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domenica 19 agosto 2018

L'incredibile Hulk (The incredible Hulk)

anno: 2008   
regia: LETERRIER, LOUIS    
genere: fantastico    
con Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth, William Hurt, Tim Blake Nelson, Ty Burrell, Christina Cabot, Peter Mensah, Lou Ferrigno, Paul Soles, Débora Nascimento, Greg Bryk, Chris Owens, Al Vrkljan, Adrian Hein, John MacDonald, Shaun McComb, Simon Wong, Pedro Salvín, Julio Cesar Torres Dantas, Raimundo Camargo Nascimento, Nick Alachiotis, Jason Burke, Grant Nickalls, Joris Jarsky, Arnold Pinnock, Tig Fong, Jason Hunter, Maxwell McCabe-Lokos, David Collins, John Carvalho, Robin Wilcock, Wayne Robson, Javier Lambert, Martin Starr, Chris Ratz, Todd Hofley, Joe La Loggia, Tamsen McDonough, Michael K. Williams, Roberto Bakker, Ruru Sacha, James Downing, Rickson Gracie, Stephen Gartner, Nicholas Rose, Genelle Williams, P.J. Kerr, Jee-Yun Lee, Desmond Campbell, DeShaun Clarke, Tony Nappo, Aaron Berg, David Meunier, Tre Smith, Moses Nyarko, Carlos A. González, Yan Regis, Stephen Broussard, Robert Morse, Matt Purdy, Lenka Matuska, Scott Magee, Wes Berger, Carla Nascimento, Krista Vendy, Mila Stromboni    
location: Brasile, Guatemala, Messico, Usa
voto: 6    

Dopo aver partecipato a un esperimento mirato a ottenere dei soldati dotati di superpoteri, uno scienziato (Norton) ha sviluppato una reazione abnorme all'esposizione ai raggi gamma, che lo fanno diventare tanto gigantesco quanto forzuto. Il generale dell'esercito che ha condotto la ricerca (Hurt) vuole catturarlo a tutti i costi per poterne replicare le caratteristiche. Ma l'uomo Hulk è difficile da acchiappare e, come se non bastasse, c'è un altro problema: è innamorato della figlia del generale (la pessima Liv Tler, labbra siliconate e fissità di sguardo degno di una triglia). Paparino, che non ha tante simpatie per il potenziale genero, decide così di scatenargli addosso un suo sottoposto ambiziosissimo, disposto a partecipare al programma di metamorfosi somatica (Roth).
L'incredibile Hulk arriva un lustro più tardi dell supereroe verde della Marvel di Ang Lee (Hulk), l'unico, fra i tanti, a distinguersi per cifra narrativa ed effetti speciali. Qui siamo davanti al classico blockbuster fracassone e anabolizzato che si avvale di diverse location e degli effetti speciali tutt'altro che all'altezza, ma con un cast d'eccezione che sta al gioco del pupazzone in veste della bestia con la bella (si fa per dire).    

sabato 4 agosto 2018

Tarantola

anno: 1955   
regia: ARNOLD, JACK    
genere: horror    
con John Agar, Mara Corday, Leo G. Carroll, Nestor Paiva, Ross Elliott, Edwin Rand, Raymond Bailey, Hank Patterson, Bert Holland, Steve Darrell, Clint Eastwood    
location: Usa
voto: 7,5    

Per fare fronte alle sempre più impellenti necessità di cibo di un'umanità arrivata (solo) a due miliardi di individui, il professor Deemer (Caroll) sta segretamente sperimentando un cibo ultranutriente che fa crescere a dismisura le sue cavie da laboratorio. Non ha però calcolato gli effetti collaterali, che colpiscono un suo collega, il quale viene trovato morto nel deserto dell'Arizona. Matt Hastings (Hagar), medico condotto del posto, vuole vederci chiaro e non si lascia convincere dall'ipotesi di una rara malattia deformante che avrebbe colpito il defunto. I nodi torneranno al pettine quando si capirà che una gigantesca tarantola sfuggita dal laboratorio sta seminando il terrore nella zona.
Horror distopico dagli effetti speciali oggi risibili, ma assai convincente nell'assunto di fondo: la scienza - anche quando opera a fini di bene - deve guardarsi dall'eccesso di ambizione dei suoi artefici, pena il rischio di creare un effetto boomerang. Finale frettoloso, ma tensione garantita per un'ora e un quarto.
Una raccomandazione: guardate bene chi si nasconde sotto la maschera da pilota chiamato a bombardare il mostruoso insetto. Riconoscerete gli occhi inconfondibili di Clint Eastwood.    

