,5

Durante una festa di gente ultrafacoltosa a bordo piscina, Checco, capitato lì per gli azzardi del caso, chiama i due camerieri: "Philip!", "Pino!". E al figlio (Dancs) che gli spiega che a scuola gli è stato insegnato il rispetto per il diverso, si rincuora quando capisce che l'esempio è riferito all'omosessuale e non al comunista. È una comicità di grana grossa quella che ha portato Checco Zalone a polverizzare ogni precedente record di incassi al cinema, facendone un fenomeno sociologico tutt'altro che irrilevante. Sicché ciò che più interessa non è l'inesistente formato cinematografico né la sceneggiatura a sketch, bensì le possibili ragioni di una così totale presa sul pubblico di massa. Innanzitutto la forma: una trama che non ha nulla di impegnativo, un road movie che racconta la vacanza di un genitore, venditore di aspirapolveri inebetito dal consumismo, col figlio di dieci anni. Poi i contenuti: ed è qui che il copione di Medici/Zalone e Nunziante fa bingo. I dialoghi sono la quintessenza del cerchiotottismo, riescono a essere politicamente scorretti conservando un alone di ambiguità che rende difficile, in assenza di mezzi adeguati, carpire la direzione del messaggio, che finisce con l'andare bene per chiunque, mescolando le bandiere della CGIL con le stilettate agli evasori con lo yacht. Che poi il film abbia ritmo, che l'ennesimo titolo meteorologico (dopo Cado dalle nubi e Che bella giornata) sia efficacissimo ed ottimista, capace di sovvertire il luogo comune, e che Zalone, con la sua calata vernacolare, il suo fisico tutt'altro che atletico - e quindi altamente rassicurante - e il suo candore da villico che si muove come un elefante in una cristalleria, strappi più volte la risata sono tutti elementi che stanno lì a spiegarne il pieno successo.    

giovedì 7 giugno 2012

Dove vai in vacanza?

anno: 1978   
regia: BOLOGNINI, MAURO * SALCE, LUCIANO * SORDI, ALBERTO
genere: commedia a episodi
con Ugo Tognazzi, Stefania Sandrelli, Pietro Brambilla, Clara Colosimo, Emilio Lo Curcio, Adriano Amidei Migliano, Lorraine De Selle, Ricky Tognazzi, Elisabetta Pozzi, Paola Orefice (Sarò tutta per te, di Mauro Bolognini; voto: 3)
Paolo Villaggio, Annamaria Rizzoli, Daniele Vargas, Gigi Reder, Peter Adabire, Paolo Paoloni, Paola Arduini (Sì, buana, di Luciano Salce; voto: 4)
Alberto Sordi, Anna Longhi, Evelina Nazzari, Stefania Spugnini, Alfredo Quadrelli, Filippo Ciro' (Le vacanze intelligenti, di Alberto Sordi; voto: 4,5)
location: Italia
voto: 5,5

La commedia a episodi, tanto in voga tra gli anni Sessanta e i Settanta, fa tappa al tema della vacanza con tre film al prezzo di uno. Durano oltre due ore e mezza gli episodi raccolti da Bolognini, Salce e Sordi che hanno in comune il tipico sapore agrodolce della commedia all'italiana.
Si parte con Tognazzi che decide di raggiungere la ex moglie Stefania Sandrelli, assai più giovane di lui, presso una bella villa a due passi dal mare, dove spera di darle due colpettini. La donna non fa che ricevere ospiti e gli intenti scoperecci del maturo dentista naufragheranno.
Nel secondo episodio - parodia del racconto di Hemingway Breve la vita felice di Francis Macomber - Paolo Villaggio, che fa sentire moltissimo la sua mano in fase di sceneggiatura, è un semialcolizzato rimasto in Africa dopo una disavventura con un tour operator cinico che lo ha messo nei guai.
L'ultimo episodio si incardina sulle figure di due fruttaroli romani che hanno fatto tanti sacrifici per mandare i loro figli all'università. Vengono ripagati da questi con l'organizzazione delle "vacanze intelligenti": dieta, tombe etrusche, musica dodecafonica, biennale di Venezia. È l'episodio più riuscito, divertente e vitale dei tre, sebbene in filigrana non sia difficile leggerci una forte posa conservatrice e una massiccia dose di qualunquismo all'insegna della "filosofia della pastasciutta" (Kezich). Quello di Salce possiede alcuni guizzi geniali sulla scia di Fantozzi mentre l'episodio diretto da Bolognini fa troppo affidamento sulla sola prova di Tognazzi. Siamo tra la satira sociale e il cinema scorreggione, con un risultato complessivamente meno peggio di tanti altri film a episodi.

