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lunedì 7 gennaio 2013

Hugo Cabret

anno: 2012   
regia: SCORSESE, MARTIN
genere: fantastico
con Ben Kingsley, Sacha Baron Cohen, Asa Butterfield, Chloë Grace Moretz, Ray Winstone, Emily Mortimer, Christopher Lee, Helen McCrory, Michael Stuhlbarg, Frances de la Tour, Richard Griffiths, Jude Law, Kevin Eldon, Gulliver McGrath, Shaun Aylward, Emil Lager, Angus Barnett, Edmund Kingsley, Max Wrottesley, Marco Aponte, Ilona Cheshire, Francesca Scorsese, Emily Surgent, Lily Carlson, Frederick Warder, Christos Lawton, Tomos James, Ed Sanders, Terence Frisch, Max Cane, Frank Bourke, Stephen Box, Ben Addis, Robert Gill
location: Francia
voto: 6,5

L'ennesimo atto d'amore di quel cinemaniaco di Martin Scorsese verso la settima arte, dopo il bellissimo Viaggio nel cinema americano, Il mio viaggio in Italia e The aviator si intitola Hugo Cabret. È la storia, ambientata nella Parigi dei primi del novecento, di un orfanello (Butterfield) che cerca di dare senso a un automa, un gioiello di meccanica lasciatogli incompiuto da suo padre, un orologiaio (Law). Dietro l'automa si nasconde la vicenda del primo cineasta che diede corpo all'idea di cinema come sogno, Georges Melies (Kingsley), ritiratosi dal mondo della celluloide dopo aver girato più di 400 lungometraggi.
Il primo film in 3D firmato da uno dei più grandi registi di tutti i tempi è un capolavoro di fantasia e immaginazione: piani sequenza impossibili, scenografie prodigiose (opera di Dante Ferretti), cromatismi spinti ai limiti del cinema d'animazione, riprese acrobatiche, steady-cam a gogo. Eppure questa sorta di romanzo di formazione tratto dall'omonimo romanzo per ragazzi scritto da Bryan Selznick lascia interdetti per la farraginosità della storia, molto spinta su un registro dickensiano che mal si accorda con quello fiabesco e immaginifico del cinema di Melies, e per la fatica con cui si dipana il racconto, limite che lo stesso Scorsese aveva già evidenziato in Shutter Island.
Golden Globe 2012 per miglior regia e Oscar 2012 per: miglior fotografia, scenografia, montaggio e missaggio sonoro, effetti visivi.    

lunedì 7 dicembre 2009

L'uomo nero

anno: 2009       
regia: RUBINI, SERGIO 
genere: commedia 
con Sergio Rubini, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Fabrizio Gifuni, Guido Giaquinto, Anna Falchi, Margherita Buy, Vito Signorile, Maurizio Micheli, Vittorio Ciorcalo, Mario Maranzana, Mariolina De Fano, Adelaide Di Bitonto, Pierluigi Corallo, Nicoletta Carbonara, Isabella Ragno, Rita Del Piano  
location: Italia
voto: 2

Ernesto Rossetti (Rubini) fa il capostazione in un paesino della Puglia, negli anni '60. Da anni coltiva velleità artistiche ispirandosi a Cezanne e la sua grande occasione sembra arrivare quando gli viene offerta la possibilità di una personale nella pro-loco. Un critico del posto assesterà un colpo letale alle sue ambizioni.
Giunto al decimo film da regista, Rubini sembra voler ancora una volta regolare i conti con la critica, come nel precedente Colpo d'occhio, attraverso l'analogia con il mondo delle arti visive. Stavolta non trova di meglio che ripescare un personaggio assai simile a quello degli esordi (La stazione), combinandolo con l'ambientazione nella provincia pugliese che gli è particolarmente congeniale (La terra, Tutto l'amore che c'è). Il risultato è però tremendamente pasticciato e l'idea di mostrare il racconto attraverso gli occhi del piccolo figlio del protagonista trova nel ragazzino un interprete poco consono e mal diretto. Abborracciato anche sotto altri aspetti (il suono in presa diretta è talmente mediocre da riportarci tecnicamente indietro di decenni, la recitazione della Golino è di livello amatoriale, le scantonate oniriche sono gratuite e la durata è esagerata), il film ha dalla sua un notevole lavoro sul trucco e un finale che, per quanto telefonato, si lascia apprezzare.