lunedì 12 febbraio 2018

La forma dell'acqua - The Shape of Water

anno: 2017       
regia: DEL TORO, GUILLERMO 
genere: fantastico 
con Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Octavia Spencer, Michael Stuhlbarg, Doug Jones, David Hewlett, Nick Searcy, John Kapelos, Stewart Arnott, Nigel Bennett, Lauren Lee Smith, Martin Roach, Allegra Fulton, John Kapelos, Madison Ferguson, Jayden Greig, Brandon McKnight, Deney Forrest    
location: Usa
voto: 8

Nel 1962 una creatura anfibia dalle vaghe sembianze umane viene catturata in Amazzonia, dove è venerata come un dio, e portata in un laboratorio scientifico di Baltimora. Gli americani vorrebbero carpirne le proprietà taumaturgiche, ma temono le incursioni dei sovietici. Richard Strickland (Shannon), a capo del programma di vivisezione dell'alieno, non ha però previsto che una addetta alle pulizie muta (Hawkins) si sarebbe innamorata della creatura e avrebbe cercato di salvarla con l'aiuto di un amico (Jenkins), un artista omosessuale di mezza età, di una collega di colore (Spencer) e di uno scienziato doppiogiochista (Stuhlbarg).
Specialista nel genere fantasy e in quello horror, Guillermo Del Toro si è aggiudicato il  Leone d'oro a Venezia con questa favola carica di poesia, nella quale l'elemento dell'acqua è trasversale al racconto. Il film costituisce un deciso passo in avanti rispetto a Mimic e a Il labirinto del fauno, trattandosi di un'opera che ribadisce la forza d'immaginazione del regista messicano (straordinaria la scena dell'amplesso nel bagno colmo d'acqua fino al soffitto, anche se qualcosa di simile l'avevamo vista in Delicatessen), coniugandola stavolta con un plot più coerente che colloca al centro della scena personaggi destinati a vivere ai margini (per orientamento sessuale, per handicap, per colore della pelle, per attitudini morali). Il tutto servito da un cast perfettamente all'altezza della situazione, nel quale Michael Shannon giganteggia interpretando alla perfezione Michael Shannon, che somiglia in maniera impressionante a Michael Shannon.    

lunedì 14 agosto 2017

Kong: Skull Island

anno: 2017   
regia: VOGT-ROBERTS, JORDAN   
genere: horror   
con Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, John Goodman, Brie Larson, Jing Tian, Toby Kebbell, John Ortiz, Corey Hawkins, Jason Mitchell, Shea Whigham, Thomas Mann (II), Terry Notary, John C. Reilly, Eugene Cordero, Marc Evan Jackson, Will Brittain, Richard Jenkins, Allyn Rachel    
location: Usa
voto: 7   

Siamo nel 1973. Esploratori, militari, mercenari e una fotografa partono alla volta di una misteriosa isola del Pacifico, ciascuno con la propria motivazione. Non sanno che in quel posto King Kong, un gorilla gigantesco, è venerato come un dio e che non è proprio il caso di andare a stuzzicare dei lucertoloni giganti carnivori.
Tra il film d'esordio del 1933, i due di John Guillermin e quello di Peter Jackson, sono almeno 5 i film dedicati al titanico scimmione. Il capitolo diretto dal semiesordiente Jordan Vogt-Roberts si segnala per essere interamente girato all'insegna dell'oversize: dal budget astronomico da autentico blockbuster alla taglia di tutti gli animali che infestano l'isola (siamo dalle parti dello spielbeghiano Jurassic Park), fino al grande dispendio di figuranti e di effetti speciali, che qui sono il vero valore aggiunto del film. Nel suo genere, Skull island è una sorta di Apocalypse Now in chiave fantascientifica, particolarmente riuscito, col suo mix di scorrevolezza, ironia, tensione, azione, violenza e qualche colpa di scena ben assestato.    

