Visualizzazione post con etichetta fantasmi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta fantasmi. Mostra tutti i post

sabato 12 gennaio 2019

Un bacio

anno: 2015       
regia: COTRONEO, IVAN    
genere: drammatico    
con Rimau Grillo Ritzberger, Valentina Romani, Leonardo Pazzagli, Thomas Trabacchi, Susy Laude, Giorgio Marchesi, Simonetta Solder, Sergio Romano, Laura Mazzi, Eugenio Franceschini, Denis Fasolo, Lisa Galantini, Sara Bertelà, Alessandro Sperduti    
location: Italia
voto: 4,5    

Blu (Romani), Antonio (Pazzagli) e Lorenzo (Grillo Ritzberger) sono tre sedicenni che frequentano la stessa scuola e sono oggetto di bullismo e discriminazione da parte dei compagni. Blu viene stigmatizzata perché tutti sanno che ha fatto una gang bang per compiacere il suo ragazzo; Antonio è tanto abile nella pallacanestro quanto impacciato nelle relazioni. Gli pesa il ricordo di un fratello morto (Sperduti) il cui fantasma lo ossessiona ed è invaghito di Blu. Lorenzo è un orfano che è stato adottato da una coppia di larghe vedute che non si fa alcun problema rispetto all'ostentazione pervicace dell'omosessualità del ragazzo, che è peraltro innamorato di Antonio.
Ambientato a Udine e costellato nella prima parte da squarci onirici e deviazioni in chiave musical (inollerabile quella della prova di abiti vintage) con tanto di animazioni coreograficamente accattivanti, l'opera seconda di Ivan Cotroneo è anch'essa tratta da un suo romanzo. Il film - a metà strada tra teen movie, musical ultrapop con canzoncine inascoltabili e involontaria parodia di Jules & Jim - vorrebbe essere un coraggioso apologo sulla tolleranza e contro il pregiudizio, ma tra muccinismi, iperboliche svolte melò e quell'aria saputella, sprezzante e insopportabile di Rimau Grillo Ritzberger (non a caso, non lo ha chiamato più nessuno), Un bacio finisce per schiantarsi contro il suo stesso oggetto, rischiando un totale effetto boomerang.    

sabato 16 settembre 2017

I figli della notte

anno: 2016       
regia: DE SICA, ANDREA
genere: drammatico 
con Vincenzo Crea, Ludovico Succio, Fabrizio Rongione, Yuliia Sobol, Luigi Bignone, Pietro Monfreda, Michael Bernhard Plattner, Dario Cantarelli   
location: Italia
voto: 4,5 

In un collegio dell'Alto Adige nato per "allevare la futura classe dirigente", che sembra l'Overlook Hotel di Shining, Giulio (Crea) conosce Edoardo (Succio), una specie di Lucignolo avverso a quell'istituzione totale più di ogni altro studente. Tra i due nasce un'amicizia che li porterà a scoprire mondi oscuri e inesplorati e a mettersi contro l'educatore-sorvegliante (Fabrizio Rongione, attore-feticcio dei fratelli Dardenne) che vigila continuamente su di loro.
Al suo esordio dietro la macchina da presa Andrea De Sica dimentica completamente la lezione di nonno Vittorio, peccando soprattutto nell'imbarazzante direzione degli attori. Dal suo script pretenzioso escono personaggi che, più che figli della notte, sembrano figli di papà o di buona donna, tutti indistintamente odiosi, messi a corredo di una trama implausibile sul tema dell'iniziazione al male con venature horror (echi del cinema di Dario Argento) e di una cornice gotica che cerca di esibire con magniloquenza tratti autoriali, riuscendoci soltanto in alcuni momenti e rimanendo lontanissimo da film di ambientazione simile come Another country, Arrivederci ragazzi o Il nodo alla cravatta.    

martedì 23 agosto 2016

Images

anno: 1972   
regia: ALTMAN, ROBERT   
genere: drammatico   
con Susannah York, René Auberjonois, Marcel Bozzuffi, Hugh Milais, Cathryn Harrison, John Morley    
location: Usa
voto: 6,5   