venerdì 4 aprile 2003

Dillo con parole mie

anno: 2003       
regia: LUCHETTI, DANIELE
genere: commedia
con Stefania Montorsi, Martina Merlino, Giampaolo Morelli, Marco Piras       
location: Grecia, Italia
voto:1

Le parole del titolo non sono quelle di Daniele Luchetti, regista che ha licenziato film di tutto rispetto come Arriva la bufera, Il portaborse e La scuola. Quelle parole, in fase di soggetto e di sceneggiatura, le ha invece scritte Stefania Montorsi, compagna del regista e attrice di dubbie qualità, che col suo copione ci porta in un'isola della Grecia, dove zia Stefania (la stessa Montorsi) spera di trovare la quiete all'indomani della chiusura del rapporto con Andrea (Morelli) e dove sua nipote, la quindicenne Meggy (Merlino), spera di riuscire a perdere la verginità. La bislacca commedia degli equivoci prevede, guarda un po', che Meggy si vada ad innamorare, ignara, proprio di Andrea, anch'egli deciso a smaltire i ricordi della relazione nella medesima isola. Nel finale prevedibilissimo (Stefania e Andrea tornano insieme) c'è posto anche per un imbarazzante sipario in chiave musical.
Dopo il flop del film precedente (I piccoli maestri), Luchetti imbocca direttamente la strada del suicidio artistico. Ad un copione insipido si somma l'incapacità delle due protagoniste, la ricerca della battuta a tutti i costi e qualche furberia in fase di montaggio, con tanto di siparietti nei quali gruppi di vacanzieri di mezzo mondo presentano se stessi. Troppo, davvero troppo, per non lasciare di stucco lo spettatore più bendisposto, che in Dillo con parole mie non può cogliere neppure un vago spunto di riflessione sul confronto intergenerazionale.    

sabato 15 settembre 2001

Il mistero dell’acqua (The weight of water)

anno: 2001       
regia: BIGELOW, KATHRYN   
genere: giallo   
con Anders W.Berthelsen, Katrin Cartlidge, Ciaran Hinds, Elizabeth Hurley, Josh Lucas, Catherine McCormack, Sean Penn, Sarah Polley, Vinessa Shaw, Ulrich Thomsen    
location: Regno Unito
voto: 5   

Nel 1873, nell'isola di Smuttynose, a largo della costa del New Hampshire, due donne vengono uccise a colpi d'ascia. Un uomo (Hinds) che viveva nella loro casa viene incolpato del delitto. Oltre un secolo più tardi - ai giorni nostri - la giornalista Jean Nichols (McCormack) si reca sul posto in compagnia del marito (Penn), del cognato (Lucas) e della moglie di quest'ultimo (Hurley) in barca a vela con lo scopo di raccogliere indizi a discolpa dell'impiccato. In una progressiva abreazione, per Jean riaffiorano antiche verità sepolte che riguardano il rapporto tra suo marito - poeta di larga fama - e la moglie del cognato. Quella che sembrava essere una specie di vacanza avventurosa si conclude in tragedia.
Pur bravissima nel creare un'atmosfera morbosa, la Bigelow adotta una cifra narrativa contorta, nella quale il racconto procede parallelamente tra il presente e il passato, con flashback nei flashforward e con un montaggio intricatissimo. Risucchiato nel vortice delle troppe ellissi, lo spettatore accampa aspettative sul finale che verranno puntualmente disattese. Così, il film si risolve come una gigantesca cornice senza il quadro, il un eccesso di irritante albagia intellettualoide. La Cartlidge morì assurdamente di setticemia un anno dopo, nel settembre 2002.    