sabato 4 febbraio 2017

The elephant man

anno: 1980   
regia: LYNCH, DAVID   
con John Hurt, Anthony Hopkins, John Gielgud, Freddie Jones, Anne Bancroft, John Standing, Michael Elphick, Hannah Gordon, Wendy Hiller, Helen Ryan, Lydia Lisle    
location: Regno Unito, Usa
voto: 8   

John Merrick (Hurt) è un ventunenne colpito da neurofibrosi multipla, una rarissima malattia che gli ha completamente deformato la faccia e il corpo. Viene sfruttato da un lurido ubriacone come fenomeno da baraccone, esposto brutalmente al pubblico e bastonato a dovere. A lui si interessa il dottor Treves (Hopkins), che trova il modo per sottrarlo dalle grinfie del suo sfruttatore presentandolo a una conferenza medica e facendolo ricoverare nella clinica dove lavora. Ma qui le traversie di Merrick non sono ancora finite: prima l'alta società della Londra vittoriana (siamo a metà ottocento), quindi un portantino della stessa clinica continuano a trattare lo sventurato ragazzo colmo di sentimenti e nobilissimo d'animo come un freak da esporre al pubblico ludibrio o, a seconda dei casi, da compatire.
Con The elephant man, a 35 anni David Lynch firma il suo capolavoro assoluto, un'opera imperniata sul contrasto tra il bene e il male, un apologo - tratto da una storia vera - sul diritto a una vita normale anche per gli ultimi. Girato in un bianco e nero che conferisce al film tinte gotiche, The elephant man riesce a rimanere sobriamente in equilibrio rispetto a qualsiasi tentazione buionista e a reggere egregiamente il peso degli anni, nonostante qualche allettamento didascalico sull brutalità del volgo, l'ipocrisia dell'aristocrazia londinese, la rettitudine degli esclusi e via sociologizzando.

sabato 2 gennaio 2016

Hotel Transylvania

anno: 2012   
regia: TARTAKOVSKY, GENNDY   
genere: animazione   
location: Usa
voto: 6   

Rimasto vedovo, il conte Dracula ha pensato di adibire il castello nel quale vive con la figlia adolescente (ha solo 118 anni!) a hotel per mostri. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando nel luogo non si presenta un ragazzino giramondo. Ma poiché, paradossalmente, gli esseri umani sono temutissimi dai mostri, il padrone di casa fa di tutto per nascondere la vera identità del ragazzo ai suoi ospiti e, a maggior ragione, a sua figlia che se ne è innamorata.
Lo spunto contenutistico, che tratta in maniera paradossale i temi del razzismo e del pregiudizio, è accattivante. La realizzazione, sul piano dello sviluppo narrativo, assai meno. I moltissimi mostri che popolano il film - da Frankenstein all'Idra, passando per i Gremlins, l'uomo invisibile, lo yeti e la mummia - sono infatti funzionali a un dispositivo che punta moltissimo sulle potenzialità visive che possono essere sviluppate a partire da ciascuno di essi, rendendo rapsodico un racconto che sembra pieno di cuciture.    

