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sabato 2 febbraio 2019

Gli Incredibili 2 (Incredibles 2)

anno: 2018   
regia: BIRD, BRAD    
genere: animazione    
location: Usa
voto: 6

La buona notizia è che in casa Incredibili mammà Elastigirl e papà Mr. Incredibile dopo 14 anni - tanti ne sono passati dal primo episodio targato Pixar - fanno ancora l'amore, visto che ai due pargoli, rimasti tali e quali (sic!), se n'è aggiunto un terzo dai poteri strabilianti. La notizia cattiva è che siamo alle solite: effetti e invenzioni visive stupefacenti, ritmo elevatissimo, ma poca o pochissima sostanza sul piano narrativo, con la solita persona malvagia che costringe i buoni a dare del loro meglio.
Partenza al fulmicotone: Elastigirl esalta le sue doti di flessibilità per fermare il minatore, uno che sta trapanando un'intera città con uno strumento che ha le dimensioni di Gozilla. Ma gli effetti collaterali dell'intervento della supereroina gettano una cattiva luce su tutti il mondo dei supereroi. Per riabilitarli, un tycoon della televisione prospetta loro la possibilità di mettersi all'opera in situazioni monitorate ad hoc. Ma un ipnotizzatore cambia il senso di marcia della donna. E allora saranno i suoi figli a salvare la situazione per il rotto della cuffia. Ed è qui che il film comincia ad alternare scene d'azione con quadretti familiari tanto inediti per il genere supereroico, quanto sbiaditi.
La famiglia degli incredibili torna sul grande schermo con le uniche novità di un pargolo dotatissimo e di un papà costretto a fare il babysitter mentre la moglie gli ruba l'agognata scena. Il resto, tra inseguimenti e trovate visive assai fantasiose, procede sul binario di un cinema d'animazione piuttosto convenzionale, con citazioni da 007 e qualche verbosità di troppo che dilata il film a due ore piene.    

mercoledì 2 ottobre 2013

In trance

anno: 2013       
regia: BOYLE, DANNY  
genere: giallo  
con James McAvoy, Vincent Cassel, Rosario Dawson, Danny Sapani, Matt Cross, Wahab Sheikh, Mark Poltimore, Tuppence Middleton, Simon Kunz, Michael Shaeffer, Tony Jayawardena, Vincent Montuel, Jai Rajani, Spencer Wilding, Gursharan Chaggar, Edward Rising  
location: Regno Unito
voto: 5,5

Durante una battuta d'asta londinese, un commando superorganizzato ruba un quadro di Goya dal valore di 25 milioni di sterline. O, almeno, crede di rubarlo, visto che, una volta aperta la refurtiva, il capo dell'organizzazione (Cassel) si accorge che la cornice è vuota e la tela sparita. La colpa ricade subito sul battitore d'asta (James McAvoy, che ricordiamo come coprotagonista de L'ultimo re di Scozia) che era d'accordo con i fuorilegge: l'uomo ha però ricevuto un colpo alla testa e non ricorda dove ha nascosto l'opera d'arte. La soluzione è quella di andare da una ipnotista (Dawson) che lo metta nelle condizioni di ricordare. Ma nella mente dell'uomo le cose sono ben più ingarbugliate del previsto e la terapia del ricordo lascia affiorare ben altre vicende.
Nonostante si confermi un film maker di prim'ordine, capacissimo di qualsiasi virtuosismo con la macchina da presa così come nell'assemblaggio delle sue opere, stavolta Danny Boyle scivola su un copione troppo "scritto", che alla mezz'ora iniziale fa seguire una trama molto cerebrale che abbandona la traccia dell'action movie per seguire quella del thriller psicologico. Alla lunga i 100 minuti di film sembrano interminabili, nonostante i numerosi cambi di rotta in sottofinale, e la trama stagna a lungo nella zona mediana del film, con una sovrapposizione dello schema seduta/abreazione a suon di flashback che risulta noioso e confuso. Con Millions, il film finora meno riuscito di questo grande regista.    

sabato 13 aprile 2013

L'ipnotista (The Hypnotist)

anno: 2012       
regia: HALLSTRÖM, LASSE  
genere: giallo  
con Mikael Persbrandt, Tobias Zilliacus, Lena Olin, Helena af Sandeberg, Oscar Pettersson, Anna Azcarate, Jonatan Bökman, Jan Waldekranz, Eva Melander, Göran Thorell, Gustav Levin, Tomas Magnusson, Ulf Eklund, Conny Vakare, Emma Mehonic, Mats Andersson, Simon Mezher, Claes Hartelius, Hedvig Lagerkvist, Robert Follin, Annika Gardeskog, Lea Heed, Lars Hjelm, Peter Eklund, Robert Laurén, Andreas Emilsson  
location: Svezia
voto: 3

Col vento favorevole che soffia sul thriller di marca scandinava (Uomini che odiano le donne, Il sospetto), Lasse Hallström torna dopo 20 anni di lavoro a Hollywood (Chocolat, The hoax) nella nativa Svezia per girare un film che più pasticciato non si potrebbe. Si parte con un uomo accoltellato brutalmente all'interno di una palestra e si prosegue, qualche attimo più tardi, con una famiglia sterminata. Ma c'è un sopravvissuto (Bökman): è un adolescente dal quale la polizia vorrebbe ottenere una testimonianza sull'eccidio. Per accorciare i tempi delle indagini viene assoldato un medico (Persbrandt, che si fa ricordare per il bellissimo ruolo interpretato in In un mondo migliore) capace di ipnotizzare le persone ma interdetto dal farlo per una vecchia storia che ebbe delle ricadute giudiziarie. Dal racconto in stato di ipnosi del ragazzo e dalle pervicaci azioni di un detective della polizia criminale (Zilliacus) si arriverà lentamente a sbrogliare l'intricatissima matassa.
Sembra che a Hallström sia sfuggita la materia narrativa dalle mani: ne L'ipnotista ce n'è per tutti i gusti: dal tradimento alla schizofrenia, passando per le lacerazioni familiari, i rapimenti, madri dubbie, poliziotti incapaci, con troppe ellissi sulle ragioni dei diversi personaggi e rivoli narrativi lasciati annegare come il pullman nel ghiaccio della scena finale: l'ennesimo dei molti colpi di scena elargiti dalla sceneggiatura con generosità e senza nessun criterio.    

lunedì 30 dicembre 2002

Telefon

anno: 1977       
regia: SIEGEL, DONALD  
genere: spionaggio  
con Charles Bronson, Tyne Daly, Alan Badel, Patrick Magee, Sehree North, Donald Pleasence          
location: Usa
voto: 5  

In piena Guerra Fredda, un fuoriuscito del KGB mette a segno una serie di attentati a obiettivi strategici e militari americani attraverso un semplicissimo sistema di ipnosi vocale (le telefonate del titolo). Un agente del controspionaggio (Bronson) ha il compito di eliminarlo. Peccato che nella sua missione sia affiancato da una donna (Daly) che a sua volta dovrà eliminare l'agente.
Sceneggiato da Peter Hyams e Stirling Silliphant e basato sul romanzo di Walter Wager, Telefon recupera il motivo narrativo di Va' e uccidi: al film di Don Siegel manca però la riflessione sui risvolti meno edificanti della guerra, la trama si fa ripetitiva e il finale è ossequioso ai più vieti 007.