venerdì 7 settembre 2001

The hole

anno: 2001   
regia: HAMM, NICK 
genere: giallo 
con Thora Birch, Desmond Harrington, Daniel Brocklebank, Laurence Fox, Keira Knightley, Embeth Davidtz, Steven Waddington, Emma Griffiths Malin, Gemma Powell, Gemma Craven, Anastasia Hille, Kelly Hunter 
location: Regno Unito
voto: 7

Per vivere un'avventura insolita e sfuggire alla noia della gita scolastica o a quella del ritorno a casa, quattro figli di papà di un liceo inglese - due ragazze e due ragazzi - si fanno portare da un loro compagno (Brocklebank) in un bunker in disuso collocato nel bel mezzo di un bosco. Rimasti intrappolati all'interno del "buco" per dieci giorni, tre di loro soccombono mentre l'unica sopravvissuta (una Thora Birch assai maturata dai tempi de Il mio amico Zampalesta) dà conto di quanto avvenuto ad una psicologa, mentre il ragazzo che li ha accompagnati viene tenuto sotto torchio. Sembra che quest'ultimo abbia voluto compiere una crudele ritorsione, ma la realtà - ben più agghiacciante - è un'altra e il movente sta tutto in un innamoramento debordante.
Sceneggiato da Ben Court e Caroline Ip, il secondo lungometraggio di Nick Hamm cita successi coevi (The Blair Witch Project, Il collezionista) e passati (Picnic a Hanging Rock) e ricorre a un trucco - quello della ricostruzione inventata di sana pianta - che da I soliti sospetti in poi sembra affascinare molto la new wave hollywoodiana. L'impianto narrativo ha una solidità che sarebbe piaciuta a Hitchcock, l'atmosfera è sapientemente orchestrata in chiave psicologica su registri morbosi e claustrofobici, il finale non è affatto consolatorio. Quanto basta per confezionare un solido film di genere.

sabato 1 settembre 2001

Harry un amico vero (Harry un ami qui vous veut du bien)

anno: 2000   
regia: MOLL, DOMINIK
genere: thriller
con Sergi Lopez, Laurent Lucas, Mathilde Seigner, Sophie Guillemin, Liliane Rovère, Dominique Rozan, Michel Fau, Lorena Caminata, Laurie Caminata, Victoire De Koster
location: Francia
voto: 8

In viaggio per le vacanze con la sua famiglia, Michel (Lucas) incontra fortuitamente Harry (Lopez), un suo compagno del liceo. Invadente, mefistofelico e inopportuno, Harry riesce a farsi invitare con la sua compagna Prune (Guillemin) da Michel. È nella residenza montana di Michel che iniziano ad accadere strane cose: i genitori di Michel muoiono in un incidente stradale, il fratello sparisce e la presenza di Harry si fa sempre più opprimente. Fino a quando a Michel non diventa tutto improvvisamente chiaro…
Dominik Moll è abilissimo nel tessere una trama avvincente sulla falsariga di film acquatici come Ore 10: calma piatta, Cape fear e Acque profonde, morbosa ed angosciante, salvo poi caricare eccessivamente di aspettative un film che trova un finale intrigante ma lascia in sospeso alcuni elementi. La scelta del cast non avrebbe potuto essere migliore; l'esordio di Moll sfiora il capolavoro di un soffio.    

giovedì 16 settembre 1999

Casotto

anno: 1977       
regia: CITTI, SERGIO 
genere: grottesco 
con Jodie Foster, Mariangela Melato, Michele Placido, Luigi Proietti, Paolo Stoppa, Ugo Tognazzi, Franco Citti, Catherine Deneuve, C.Algranti, McKenzie Bailey, Massimo Bonetti, Ninetto Davoli, K.Marchand, M.Marsili, Flora Mastroianni, Anna Melato, Carlo Croccolo 
location: Italia       
voto: 6,5