sabato 21 marzo 2015

The Amazing Spider-Man

anno: 2012   
regia: WEBB, MARC 
genere: fantastico 
con Andrew Garfield, Emma Stone, Rhys Ifans, Denis Leary, Martin Sheen, Sally Field, Irrfan Khan, Campbell Scott, Embeth Davidtz, Chris Zylka, Max Charles, C. Thomas Howell, Jake Keiffer, Kari Coleman, Michael Barra, Leif Gantvoort, Andy Pessoa, Hannah Marks, Kelsey Chow, Kevin McCorkle, Andy Gladbach, Ring Hendricks-Tellefsen, Barbara Eve Harris, Stan Lee, Danielle Burgio, Tom Waite, Keith Campbell, Steve DeCastro, Jill Flint, Mark Daugherty, Milton González, Skyler Gisondo, Charlie DePew, Jacob Rodier, Vincent Laresca, Damien Lemon, Ty Upshaw, James Chen, Alexander Bedria, Tia Texada, Jay Caputo, John Burke, Terry Bozeman, Jennifer Lyons, Michael Massee, Amber Stevens 
location: Usa
voto: 7,5 

Peter Parker (Garfield) ha perso misteriosamente i genitori, è stato allevato dagli zii ed è uno studente liceale un po' nerd innamorato di una compagna di classe (Stone). Scopre alcuni appunti che il padre scienziato (Scott) stava redigendo sulla contaminazione tra specie e decide così di mettersi sule tracce del dott. Connors (Ifans), che aveva collaborato col genitore a quel progetto. È così che viene morso da un ragno, acquisendo poteri da supereroe. I guai arriveranno quando il dott. Connors, che ha perso un braccio, farà incaute sperimentazioni su sé stesso, trasformandosi in un micidiale lucertolone che terrorizza la città intera.
Dopo la "cura" Sam Raimi (tre episodi di Spider man girati tra il 2002 e il 2007), il supereroe della Marvel torna sul grande schermo sotto la direzione di Marc Webb (500 giorni insieme) ringiovanito e sottopeso in una sorta di reboot calato in una cornice più attuale e diviso sostanzialmente in due parti. La prima, di gran lunga la migliore, è un racconto di formazione con qualche brusca virata drammatica (la morte dello zio). La seconda consolida il cliché della lotta del supereroe contro l'antagonista di turno, trasformandosi in un blockbuster fracassone e prevedibile, pur avendo dalla sua un uso mirabolante degli effetti speciali.    

sabato 6 settembre 2014

The host

anno: 2006       
regia: BONG, JOON-HO 
genere: horror 
con Kang-ho Song, Hie-bong Byeon, Hae-il Park, Doona Bae, Ah-sung Ko, Dal-su Oh, Jae-eung Lee, Dong-ho Lee, Je-mun Yun 
location: Corea del Sud
voto: 4 

Immaginate se Stanley Kubrick avesse diretto un film scritto da Neri Parenti e interpretato da Aldo Maccione. È pressappoco quello che succede con questo lavoro del regista sudcoreano Bong Joon Ho. La vicenda narrata è quella di uno scienziato che, non avendo di meglio da fare, rovescia ettolitri di formaldeide nelle condutture fognarie che si riversano sul fiume di Seoul. Ne nasce un lucertolone famelico, l'ospite del titolo, che terrorizza la popolazione e si crea un ripostiglio molto personale di cadaveri umani. Una ragazzina sopravvive e la sua famiglia la cerca per tutto il film. Embè?, direte voi. Embè, ho detto io dopo aver letto una recensione di Ferzetti che per l'occasione scomodava il termine "cult". Questo presunto film horror che non impaurisce neppure per un istante raccontando la pandemia scatenata dal presunto virus collegato al mostro acquatico mutante, subisce continui scantonamenti nel grottesco, è recitato in maniera dilettantistica eppure è girato benissimo, con movimenti di macchina e uso del sonoro e della computer graphic davvero mirabili. Ma è la bruttissima copia di un qualsiasi Godzilla completamente privo di contenuti.    

sabato 15 settembre 2012

Totò che visse due volte

anno: 1998   
regia: CIPRÌ, DANIELE * MARESCO, FRANCO
genere: grottesco
con Salvatore Gattuso, Marcello Miranda, Carlo Girodano, Pietro Arcidiacono, Camillo Conti, Baldassarre Catanzaro, Fortunato Cirrincione, Francesco Anitra, Gioacchino Lo Piccolo, Antonio Carullo, Antonio Cirrincione, Giuseppe Pepe, Antonio Aliotta, Vincenzo Cacciarelli
location: Italia
voto: 5


