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domenica 16 dicembre 2018

Roma, ore 11

anno: 1952       
regia: DE SANTIS, GIUSEPPE    
genere: dramma catastrofico    
con Lucia Bosé, Carla Del Poggio, Maria Grazia Francia, Delia Scala, Elena Varzi, Lea Padovani, Raf Vallone, Massimo Girotti, Paolo Stoppa, Armando Francioli, Paola Borboni, Irène Galter, Eva Vanicek, Checco Durante, Alberto Farnese, Mino Argentieri, Renata Ciaffi, Maria Ammassari, Anna Maria Zigno, Teresa Ellati, Fausto Guerzoni, Ezio Rossi, Henri Vilbert, Marco Vicario, Hélène Vallier, Fulvia Trozzi, Donatella Trombadori, Maria Pia Trepaoli, Pietro Tordi, Michele Riccardini, Renato Mordenti, Nando Di Claudio, Bianca Beltrami, Cabiria Guadagnino    
location: Italia
voto: 6    

Nel 1951 a Roma, nella centralissima via Savoia, un paio di centinaia di ragazze si misero in fila per aggiudicarsi un posto da dattilografa che un ragioniere aveva bandito tramite un annuncio pubblicitario. La ressa lungo le scale della palazzina e qualche piccolo tafferuglio determinarono il cedimento della ringhiera, con rottura dei gradini e crollo dell'intera scala. Ci scappò anche il morto. Nemmeno un anno più tardi arrivò nelle sale il film che ricostruisce la vicenda in una chiave neorealista a tinte rosa, facendo dell'evento la cartina di tornasole di una società che già allora era assediata dai media in cerca di spettacolarizzazione del dolore, costretta da modelli ancora familiari fortemente patriarcali, da guerra tra poveri, dalla lotta di classe. Riadattando interamente in studio il luogo della sciagura, De Santis se ne serve per enfatizzare una realtà ancora fortemente provinciale e per mettere a fuoco alcune vicende: da quella della ragazza madre a quella della prostituta che vorrebbe cambiare mestiere. Un'operazione di indubbio interesse, che mira a raccontare un angolo del Paese nelle difficoltà rappresentate dal Dopoguerra, ma con un cast di attrici che - per quanto ai tempi portassero nomi altisonanti (Lucia Bosé, Carla Del Poggio, Delia Scala, Lea Padovani, Paola Borboni) - si produce in una recitazione imbarazzante, persino penosa.    

giovedì 20 luglio 2017

La meccanica delle ombre (La mecanique de l'ombre)

anno: 2016       
regia: KRUITHOF, THOMAS   
genere: giallo   
con François Cluzet, Denis Podalydès, Sami Bouajila, Simon Abkarian, Alba Rohrwacher, Bruno Georis, Philippe Résimont, Daniel Hanssens    
location: Francia
voto: 5   

Un travet di mezza età scrupoloso e coscienzioso (Cluzet) si trova coinvolto in una vicenda kafkiana più grande di lui. Perso il lavoro e appena rimessosi dalla dipendenza dall'alcol, l'uomo accetta un bizzarro incarico conferitogli da un'eminenza grigia (Podalydès) di cui sa poco o nulla: quello di sbobinare alcune registrazioni di conversazioni telefoniche usando una macchina da scrivere. La vicenda - tra intrusi, polizia e servizi segreti - si complica maledettamente e l'uomo finisce in un vortice che lo rende complice di un omicidio.
Quando il titolo è assai meglio del film: La meccanica delle ombre - film d'esordio del belga Thomas Kruithof - è un polar transalpino con qualche debito nei confronti de La conversazione di Coppola, ma pretenzioso, rarefatto, senza ritmo, con scene d'azione ridotte ai minimi termini, a tutto vantaggio delle ambientazioni essenziali, delle inquadrature geometriche e di una trama volutamente ellittica.    