Una donna giovane e benestante, Catheryn (York), crede di essere oggetto di persecuzioni telefoniche da parte di una misteriosa voce femminile che la informa a proposito di presunte infedeltà del marito (Auberjonois). Con quest'ultimo la donna si trasferisce nella loro casa di campagna, nella quale Catheryn rivede il fantasma di un amante avuto anni prima (Bozziffi) e dove fa loro visita un uomo (Milais) col quale, in passato, c'è stata una accidentata liason. La donna dà fondo a tutta la sua schizofrenia.
Thriller psicologico che parte incrociando le tematiche del tradimento, della colpa, del lutto e della gelosia, ma che finisce per avvitarsi su sé stesso in maniera labirintica quando prova a sondare più da vicino lo sdoppiamento della protagonista, l'attrice Susannah York, dai cui racconti è tratto il film. Altman conferisce al tutto un'impeccabile messa in scena con divagazioni horror, ma la parte migliore la gioca il mai abbastanza apprezzato musicista giapponese Stomu Yamashta, all'epoca uno dei nomi di punta dell'avanguardia elettronica mondiale, con rumorismi ad altissimo tasso ansiogeno.

domenica 15 febbraio 2015

Birdman (o l'imprevedibile virtù dell'ignoranza)

anno: 2014       
regia: GONZALEZ INARRITU, ALEJANDRO
genere: grottesco
con Michael Keaton, Emma Stone, Kenny Chin, Jamahl Garrison-Lowe, Zach Galifianakis, Naomi Watts, Jeremy Shamos, Andrea Riseborough, Katherine O'Sullivan, Damian Young, Keenan Shimizu, Akira Ito, Natalie Gold, Merritt Wever, Edward Norton, Michael Siberry, Clark Middleton, Amy Ryan, William Youmans, Lindsay Duncan, Paula Pell, David Fierro, Hudson Flynn, Warren Kelly, Joel Marsh Garland, Brent Bateman, Donna Lynne Champlin, Valentino Musumeci, Taylor Schwencke, Craig muMs Grant, Kyle Knauf, Dave Neal, Kelly Southerland, Roberta Colindrez, Catherine Peppers, Frank Ridley, Janis Corsair, Rakesh Shah, Bill Camp, Malachi Weir, Jackie Hoffman, Stephen Adly Guirgis, Glenn Wein, Ebrahim Jaffer, Nicolas Rain Noe, Susan Blackwell, Anna Hardwick, Dusan Dukic, Helena-Alexis Seymour, Ian Finlay
location: Usa
voto: 6

Vent'anni prima divenne una celebrità grazie all'interpretazione di un supereroe, Birdman, che continua a ossessionarlo con un fantasma fastidioso. Oggi Riggan Thomson (Keaton) cerca di riciclarsi, nobilitandosi attraverso il teatro e mettendo in scena una pièce di Raymond Carver, Di cosa parliamo quando parliamo d'amore? Bisogna però trovare un comprimario all'altezza (Norton), sedare gli istinti suicidi della figlia (Stone), blandire la critica e trovare una cifra stilistica che garantisca il ritorno al successo.
Una serie di veri piani sequenza per generare un unico, interminabile piano sequenza falso, con diffrazioni temporali e scantonamenti semionirici sono gli stumenti che Alejandro González Iñárritu adotta per raccontare le mostruosità di Broadway, in un film-pamphlet raggelante, cupissimo: è questa la fatica numero cinque del regista messicano, la seconda senza Guillermo Arriaga dopo Biutiful. Un'opera di abbacinante virtuosismo (fotografia, attori, tutto), estrema, un atto d'accusa feroce che non rismarmia nessuno (attori vanitosi, critica ottusa, pubblico bovino, media pronti a vampirizzare qualsiasi evento) e che si consuma in due ore di interminabili camminate tra corridoi angusti e con il bordone di un'incessante logorrea sostenuta da continui colpi di batteria (quella di Antonio Sanchez, il percussionista di Pat Metheny e molti altri jazzisti, qui alla sua prima colonna sonora), stranianti e slabbrati, a sottolineare l'alienazione di un protagonista dall'ego smisurato, alla ricerca compulsiva di un riscatto, più o meno come al protagonista, Michael Keaton, è capitato dopo lo straordinario successo di Batman. Ma è proprio quell'imprevedibile virtù dell'ignoranza del sottotitolo, la boria crassa di chi crede nel potere taumaturgico del teatro come forma alta finendo col devastarlo a colpi di imprevisto, che darà a Riggan l'agognata pagina di plauso sui giornali che contano.
Film destinato a fare epoca, Birdman risente di quello stesso eccesso di ambizione che ha fatto di lavori come Interstellar, Avatar o Synecdoche, New York opere riuscite a metà, anche se per ragioni diversissime, ma tutte accomunate da un'attenzione esagerata per la forma e dall'affastellamento dei piani narrativi.    