Lo sguardo cinico e grottesco che Ciprì e Maresco hanno posato sul degrado della moralità umana fin dai tempi della Cinico TV e proseguito con Lo zio di Brooklyn, capolavoro dadaista segnato da una furia iconoscasta sconosciuta al cinema italiano, arriva qui al suo apogeo. Gusto della provocazione portato al parossismo, blasfemia e rovesciamento cristologico giungono qui a una potenza spaventosa, innestati in un trittico che culmina nella scena della crocifissione. Il primo episodio ha come protagonista un povero cristo erotomane (Miranda) turlupinato da tutto il paese, il quale, venuto a sapere dell'arrivo della prostituta Tremmotori, per poterla pagare ruba gli ex voto dell'edicola dell'Ecce Homo, pagandone le conseguenze. Nel secondo episodio siamo al capezzale di un omosessuale avanti con gli anni: il suo compagno tarda a raggiungerlo perché tema la brutalità del fratello. Nel terzo l'anziano messia Totò resuscita un uomo cha la mafia ha sciolto nell'acido: costui non perde tempo per vendicarsi.
Totò che visse due volte è troppo preso dall'urgenza di scardinare alla radice il lessico cinematografico, di mandare un messaggio forte come un pugno allo stomaco da finire col perdere la genuinità che invece mostrava il film precedente, riuscendoci benissimo viste le battaglie legali contro la censura di Stato. È l'apologia del brutto: gli ambienti di una Palermo coventrizzata e irreale, grazie alle luci sovraesposte di Luca Bigazzi, fanno da sfondo a un'umanità belluina, coprolalica, che parla soltanto un dialetto strettissimo (il film è sottotitolato). Sotto l'occhio della cinepresa passano unicamente maschi, che interpretano anche le parti femminili: uomini sdentati, freaks con un solo occhio, con la gobba, con pance debordanti. Uomini capaci di ogni abominio e stravaganza: dalla masturbazione collettiva della scena iniziale (siamo in un cinema a luci rosse dove si proietta la scena de Lo zio di Brooklyn nella quale un contadino copula con un'asina…) al rapporto sessuale con una gallina, passando per lo stupro omosessuale ai danni di un angelo, il raptus erotico verso una statua della Madonna, un angelo colto da dolori addominali e costretto a defecare per strada, un vecchio coperto da topi. Mai Ciprì e Maresco avevano alzato tanto la posta, arrivando a un'apoteosi del grottesco che lascia indietro persino Buñuel e Monteiro, firmando un film che turba, ma eccessivamente programmatico e cerebrale per lasciare il lasciare il segno fino in fondo.    

mercoledì 11 luglio 2012

La leggenda di Beowulf (Beowulf)

anno: 2007   
regia: ZEMECKIS, ROBERT 
genere: fantastico 
con Ray Winstone, Anthony Hopkins, John Malkovich, Robin Wright Penn, Brendan Gleeson, Crispin Glover, Angelina Jolie, Shay Duffin, Alison Lohman, Sebastian Roché 
location: Danimarca
voto: 6,5

Il regno di re Hrothgar (Hopkins) vive costantemente l'incubo di un mostro insofferente ai rumori e che reagisce facendo regolarmente stragi. Per risolvere la faccenda viene chiamato il leggendario eroe Beowuf (Winstone), che uccide il mostro. Ma siccome ogni scarrafone è bello a mamma sua, anche in questo caso la mamma del mostro (Jolie, treccia vertiginosa e tacchi a spillo incorporati nella pelle) non è tanto contenta: seduce l'eroe e si fa ingravidare. Anni dopo, quando Beowulf ha rilevato la corona dell'anziano re ormai defunto, il figlio di quell'unione sciagurata si ripresenta sotto forma di drago e stavolta Beowulf avrà l'occasione per riscattare i meriti che si era preso senza averli affatto conquistati sul campo, quando lasciò che tutti credessero che la madre del mostro fosse morta.
Girato, come il precedente Polar Express, in motion capture (la tecnica che trasforma gli attori in cartoni animati), il film che parte dal notissimo poema nordico medievale (ambientato nella Danimarca del 500) è una fiaba estremamente cruenta, che non risparmia nessuna atrocità tanto è compiaciuto il crudo occhio iperrealista che governa le riprese. Il film di Zemeckis è destinato a farsi ricordare per la girandola di effetti speciali e la indubbia qualità della trovate di regia e non certo per la pochezza dei contenuti, più preoccupati di creare un effetto videogioco che della dimensione psicanalitica del racconto.    