giovedì 23 ottobre 2014

Buoni a nulla

anno: 2014       
regia: DI GREGORIO, GIANNI 
genere: commedia 
con Gianni Di Gregorio, Marco Marzocca, Valentina Lodovini, Daniela Giordano, Gianfelice Imparato, Marco Messeri, Camilla Filippi, Anna Bonaiuto, Ugo Gregoretti, Eugenia Tempesta, Valentina Gebbia, Giovanna Cau
location: Italia
voto: 5 

Gianni (Di Gregorio) è a un passo dalla pensione ma proprio quando sta per arrivare alla meta gli viene comunicato non solo che deve prolungare l'attività per altri tre anni (grazie, Fornero!), ma anche che dal centralissimo ufficio pubblico romano dove è impiegato deve trasferirsi oltre il Raccordo Anulare. Stufo dei soprusi dei superiori, dei colleghi, dei figli parassiti e della moglie, per non rimetterci le arterie Gianni decide che è ora di reagire, invitando il collega Marco (Marzocca) a fare altrettanto.
Alla sua terza commedia da regista dopo i riusciti Pranzo di ferragosto e Gianni e le donne, Gianni Di Gregorio conserva intatta la sua poetica intimista e garbata, venata da un registro surreale che deve moltissimo alla lezione di Jacques Tati, facendone un personaggio mite e lunare. Ma stavolta lo spunto della sua favola urbana è flebile, le situazioni comiche telefonate e lo stereotipo dell'impiegato statale scansafatiche eccessivamente calcato.    

lunedì 22 agosto 2011

Il posto

anno: 1961   
regia: OLMI, ERMANNO  
genere: drammatico  
con Sandro Panzeri, Loredana Detto, Tullio Kezich, Mara Revel, Corrado Aprile, Bice Melegari, Guido Chiti
location: Italia
voto: 6

Pur nella sua genialità, Paolo Villaggio non ha inventato nulla. Se il suo Fantozzi è la versione parossistica della vita impiegatizia, questo Il posto, opera seconda di Ermanno Olmi, ne è la fotografia. Tra un qualsiasi ragionier Filini e i travet che popolano il film del regista bergamasco non c'è praticamente alcuna differenza. Olmi ci porta per un'ora e mezza nella vita di un ragazzetto (Panzeri) al suo primo impiego, pedinandolo con piglio verista quasi in tempo reale. Il taglio semidocumentaristico e l'iperrealismo dei personaggi restituiscono a meraviglia il ritratto a tutto tondo di una società pauperista e patriarcale, quella dell'hinterland milanese, nella quale i ruoli - in società, in famiglia, sul posto di lavoro, tra i sessi - sono perfettamente definiti e insindacabili. Con delicatezza e finissimo sguardo antropologico, Olmi mette a nudo le debolezze e le ingenuità di questi uomini e donne di retroguardia, descrivendone i vizi, gli ambienti, le ossessioni. Ma il film è anche l'occasione - che anticiperà il tema de I fidanzati e La cotta - per raccontare un doppio rito di passaggio: oltre a quello dell'ingresso nel mondo del lavoro, anche quello dei primi, incertissimi passi verso l'altro sesso.    

mercoledì 2 aprile 2008

Tutta la vita davanti

anno: 2008       
regia: VIRZÌ, PAOLO
genere: commedia
con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Valerio Mastandrea, Massimo Ghini, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Paola Tiziana Cruciani, Niccolò Senni, Caterina Guzzanti, Claudio Fragasso, Elena Arvigo, Laura Morante, Mary Cipolla, Raffaele "Lele" Vannoli, Tatiana Farnese
location: Italia       
vtoo: 4

