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sabato 4 agosto 2018

Tarantola

anno: 1955   
regia: ARNOLD, JACK    
genere: horror    
con John Agar, Mara Corday, Leo G. Carroll, Nestor Paiva, Ross Elliott, Edwin Rand, Raymond Bailey, Hank Patterson, Bert Holland, Steve Darrell, Clint Eastwood    
location: Usa
voto: 7,5    

Per fare fronte alle sempre più impellenti necessità di cibo di un'umanità arrivata (solo) a due miliardi di individui, il professor Deemer (Caroll) sta segretamente sperimentando un cibo ultranutriente che fa crescere a dismisura le sue cavie da laboratorio. Non ha però calcolato gli effetti collaterali, che colpiscono un suo collega, il quale viene trovato morto nel deserto dell'Arizona. Matt Hastings (Hagar), medico condotto del posto, vuole vederci chiaro e non si lascia convincere dall'ipotesi di una rara malattia deformante che avrebbe colpito il defunto. I nodi torneranno al pettine quando si capirà che una gigantesca tarantola sfuggita dal laboratorio sta seminando il terrore nella zona.
Horror distopico dagli effetti speciali oggi risibili, ma assai convincente nell'assunto di fondo: la scienza - anche quando opera a fini di bene - deve guardarsi dall'eccesso di ambizione dei suoi artefici, pena il rischio di creare un effetto boomerang. Finale frettoloso, ma tensione garantita per un'ora e un quarto.
Una raccomandazione: guardate bene chi si nasconde sotto la maschera da pilota chiamato a bombardare il mostruoso insetto. Riconoscerete gli occhi inconfondibili di Clint Eastwood.    

lunedì 10 settembre 2012

Hulk

anno: 2003   
regia: LEE, ANG
genere: fantastico
con Eric Bana, Jennifer Connelly, Sam Elliott, Josh Lucas, Nick Nolte, Brooke Langton, Sasha Barrese, Cara Buono, Lou Ferrigno
location: Usa
voto: 7

Uno dei più camaleontici registi delle storia del cinema, dopo essere passato per le atmosfere raffinate e rarefatte de Il banchetto di nozze, alla peggiore sintesi immaginabile tra oriente e occidente (La tigre e il dragone) approda, dopo una serie ininterrotta di cambiamenti di strada, ai supereroi della Marvel. E lo fa tirando fuori dalla manica l'asso che non ti aspetti, quello di un confronto edipico che poggia su un personaggio (il padre di Hulk) che non era nella serie originale nata negli anni Sessanta. Siamo nei paraggi de La bella e la bestia o, se preferite, de Il gobbo di Notre Dame, con inevitabili rimandi anche a Frankenstein e King Kong. La storia è quella di uno scienziato pazzo (interpretato da un mefistofelico Nick Nolte) che pur di sperimentare inietta i risultati dei suoi intrugli in suo figlio, ancora piccolissimo. Quando quest'ultimo (Bana) diventa adulto, convinto per anni che i suoi genitori siano morti in un incidente, finisce per manifestare i segni di quella iniezione letale subita da bambino, e nei momenti di rabbia di trasforma in un gigante verde e forzutissimo, capace di resistere persino agli attacchi aerei. Neanche a dirlo, c'è chi nel temibile gigante vede la possibilità di profitti in campo bellico, il che inasprisce la caccia all'uomo.
Lee è straordinario per come riesce a restituire sul grande schermo la tavola del fumetto, grazie a un insistito split-screen, a trovate pirotecniche di colore e a un montaggio da standing ovation (merito di Tim Squyres). Ma la qualità del film sta anche in una sceneggiatura capace di raccontare con efficacia gli eccessi prometeici dell'uomo, la nemesi e la volontà di potenza degli scienziati, nonché nell'assemblare una storia che non sembra affatto la giustapposizione di scene create apposta per scatenare gli effetti speciali, tanto più che il supereroe compare soltanto al quarantesimo minuto. Qualche dubbio rimane invece sulla qualità dell'animazione, che si colloca una spanna indietro rispetto a tanti prodotti coevi.    

venerdì 28 novembre 2003

Il gigante di ferro (The iron giant)

anno: 1999   
regia: BIRD, BRAD  
genere: animazione
Location: Usa
voto: 8

Automobili divorate, tralicci fatti a pezzi, la centrale elettrica messa a soqquadro: in una tranquilla cittadina del Maine, negli States, è arrivato un gigante di ferro la cui dieta è a base di metalli. Nessuno, a parte un bambino, lo vede ma tutti ne parlano. Uno zelante poliziotto a caccia della promozione gli dà la caccia e finisce col mobilitare l'esercito, che - nel tentativo di distruggere il gigante con un missile nucleare - rischia di annientare l'intera cittadina. Ma il gigante è un gigante buono, refrattario alla guerra, che si immola in un sacrificio da kamikaze pur di salvare la vita al piccolo amico che lo ha tenuto nascosto e protetto. Pur essendo privo dei mezzi pirotecnici che caratterizzano i cartoons della Pixar e della Disney, Il gigante di ferro è un riuscitissimo e toccante apologo sull'insensatezza della guerra e la stupidità del pregiudizio. Commovente, divertente, carico di suspense, il film ricavato dal racconto che Ted Hughes scrisse nel 1968 e prodotto dal leader del gruppo rock degli Who, Pete Townshend, rappresenta soprattutto "un forte e sentito appello alla tolleranza" (Liberti).