martedì 19 giugno 2012

Freaks

anno: 1932    regia: BROWNING, TOD 
genere: drammatico 
con Wallace Ford, Leila Hyams, Olga Baclanova, Roscoe Ates, Henry Victor, Harry Earles, Daisy Earles, Rose Dione, Daisy Hilton, Violet Hilton, Schlitze, Josephine Joseph, Johnny Eck, Peter Robinson, Olga Roderick, Martha Morris, Elvira Snow, Jenny Lee Snow, Elizabeth Green, Rardian, Angelo Rossitto, Edward Brophy, Matt McHugh, Frances O'Connor 
location: Usa
voto: 10

Freaks, ovvero mostri, esseri deformi. Ci voleva lo spirito iconoclasta di Tod Browning per portare sullo schermo, nel 1932, un nugolo di anomalie umane di ogni genere, con un avvertimento già nei titoli di testa, tanto ammonitorio quanto lungimirante: che dopo quel film al cinema non si sarebbero mai più viste cose del genere, perché tanto la teratologia quanto l'eugenetica avrebbero fatto in modo da rendere impossibile la nascita di simili creature. Tutto vero, dunque, oltre ogni immaginazione (uomini senza gambe né braccia come fossero fuchi, gemelle siamesi, nani, teste a pera, magrezze sconcertanti), per raccontare la storia di una avidissima trapezista da circo che irretisce un nano per sottrargli, con un lento avvelenamento, la cospicua dote ricevuta in eredità. Ma i suoi amici deformi, per i quali vale il motto che il torto fatto a uno di loro è un torto fatto a tutti, mangiano la foglia e prendono agghiaccianti contromisure, trasformando anch'essa in un mostro.
Capolavoro assoluto dell'intera storia del cinema, Freaks è quanto di più alto e nobile si possa chiedere a un apologo morale sulla dialettica che vede contrapposte la bellezza ed il bene da una parte e la bruttezza e il male dall'altra. Data la crudezza iperrealistica con cui viene messa in scena la deformità, il film ebbe vita difficile, tra tagli a numerose scene e un ostracismo che in Inghilterra durò per trent'anni.

giovedì 25 ottobre 2007

Frankenstein di Mary Shelley

anno: 1994   
regia: BRANAGH, KENNETH  
genere: horror  
con Robert De Niro, Kenneth Branagh, Tom Hulce, Helena Bonham Carter, Aidan Quinn, Ian Holm, Richard Briers, John Cleese, Robert Hardy, Cherie Lunghi, Celia Imrie, Trevyn McDowell, Gerard Horan, Joanna Roth, Hugh Bonneville, Joseph England, Sasha Hanau, Ryan Smith, Mark Hadfield  
location: Regno Unito
voto: 6