A Marta (Ragonese) non è bastata una laurea in filosofia a pieni voti e con bacio accademico per trovare un lavoro. Il caso la porta in un call center di Roma, dove una specie di kapò sulla quarantina (Ferilli) incalza continuamente le telefoniste perchè si procurino il maggior numero possibile di appuntamenti. La messinscena quotidiana al grido di "oggi è una splendida giornata!", con tanto di ragazze saltellanti, si stempera dietro la nauseabonda realtà dei fatti: redditi minimi e non garantiti, precariato, open space, qualità del lavoro infima, licenziamenti e le animate discussioni su "Er Gieffe" a riempire le pause durante il quarto d'ora d'aria.
Alle Parole sante di Ascanio Celestini, Paolo Virzì fa eco con un apologo sul mondo del precariato tutto sopra le righe e che vorrebbe aggiornare la tradizione della grande commedia all'italiana di Monicelli, Comencini, Scola e Risi all'attualità del primo scorcio di terzo millennio. Il brio non manca, ma le carinerie a tutti i costi, che lasciano oscillare il film tra derive musical, ammiccamenti sentimentali e persino un improvviso scorcio thriller, rendono chiaro ben altro proposito: quello di piacere a tutti. Ma il tema è troppo serio per scherzarci sopra, la dimensione sociologica è abborracciata e truffaldina, il casting somiglia sempre di più a un'agenzia di collocamento - con i soliti ignoti a ingolfare inutilmente la sceneggiatura - e le scelte stilistiche sono discutibili. Su tutte, quella di affidare alla voce di Laura Morante il compito di raccontare fuori campo, con infinita enfasi retorica, le vicende della protagonista. Che sarebbe stato come chiedere a Sandro Ciotti di entrare nel coro delle voci bianche.    

mercoledì 4 agosto 2004

Essere John Malkovich (Being John Malkovich)

anno: 1999       
regia: JONZE, SPIKE   
genere: grottesco   
con John Cusack, Catherine Keener, Cameron Diaz, John Malkovich, Orson Bean, Mary Kay Place, Charlie Sheen, Ned Bellamy   
location: Usa
voto: 5   

Cosa potrà mai trovare al settimo piano e mezzo di un edificio di New York, nel quale gli uffici hanno i soffitti così bassi da costringere gli impiegati a camminare curvi, un burattinaio visionario (Cusack) al suo primo lavoro "vero"? Risposta: la via per arrivare nella testa di John Malkovich. Sì, proprio lui, l'attore. La scoperta diventa un business, il burattinaio si impossessa della coscienza di Malkovich finché Malkovich stesso - in una sequenza memorabile - non entra nel buco della sua stessa mente.
Al suo film d'esordio, Adam Spiegel (alias Spike Jonze) - che ha lavorato sul copione di Charlie Kaufman - adotta metafore fin troppo chiare: il burattinaio, la visione, il desiderio di immortalità che si esprime attraverso il passaggio fisico nel corpo dell'attore e che ne rendono chiari gli intenti di "apologo a diversi piani sui temi dell'identità e del narcisismo" (Morandini). Geniale e visionario, il film è però ipertrofico al punto da risultare pletorico. Un po' meno ambizione non avrebbe guastato…    

domenica 9 settembre 2001

Le sciamane

anno: 2000       
regia: CICCONE, ANNE RIITTA 
genere: commedia 
con Antonella Ponziani, Cecilia Dazzi, Piero Natoli, Mario De Candia, Tasha Rodrigues, Cynthia Gonzales, Luciana De Falco, Patrizio La Bella, Raffaele "Lele" Vannoli, Paola Campos, Andrea Bove, Nino Frassica, Franco Pennasilico, Angelo Orlando, Maurizio Marchetti, Roberto Farnesi, Macha Meril          
location: Italia
voto: 1 