giovedì 18 dicembre 2014

Il ragazzo invisibile

anno: 2014       
regia: SALVATORES, GABRIELE
genere: fantastico
con Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Ksenia Rappoport, Aleksei Guskov, Noa Zatta, Raicho Vasilev, Hristo Jivkov (Christo Jivkov), Assil Kandil, Filippo Valese, Enea Barozzi, Riccardo Gasparini, Vernon Dobtcheff, Vilius Tumalavicius, Vincenzo Zampa, Diana Höbel
location: Italia, Russia
voto: 6

Sono quasi 20 anni, dai tempi di Nirvana, che Salvatores cerca di perseguire una sua strada originale nell'ambito del cinema italiano. Quasi sempre, tuttavia, inciampando nello stesso difetto: il magma caotico dello script. Se da una parte se ne ammira il coraggio e il tentativo di innovazione (dalle prime commedie alla fantascienza di Nirvana, passando per il registro grottesco di Denti, il pulp in una chiave quasi western di Amnèsia, il noir di Quo vadis baby e Come Dio comanda, fino al meta-cinema di Happy family e ai documentari 1960 e Italy in a day), dall'altra si avverte sempre la mancanza di qualcosa, un'incompletezza quasi disturbante e, appunto, caotica, segnata da un gusto sempre meno dissimulato per il citazionismo.
Non fa eccezione questo Il ragazzo invisibile (il debito nei confronti dell'idea di fondo de L'uomo invisibile, film del 1933, è palese), ennesimo racconto di formazione (dopo Io non ho paura ed Educazione siberiana) che parte come una storia di bullismo tra i banchi di scuola, prosegue come un fantasy e si chiude come un racconto distopico su un gruppetto di fanatici che vuole sfruttare il "dono" del piccolo protagonista per utilizzarlo a scopi militari. Il problema è che i cattivi non sanno chi sia il ragazzino con questo dono e il dodicenne protagonista (Girardello) crede di avere ricevuto la capacità di diventare invisibile grazie a un costume di quart'ordine acquistato in occasione della festa di Halloween. Ecco allora arrivare il diluvio a massima entropia dello script: una madre single (Golino) che non è la sua vera madre, un padre cieco e sensitivo (Jivkov) che lo guida da lontano, Chernobyl, le mutazioni genetiche, un losco personaggio che artiglia le menti altrui, il bullo che si sbulla, i ragazzini rapiti, la sottotrama amorosa e chi più ne ha, più ne metta. Un'operazione sprecata, caratterizzata da un uso sorvegliato degli effetti speciali, da una irritante trascuratezza nella direzione degli attori (soprattutto i più piccoli) e da un finale sibillino e pretestuoso che sembra voler indicare la strada per un possibile sequel.    