Tormentato dalla prematura scomparsa della madre, il giovane medico svizzero Victor Frankenstein (Branagh) è ossessionato dall'idea di poterla riportare in vita. Inizia così a battere le strade più impervie dell'anatomia per realizzare il suo progetto, che però assume i connotati di una mostruosa creatura (De Niro), assemblaggio di parti umane prese da uomini diversi. La creatura è così orribile da suscitare l'orrore della gente, è costretta a vivere nascosta e isolata ma è d'animo gentile. Decide così di andare alla ricerca del suo creatore, lo trova e gli distrugge la vita.
Il romanzo di Mary Shelley dispensa orrore macabro e morbosità in dosi massicce: all'idea centrale dell'uomo prometeico che vuole sostituirsi alla natura e a "Dio", si aggiunge la relazione semi-incestuosa tra il dottor Frankenstein e la sorellastra (Bonham-Carter) e l'inevitabile dialettica tra bene e male. La confezione appare impeccabile: scenografie e costumi sono superbi, l'ambientazione d'epoca (siamo intorno alla fine dell'800) ben congegnata. Nelle mani di Terry Gilliam o di Tim Burton probabilmente ne sarebbe uscito un capolavoro, La messa in scena di Branagh risulta invece irritante, il suo ego non meno ipertrofico del solito, il suo narcisismo nel mantenersi costantemente al centro della scena intollerabile, la sua megalomania costantemente fuori posto. In più, il film gronda retorica da tutte le parti, i personaggi di contorno sono appena abbozzati e a tenere a galla il film c'è solo la prova maiuscola di De Niro e il romanzo che ha generato il film.    

giovedì 4 aprile 2002

Monsters & Co.

anno: 2002   
regia: DOCTER, PETE  
genere: animazione  
location: Usa
voto: 9  

A Mostropoli c'è la crisi energetica: i bambini, che con le loro urla di spavento forniscono la materia prima per la città abitata da mostri, sono ormai "scafati" e terrorizzarli è diventato un mestiere sempre più improbo. Il guaio è che alla crisi si aggiunge il timore di un'epidemia di chissà quale malattia che potrebbe veicolare una bambina capitata a Mostropoli grazie alle tresche del crudelissimo Randall. Sullivan districherà la matassa e riuscirà a trovare il modo per decuplicare l'accumulo di energia facendo ridere i bambini.
La Pixar non sbaglia un colpo: dopo Toy story e Bug's life arriva un altro capolavoro, un apologo ecologista con risvolti sociologici (l'assuefazione al consumo con la conseguente perdita di emozioni delle giovani generazioni) lastricato di citazioni cinematografiche. Il film diretto da Pete Docter è un concentrato di genialità nel campo dell'animazione, perfezione narrativa, fantasia a go-go, risate e persino qualche lacrima. Aspettando il prossimo…    

domenica 5 agosto 2001

Shrek

anno: 2001       
regia: ADAMSON, ANDREW & JENSON, VICKY  
genere: animazione  
location: Usa
voto: 8

L'orco Shrek vorrebbe continuare a vivere in beata solitudine presso la sua palude. Ma l'invasione di una massa di freaks, scherzi della natura allontanati dal paese vicino - governato a sua volta da un piccolo tiranno - rende ardua l'impresa. Così Shrek - accompagnato da un mulo parlante - accetta la soluzione proposta dall'ambizioso vicino: in cambio del recupero della sua solitudine dovrà sottrarre una bellissima principessa dalla vigilanza di un drago. Quando l'operazione sembra concludersi, tra l'orco e la principessa sboccia l'amore, anche grazie ad un'inattesa somiglianza.
Forse più adatto ad un pubblico adulto che di bambini, Shrek si erge di una spanna su molti dei prodotti dello stesso genere. Qualche faceto riferimento sessuale, qualche rutto e una dose immensa di fantasia sono collocati a corredo di una tecnica di animazione a dir poco stupefacente. Un capolavoro.    

venerdì 18 settembre 1998

Godzilla

anno: 1998       
regia: EMMERICH, ROLAND   
genere: fantascienza   
con Matthew Broderick, Jean Reno, M.Pitillo, Hank Azaria, K.Dunn, M.Lerner, H.Shearer           
location: Usa
voto: 3   


