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domenica 8 novembre 2015

Alaska

anno: 2015       
regia: CUPELLINI, CLAUDIO  
genere: sentimentale  
con Elio Germano, Astrid Berges-Frisbey, Valerio Binasco, Elena Radonicich, Antoine Oppenheim, Paolo Pierobon, Pino Colizzi, Marco d'Amore, Roschdy Zem, Anastasia Vinogradova, Xavier Lemaître, Eric Caruso, Fred Epaud, Maria Sole Mansutti, Riccardo Floris, Stefano Fregni, Nadia Aldridge, Rossana Mortara, Anna Zelthonosova, Florence Villain, Hazel Morillo, Édouard Giard, Gharbi Anis, Dov Maman, Orietta Notari, Roberta Rovelli, Nicola Sisti Ajmone, Gianni Bissaca, Désirée Giorgetti, Elena Vettori, Davide Artico   
location: Francia, Italia
voto: 8  

Lui (Germano) fa il cameriere in un hotel parigino a 5 stelle, lei (Berges-Frisbey) è un'aspirante fotomodella poco convinta. Si incontrano per caso nella terrazza di quello stesso albergo, fanno una bravata e la vicenda finisce male. Da lì il carcere (per lui) e il successo professionale (per lei), l'inizio di una storia d'amore che li porterà a Milano, contrappesi di una bilancia esistenziale che quando pende da una parte si impenna dall'altra, e viceversa.
Alaska, terzo film di Claudio Cupellini esclusivamente a sua firma, arriva nelle sale a cinque anni di distanza da Una vita tranquilla, proponendo ancora una volta il racconto di un'esistenza apolide. Su una trama fittissima e in qualche passaggio ai limiti del verosimile, nella quale assistiamo al saliscendi continuo dei protagonisti sull'ascensore della mobilità sociale, si innesta una gamma ricchissima di chiaroscuri emozionali che rendono pulsante e tangibilissimo il travaglio sentimentale dei due protagonisti, serviti da una coppia di attori che giganteggiano e aiutati da alcune sottotrame dalle quali emergono soprattutto a tutto tondo i ritratti dell'amicizia virile.    

venerdì 20 luglio 2012

Italiano per principianti

anno: 2000   
regia: SCHERFIG, LONE 
genere: commedia 
con Anders W. Berthelsen, Anette Støvelbæk, Ann Eleonora Jørgensen, Peter Gantzler, Lars Kaalund, Sara Indrio Jensen, Karen-Lise Mynster, Rikke Wölck, Elsebeth Steentoft, Bent Mejding, Lene Tiemroth, Claus Gerving, Jesper Christensen, Merete Voldstedlund, Henning Jensen, Carlo Barsotti, Alex Nyborg Madsen, Steen Svare, Susanne Oldenburg, Martin Brygmann, Alexander Noval, Matteo Valese, Armando Battiston, Silvio Zanon, Radu Zaplini 
location: Danimarca, Italia
voto: 7,5

Un pastore protestante (Berthelsen) rimasto da poco vedovo, un cameriere che non sa tenere la lingua a freno (Kaalund), una pasticcera (Støvelbæk) costretta a un insopportabile menage con un padre tiranno, una parrucchiera  (Jørgensen) con una madre alcolista e in fin di vita, un cameriera (Indrio Jensen) e un portiere d'albergo (Gantzler) cronicamente timidi: è questa la fauna umana che frequenta un corso di italiano per principianti nella periferia di una cittadina danese. Le loro esistenze si intrecceranno, nasceranno nuovi amori e due sorelle si ritroveranno dopo una vita.
Opera firmata sotto l'egida del Dogma (cinema ecologico con macchina da presa rigorosamente a mano, illuminazione naturale, niente colonna sonora), Italiano per principianti è una commedia agrodolce di forte impronta realista, che alla debolezza della solitudine del singolo contrappone la potenza terapeutica del gruppo. Il crogiuolo di lingue (giustamente restituito nella versione originale e con sottotitoli) fa da sponda all'interpretazione da brivido di tutti gli interpreti, capaci di arpeggiare su tutta la tastiera emotiva con acuti di tenerezza. Strameritato premio della Giuria a Berlino 2001.    

giovedì 31 agosto 2000

Dolly's restaurant (Heavy)

anno: 1995       
regia: MANGOLD, JAMES  
genere: drammatico  
con P.Taylor Vince, Shelley Winters, Liv Tyler, D.Harry, J.Grifasi, E.Dando          
location: Usa
voto: 7

In conflitto con i propri genitori, Callie (Liv Taylor) trova la strada dell'indipendenza andando a lavorare come cameriera nel ristorante dell'anziana Dolly (Shelley Winters). Qui la ragazza suscita l'interesse di Victor (Pruitt Taylor Vince), figlio obeso, complessato, mite e taciturno della proprietaria, e la gelosia di Dolores (Deborah Harry). Quando Dolly muore, Victor non  dice niente a nessuno, nella speranza di mantenere intatto l'equilibrio che si è instaurato nel locale.
Premiato dalla giuria al Sundance Film Festival, il primo lungometraggio di Mangold - allievo di Milos Forman - è un capolavoro di mezzitoni "giocato sui particolari e sugli sguardi" (Levantesi), di personaggi a tutto tondo di assoluta ordinarietà, capaci di creare un'atmosfera di continua tensione che non arriva mai ad esplodere. Splendida l'interpretazione di Pruit Taylor Vince.    

lunedì 15 settembre 1997

A che prezzo Hollywood? (What price Hollywood)

anno: 1932       
regia: CUKOR, GEORGE   
genere: drammatico   
con C.Bennett, L.Sherman, N.Hamilton, G.Ratoff           
location: Usa
voto: 5   

Una cameriera (Bennett) raggiunge il sogno della propria vita diventando una star del cinema grazie ai buoni auspici di un regista alcolizzato conosciuto quasi per caso (Sherman). Ma la strada della celebrità farà conoscere alla giovane le contraddizioni insanabili dell'ambiente cinematografico: quando toccherà l'apice del successo, il suo Pigmalione morirà suicida.
Tratto da un soggetto di Gene Fowler e Roland Brown, ricavato a sua volta da un racconto di Adela Rogers St.John e sceneggiato da Jane Murfin e Ben Markson, A che prezzo Hollywood anticipa - con originalità ed una buona miscela di commedia e melodramma - molti dei film anti-hollywoodiani. Ma il tempo indebolisce implacabilmente l'opera.    

venerdì 27 settembre 1996

Il buio nella mente - La cérémonie

anno: 1995       
regia: CHABROL, CLAUDE   
genere: thriller   
con Isabelle Huppert, Sandrine Bonnaire, J.Bisset               
location: Francia
voto: 6   

Una domestica (Huppert) con ottime credenziali, incattivita dall'ostilità nei confronti dell'ipocrisia borghese, si incunea nella stolida tranquillità dell'aristocrazia francese, finendo col compiere un eccidio insieme alla propria compagna (Bonnaire).
Apologo sulla lotta di classe dei nostri giorni, instaurata tra una borghesia ipocrita e parruccona e un proletariato accecato dall'odio, da cui alla fine tutti escono sconfitti. Sandrine Bonnaire e Isabelle Huppert, attrici maledette del cinema transalpino, vinsero la coppa Volpi al festival di Venezia.