venerdì 4 luglio 2014

The Iron lady

anno: 2011       
regia: LLOYD, PHYLLIDA
genere: biografico
con Meryl Streep, Jim Broadbent, Susan Brown, Alice da Cunha, Phoebe Waller-Bridge, Iain Glen, Alexandra Roach, Victoria Bewick, Emma Dewhurst, Olivia Colman, Harry Lloyd, Sylvestra Le Touzel, Michael Culkin, Stephanie Jacob, Robert Portal, Richard Dixon, Amanda Root, Clifford Rose, Michael Cochrane, Jeremy Clyde, Michael Simkins, Eloise Webb, Alexander Beardsley, Nicholas Farrell, John Sessions, Anthony Head, Richard Syms, David Westhead, Julian Wadham, Richard E. Grant, Angus Wright, Roger Allam, Michael Pennington, John Harding, Simon Chandler, Stephen Boxer, Jasper Jacob, Rupert Vansittart, Robin Kermode, Andrew Havill, Michael Elwyn, Peter Pacey, Jeremy Child, James Smith, Hugh Ross, Chris Campbell, Paul Bentley, Martin Wimbush, Simon Slater, David Cann, Christopher Luscombe, Angela Curran, Michael Maloney, Pip Torrens, Nick Dunning, David Rintoul, Nicholas Jones, Richard Goulding, Matthew Marsh, Willie Jonah
location: Regno Unito
voto: 4,5

I due politici che hanno dato il maggiore contributo alla distruzione dell'economia occidentale, all'abbattimento dello stato sociale e all'incontinenza bulimica della finanza creativa sono finiti allo stesso modo: due vecchi rimbambiti con badante al seguito, tra Alzheimer e pazzia. La crisi di oggi la dobbiamo alle liberalizzazioni di ieri, quelle volute in maniera spregiudicata da Reagan e dalla Thatcher. La modestissima biopic di Phyllida Lloyd parte proprio dalla fine, dagli anni in cui la lady di ferro (Streep) si aggira tra le numerosissima stanze della sua casa di Chester Square con il fantasma del marito (Broadbent) costantemente alle spalle. Attraverso un'interessante sovrapposizione di piani temporali - unico elemento di valore del film insieme all'interpretazione come sempre magistrale di Maryl Streep, qui al terzo Oscar dopo quelli ricevuti per Kramer contro Kramer e La scelta di Sophie - presente e passato della donna si sovrappongono restituendo il senso di una deriva folle, peraltro accompagnata dall'alcol. Nata Roberts (il cognome Thatcher era quello del marito Denis), la figlia di un bottegaio conservatore, grazie alla sua invidiabile tenacia, sarebbe col tempo arrivata a essere la prima ministra donna dell'intero mondo occidentale, nonché la più resistente primo ministro in carica (i suoi tre mandati durarono dal 1979 al 1990). La Thatcher seppe farsi largo in un mondo dominato dagli uomini, imponendo le sue idee retrive, il suo disprezzo per l'uguaglianza e la solidarietà, il suo spirito guerrafondaio venato di rigurgiti di imperialismo, come dimostrò il caso della guerra delle Falkland. Un personaggio odioso, capace di applicare con ostinazione il suo modello di darwinismo sociale a qualsiasi ambito, trattata con tocco fin troppo felpato dalla regia stucchevole della Lloyd (alla quale vanno però riconosciute notevoli sequenze nelle scene collettive) e dal copione agiografico di Abi Morgan, persino rispetto a uno degli episodi più disgustosi che coinvolsero l'inquilina numero uno di Downing Street: quello della repressione contro gli esponenti dell'IRA. Senza contare i portuali, il massacro ai danni del sindacato, l'iniquità nel sistema di tassazione. Chi volesse farsi un'idea di chi sia stata Margareth Roberts in Thatcher dovrebbe partire da ben altro e astenersi dalla visione di questo film fazioso e irritante.    