Un lucertolone gigantesco semina il terrore a New York distruggendo qualsiasi cos gli capiti a tiro. Quando la marina militare sembra averlo distrutto grazie ad un missile sottomarino, il problema si moltiplica per duecento: l'animale ha infatti deposto le uova nel sottosuolo della metropolitana. Stavolta l'abbattimento arriva dall'alto: un bombardamento aereo seppellisce i neonati ma non papà Godzilla, che viene massacrato sul ponte di Brooklyn grazie a una trappola congegnata da un biologo (Matthew Broderick) che lavora sulle mutazioni radioattive di cui il bestione sarebbe l'effetto. Ma c'è un uovo che è stato dimenticato... Riprendendo un personaggio caro al cinema nipponico di serie B degli anni cinquanta, Emmerich - autore della sceneggiatura con Dean Devlin, da un soggetto che i due hanno scritto con Ted Elliott e Terry Rossio - punta tutto sugli effetti speciali non curandosi minimamente della storia né del resto. Più che da un essere umano, il film sembra essere stato partorito da Godzilla.    

martedì 29 aprile 1997

Frankenstein

anno: 1931       
regia: WHALE, JAMES    
genere: horror    
con C.Cilve, M.Clarke, J.Boles, Boris Karloff                
location: Svizzera
voto: 6    

Ispirato da una fede cieca nelle possibilità della scienza, il dottor Henry Frankenstein (Clive), con l'aiuto di un aiutante gobbo, dà vita all'inizio dell'Ottocento, in Svizzera, ad una creatura frutto dell'assemblaggio tra corpi diversi (Karloff), utilizzando - per errore del gobbo - il cervello di un criminale morto per impiccagione. Il mostro, una volta fuggito dal laboratorio, non saprà adattarsi al mondo esterno, che lo spaventa al punto da costringerlo ad uccidere. Così, dopo avere gettato il suo demiurgo dall'alto di un mulino, la creatura imperfetta verrà abbattuta dalla folla inferocita, in un'ultima, agghiacciante sequenza in cui viene dato fuoco all'edificio dove il mostro si è rifugiato.
Con altissima tensione drammaturgica di marca espressionista, Whale sonda cinicamente la foga prometeica degli umani, con un racconto teso e freddo tratto dal romanzo di Mary Shelley, nel quale l'essere creato dal dottor Frankenstein, più che suscitare ribrezzo, ispira compassione.    

sabato 11 gennaio 1997

Il gobbo di Notre Dame

anno: 1996       
regia: TROUSDALE, GARY & WISE, KIRK  
genere: animazione  
con le voci di Massimo Ranieri, Eros Pagni e Mietta          
location: Francia
voto: 6

Perfettamente conforme alle funzioni inventariate nel 1928 nella Morfologia della fiaba di Propp (situazione iniziale; divieto violato; il malvagio causa danno; ricevimento del mezzo magico; falso eroe smascherato), oggi ogni prodotto Disney si caratterizza assai più per le tecniche di ripresa e le innovazioni contenutistiche che per la narrazione. La storia, si diceva, è sempre la stessa. Il gobbo Quasimodo, protagonista del celebre romanzo di Victor Hugo, vive isolato in cima alla cattedrale di Notre Dame, a Parigi, dopo che sua madre - una zingara - è stata uccisa dal governatore Frollo. Quando quest'ultimo decide di dare la caccia alla bella Esmeralda, il reietto riuscirà a salvarla. Improponibile per un pubblico di bambini, Il gobbo di Notre Dame affronta su doppio binario il tema della diversità: da una parte quella culturale, discriminatrice nei confronti delle popolazioni nomadi; dall'altra quella fisica, incarnata dalla mostruosità di Quasimodo. Al di là delle ambizioni pedagogiche a cui il film può aspirare, la vicenda si fa apprezzare per la straordinaria ricchezza di inventiva, specialmente quando il ruolo di protagonista è affidato alla popolazione tzigana. Ammirevoli le tecniche di ripresa caratterizzate da lunghissime carrellate. Peccato per l'enfasi eccessiva concessa ai diversi momenti musicali. La voce di Quasimodo è quella di Massimo Ranieri; quella di Esmeralda è di Mietta mentre il cattivo Frollo è affidato alle voce burbera dall'adeguatissimo Eros Pagni.