Claudia (Dazzi) è impiegata presso una società di produzione televisiva, soffre di narcolessia e la sua vita va in pezzi. Intorno a lei gravita una schiera di parassiti: il fidanzato sfaccendato (De Candia) con vocazioni da attore, la sorella alternativa (Dazzi), il padre fricchettone (Natoli). Ma il suo problema più grande è la sua intrinseca incapacità nel prendere decisioni drastiche. Un po' irretita dai consigli dai quali viene bombardata, un po' smarrita, Claudia si avventura per una strada che la porta a consultare medici omeopati, santoni, agopunturisti, maghi e sciamane d'ogni tipo. Riuscirà a diventare un tipo deciso e a sbarazzarsi di tutti gli opportunisti che caracollano nella sua casa?
Nel primo - e speriamo anche ultimo - film della Ciccone, chi sembra essersi davvero smarrito non è tanto la protagonista - che certo ha scarsa confidenza con la recitazione - quanto la regista stessa. Le sciamane, infatti, inanella uno dopo l'altro tutti i luoghi comuni della controcultura, sforzandosi di conferire un accento simpatico al lavoro. Il copione è stravagante, rapsodico, banale e la squadra di caratteristi reclutata per l'occasione - con la sola eccezione del compianto Piero Natoli - assolutamente incapace di trasformare le gag in spunti divertenti. Rozzamente turlupinatorio nei confronti del 1968 e della NewAge, Le sciamane è solo un film coloratissimo che, con I buchi neri di Pappi Corsicato, rappresenta uno dei punti più bassi della produzione cinematografica del cosiddetto nuovo cinema italiano.   

lunedì 19 luglio 1999

Un eroe dei nostri tempi

anno: 1955   
regia: MONICELLI, MARIO 
genere: commedia 
con Alberto Sordi, Franca Valeri, Giovanna Ralli, Tina Pica, Mario Carotenuto, Leopoldo Trieste, Alberto Lattuada, Carlo Pedersoli (Bud Spencer) 
location: Italia   
voto: 6

Un impiegato romano carrierista e conformista (Alberto Sordi) si trova sempre nel posto sbagliato al momento sbagliato. Quando scoppia una bomba durante un comizio elettorale, sarà il primo ad essere indagato.
Da un soggetto di Rodolfo Sonego, sceneggiato da Sonego e Monicelli, Sordi ricava l'ennesima caratterizzazione dell'italiano medio bieco e meschino, disposto a tutto pur di assicurarsi denaro e potere. Commedia di taglio sociologico meno divertente di altre, nella quale Sordi si limita a replicare i topos consolidati del suo repertorio comico.    

martedì 1 giugno 1999

Fantozzi

anno: 1975       
regia: SALCE, LUCIANO  
genere: comico  
con Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro, Gigi Reder, G.Anatreli, U.D’Orsi, L.Bosisio          
location: Italia
voto: 6,5

Le tragiche avventure professionali del ragionier Ugo Fantozzi (Paolo Villaggio), pressoché incapace di esprimere la propria dignità davanti ai disvalori del lavoro: tenterà la scalata aziendale perdendo a stecca col capufficio, cercherà l'integrazione unendosi alle partite tra scapoli e ammogliati, intraprenderà un accidentato percorso per sedurre una collega racchia (Anna Mazzamauro).
Primo di una lunga serie di episodi, il film tratto dai libri di Paolo Villaggio e sceneggiato da Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Luciano Salce e dallo stesso Villaggio è un assemblaggio di gag più o meno riuscite accomunate dal sarcasmo sulla grigia vita dei colletti bianchi.    

sabato 10 ottobre 1998

Fuori orario (After hours)

anno: 1986   
regia: SCORSESE, MARTIN  
genere: commedia  
con Rosanna Arquette, Verna Bloom, Thomas Chong, Griffin Dunne, Linda Fiorentino, Teri Garr, John Heard, Cheech Marin, Catherine O'Hara, Dick Miller, Will Patton, Robert Plunket, Martin Scorsese  
location: Usa   
voto: 8

Per correre dietro ad una ragazza che lo ha adescato (Rosanna Arquette), un timido impiegato newyorchese (Griffin Dunne) si trova a dovere vivere una girandola kafkiana di disavventure, inanellandole tutte nella stessa notte, al termine della quale si ritroverà davanti al portone dell'ufficio. 
Scritto da Joseph Minion (uno studente di cinema alla Columbia University), questo piccolo grande film indipendente è presto diventato una leggenda del cinema non solo grazie al consueto tocco di gran classe che il regista conferisce ad ogni singola inquadratura delle sue opere, ma anche per il vulcanico diluvio di trovate che rendono irresistibile un improbabile plot narrativo.