In uno spogliatoio del litorale di Ostia transita la fauna umana più strana. C'è una coppia di anziani (Paolo Stoppa e Flora Mastroianni) che vorrebbe appioppare la nipotina incinta (Jodie Foster) prima ad un parente (Michele Placido) e quindi ad un avventore dongiovanni (Luigi Proietti). C'è un funzionario all'apparenza irreprensibile (Ugo Tognazzi) che si lascia sfilare la cintura di castità da due sorelle decise a tutto (Anna e Mariangela Melato). C'è una coppia di fidanzati avanti con gli anni che non riesce a consumare il primo amplesso. Ci sono un prete con un doppio membro virile, una squadra di nuotatrici allenate da un sadico e due militari in cerca di avventure.
Vincenzo Cerami e Sergio Citti realizzano un'opera di cinema estremo dal "tono elegantemente plebeo" (Kezich), tutta giocata all'interno di uno spogliatoio balneare di pochi metri quadrati. Scherzano sui corpi (ci sono membri maschili striminziti, testicoli che escono dal costume, corpi in antitesi coi modelli del machismo) e smitizzano la funzione catartica dell'amplesso portando sulla ribalta un'umanità popolare e schietta, vivace e divertente, protagonista di siparietti tuttavia diseguali in ragione anche dell'eterogeneità del cast .    

domenica 21 febbraio 1999

Acque profonde (Head above water)

anno: 1996       
regia: WILSON, JIM 
genere: giallo 
con Harvey Keitel, Cameron Diaz, C.Sheffer, B.Zane, S.Duffin 
location: Usa
voto: 6,5 

Il draconiano giudice George (Harvey Keitel) sta passando le vacanze in un'isoletta del Maine con la propria mogliettina Nathalie (Cameron Diaz) che ha la metà dei suoi anni ed un passato segnato dal consumo di stupefacenti. Quando parte per una due giorni di pesca, alla donna va a fare visita un suo ex (Billy Zane), il quale - dopo averla corteggiata per una notte - si ritrova morto stecchito sul giaciglio coniugale. Nathalie dapprima nasconde il cadavere, quindi decide di rivelare tutto al marito. Le cose si complicano al punto da rendere insostenibile la verità e da innescare una spirale di reciproci sospetti triangolati tra George, Nathalie e Lance (Craig Sheffer), un marinaio dell'isola. Dopo continui colpi di scena, si approda ad un finale in chiave da commedia nera che richiama illustri precedenti (Gazebo, Arsenico e vecchi merletti o La congiura degli innocenti). Divertente, ricchissimo di trovate originali tanto a livello scenografico che narrativo, girato con mestiere, il film tratto dal soggetto di Geir Eriksen e Eirik Ildahl e sceneggiato da Theresa Marie soffre soltanto per la recitazione non sempre all'altezza di un Keitel fuori parte e dei suoi comprimari. A suo modo, è un piccolo grande film.    

martedì 10 dicembre 1996

Ferie d'Agosto

anno: 1996       
regia: VIRZÌ, PAOLO   
genere: commedia   
con Silvio Orlando, Laura Morante, Ennio Fantastichini, Sabrina Ferilli, Gigio Alberti, Piero Natoli, Antonella Ponziani, Rocco Papaleo    
location: Italia
voto: 5   

A Ventotene, si incontrano due famiglie agli antipodi: di sinistra, malinconica e disciplinata la prima (rappresentata da Silvio Orlando); di destra, chiassosa ed incivile la seconda (capeggiata da Ennio Fantastichini). Presto tra i due clan si esaspererà il conflitto.
Riflessione stereotipata e partigiana sul conservatorismo ed il progressismo nazionale, con inutili momenti di sentimentalismo, che non trova il giusto equilibrio tra la satira di costume e l'analisi sociologica. Giunonica presenza delle due donne delle famiglie rivali (Ferilli e Morante).