domenica 12 gennaio 2014

Dream House

anno: 2011   
regia: SHERIDAN, JIM
genere: horror
con Daniel Craig, Naomi Watts, Rachel Weisz, Elias Koteas, Marton Csokas, Taylor Geare, Claire Geare, Rachel G. Fox, Jane Alexander, Brian Murray, Bernadette Quigley, Sarah Gadon, Gregory Smith, Mark Wilson, David Huband, Martin Roach, Jean Yoon, Lynne Griffin, Jonathan Potts, Marlee Otto, Nigel Henry, Bryon Mumford, Joe Pingue, Ryan Blakely, Karen Glave, David Fox
location: Usa
voto:1,5

Scricchiolii, porte che sbattono, finestre che si rompono, fantasmi. Avete presente l'armamentario più corrivo del cinema horror? Ecco, Jim Sheridan, a corto totale di idee, arraffa a piene mani da quel bagaglio per principianti per andarci a raccontare la storiellina di un editore (Craig) che lascia il lavoro per occuparsi della famiglia. Ma intorno alla grande casa fuori città dove abita con la moglie (Weisz) e le due figliolette sembra che tutti sappiano che in quella abitazione è stata compiuta una strage di cui fu indiziato il capofamiglia. Deciso a scoprire la verità, l'uomo si mette sule tracce di una vicina di casa (Watts) che sembra saperne parecchio.
I primi venti minuti, grazie all'armamentario di cui sopra, sono già il minimo sindacale del racconto filmico. Dopo, la storia si sbraca del tutto: amanti, tradimenti, vendette, ospedali psichiatrici e poco ci manca che non arrivino anche Maciste e i bersaglieri. Tutto centrifugato in maniera da assicurarsi che il pubblico, confuso tra ruzzoloni, colpi di pistola e incendi, esca dalla sala convinto di avere assistito a un film. Il capitolo più basso nella filmografia del regista di Brothers e Il mio piede sinistro.    

giovedì 7 marzo 2013

Pirati dei Caraibi - La maledizione della prima luna (Pirates of the Caribbean: the curse of the black pearl)

anno: 2003   
regia: VERBINSKI, GORE  
genere: avventura  
con Johnny Depp, Geoffrey Rush, Orlando Bloom, Keira Knightley, Jack Davenport, Jonathan Pryce, Lee Arenberg, Mackenzie Crook, Damian O'Hare, Giles New, Angus Barnett, David Bailie, Michael Berry Jr., Isaac C. Singleton Jr., Kevin McNally, Brye Cooper, Lauren Maher, Antonio Valentino, Ben Wilson, Vince Lozano, Trevor Goddard, Christian Martin, Dustin Seavy, Greg Ellis, Martin Klebba, Ben Roberts, Sam Roberts, Vanessa Branch, Ian McIntyre, Owen Finnegan, Mike Babcock, Michael Sean Tighe, Lucinda Dryzek, Dylan Smith, Paul Keith, Paula Jane Newman, Ralph P. Martin, Guy Siner, Zoe Saldana, Treva Etienne  
location: Usa
voto: 5

Nel XVII secolo, per sciogliere un incantesimo che li rende fantasmi ogni volta che c'è la luna piena, i pirati della nave Perla nera, guidati da Barbossa (Rush), cercano una stilla di sangue della persona che deve restituire l'ultimo medaglione legato alla maledizione di Montezuma. Ma il pirata Jack Sparrow (Depp) è determinato a riprendersi la nave che gli appartiene mentre l'esercito di Port Royal si muove a fatica per sedare le intemperanze della bella di corte (Knightley).
Cinema fracassone tutto effetti speciali: gli adolescenti ci vanno a nozze; per un adulto il gioco alla lunga stanca.    

venerdì 8 luglio 2005

Ferro 3 - La casa vuota

anno: 2004       
regia: KI-DUK, KIM   
genere: fantastico   
con Seoung-yeon Lee, Hee Jae, Hyuk-ho Kwon, Jin-mo Joo, Jeong-ho Choi, Joo-suk Lee, Mi-sook Lee, Sung-hyuk Moon, Jee-ah Park, Jae-yong Jang, Dah-hae Lee, Han Kim, Se-jin Park, Dong-jin Park, Jong sub Lee, Ui-soo Lee    
location: Corea del Sud
voto: 6   

