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sabato 22 dicembre 2018

Senza lasciare traccia (Leave No Trace)

anno: 2018       
regia: GRANIK, DEBRA    
genere: avventura    
con Ben Foster, Thomasin McKenzie, Jeffery Rifflard, Derek John Drescher, Michael Draper, Peter Simpson, Dana Millican, Jeff Kober, Dale Dickey, Isaiah Stone, Lane Stiemsma, Kyle Stoltz    
location: Usa
voto: 4,5    

Un reduce della guerra in medio oriente (Foster) vive insieme a sua figlia (McKenzie) tra le montagne dell'Oregon, sbarcando il lunario con un piccolo traffico di farmaci e recandosi di tanto in tanto in città. Un errore mette i servizi sociali sulle tracce dei due, imponendo loro un percorso regolare (una casa, un'istruzione formale per la figlia). In un primo tempo padre e figlia sembrano adattarsi a una vita uguale a quella di tutti gli altri, ma poi lo spirito inquieto del padre prevale e i due arriveranno a dover prendere decisioni drammatiche e importanti.
Tratto da una storia vera, diventata poi romanzo autobiografico per firma di Peter Rock, Senza lasciare traccia è la versione torva di Capitan Fantastic: una fiaba metropolitana piuttosto manierista per raccontare un Robinson Crusoe postmoderno, refrattario a qualsiasi regola di socializzazione eppure del tutto rispettoso della natura. Come già nel precedente film della regista, il pessimo Un gelido inverno, anche qui la natura si ritaglia un posto di primissimo piano, così come un ruolo cruciale viene consegnato a una giovanissima attrice (il film precedente lanciò Jennifer Lawrence). Ma il ritmo è fiacchissimo e le psicologie dei personaggi sono tagliate con l'accetta.    

sabato 18 agosto 2012

Il salario della paura (Sorcerer)

anno: 1977   
regia: FRIEDKIN, WILLIAM
genere: avventura
con Roy Scheider, Bruno Cremer, Francisco Rabal, Amidou, Ramon Bieri, Peter Capell, Karl John, Friedrich von Ledebur, Chico Martínez, Joe Spinell, Rosario Almontes, Richard Holley, Anne-Marie Deschott, Jean-Luc Bideau, Jacques François, André Falcon
location: Francia, Israele, Messico, Usa
voto: 7

Remake di un film di Clouzot della fine degli anni '50 (Vite vendute), Il salario della paura (Sorcerer, ossia "stregone", nell'originale) è un film targato William Friedkin (Il braccio violento della legge, L'esorcista) e si vede. il grande regista americano sfodera mestiere, ritmo e trovate narrative all'altezza del suo nome, con un film sostanzialmente diviso in due parti. nella prima assistiamo ai reati di un killer nazista (Rabal), di un terrorista arabo (Amidou), di un bancarottiere (Cremer) e di un rapinatore (Scheider). Nella seconda, tutti e quattro, sotto falso nome, riparano nell'America Latina, e vengono selezionati per una missione rischiosissima nel pieno della giungla amazzonica: quella di trasportare un ingente quantitativo di nitroglicerina per far saltare un oleodotto in fiamme. Per i quattro sarà un'odissea. Girato con grande dispendio di mezzi e con due scene che hanno tutti i numeri in regola per campeggiare di diritto in un ipotetico manuale del film d'avventura (il passaggio dei camion su un ponte sospeso e l'esplosione di un albero che impedisce il passaggio), il film tratto dal romanzo di Georges Arnaud si fa apprezzare per il ritmo incessante e l'efficacia dell'intreccio ma, ancor più, per le riprese vertiginose e i capolavori di inventiva ingegneristica.
Notevoli anche se anacronistiche le musiche dei Tangerine Dream.    

martedì 24 luglio 2012

Wrecked

anno: 2010       
regia: GREENSPAN, MICHAEL
genere: thriller
con Adrien Brody, Caroline Dhavernas, Ryan Robbins, Adrian G. Griffiths, Adrian Holmes, Lloyd Adams, Mark McConchie, Jacob Blair
location: Usa
voto: 4

Volete sapere qual è la parola che un tizio, precipitato con l'auto nel burrone di un bosco e rimasto con una gamba incastrata tra le lamiere, dice più spesso? È "fanculo". Il film diretto da Michael Greenspan e circolato in Italia soltanto in dvd non si è certo fatto notare per i fumi usciti dalla testa degli sceneggiatori per scrivere i dialoghi. Né Wrecked (letteralmente: "distrutto") si distingue per essere un film estremo, con unità di tempo, di luogo e di azione: da Prigionieri dell'oceano a Castaway fino al coevo Buried, di film così ne sono passati tanti al cinema. Qui l'unico parziale diversivo è nelle domande che fin dall'inizio il film pone allo spettatore: come è finito lì quell'uomo? Chi è? Cosa ha fatto? E, soprattutto: si salverà? Una gamba rotta, i felini predatori della foresta come potenziale minaccia, l'assenza di acqua e di cibo, l'infezione procurata da una ferita e le allucinazioni non sono un deterrente abbastanza forte rispetto alla determinazione del protagonista, del quale - in un finale sorprendente solo parzialmente - ci verrà svelata l'identità. Adrien Brody sfodera tutto il proprio talento (soprattutto mimico), che da solo però non basta a reggere il film, perché il film sostanzialmente, non c'è. Un corto sarebbe stato più che sufficiente. Persino il grande Michael Brook, in altre occasioni autore di memorabili colonne sonore, qui lavora al minimo sindacale.