Entra come un fantasma nella case dei proprietari partiti per le vacanze, ripara tutto ciò che non funziona, lava i panni, si appisola, si fa una doccia e riparte come un eroe gentile il protagonista (Lee) di questo insolito film di Kim Ki-Duk. Nella parabola avventurosa del protagonista si imbatte una donna triste e maltrattata dal marito (Jae), che decide di seguire il ragazzo in un'avventura sentimentale afasica, fatta di una complicità che tocca il grado zero del dialogo. Ma il ragazzo finisce in carcere, la sua fisicità gentile si dematerializza in una presenza impalpabile e vendicativa. Così il film rivela la propria chiave metaforica: l'umanità vista come una casa disabitata, che aspetta un'azione, al di là del bene e del male, per poter cambiare, imparando a prendere e lasciare.    

martedì 15 marzo 2005

Cuore sacro

anno: 2005       
regia: OZPETEK, FERZAN   
genere: drammatico   
con Barbora Bobulova, Andrea Di stefano, Lisa Gastoni, Massimo Poggio, Erica Blanc, Enrica Ajo', Luigi Angelillo, Gianlorenzo Brambilla, Michela Cescon, Francesco De vito, Camille Dugay comencini, Barbara Folchitto, Elisabetta Pozzi, Paolo Romano, Stefano Santospago, Stefania Spugnini, Caterina Vertova            
location: Italia
voto: 5   

Irene Ravelli (Bobulova) è una giovane manager romana che - con zelo carico di rampantismo - gestisce un colosso della finanza. La sua vita subisce una svolta quando deve prendere decisioni sulla ristrutturazione della casa avita nel centro capitolino: la palazzina lascia affiorare i fantasmi di una madre morta misteriosamente ed è il luogo d'incontro con una ragazzina selvatica (Dugay Comencini) che la introduce in un mondo di sofferenze. È allora che Irene subisce un'autentica conversione, stabilendo di trasformare la palazzina in un centro di accoglienza per clochard. Misticismo o follia?
Ozpetek offre l'ennesima variante sul solito meccanismo dell'esplorazione di mondi "altri" lavorando su un tema difficile come quello della pietà (il richiamo michelangiolesco nel film è a dir poco imbarazzante). L'impostazione è manichea, la soluzione "razionalista" sul finale risulta poco convincente e qualche ellissi simbolica non avrebbe certo penalizzato il film. A fronte di un eccesso di tracotanza, al film dell'italo-turco vanno riconosciute qualità stilistiche (i piani sequenza che fanno passare la protagonista dalla dimensione reale a quella immaginaria sono davvero ben fatti) e la capacità di emozionarci anche con storie del tutto implausibili.    

domenica 5 dicembre 1999

The sixth sense – Il sesto senso

anno: 1999       
regia: SHYAMALAN, M.NIGHT 
genere: horror 
con Bruce Willis, Toni Collette, O.Williams, Haley Joel Osment         
location: Usa
voto: 7,5

Il dottor Malcolm Crowe (Bruce Willis), un affermato psichiatra di Philadelphia, sta studiando il caso di Cole (il bravo Collette), un bambino che gli racconta di essere perseguitato da orribili fantasmi. Il caso gli ricorda quello di un paziente del passato, che una notte si introdusse armato in casa sua rimproverandolo di averlo abbandonato e sparandogli. Crowe trova il modo per far sì che il bambino riesca a non avere più paura di questi fantasmi. Sulla carta sembra una storiella per cerebrolesi. Al cinema, il film del regista indiano è un fantathriller con risvolti psicanalitici sostenuto da un'altissima tensione e da un'atmosfera inquietante che rapisce irrimediabilmente lo spettatore. Il film ha un sottofinale strepitoso e un finale che merita di campeggiare stabilmente tra le punte più alte del cinema horror, realizzato risparmiando sull'idiozia dei cadaveri e degli effetti speciali e puntando sull'intelligenza di un'eccellente sceneggiatura.